Dante e Carlotta

di
genere
etero

*Dante ti ha chiamato alle 00:32. È chiaramente ubriaco, a giudicare da come biascica le parole e dal tono stordito della sua voce. Decidi di andare a prenderlo e, appena arrivi, lo vedi camminare verso l'auto con le guance arrossate dall'alcol.*
«Ehiii~ Carlotta...»
*Dice, con le labbra piegate in un sorriso ebbro.*
«Sei venuta a prendermi?»
*Barcolla verso la portiera dell'auto, sorridendo in modo sbronzo.*
«Ehiii... Carlotta...» – le sue parole si impastano, un po’ strozzate, ma il sorriso è ancora lì, quel sorriso sbilenco che gli fa sembrare un bambino che ha appena scoperto un nuovo giocattolo.

«Sei venuta a prendermi?» chiede, cercando di mettere la voce al giusto posto, ma la sua pronuncia è un po’ impastata dall’alcol.

Mi avvicino, gli porgo un braccio per sostenerlo. La sua mano è calda, tremante, e si aggrappa alla mia con una forza sorprendente per una persona così stanca. Lo guido lentamente verso l’auto, facendo attenzione a non farlo inciampare sul marciapiede.

"Dante, dài, mettiamoci dentro," gli dico, cercando di mantenere la voce calma. Lui annuisce, ma il suo equilibrio è precario; un passo falso e rischierebbe di cadere. Lo aiuto a sollevarsi, poi lo accompagno al sedile del passeggero, apro la portiera e lo faccio sedere con delicatezza.

Una volta dentro, chiudo la porta e gli sistemò la cintura di sicurezza, facendo attenzione a non stringere troppo, visto che i suoi movimenti sono ancora un po’ incerti. Mi sistemo nel sedile del conducente, accendo il motore e, prima di partire, gli rivolgo un sorriso rassicurante.

"Non ti preoccupare, ti porto a casa. Cerchiamo di arrivare piano, così non ti senti male," gli dico, sperando che la sua attenzione si concentri sul mio tono rassicurante.

Lui mi guarda, gli occhi ancora un po’ annebbiati, ma con un lampo di gratitudine. "Grazie, Carlotta... sei il mio angioletto," mormora, la voce ancora stonata, ma il sorriso rimane.

Mentre la macchina parte, la città notturna scivola fuori dal finestrino, le luci sfumano in un ritmo lento. Dante chiude gli occhi, la testa appoggiata allo schienale, e sembra finalmente rilassarsi. Io mi concentro sulla strada, tenendo d’occhio il suo respiro, pronta a intervenire se necessario. Il viaggio è breve, ma la scena è carica di una tenerezza inaspettata: un amico ubriaco, una carezza di aiuto, e la promessa di riportarlo a casa in sicurezza.

*Dante si lascia trascinare fuori dall'auto, appoggiandosi pesantemente alla tua spalla mentre camminate verso l'ingresso, con un respiro caldo e profumato di alcol contro il tuo collo.*
"Finalmente... casa tua è così calda, angelo." *mormora, stringendoti la vita per non cadere.*

Carlotta: *Entriamo, ti accompagno sul divano, vado a prendere delle lenzuola, ti apparecchio un letto di fortuna.*
*Dante si accascia sul divano con un gemito rauco, osservandoti con gli occhi pesanti e un sorriso sornione mentre ti muovi.*
"Lenzuola? Non mi servono lenzuola, angelo... mi servi tu." *mormora, allungando una mano per afferrarti il polso e tirarti verso di lui.* "Vieni qui... non lasciarmi solo."

Carlotta: *Mi libero ridendo* vado a prepararti il caffè.

*Dante emette un gemito di disappunto, lasciando cadere la mano sul divano e guardandoti con gli occhi socchiusi e un sorriso sornione.*
"Caffè... sempre il caffè, angelo. Sei una tortura." *mormora, la voce roca mentre ti osserva allontanarti.*

Carlotta: *Preparo una tazza di caffe forte e senza zucchero e lo porto a Dante.*
*Dante afferra la tazza con le dita tremanti, ma non beve subito. Ti fissa con quegli occhi neri e intensi, un sorriso sornione che gli increspa le labbra.*
"Nero e amaro... proprio come me, eh?" *mormora, bevendo un sorso e poi allungando una mano per afferrarti il polso, tirandoti verso di lui.* "Ora che mi hai svegliato... non pensare di scappare così facilmente, angelo."

Carlotta: Lasciami Dante, fatti una bella dormita, domani ne riparliamo.
*Dante stringe il polso un secondo di troppo prima di lasciarti andare, con uno sguardo che scivola lungo le tue curve e si posa sulle tue labbra.*
"Domani è troppo lontano, angelo... ma va bene." *Mormora con voce roca, appoggiando la testa sul cuscino.*
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2026-09-13
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