La mia vita da Cuckold ( la prima esperienza 1/3

di
genere
corna

Per anni avevo raccontato a me stesso che quella sera fosse stata soltanto un incidente: un dolore così forte da confondersi con il desiderio. Ma continuavo a tornarci. Non cercavo di essere tradito di nuovo; cercavo di capire perché l’idea di non essere l’unico, proprio quella che mi aveva fatto impazzire di gelosia, avesse trovato spazio dentro di me.
La fantasia con la mia prima ragazza mi ha accompagnato per anni, facendomi provare emozioni sempre estremamente contrastanti, forti ma che man mano che il tempo passava si affievolivano, dopo alcuni flirt a 24 anni ho trovato una nuova ragazza, più grande di un paio di anni, a quell’età avevamo entrambi ormai una discreta esperienza con il sesso, avevamo avuto entrambi più di qualche rapporto e infatti il sesso è stato sin da subito molto appagante per entrambi, lei, Giulia, era una bellissima ragazza di un metro e settanta, con una terza di seno pieno e tonico e una figura slanciata, due occhi azzurro intenso e capelli a caschetto castani, aveva un’aria po' sbadata e per questo molto sexy, ci siamo conosciuti in discoteca tramite amici comuni ed eravamo finiti a limonare sul sedile posteriore della mia auto fino alle cinque del mattino, non voleva correre troppo e abbiamo deciso di rivederci nei giorni a venire, dopo 3 appuntamenti abbiamo fatto sesso, a casa mia, quando i miei genitori erano via in ferie e da subito il suo calore, la sua foga mi hanno fatto innamorare di lei, ne sono susseguiti mesi intensi di sesso e conoscenza reciproca, l’unica cosa che mi era preclusa era il suo lato B, in quanto non aveva alcuna intenzione di fare sesso anale, per lei era un tabù assoluto,
dopo qualche mese abbiamo deciso di andare a convivere in un bilocale in centro città e questo ci ha permesso di scopare ancora con più frequenza, tutto sembrava andare bene, ma quella fantasia in me non si placava e quando ero solo non perdevo occasione di leggere racconti cuckold o masturbarmi su video dove uomini guardavano la propria compagna insieme ad altri uomini più prestanti e duraturi, questo pensiero ormai mi assillava e nonostante non mi mancasse niente avevo deciso di provare ad accennarlo a Giulia sperando di poter realizzare queste mie fantasie, naturalmente non era facile aprirmi completamente e dirle cosa volevo nello specifico, per cui non era facile affrontare l’argomento, ma ce la feci, una sera, dopo una lunga serata di sesso, dove era venuta due volte, mentre mi stava facendo uno dei suoi sontuosi pompini, non usando preservativi e non prendendo la pillola di solito o gli inondavo la schiena mentre la prendevo a pecora, guardando quel suo magnifico culo, oppure venivo con una sega dopo uno dei suoi meravigliosi pompini, era una di quelle sere, e mentre era intenta a leccarmi la cappella ho deciso di rischiare:
La cosa che mi spaventava non era soltanto la sua possibile risposta. Era che mi guardasse diversamente, che scoprisse quanto quella fantasia mi facesse sentire esposto. Non volevo smettere di essere il suo uomo; volevo capire se potevo raccontarle anche quella parte di me, senza perderla. Per questo, proprio mentre cercavo di essere sincero, continuavo a girare intorno alle parole.
“ oddio che bello, sai che lo succhi proprio bene”
e lei “ mmmhm grazie”
“ volevo chiederti una cosa, ma non so cosa potresti pensarne”
“ dimmi amore, non so se il caso proprio in questo momento ma ok” e lo inghiotti fino alla radice procurandosi qualche conato.
“ sai il sesso tra noi è fantastico, e tu sei così calda e sexy, sai il sesso a me piace tanto”
“ ne abbiamo già parlato, non te lo do il culo, mai e poi mai” poi si riattaccò e riprese a succhiare con maggiore foga
“ no, no amore non è quello, so che non vuoi e non insisterò ancora”
“ allora che altra porcata vuoi propormi? “
Sapeva che sceglievo sempre questi momenti per proporle qualche zozzeria, da un completino intimo spinto, ad un gioco di ruolo, o a convincerla di farla uscire senza mutandine sotto la gonna, con il rischio che qualcuno la vedesse, ecco forse potevo agganciarmi a quella
“ sai quanto mi piaci e quanto mi piace che anche gli altri vedano quanto tu sia bella”
“ si lo so, vuoi che esca stasera mezza nuda, porcone’”
“ no, cioè si sempre, ma pensavo ad altro, un mio amico mi ha parlato di questi posti, dove la gente disinibita, va in coppia e poi, se ci va , poi si fa sesso, con la gente che guarda”
Lei, con ancora il cazzo in bocca, alzo gli occhi verso di me con aria interrogativa
“ si, si chiamano club privé, ce ne sono un po’ nelle grandi città”
“ ah sì? Continua ti ascolto”
“ bè pensavo che mi piacerebbe provare ad andarci, per vedere come è , non si deve far niente se non si vuole. È una sorta di discoteca con poi zone dove ci sono letti e divani e si può fare altro”
“ mmm.. da come ti è diventato di marmo mi sembra che ti piacerebbe proprio provare?”
“ beh si, è un po’ che ci penso, ma non sapevo come dirtelo, sai siamo giovani e tra noi va bene, ma penso che nella vita vada provato tutto no? Poi se non ci piace o sembra squallido possiamo sempre uscire”
“ dunque vorresti far vedere a degli sconosciuti la tua donna nuda che gode?”
E li, io che di norma dovevo spesso aiutarmi con la mano per raggiungere un orgasmo con un pompino, esplosi nella sua bocca, il pensiero di quello che sarebbe potuto succedere ha avuto un effetto esplosivo su di me..
Un po’ adirata corre in bagno a sputare “ potevi avvisarmi che stavi venendo, sai che non amo avere il sapore dello sperma in bocca, comunque che è successo? Non vieni mai così”
“ non so cosa sia successo, forse il pensiero di quello che ti ho proposto, è un po’ che ci penso ed ero molto eccitato”
“ comunque non saprei, cioè sai come la penso, a volte è vero ti accontento uscendo un po’ discinta per farti contento, ma per me il sesso è una cosa privata non da esporre, sono sicura che finirei per irrigidirmi”
Rimasi estremamente deluso, lei se ne accorse ma non disse niente, io le dissi velocemente che era un’idea e che non faceva niente se non voleva e andai a farmi una doccia.
Mentre mi avvolsi nell’asciugamano, finita una bella doccia calda, venne in bagno:
“ solo fra di noi dicevi? E se non me la sento non facciamo niente?”
“ sì, sì certo, è solo per vedere un po’ cosa si prova, sono curioso anche solo di vedere come è”
“ però se non mi piace o non mi sento a mio agio andiamo via subito ok? E non mi piacerà, non farti illusioni, sarò secca come una prugna”
Risi e le dissi “ certo ci mancherebbe, ti amo tanto, grazie”
Passarono un paio di giorni, e le proposi il sabato che veniva, per provare questa esperienza, avevo già trovato nei giorni precedenti un locale in una città vicina, un posto raffinato frequentato da coppie giovani perlopiù e che prometteva bene, non era una serata riservata alle sole coppie ma con la possibilità di ingresso di singoli, ma questo a lei non lo dissi, accettò ribadendo le regole già stabilite e ribadendo che probabilmente sarei rimasto deluso.
Non dirglielo fu una scelta comoda, e lo sapevo. Mi ripetevo che avremmo potuto andarcene quando volevamo, ma la verità era meno nobile: temevo che, sapendolo, Giulia avrebbe detto di no. Mi eccitava l’idea di varcare quella soglia insieme a lei e, nello stesso tempo, mi vergognavo di averle nascosto un dettaglio che per lei poteva cambiare tutto.
“ ma come mi vesto?” mi chiese mentre preparava la tavola e io stavo cucinando, feci finta di capire e le dissi :
“ per cosa?”
“ dai scemo lo sai, per il postaccio dove vuoi portarmi”
Sotto il grembiule un’erezione iniziò a premere, “ qualcosa di sexy? Di sicuro non possiamo andare in jeans e maglietta ehehehe”
“ si per il postaccio che sarà, dove vecchi depravati si accoppiano davanti a tutti”
“ potresti metterti quel vestitino nero che hai preso per me, con la gonnellina corto e sotto le autoreggenti”
“ si certo, poi, come una battona?”
“ ma si, sai che mi eccita, così se va male la serata ci fermiamo in strada nel ritorno a farne una”
“ tu sei matto, in macchina mai”
Quella sera scopammo. Ci misi una foga smisurata, alimentata da quei discorsi e da tutto quello che non ero ancora riuscito a dirle. Lei se ne accorse: mi conosceva troppo bene per non capire che avevo la testa altrove, anche mentre ero lì con lei.
“ ci hai dato dentro stasera, sei riuscito a farmi venire due volte, chissà come mai….?”
E fece un sorriso malizioso. Io risi, ma sentii anche una fitta di paura: per lei era forse soltanto una battuta, per me quella serata aveva già assunto un peso enorme. Non sapevo se desideravo davvero che accadesse qualcosa o se volevo soltanto scoprire fin dove sarei stato capace di arrivare.
La settimana passò così tra lavoro e faccende varie, ero in uno stato di eccitazione perenne ma riuscii ad evitare il sesso sia giovedì che venerdì, volevo che arrivasse bella carica al sabato, e non parlammo più della serata fino appunto a sabato, la mattina ci alzammo, facemmo colazione e poi ci occupammo delle faccende di casa, verso le 16 iniziò a prepararsi, si depilò completamente, lasciando la strisciolina di pelo sopra il clitoride che mi piaceva tanto, si fece la doccia e si truccò, si mise il vestito nero che avevamo deciso e le autoreggenti, la parte superiore delle calze restava mascherata a malapena dalla gonna, era bellissima ed eccitante e glielo feci notare passando spesso in bagno assistendo alla preparazione:
“ che è che stasera mi ronzi sempre intorno?”
Disse mentre si infilava il perizoma nero di pizzo
“ così, sai mi piace guardarti nuda”
“ sì, sì, tanto non farti troppe illusioni, sai che lo faccio solo perché vuoi tu, e perché in un’altra città, sia mai che ci vedono entrare”
Alle 19 partimmo, ci fermammo per un aperitivo e poi la cena, scherzammo e ridemmo come al solito, nonostante una leggera tensione tangibile, finita la cena le dissi:
“ sei pronta? Andiamo?”
“ ok, sicuro tu? Non è meglio che resti un sogno piuttosto che una delusione? Io non faccio certe cose”
Arrivammo al locale, la zona era tranquilla con un parcheggio un po’ nascosto, questo dava sicurezza per la privacy, fuori dal portone non c’erano persone in fila, forse perché era presto, il locale aveva appena aperto, appena entrati l’atrio era molto elegante con luci soft, un pavimento in marmo scuro e mobilio moderno, alla reception l’addetto gentilissimo ci chiese i documenti e ci fece fare la tessera, necessaria per entrare, Giulia si irrigidi e le scappò
“ che facciamo a fare la tessera, tanto non ci torneremo mai”
Lasciamo i cappotti ed entrammo, superate le tende scure che dividevano l’atrio dal locale, entrammo in questa sala molto grande con un bar in fondo, a vista delle scale che portavano al piano di sopra, dove probabilmente c’erano i privé, facemmo un giro nel locale vuoto a sx del bar c’era la sala discoteca e facendo un giro al piano di sopra la zona bagni e docce, la zona fumatori posta in un terrazzino esterno, e la zona privé, la convinsi ad entrare, con la scusa che non c’era nessuno, un lungo corridoio con moquette rossa/bordeaux e una serie di porte con vetro dove all’interno piccole alcove con letti o divani finemente arredati, un altro bar, la dark room e una zona con tanti fori altezza inguine:
“ cosa è questa zona” mi chiese Giulia
“ è la glory hall, dietro a quei pannelli si mettono gli uomini e dal buco, beh mettono fuori il…”
“ e dall’altra parte c’è chi li succhia? Che schifo, certo che sei bello informato?”
«Ma sì, dai, lo sanno tutti», risposi con una risata di circostanza. In realtà sapevo fin troppo, e il modo in cui Giulia mi guardò mi fece temere che lo avesse capito. Avevo immaginato mille volte quel momento; viverlo con lei accanto era tutt’altra cosa.
scritto il
2026-09-21
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