Sesso pelle e stivali – l’insolito show room del produttore napoletano di stivali

di
genere
feticismo

Valeria si è innamorata della marca di scarpe e stivali “C” (metto solo l’iniziale per non far pubblicità !) che ha visto su internet e che produce modelli molto fantasiosi, artigianali, interamente in pelle; addirittura, nell’ampia scelta di colori, dichiara di aver bisogno di 5-7 giorni per produrli sul momento nella taglia e con le personalizzazioni richieste.
Ci sono decine di modelli, prevalentemente senza zip, come piacciono a noi, molto alti, con tacco o zeppa interna, veramente sexy ed attraenti ed anche a buon prezzo; sul sito di “C” sono indossati da due splendide e sensuali modelle, (una mora e l’altra bionda come da tradizione) valorizzandone reciprocamente l’aspetto.
Valeria mi chiede di comprargliene due o tre modelli per allargare la già vasta gamma di indumenti di pelle da coinvolgere al più presto nei nostri giochi erotici. Vedo che la fabbrica con show room annesso è a Marano, vicino Napoli, dove devo recarmi per lavoro; quindi, decido di non ordinare via internet, ma di fare una capatina per toccare con mano la qualità del prodotto ed annusare il mio elemento erotico preferito.
Finita la mia riunione di lavoro a Napoli, raggiungo via San Rocco a Marano e trovo facilmente la vetrina dello Show Room di “C”; mi accoglie un accattivante e giovane proprietario napoletano, che dopo aver saputo che vorrei acquistare tre o quattro paia di stivali, mi guida tra gli scaffali illustrando alcuni modelli; quando mi chiede come mai ne voglio più di un paio, non resisto ad accennargli della passione per “sesso pelle e stivali” che condivido con la mia fidanzata e varie altre occasionali partner; anzi che una volta testato il prodotto, potrei farne omaggio anche alle altre amiche per attrezzare meglio il loro guardaroba di cui poter godere nel vero senso della parola.
Il proprietario – si è presentato come Giorgio – mi dice: “ma per un cliente così attento, esperto ed appassionato, non basta uno sguardo sommario dagli scaffali, chiamo le nostre due indossatrici per farti avere una dimostrazione più “efficace” in una delle nostre salette riservate”
Poco dopo mi presenta due napoletane veraci: Alice (la mora delle foto sul sito) e Greta (la bionda), entrambe molto carine, alte 1,75 con un corpo scolpito, proprio da modella e labbra sensuali, invitandomi a scegliere la mia preferita e indicarle i modelli che vorrei veder sfilare indossati. Ovviamente scelgo Alice – pur a malincuore per ciò che lascio – ma le more sono il mio debole.
Sfogliano il catalogo, indico i modelli dai nomi accattivanti che desidero vedere indossati da Alice: Furia, Flaminia, Orietta, il largo e floscio Soraya, 1578, l’arrapante Furia 1590 con ampia svasatura dietro al ginocchio, Hummer e gli altissimi (ben 78 cm di gambale !) Cesare e Paris 259 e 261, sia con tacco che basso con zeppa interna; per i colori dò loro libertà di spaziare, variando a seconda dei modelli
Alice molto professionale, mi accompagna in una delle salette riservate e mi fa accomodare su un divanetto di pelle; passano pochi minuti e Giorgio con un commesso porta le molte scatole richieste (Alice indossa il 37) e mi assicura che durante la sfilata nessuno ci disturberà; poi entra lei, si è cambiata d’abito indossando un vestitino corto di nappa nero, calze scure, scalza, bellissima. Fatti i dovuti convenevoli, apre la prima scatola e indossa sensualmente il primo stivale alto, morbidissimo ed odoroso, lo carezza lungo la sua gamba affusolata tirandolo su, cammina per la saletta, poi mi viene vicino e mi dice: “ecco il primo stivale, senti com’è morbida la pelle, sentine il profumo autentico, la consistenza … a me provoca un brivido ogni volta che lo indosso … e mi pare che anche tu non rimanga indifferente … toccalo, stringilo pure … mi fa piacere …”. Il secondo e il terzo modello subiscono lo stesso trattamento, mentre quelli sfilati vengono lasciati vicino a me ed a portata del mio olfatto. Alice si fa sempre più ammiccante, fino ad appoggiarmi uno stivale calzato sulla coscia per saggiarne le qualità (operazione che mi permette di vedere sotto il vestitino di nappa, ben oltre al bordo delle sue autoreggenti, che non indossa mutandine), ma la qualità più apparente è la visibile erezione che il trattamento sta provocando al mio ramo fra le cosce … Alice finge di accorgersi solo ora del vistoso rigonfiamento e facendo boccuccia mi dice: “ma tutti questi stivaloni di pelle ti stanno creando disagio ?! … Fatti mettere meglio a tuo agio … voglio che tu sia comodo e senza costrizioni … abbiamo ancora tanto da “provare” … “ Detto ciò, si inginocchia tra le mie gambe, apre cintura e zip dei pantaloni e tira giù anche le mutande, provocando lo svettare della mia nerchia, dura e tesa come un obelisco, con la cappella paonazza … Alice: “ma questo enorme bambino vuole anche lui sentire com’è la pelle di questi stivali, sei un cattivone Andrea, non si tiene nascosto e allo scuro un simile tesoro …” dicendo questo avvolge la spranga di carne in uno degli stivali ai miei piedi e comincia a masturbarla energicamente. E’ il caso di dire che io rimango di sasso mentre Alice coccola il mio cazzone, fino a cominciare a lambirne la cappella che sporge dalla pelle dello stivale con labbra e linguetta, ansimando eccitata; non posso che prenderle la testa e spingere per fare in modo che la spranga entri fra le labbra, fino alla sua gola profonda. Dopo pompate profonde, Alice mi spinge spalle a terra e sforbiciando lo stivalone Cesare 261, si mette in 69, continuando a pompare il mio cazzo duro fino in gola ed offrendomi la sua passera umida da leccare. Faccio appena in tempo ad afferrare il morbido Soraya marrone, arrotolarne l’imboccatura e ficcarglielo su per la passera, per poi leccare la sua clitoride e lo stivale; al trattamento Alice reagisce, mettendosi a quattro zampe e pregandomi di sbatterle la mia mostruosa nerchia dentro: “ti prego continua a limarmi lo stivale in fica, poi sfondami, scopami tutta, lo voglio sentire fino in fondo all’utero e poi nel culo.” Procediamo con tutto il repertorio sesso pelle e stivali, distesi fra tutto quel ben di dio e quel forte odore di pelle. Alla fine, completamente soddisfatto io e completamente coperta di sborra su vestito di nappa, stivali e faccino angelico Alice, ci ricomponiamo e ripuliamo; rimettiamo ogni stivale nella sua scatola, non prima di averlo ancora annusato, leccato e strofinato sul suo sesso infiammato.
Quando esco dalla saletta Giorgio mi accoglie con un sorrisino e dice : “il cliente è soddisfatto ? Ha provato per bene la nostra “marce migliore”… in questo show room i buoni clienti li trattiamo così … sperando che comprino molto e tornino presto … Andrea, quando vuoi puoi tornare anche con la tua signora, così gli stivali li prova anche lei … Non dimenticare che c’è anche Greta che ti aspetta, oggi è rimasta molto male di non essere stata scelta e vorrebbe rifarsi …”
Compro tutti gli stivali menzionati e provati, di vari colori per variare, non li posso portare via tutti quanti perché di alcuni bisogna produrre il numero di Valeria, oggi non disponibile … Così Greta è sicura che ce ne sarà anche per lei, quando verremo con Valeria a provare la merce da ritirare !!!!
scritto il
2026-09-03
3 9
visite
0
voti
valutazione
0
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.