Zombie - 2

Scritto da , il 2022-11-17, genere pulp

Cammino silenziosamente appiccicata ai muri per le strade distrutte di New York, cercando di ritornare nella zona sicura senza fare altri spiacevoli incontri. Sono ancora mezza nuda e non voglio che altri zombie mi vedano così, devo trovare assolutamente trovare dei vestiti prima di tornare dagli altri. Devo dirgli quello che è successo, che presto sarò una non morta arrapata. Non siamo più solo dei semplici sopravvissuti, ma siamo una famiglia, glielo devo.
Per una volta la fortuna sembra assistermi, c'è un negozio dall'altra parte della strada con la vetrina sfondata ma i manichini ancora vestiti. Corro lì e sfilo la maglietta e i jeans e li indosso velocemente, evitando di restare sulla soglia più a lungo di quanto non sia strettamente necessario: dentro potrebbe esserci qualcuno e non voglio che si ripeta l'episodio del minimarket. Certo, ormai sono fregata, quindi perché non approfittarne e godere al massimo finché posso? Ecco, la trasformazione è già iniziata, nonostante Jerry e l'altro zombie mi abbiano fatta godere neanche una mezz'oretta fa, sono di nuovo bagnata. Prima che diventi una di loro, l'infezione deve uccidermi, e il tempo che passa diventa sempre meno. All'inizio dell'epidemia potevano passare anche alcuni giorni prima che la febbre ti uccidesse per poi farti risvegliare dopo pochi minuti. Con il passare degli anni, la morte avviene a distanza di pochi minuti, ma con la cura che ci hanno iniettato, i minuti sono diventati ore.
Continuo a camminare in silenzio, coltello alla mano. Passo davanti ad un vicolo: uno zombie è seduto a terra con le gambe allungate, i pantaloni alle caviglie, il cazzo eretto. Ce l'ha così grosso che posso vederli le vene da qui. Ha la testa piegata da un lato e le braccia molli. Probabilmente è morto, qualcuno lo avrà ucciso, altrimenti si sarebbe già alzato per rincorrermi, per mangiarmi o per scoparmi. Mi avvicino solo un po', voglio vederlo meglio. Essendo già persone morte e con la pelle deteriorata e avendo un tanfo di putrefazione, è difficile capire da lontano se uno di loro sia effettivamente morto oppure no. Ho il coltello pronto a colpirlo al cervello nel caso in cui si stia solo facendo una pennichella. Ma, essendo già stata infettata, anche se mi mordesse non cambierebbe niente. Non riesco a togliere gli occhi dal suo cazzo, è grosso quanto il mio braccio e non posso far altro che immaginare quanto debba essere bello averlo dentro. No! È l'infezione che si sta diffondendo che mi fa fare questi pensieri. Controllo, lo uccido se necessario, e di corsa all'appartamento. Mi fermo accanto a lui, ma non si muove, se fosse stato vivo a quest'ora sarei già sotto di lui. Con mio dispiacere, una parte di me lo sperava. Rimetto il coltello nella cintura e mi volto per andarmene. All'improvviso due mani grandi e forti mi afferrano per le caviglie buttandomi a terra. Mi ci vuole un attimo per capire cosa è successo e che il mio amico non è poi così morto come voleva far credere. Scalcio e mi dimeno per cercare di liberarmi e afferrare il mio coltello che ho rimesso via troppo presto. Lo zombie però me lo impedisce, con sue le gambe ha immobilizzato le mie e con un mano mi tiene le braccia sopra la testa. Sento il suo cazzone premermi alla base della schiena e al ricordo della sua bista perdo del tutto la lucidità. Ormai sono morta comunque.
Mi arrendo e smetto di combattere conto lo zombie, sono completamente alla sua mercé, e lo capisce anche lui perché sento i grugniti di apprezzamento che fa vicino al mio orecchio. Con una mossa mi fa voltare e inizia a leccarmi la base del collo, la guancia e l'angolo della bocca. Con le mani invece inizia a strapparmi i vestiti di dosso. Peccato, li avevo appena trovati ed erano puliti. Lo lascio fare e spingo il bacino verso di lui bramandolo. Si stacca e mi guarda con un ghigno soddisfatto. "Puttana" mi dice, poi con la bocca scende sui miei capezzoli e inizia a torturarli leccandoli e tirandoli con i denti. Gemo e mi inarco desiderandone ancora. Da quando sono infetta ho così voglia che ho perso ogni pudore.
Con una mano mi afferra la figa e inizia a premere e tirare le grandi labbra.
"Puttana tanto bagnata" dice staccandosi dai miei capezzoli per leccarsi le dita che ha sfilato da dentro di me. Penso che se non godo subito potrei impazzire. Allargo le gambe ancora di più per invitarlo, dubito che mi capisca se lo faccio con le parole. Lo zombie afferra al volo e con uno strattone mi divarica le gambe talmente tanto che potrebbero staccarsi da un momento all'altro. Mi un'altra carezza brutale e poi inizia a leccarmi l'interno coscia facendo dei movimenti circolari e avvicinandosi sempre di più alla mia apertura. Intanto con le mani mi tiene le gambe ben aperte. Muovo il bacino avanti e indietro accogliendo la sua lingua che intanto ha raggiunto il mio clitoride, finalmente. Gemo così forte e non riesco a controllarmi, infatti non mi ci vuole molto per esplodere in un orgasmo. Lui mi lecca per bene tutti gli umori, ma mi sento ancora insoddisfatta. Lo zombie mi afferra per i fianchi e mi ribalta, facendomi trovare con la faccia a terra. Sussulto quando sento i capezzoli sbattere contro l'asfalto freddo, ma non dura molto perché lo zombie mi prende di nuovo per i fianchi e mi porta il culo in alto. Con una mano mi tiene la testa ferma a terra e intanto fa scorrere la lingua tra le mie natiche per raggiungere di nuovo la figa. Se possibile, sono ancora più eccitata di prima.
"Qui odore di altro sperma. Puttana già scopato" dice e stringe la presa sui miei capelli. Immediatamente, mi arriva una sberla sul culo.
"Ah!" urlo sia per il dolore che per la sorpresa. Non credevo che questi esseri potessero essere gelosi.
Subito dopo arriva un altro schiaffo, seguito da un altro e un altro ancora, sempre più forte. Sento il sedere che mi formicola, e ho gli occhi umidi, ma l'eccitazione è più del dolore. Inarco la schiena e spingo il culo più in aria che posso, pronta a riceverne ancora, ma sento qualcosa che mi entra dentro. Mi ha penetrata la figa finalmente. Si muove velocemente arrivando fino in fondo, la mia pelle sbatte contro la sua decomposta. Lo sento dentro, così grosso e così in profondità che temo possa squarciarmi. Io cerco di assecondare i suoi movimenti nonostante lui mi tenga ben ferma. Sento di essere vicina ad un nuovo orgasmo, le mie carni si stringono sul suo cazzo, e se ne accorge anche lui perché rallenta il ritmo. Va così piano che quasi si ferma, eppure non l'ho sentito venire. Alla fine esce da dentro di me e mi fa sentire il cazzo ancora duro tra le natiche.
"Puttana non merita di venire" dice spingendomi ancora a terra. Vorrei protestare, chiederne ancora e ancora, ma, oltre al fatto che non mi capirebbe, non me ne da il tempo. Si alza in piedi, mi mette in ginocchio e mi spinge tutto il cazzo in bocca. Mi tiene dai capelli e mi muove la testa. Mi arriva fino in fondo alla gola e va così veloce che fatico a respirare. Poi una valanga di liquido caldo mi si riversa in bocca. Lui sfila il cazzo, ora più piccolo e molle, e mi mette una mano sulle labbra costringendomi a ingoiare il suo sperma. Lo faccio senza proteste e stringo a cosce cercando di darmi in piacere che mi ha negato. Quando se ne accorge mi spinge a terra impedendomi di venire di nuovo a un soffio dall'orgasmo.
"Puttana non merita di venire" ripete sghiganzzando.
Si allontana e prende da un cassonetto una corda, e prima che me ne renda conto mi lega le mani contro una rete. Con un altro pezzo di corda, invece, mi lega una caviglia alla recinzione, facendo in modo che resti ferma e con le gambe aperte. Si guarda ancora intorno, alla ricerca di qualcos'altro, non so bene di cosa. Mi dimeno per liberarmi e ucciderlo, ma i nodi sono troppo stretti e il mio coltello troppo lontano. Lo zombie ritorna poco dopo con una bottiglia ammaccata, proveniente dal cassonetto, e con un colpo secco me ne fa entrare più di metà nell figa. La muove un pochettino e poi la lascia lì appesa e penzolante.
Mi guarda e ride. "Ora puttana avere quello che merita" mi lancia un'altra occhiata e se ne va lasciandomi nep vicolo appesa e legata a quella maledetta rete e con la figa piena. Mio malgrado, non posso fare a meno di pensare che questa poteva essere la migliore scopata della mi vita. Una volta rimasta sola, cerco di divincolarmi per liberarmi dalle corde e mi struscio sulla bottiglia per avere quell'orgasmo tanto negato. Ma non si muove niente, né le corde, né tanto meno la bottiglia mi da piacere, resta ferma incastrata nella figa. Vorrei urlare, chiedere aiuto, ma io e lo zombie abbiamo già fatto abbastanza rumore e non vorrei che ne arrivasse qualcun'altro e mi trovasse così. Anche se, sarei tentata di farlo, tanto trovo eccitante la situazione.
E quindi, è in questo modo che succederà, è così che morirò e mi trasformerò anch'io in un essere senza cervello, assetata di carne umana e cazzi.

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