Terme
di
Telemaco_26
genere
gay
Vado alle terme per un weekend tranquillo, in un hotel che conosco.
Al mio arrivo la camera c'è già.
Scendo in piscina tra idromassaggi e acqua termale. Non c'è molta gente. Noto un uomo che mi intriga e non riesco a dire perché: è praticamente glabro, con un bel corpo, ma niente di eccezionale. Ricambia il mio sguardo, sorride, ricambio. Mi piazzo su un lettino defilato, ma che permette lo sguardo sull'ambiente circostante. E' appena uscito dall'acqua anche lui e si mette in una posizione simile alla mia. Non siamo di fronte, ma ci possiamo vedere. Nel pomeriggio mi faccio un massaggio e poi ritorno all'acqua termale. Tra sguardi e sorrisi si arriva all'ora di cena e scendo in sala. Lui arriva dopo. Entrando in sala, mi individua e sorride. Dopo cena esco a fare due passi. Mentre guardo una vetrina, sento una voce: "dopo sguardi e sorrisi, forse ci possiamo presentare". Camminiamo insieme in quella serata non ancora fredda, conversando lungamente, raccontandoci in maniera leggera. Ci avviciniamo, anche fisicamente. Spesso mi sfiora la mano o mi stringe il braccio quasi a trattenermi mentre mi racconta qualcosa. Rientriamo in Hotel anche se non è tardi e sostiamo nella hall ancora un poco. Sono io ad alzarmi per primo: "quasi quasi mi ritiro". Si alza anche lui e saliamo insieme. Siamo allo stesso piano e stesso corridoio, ma quasi agli opposti. Passiamo davanti prima alla sua camera. Mi fermo mentre lui apre la porta. Mi dice: "dai, entra".
Appena in camera, mi abbraccia dolcemente, aderendo completamente al mio corpo e sussurrando: "è da quando ti ho visto che ho voglia di farlo".
Sono io, però, a baciarlo, intrecciando la lingua con la sua.
Viene naturale dormire insieme ed è spontaneo spogliarci a vicenda.
Teniamo gli slip e ancora uno di fronte all'altro ci accarezziamo e guardiamo.
Nè lui ne io abbiamo una forte erezione e il suo pene nelle mutande non sembra particolarmente voluminoso.
Ci sfiliamo gli slip e abbiamo entrambi il pene barzotto. Glielo accarezzo e mi chino a prenderglielo in bocca.
Ed ecco la sorpresa: cresce a dismisura, un pene lungo e grande.
Mi eccito anch'io (e sono ben messo).
Mi ricambia il favore prendendomi il pene in bocca.
Ci spostiamo sul letto e continuiamo con un 69 dolce, lento, che dà tanto piacere.
Ci rimettiamo stesi l'uno di fronte all'altro e le nostre bocche si uniscono, come i nostri corpi.
Facciamo scorrere i nostri peni tra le nostre pance, producendo entrambi precum.
Dolcemente mi chiede: posso mettertelo dentro?
Posso farlo senza preservativo?
Sai, è la prima volta che vado con qualcuno che non sia mia moglie.
Sono sano anch'io, ma preferisco si usi il profilattico.
Lui, comunque, ne ha alcuni della sua taglia.
Ne indossa uno e mi chiede come voglio prenderlo.
"Vorrei cominciare a smorzacandela. Ti va?"
"Sì, ma sappi che sono molto lungo a venire e in questa posizione lo sono ancora di più"
"Intanto cominciamo così. Non abbiamo fretta".
"Ok. Voltati che ti lubrifico".
Inizoa a leccarmi l'ano con la sua lingua ben insalivata. Mi rilasso e lui inizia ad entrare con la lingua.
Poi inizia a lavorarmi con le dita e mi allarga.
"Ora sei pronto".
Si stende e mi posiziono su di lui.
Guido il suo membro al mio ano. Se l'asta è molto larga e lunga, il glande è appuntito, cosa che favorirà l'ingresso.
Il glande è dentro e sento che il resto gli va dietro.
Sento un po' di resistenza e provo a rilassarmi.
Ora ho le natiche appoggiate sul suo addome e lui e completamente dentro di me.
Restiamo così, guardandoci negli occhi.
Con attenzione sposto le gambe e lo invito a tirarsi su col busto. Lo cingo con le gambe e ho la sensazione che vada ancora più in profondità.
Le nostre labbra si avvicinano e le nostre lingue si intrecciano.
Io mi muovo, stringo e allargo il mio ano e lo massaggio.
Lui apprezza.
Si stacca un attimo per dirmi: "forse non durerò a lungo come pensavo".
Baciarci, muovermi con dentro lui, sentire i nostri petti che si strofinano, il mio pene che scivola sulla sua pancia... tutto ci dà piacere, intenso, profondo, duraturo.
"Cambiamo posizione. Vorrei prenderti alla missionaria".
Mi sfilo e mi corico con un cuscino sotto la schiena, così che il mio culo è alto, aperto e accogliente.
Stavolta lui entra un po' più facilmente e una volta dentro si muove su e giù, mentre contraggo ritmicamente i muscoli dell'ano.
"Mi sa che se fai così, tra un po' vengo".
"Anch'io sento l'orgasmo anale salire. Vieni quando e come vuoi".
"Sì, voglio lasciarmi andare".
Continua con le spinte pelviche ritmiche e lente, finché comincia ad ansimare e aumenta il ritmo.
Io sento l'orgasmo imminente: "sto per venire... vengo".
Mentre lui ancora cresce il ritmo, eiaculo provando un piacere che mi sconvolge: godo col culo e col pene. È così intenso che mi sembra di svenire.
Questa mia reazione lo eccita e anche lui viene, dando spinte dure ed emettendo mugolii di piacere.
Siamo arrivati entrambi.
Restando dentro di me, si abbandona su di me, mentre cingo il suo tronco con le mie gambe.
Dopo qualche minuto sento che scivola fuori di me.
Restiamo abbracciati e ci assopiamo.
Ci svegliamo che è notte fonda e decidiamo che è meglio che torni nella mia stanza.
Mi ripulisco e mi rivesto.
Al mattino facciamo colazione insieme, ci godiamo qualche bagno termale e prima di pranzo lasciamo l'albergo. Non ci saremmo più rivisti.
Al mio arrivo la camera c'è già.
Scendo in piscina tra idromassaggi e acqua termale. Non c'è molta gente. Noto un uomo che mi intriga e non riesco a dire perché: è praticamente glabro, con un bel corpo, ma niente di eccezionale. Ricambia il mio sguardo, sorride, ricambio. Mi piazzo su un lettino defilato, ma che permette lo sguardo sull'ambiente circostante. E' appena uscito dall'acqua anche lui e si mette in una posizione simile alla mia. Non siamo di fronte, ma ci possiamo vedere. Nel pomeriggio mi faccio un massaggio e poi ritorno all'acqua termale. Tra sguardi e sorrisi si arriva all'ora di cena e scendo in sala. Lui arriva dopo. Entrando in sala, mi individua e sorride. Dopo cena esco a fare due passi. Mentre guardo una vetrina, sento una voce: "dopo sguardi e sorrisi, forse ci possiamo presentare". Camminiamo insieme in quella serata non ancora fredda, conversando lungamente, raccontandoci in maniera leggera. Ci avviciniamo, anche fisicamente. Spesso mi sfiora la mano o mi stringe il braccio quasi a trattenermi mentre mi racconta qualcosa. Rientriamo in Hotel anche se non è tardi e sostiamo nella hall ancora un poco. Sono io ad alzarmi per primo: "quasi quasi mi ritiro". Si alza anche lui e saliamo insieme. Siamo allo stesso piano e stesso corridoio, ma quasi agli opposti. Passiamo davanti prima alla sua camera. Mi fermo mentre lui apre la porta. Mi dice: "dai, entra".
Appena in camera, mi abbraccia dolcemente, aderendo completamente al mio corpo e sussurrando: "è da quando ti ho visto che ho voglia di farlo".
Sono io, però, a baciarlo, intrecciando la lingua con la sua.
Viene naturale dormire insieme ed è spontaneo spogliarci a vicenda.
Teniamo gli slip e ancora uno di fronte all'altro ci accarezziamo e guardiamo.
Nè lui ne io abbiamo una forte erezione e il suo pene nelle mutande non sembra particolarmente voluminoso.
Ci sfiliamo gli slip e abbiamo entrambi il pene barzotto. Glielo accarezzo e mi chino a prenderglielo in bocca.
Ed ecco la sorpresa: cresce a dismisura, un pene lungo e grande.
Mi eccito anch'io (e sono ben messo).
Mi ricambia il favore prendendomi il pene in bocca.
Ci spostiamo sul letto e continuiamo con un 69 dolce, lento, che dà tanto piacere.
Ci rimettiamo stesi l'uno di fronte all'altro e le nostre bocche si uniscono, come i nostri corpi.
Facciamo scorrere i nostri peni tra le nostre pance, producendo entrambi precum.
Dolcemente mi chiede: posso mettertelo dentro?
Posso farlo senza preservativo?
Sai, è la prima volta che vado con qualcuno che non sia mia moglie.
Sono sano anch'io, ma preferisco si usi il profilattico.
Lui, comunque, ne ha alcuni della sua taglia.
Ne indossa uno e mi chiede come voglio prenderlo.
"Vorrei cominciare a smorzacandela. Ti va?"
"Sì, ma sappi che sono molto lungo a venire e in questa posizione lo sono ancora di più"
"Intanto cominciamo così. Non abbiamo fretta".
"Ok. Voltati che ti lubrifico".
Inizoa a leccarmi l'ano con la sua lingua ben insalivata. Mi rilasso e lui inizia ad entrare con la lingua.
Poi inizia a lavorarmi con le dita e mi allarga.
"Ora sei pronto".
Si stende e mi posiziono su di lui.
Guido il suo membro al mio ano. Se l'asta è molto larga e lunga, il glande è appuntito, cosa che favorirà l'ingresso.
Il glande è dentro e sento che il resto gli va dietro.
Sento un po' di resistenza e provo a rilassarmi.
Ora ho le natiche appoggiate sul suo addome e lui e completamente dentro di me.
Restiamo così, guardandoci negli occhi.
Con attenzione sposto le gambe e lo invito a tirarsi su col busto. Lo cingo con le gambe e ho la sensazione che vada ancora più in profondità.
Le nostre labbra si avvicinano e le nostre lingue si intrecciano.
Io mi muovo, stringo e allargo il mio ano e lo massaggio.
Lui apprezza.
Si stacca un attimo per dirmi: "forse non durerò a lungo come pensavo".
Baciarci, muovermi con dentro lui, sentire i nostri petti che si strofinano, il mio pene che scivola sulla sua pancia... tutto ci dà piacere, intenso, profondo, duraturo.
"Cambiamo posizione. Vorrei prenderti alla missionaria".
Mi sfilo e mi corico con un cuscino sotto la schiena, così che il mio culo è alto, aperto e accogliente.
Stavolta lui entra un po' più facilmente e una volta dentro si muove su e giù, mentre contraggo ritmicamente i muscoli dell'ano.
"Mi sa che se fai così, tra un po' vengo".
"Anch'io sento l'orgasmo anale salire. Vieni quando e come vuoi".
"Sì, voglio lasciarmi andare".
Continua con le spinte pelviche ritmiche e lente, finché comincia ad ansimare e aumenta il ritmo.
Io sento l'orgasmo imminente: "sto per venire... vengo".
Mentre lui ancora cresce il ritmo, eiaculo provando un piacere che mi sconvolge: godo col culo e col pene. È così intenso che mi sembra di svenire.
Questa mia reazione lo eccita e anche lui viene, dando spinte dure ed emettendo mugolii di piacere.
Siamo arrivati entrambi.
Restando dentro di me, si abbandona su di me, mentre cingo il suo tronco con le mie gambe.
Dopo qualche minuto sento che scivola fuori di me.
Restiamo abbracciati e ci assopiamo.
Ci svegliamo che è notte fonda e decidiamo che è meglio che torni nella mia stanza.
Mi ripulisco e mi rivesto.
Al mattino facciamo colazione insieme, ci godiamo qualche bagno termale e prima di pranzo lasciamo l'albergo. Non ci saremmo più rivisti.
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