Sesso pelle e stivali – la schiava romana

di
genere
feticismo

Buongiorno, sono Andrea, Stivalero per i lettori dei nostri precedenti racconti su altra piattaforma; sono il compagno di StiValeria, che qui ha già scritto, con cui condivido la passione sfrenata per il sesso feticista in pelle e stivali; ne abbiamo fatto di tutti i colori, coinvolgendo amici, colleghi, professioniste … e chi più ne ha, più ne metta … in ogni buco possibile !
Ciò nonostante, siamo entrambi sempre in cerca di nuove esperienze, soprattutto quando siamo lontani l’uno dall’altra. Lo scorso mese ho dovuto rimanere un’intera settimana a Roma, presso la filiale della multinazionale per la quale lavoro; a differenza della sede milanese e di un paio di succursali che ho visitato di recente (Parma e Pisa), Roma è un mortorio: tutta gente serissima e niente colleghe carine e disponibili con cui sperimentare la nostra passione per il sesso in pelle e stivali. Lamentandomi con un amico di vecchia data, ricevo un’insolita dritta: in centro a Roma c’è un vero e proprio “Dungeon attrezzato” (in altri tempi si sarebbe detto un bordello per pratiche sado-maso !) nel quale avrei potuto sperimentare anche pratiche fetish con schiavette/padroncine switch moooolto disponibili ! Che dire ? Davanti alle novità non mi tiro mai indietro anche se la sopraffazione, la violenza e il dolore col sesso, secondo me non ha proprio nulla a che fare: ogni cosa deve vedere le parti consapevoli e consenzienti !
Un pomeriggio piovoso, annoiato, decido di chiamare il numero che mi è stato dato; mi risponde la voce di una donna anziana, gentilissima, che specifica di essere solo il tramite per conoscere i miei desideri, che la “signorina” poi esaudirà; le spiego cosa cerco e cosa assolutamente non voglio, preciso che vorrei fare l’incontro tra un’oretta; la signora mi risponde : “troverà Ludovica, mora 30anni, quarta di seno, alta 1.78, molto remissiva, ma aperta a tutto e … “dappertutto”, anche al mio feticismo; la troverà con un discreto guardaroba di pelle da indossare, ma solamente quattro paia di stivali di pelle, ce ne sarebbero anche altri da mistress, ma della misura della seconda signorina, oggi non disponibile.” La spiegazione è arrapante, il rating molto alto, ma oramai la mia curiosità ha preso il sopravvento e fisso l’appuntamento presso la location, che è vicino al mio hotel, certo che non si tratterà di un banale incontro con la solita escort.
Il tempo di doccia, profumo ed abito impeccabile da sera e sono a suonare il campanello del vecchio e discreto palazzo che mi è stato indicato; mi apre un’anziana ed elegante signora, che mentre mi accompagna mi spiega le regole della casa, introducendomi nel Dungeon dice: “di solito chi chiede pelle e stivali preferisce un atteggiamento da mistress, ma Ludovica saprà certamente accontentarla “in tutto”, nel rating è compreso tutto quello che vorrà fare in un’ora / ora e mezza, senza limiti, senza fretta. Ludovica si sta vestendo come da Lei gradito e qui trova tutti gli altri capi di pelle richiesti: si tratta di abiti e stivali di pregio, spesso firmati, per cui la prego di trattarli con cura, le auguro buon divertimento !” Detto ciò mi lascia in una grande sala, luce soffusa, rivestita di velluto rosso e piena di attrezzi per il sado-maso: gabbie, croci, cavalletti, gogne, catene, fruste e un ampio letto con una copertura di cuoio nero, il cui profumo satura l’ambiente; accanto al letto ci sono tre paia di stivali alti oltre il ginocchio e una rastrelliera con parecchi vestiti, alcuni di pelle, ma non faccio in tempo a frugare tra la pelle, perché entra Ludovica: una splendida trentenne, alta, con uno stretto corpetto di cuoio che contiene due grandi tette dure, una minigonna portafoglio, e stivaloni alti alla coscia, morbidi, splendidi e invitanti, morbidi guanti oltre il gomito, tutto di cuoio di colore grigio chiaro, moooolto arrapante. Ludo ha due labbra grandi e carnose sormontate da splendidi occhi verdi e folti capelli neri mossi, e arrivata a metà della stanza mi dice: “buonasera padrone, posso avvicinarmi ? Sono di suo gradimento ? Vuole ispezionare il mio corpo prima di disporne come meglio crede ?...” mi avvicino io ed eseguo un’attenta ispezione del suo corpo, palpando il cuoio grigio che lo ricopre, sfiorando le sue labbra con le mie ed annusando profondamente il suo fiato floreale e il profumo del cuoio, poi le dico: “sei molto di mio gradimento, sei bellissima e arrapante; io adoro fare sesso con ragazze inguainate in pelle e stivali, non limitandoci a guardare quello che indosserai, ma coinvolgendolo nell’atto sessuale, non intendo farti subire alcuna pratica sado, sarai tu a dirmi cosa ti procurerà piacere. Prima di baciarti profondamente voglio che la tua e la mia bocca sappiano di pelle e cuoio, per cui mentre io lecco quello che indossi, tu prendi un altro stivale di pelle, arrotola l’imboccatura del gambale e fagli un pompino profondo …” Le porgo lo stivale da spompinare, la spingo verso la cavallina al centro della sala (anche questa ricoperta di cuoio nero) dove la faccio piegare a 90, poi inizio a leccarle lo stivalone, risalendo fino alla gonnellina di cuoio che lecco, per poi scansarla dal suo culo – che trovo nudo, senza mutande – e fattole infilare le dita della mano guantata libera, sia in culo che nella pussy, aggiungo alle sue dita la mia lingua, leccando guanti, fica e sfintere. Poi la giro e comincio a risalire con la lingua sul cuoio grigio di gonna e corpetto, fino alle sue tette, che tiro fuori per ciucciare i capezzoli puntuti; ludo intanto continua con devozione a spompinare lo stivale, infilandoselo fino in fondo alla gola e sbrodolandolo di saliva, stringendolo col guanto; mi fermo ed intimandole di non smettere di spompinare lo stivalone le chiedo di spogliarmi lentamente, cosa che Ludo fa con grande maestria, carezzando le mie progressive nudità coi guanti, sino ad impugnare il mio sesso duro e dritto per strusciarlo sul cuoio di stivaloni e vestiti, mentre il terzo stivale le pende dalla bocca serrata. A questo punto le sfilo lo stivale che stringe tra le labbra e la spingo sul letto, le divarico le cosce stivalate e comincio a ficcarle lo stivale bagnato della sua saliva nella fica, lo spingo fino in fondo, mentre le dico “continua tu a scoparti col gambale, ora che sappiamo entrambi di cuoio e pelle, possiamo baciarci.” Rimaniamo avvinghiati a limonare, mentre io mi godo la pelle che la inguaina e Ludovica si scopa col gambale del suo secondo stivale. Le tiro su le cosce e spingo il mio cazzo duro nella sua fica già ingombra di pelle morbida, i suoi stivali si sforbiciano sui miei fianchi e si stringono al mio culo obbligando il mio cazzo a penetrare d’un colpo a fondo nella fica fradicia, scorrendo sulla pelle dello stivale che la ingombra. Comincio a scoparla furiosamente, sfondando e slargando la sua intimità. Prima di cedere alla sborrata, mi sfilo di colpo dalla sua stretta fodera e le dico: “ora anche l’ho strusciato sullo stivale nella tua fica, anche il mio cazzo sa di pelle, succhialo e spompinalo fino in fondo alla tua gola.” , lei risponde: “si mio padrone e mio bastone, ma consentimi di offrire contemporaneamente alla tua lingua il mio sesso fradicio e ingombro di stivale, affinché tu possa dissetarti …” si mette in 69 sul letto e ingoia tutto il mio cazzo in quelle splendide labbra e lo pompa fino a farsi venire canati di vomito; io intanto mi lecco la sua clitoride e la pelle dello stivale, finché sazio la respingo sul letto.
Le ordino di farmi vedere gli altri abiti di pelle, Ludo si alza con movenze sensuali e tira fuori dalla rastrelliera un ampio cappotto di morbida nappa rossa, sfoderato, che indossa sul completo di cuoio grigio con un ampio gesto teatrale; le chiedo di spogliarsi completamente e cambiarsi dagli stivaloni ai guanti, Ludo sceglie con cura un vestitino di nappa nera, scollato dietro sino al solco anale. Uno stivalone senza zip, nero taccuto, morbido e sciallato sulle lunghe cosce, un paio di guanti di pelle nera, lunghi, ampi alla moschettiera, poi indossa nuovamente il grande cappotto rosso sfoderato. A tale vista la faccio mettere con testa e braccia nella gogna chinata a 90, poi mi posiziono davanti alla sua faccia e inizio a scoparle la bocca, alternando il mio cazzo e un altro stivale basso di cuoio marrone tipo texano, ben arrotolato all’imboccatura del gambale; quando il mio attrezzo è tornato sufficientemente duro e nodoso, le lascio lo stivale nella bocca, ficcato fino in gola, giro dietro la gogna e mi posiziono davanti al suo culo, coperto dalla nappa rossa, ci strofino il palo duro per un po’ in corrispondenza del solco anale, poi sposto la pelle rossa del cappotto e, senza alcun riguardo, le pianto il mio cazzo nel culo, sfondandole lo sfintere e arrivando fino in fondo; mentre la sodomizzo con forza le dico “stai molto attenta Ludovica, ciuccia bene lo stivale texano ! Se lo perdi dalla bocca, lo vengo a prendere e te lo schianto nella fica mentre continuo a scoparti nel culo !” La ragazza, che ha capito l’antifona e comincia a prender gusto alle mie abitudini feticiste, sputa subito lo stivale che stringeva tra le labbra e mi risponde: “Purtroppo mi è caduto padrone, ma ti prego: non mi sfondare anche tutta la fica mentre mi inculi, il texano è largo e di cuoio duro… ti prego … “ Sfilo la mia mazza dal culo, raccolgo il texano sbrodolato di saliva, le infilo in bocca il tacco di un altro stivale, mi riposiziono dietro Ludo imprigionata alla gogna e prima incastro il texano tra corpo e tavolo in modo che la punta dello stivale sia tra le grandi labbra della sua fica spanata, poi risollevo la pelle rossa e la penetro violentemente nel culetto, afferrandomi alla pelle del cappotto: più spingo il mio sesso nello sfintere, più la punta del texano le sfonda la fica, mentre Ludovica può solo mugolare stringendo il tacco tra i denti. Quando sazio, libero i buchi della mia partner e lei dalla gogna, invitandola a cambiare nuovamente look, mentre si cambia, Ludovica mi dice: “la prossima volta che il padrone vorrà abusare del mio corpo debitamente inguainato in pelle, posso suggerire di richiedere anche la presenza dell’altra ragazza ? La mia compagna è bella, bionda e molto sadica, il padrone potrà goderne inguainata in latex e stivaloni, mentre anche lei si occupa dei miei buchi: facciamo lesbo molto trasgressivo e sono sicuro che la penetrazione con lo stivale arrotolato sarà di grande effetto per il maggior piacere del padrone.” Nel frattempo Lucrezia ha indossato un pantalone largo e sbuffato di pelle marrone, infilato in stivali bassi e senza tacco marroni, il petto libero circondato da uno scaldacuore di pelle color cognac e una giacca dello stesso colore di nappa morbida, ovviamente guanti corti e svasati alla moschettiera: il cazzo, se ce ne fosse bisogno, mi si rizza di nuovo; la afferro e la stringo a me, carezzando tutta la pelle che la ricopre, mentre la bacio profondamente, il mio cazzo è prigioniero tra le sue cosce infilate nei morbidi pantaloni, Ludo prima stringe le cosce e mi masturba mimando un amplesso, poi con il guanto apre rapida una zip che chiudeva il cavallo dei pantaloni e si inasta la mia spranga nella fregna spanata; con un balzo avvinghia gli stivali sul mio culo nudo e, sempre baciandomi profondamente, dondola su e giù impalandosi, lo stivale scivola nel mio solco anale stimolandolo, per cui la butto sul letto e le ordino di leccarmi il culo, cosa che lei fa magistralmente, infilando anche un dito guantato, finché non la prendo e sbattuta a pancia in sotto sul cuoio del letto le salto addosso e la penetro in culo spingendo forte e strizzandole le tette. Decido che è giunto il momento di scaricare tutta la mia foia, la rigiro a pancia in su, le infilo in bocca lo stivale nero che ciucciava all’inizio della sessione, mi metto a cavalcioni sopra li lei e masturbandomi le inondo il faccino con sei o sette forti fiotti di sborra, che centra il viso e lo stivale infilato tra le labbra: “ora lecca tutta la mia sborra dalla pelle dello stivale e dalla tua giacca, troia …” Ludovica muove la lingua con foga per ingoiare più sborra possibile, lanciando gridolini di goduria, poi lecca anche la mia virilità soddisfatta, masturbandola ancora col guanto … sembra ancora non le basti tutto quello che abbiamo fatto … alla fine ci buttiamo sfiniti sul letto, uno accanto all’altra. Mentre lei continua a strofinarsi lo stivale leccato e sborrato sulla fica.
Esco dall’esperienza, convinto che la prossima volta che torno a Roma, o porto con me anche Valeria, o coinvolgo anche la bionda di cui mi ha parlato quella porca ninfomane di Ludovica. Comunque il Dungeon mi avrà tra i suoi clienti fedeli !!!
scritto il
2026-01-09
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