Massage

di
genere
gay

Sul web avevo trovato un massaggiatore, suggeritomi da chissà quale algoritmo.
Bell'uomo che sembrava pure competente, a giudicare dai post.
E infatti lo è.
Scopro che abita non lontano da uno dei miei percorsi lavorativi.
Lo contatto e fissiamo un appuntamento: ultimo della sua giornata e sulla via del mio rientro un venerdì sera.
Incontro professionale.
Mi accoglie in pantaloni e t-shirt bianchi, a piedi nudi (mi tolgo subito anch'io le scarpe).
Ci accomodiamo in una stanza confortevole dove c'è un bel divano, il lettino e un tavolo con delle sedie, dove ci sediamo uno di fronte all'altro. Dapprima mi sottopone ad una rapida anamnesi; poi mi fa spogliare e io rimango in slip; mi tocca le spalle, la schiena, l'addome... valuta e mi propone il tipo di massaggio.
Mi fa stendere sul lettino e lascio fare: è lui l'esperto.
Inizia il massaggio. Con quelle mani calde e morbide ha un tocco che mi mette a mio agio, mi fa sentire sicuro e libero di abbandonarmi.
Ogni tanto mi chiede come va, con voce calda e pacata.
E davvero molto bravo.
Ne esco con un senso di benessere pieno.
Decido di ritornare e prendo un secondo appuntamento. Prima di uscire mi chiede se per me è un problema mettermi nudo la prossima volta: "Poi, se ti fa stare meglio, mi metto nudo pure io".
Dico che mi sta bene.
La volta successiva, sempre di venerdì, così accade: ci mettiamo nudi entrambi.
Ha un bel fisico, un pene ben proporzionato, ma ad attrarre il mio sguardo e il mio desiderio sono i suoi capezzoli.
Salgo sul lettino a pancia in giù e mentre si muove mi sfiora col suo membro barzotto e mi dice che posso toccare tranquillamente.
Faccio finta di niente.
Mi chiede di salire a cavalcioni sulle cosce e io acconsento.
È davvero attento e rispettoso. La mia fiducia e il mio abbandono crescono.
Appoggia il suo pene sul mio sedere e massaggia la schiena. Prima con le mani, poi con gli avambracci e poi col suo petto, mentre il suo pene sempre più eretto scivola nella fessura tra le mie natiche.
Mi piace.
Respiro profondamente ma non dico nulla.
Scende e mi fa girare a pancia in su.
Sempre massaggiandomi, mi sfiora col suo membro sempre più eretto: ho la sensazione sia bagnato.
Ancora mi chiede di salire a cavalcioni sulle cosce e ancora acconsento.
Prima di massaggiarmi il petto, prende delicatamente le mie mani e le porta sul suo pene, che volentieri accarezzo insieme allo scroto.
Il massaggio sul petto è fatto di carezze, che indugiano sui capezzoli.
Mi dice: "sai, a me piace molto quando mi toccano i capezzoli. Mi fa impazzire".
Con una mano continuo ad accarezzare il suo pene umido di precum; con l'altra passo da un capezzolo all'altro stuzzicandoli.
"Il massimo è quando me li leccano e succhiano", mi dice.
Mi balena un pensiero: da quando li ho visti, ho voglia di succhiare quei capezzoli.
"Si può fare", gli dico, "perché non ti siedi sul divano e io mi accoccolo sulle tue braccia e ti succhio i capezzoli, mentre mi tieni come fa una mamma col bimbo?"
Acconsente, sempre dolce e pacato.
Mi metto a succhiare il suo capezzolo, mentre lui mi sorregge il capo con un braccio e mi accarezza la testa con l'altra mano.
Mi abbandono e continuo a succhiare dolcemente, succhiare e leccare.
Il suo respiro è profondo e regolare, facendo alzare e abbassare il suo petto glabro.
Con una mano raggiungo il suo pene eretto e lo accarezzo dolcemente.
Sto proprio bene e si rinnova il piacere di abbandonarmi a lui, di sentire tutta la sua cura, la consistenza di quel capezzolo che si è fatto turgido.
Sento l'odore del suo corpo maschile e pulito...
Non so quanto siamo andati avanti, ma era bellissimo.
"Se continui così, vengo", dice lui.
"Se vieni, ti bevo", dico io.
Ad un tratto aumenta il respiro e sussurra: "sto per venire".
In un attimo sono in ginocchio tra le sue gambe, ingollo il suo pene, succhio ed ecco che mugolando mi riempie la bocca del suo sperma.
Ha un buon sapore.
La ingoierei, ma non lo faccio. Aspetto abbia finito di eiaculare. Sento che il pene si contrae ancora ritmicamente...
"Non ingoiare", mi dice.
Tengo lo sperma in bocca.
"Fa come ti dico", mi dice ancora.
Mi fa sedere sul divano. Ho il pene in piena erezione e pieno di precum. Si lubrifica l'ano con la saliva e in un attimo si impala su di me.
Si muove dolcemente e mi bacia, rubandomi il suo sperma buono.
Ce lo rubiamo a vicenda, mentre lui si muove su di me, contraendo l'ano e massaggiandomi così l'asta dentro di lui.
Tutto è dolce e piacevole.
Sento che il suo pene è di nuovo eretto.
Ci baciamo e ci muoviamo sempre più appassionatamente, finché sento l'orgasmo salire lento, ma inesorabile.
Glielo dico.
E lui: "Sai, sto per venire ancora - dice - succhiami i capezzoli".
Lo faccio e nel mentre vengo con un orgasmo lunghissimo e intenso, succhio e mordocchio i suoi capezzoli.
Lui ansima e continua a muoversi con me dentro: "cazzo, vengo... vengo..." e mugolando mi viene sulla pancia.
Si abbandona su di me, con me ancora dentro.
Restiamo a lungo così, dolcemente.
Io lo abbraccio e gli accarezzo la schiena; lui ha la fronte sul mio collo e mi abbraccia, poi mi bacia il collo e mi accarezza la testa.
Pian piano, si alza e mi fa uscire da lui.
Ad un tratto sospira e saggiamente mi dice:"Andiamo a farci una doccia?", sempre con quella voce profonda che mi emoziona.
Facciamo una lunga doccia insieme, insaponandoci e accarezzandoci a vicenda, facendo scorrere l'uno sul corpo dell'altro l'acqua calda al punto giusto.
Non resisto e avvicino la bocca a succhiare ancora quei meravigliosi capezzoli.
Lui mi lascia fare.
Non smetterei più.
È tardi e ho un po' di strada da fare. Ma che importa? Domani è sabato.
"Vuoi dormire da me?"
"Solo se mi dai ancora i tuoi capezzoli."
"Certo, tutte le volte che vuoi".
scritto il
2026-09-18
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