Cornuto e guardone! (parte 1)
di
Il marito cornuto
genere
corna
NOTA BENE: questo racconto era già stato pubblicato in 4 parti con il titolo "Io cornuto", ho pensato però di ripubblicarlo con un titolo più aderente al contenuto correggendo e inserendo nuovi ricordi e condensandolo in 3 parti, ma soprattutto completandolo descrivendo quello che è ancora oggi il nostro rapporto, io cuck e guardone e mia moglie felice e gaudente sfogo sessuale dei suoi 2 amanti che mi concedono di assistere ai loro incontri a 3.
Ho conosciuto mia moglie Luana a casa di parenti sotto le feste natalizie, allora ero poco più che quarantenne e lavoravo in un’altra città a molti km di distanza, ogni tanto scendevo per rivedere i miei e di solito ci si ritrovava tutti in famiglia al pranzo della domenica. Luana era sposata con un bravo ragazzo, riservato e gran lavoratore che conoscevo superficialmente, quella volta però era da sola, avevo saputo di non meglio precisati problemi con il marito che non avevo approfondito non essendo cazzi miei…
Mi ero accorto che Luana mi aveva decisamente puntato, mi cercava di continuo con gli occhi e ridacchiava a ogni mia battuta, anche le più sceme…
Faccetta da troia, che magari non ti giri a guardarla due volte ma te lo fa drizzare a prima vista, snella con belle tette generosamente esibite e gran bel culo sodo e polposo, chiacchiera sciolta e disinibita… insomma una bella vacca da monta! Per giunta faceva l’infermiera, una delle due categorie di lavoro femminile – l’altra è quella delle hostess – a torto o a ragione notoriamente considerate al top per numero di troie e di conseguenza di… cornuti (i mariti).
Il povero marito di Luana probabilmente non faceva eccezione, la conferma l’avevo avuta quando arrivati al caffè la moglie con la coscia appiccicata alla mia mi aveva sussurrato che in settimana sarebbe dovuta salire (guarda caso!) dove abitavo e lavoravo, per seguire un breve corso di aggiornamento professionale: non conoscendo la città (e non essendoci ai tempi ancora né internet né tantomeno telefonini o airbnb) potevo essere così gentile da indicarle e magari prenotarle una pensione economica ma dignitosa?
La risposta era scontata, visto che la troia sapeva benissimo che abitavo da single in un appartamento dove avrebbe potuto vivere comodamente una famiglia di 4 persone… Finale: un paio di giorni dopo essere tornato al lavoro, mi ero ritrovato a prenderla alla stazione, mentre scendeva dal treno avvolta in una vaporosa pelliccia sintetica con trolley da cabina low cost al seguito!
Accompagnandola alla macchina mi ero complimentato con lei per l’esiguità del bagaglio, notando che di solito le donne sono sempre esagerate al riguardo, lei si era schermita ridacchiando… più tardi avrei capito il perché: la zoccola per quei giorni di vestiti praticamente non ne avrebbe avuto bisogno, dunque perché riempire inutilmente la valigia?!?
A casa solita cerimonia: questa è la tua camera, questo il bagno, ceniamo in cucina o in sala scegli tu, fai come a casa tua, ecc., al marito aveva accennato solo per scusarsi dicendo di essere stata costretta a dargli il mio numero di telefono (fisso, ricordo che niente telefonini!) perché lui aveva insistito per poterla rintracciare, però non corrispondendo il numero a un albergo pubblico per evitare storie gli aveva detto che stava a casa ospite di una collega del posto…
Avevo annuito sorridendo e rassicurandola, non mi disturbava affatto, poteva anzi chiamare Franco quando voleva, aveva fatto bene, ecc. Aveva perciò chiamato il marito per dirgli che era arrivata, dopo averlo liquidato bruscamente con poche frasi secche era tornata tutta cicci cicci, si era chiusa in bagno per una doccia veloce e poi, docciata e profumata, si era seduta a tavola in accappatoio di fibra, “distrattamente” aperto sulle belle tette esposte in tutto il loro splendore…
Cenetta tranquilla con vista panoramica sui suoi meloni, sorvolo sulle chiacchiere anche piuttosto intime incluse le lamentele sulle prestazioni sessuali (al limite dello zero, a suo dire) del povero marito per giunta pure sterile e quindi incapace di darle il tanto desiderato bebé… alla fine ci siamo dati la buonanotte e ognuno in camera sua.
Appena il tempo di spegnere la luce che mi si era infilata nel letto, completamente nuda: mi aveva preso il cazzo in mano iniziando a segarlo mentre mi offriva le tette da pastrugnare e da succhiare, al che per non essere da meno le avevo messo una mano in figa sentendola bagnatissima, intanto lei farfugliava “che bel cazzo che hai! Sentilo quanto è duro… ti piaccio allora?!?”.
Che ve lo dico a fare… tutta la notte a scopare!!! Io era un bel po’ che lavorando 12 ore al giorno e arrivando la sera stanco morto non facevo sesso, manco le seghe riuscivo a farmi (!), perciò avevo i coglioni belli pieni e sborravo a ripetizione come una fontana per la gioia della maiala, che accoglieva ogni schizzo con gridolini di piacere!
Culo a parte (problemi di emorroidi, si era scusata con vocina da zoccola monella) lo aveva preso ovunque: in bocca con l’ingoio, in figa in tutte le posizioni, sulle tette e sulla faccia, era insaziabile e quando non c’era il cazzo che le farciva la figa godeva sditalinandosi come una ragazzina in calore…
La mattina dopo al lavoro sembravo uno zombie, avevo lasciato la porcella a dormire con la promessa che avrebbe messo tutte le lenzuola in lavatrice…
Di solito non rientravo per il pranzo, ma prima di mezzogiorno Luana aveva chiamato in ufficio per dirmi che aveva una sorpresa per me… mi aveva aperto tutta nuda, inginocchiandosi per un pompino da paura, poi si era messa il cazzo nelle tette e giù una spagnola con leccata di cappella!! Pensavo di non avere più una goccia di sborra, e invece avevo schizzato come un ragazzino sulle tette e sulla faccia della troia che aveva pure tirato fuori la lingua per gustarsi il succo dei miei coglioni!!!
Inutile dire che il “corso d’aggiornamento” era una balla, e che la bella Luana si era in realtà presa semplicemente qualche giorno di ferie da passare a farsi scopare da me, difatti uscivamo pochissimo e fottevamo h 24!
Ogni sera arrivava puntuale la telefonata del cornuto e di grande utilità era la derivazione sul comodino accanto al letto, perché alla moglie bastava allungare una mano per rispondere mentre la fottevo alla grande!
Alla prima chiamata per la verità avevo accennato a sfilarlo e rialzarmi per discrezione e decenza, parole evidentemente sconosciute alla zoccola che quasi infastidita mentre afferrava la cornetta si era voltata e mi aveva fatto cenno di continuare a fotterla alla pecorina come stavo facendo con gusto assai, saldamente e goduriosamente aggrappato alle sue tette!
Ammetto che all’inizio ero un po’ imbarazzato a chiavarla mentre parlava spudoratamente col marito prendendolo pure per il culo (“caro non sai che noia ‘sto corso… proprio un corso del cazzo!!!”), poi però la situazione mi aveva fatto sangue e aspettavo con piacere la chiamata per fotterla con ancor più gusto sentendo la voce del cornuto!
Allora non immaginavo ancora che al posto del povero Franco un giorno ci sarei stato io, pensavo fosse solo un’avventura di sesso destinata prima o poi a chiudersi, magari col riavvicinamento di lei al marito… Finito il “corso del cazzo” ci eravamo comunque lasciati con la promessa, da parte mia, che sarei sceso tutti i fine settimana anziché ogni due…
Quando scendevo il venerdì sera alla stazione trovavo puntuale Luana che veniva a prendermi con la sua auto, a metà strada ci infrattavamo in un posto tranquillo su una stradina di campagna e di solito dopo un bel pompino per antipasto si proseguiva con pecora o spegni moccolo o entrambi a seguire…
Ricordo che per il mio compleanno la troia si era presentata in pelliccia anche se non faceva molto freddo, una volta in macchina avevo capito il perché: sotto era praticamente nuda, a parte un perizoma e un micro-top che la facevano ancora più arrapante… un regalo assai gradito dal sottoscritto, certamente meno dal cornuto se avesse saputo di cosa era capace la mogliettina e se l’avesse vista nuda a pecorina sul sedile posteriore della sua auto mentre la fottevo mungendogli le tettone per festeggiare alla grande il mio compleanno!!!
Una mignotta come Luana ti svuotava il cervello oltre che le palle, così quando una sera mi aveva detto che voleva lasciare il marito per venire a stare da me avevo accettato con entusiasmo, senza immaginare cosa mi sarebbe aspettato…
Era passato qualche anno e poco tempo dopo esserci finalmente sposati dopo il suo divorzio mi aveva confessato di essere incinta, era felice ed eccitata, io un po’ meno ma soprattutto ero contrariato perché non mi aveva detto di aver smesso di prendere la pillola…
Luana si era perciò messa in congedo maternità dal lavoro chiudendosi praticamente a casa su raccomandazione di riposo assoluto da parte del ginecologo a cui se ne aggiungeva un’altra, altrettanto categorica ma ben più “pesante” per la mia porca metà: divieto assoluto di sesso fino al parto, in pratica niente cazzo!
Nei successivi 5 mesi mia moglie sembrava una tossica in astinenza, infatti la gravidanza non aveva affatto raffreddato le sue voglie, anzi: rientrando dal lavoro spesso la trovavo nuda in poltrona o sul divano, circondata delle sue amate riviste di gossip che sfogliava tutto il giorno guardando telenovele alla tv, mentre si masturbava languidamente chiamandomi per farsi leccare la figa o al massimo fare un 69 stesi di fianco in posizione piuttosto… scomoda!
Ero diventato un esperto… linguista, nel senso che avevo praticamente la mascella slogata per far venire tutti i giorni mia moglie con la lingua! “C’hai la lingua più dura di un cazzo duro!!!” amava ripetere con voce roca dal piacere mentre godeva per la seconda o terza volta inarcando la schiena col pancione all’aria, poi soddisfatta si gustava la sua telenovela preferita mentre io mi segavo furiosamente al cesso non avendo il coraggio di chiederle un pompino o una sega per non stancarla troppo...
Dopo aver finalmente partorito, Luana era rimasta un paio di giorni con il bimbo in clinica prima di essere dimessa, nel congedarci il ginecologo ci aveva raccomandato (guardando me, ma conoscendola avrebbe dovuto rivolgersi a lei!) di evitare tassativamente rapporti vaginali per tutta la settimana successiva, essendo utero e vagina di mia moglie usciti dal parto piuttosto malconci…
Luana aveva annuito senza commentare, prima di arrivare a casa mi aveva fatto fermare perché doveva fare un salto in farmacia per acquistare “i farmaci che mi ha prescritto il gine”... Il primo giorno a casa era trascorso tranquillo, mia moglie allattava teneramente il pupo e io assistevo beato e anche un po’ eccitato nell’ammirare le sue mammelle gonfie di latte e i suoi capezzoli erti e gocciolanti…
Sazio e soddisfatto il bambino si era finalmente addormentato, io seduto sul divano in soggiorno pregustavo già una serata davanti alla tv quando mia moglie in vestaglietta trasparente e perizoma mi si era seduta sulle ginocchia strusciandomisi addosso come una cagnetta in calore!
Un po’ stranito e imbarazzato le avevo ricordato la raccomandazione del ginecologo, al che lei mordicchiandomi l’orecchio mi aveva sussurrato con la sua vocetta da monella porcella: “inculami!”
Ero basito e allo stesso tempo eccitato, il culo fino ad allora era stato un tabù non certo per pudicizia da parte della mia porca metà (che tra figa, bocca, mani e tette aveva sempre soddisfatto generosamente il mio cazzo) quanto per i suoi problemi di emorroidi, peraltro non certo migliorati con il parto…
Ma Luana aveva pensato a tutto, la sosta in farmacia non era stata solo per le pomate anti-smagliature ma anche per vaselina e luan! Si era messa nuda a pecorina sul divano applicandosi generosi dosi di pomata anestetica in fondo all’ano e chiedendomi di lubrificarmi bene il cazzo con la vaselina prima di incularla…
“Tanto tu hai un cazzetto piccolo amore, sono sicura che non mi farai male!”
L’allusione al mio cazzo non certo da primato (sui 10 cm, pure scarsi…) mi aveva lì per lì ferito e quasi… smosciato, era la prima volta che me lo faceva notare da quando ci conoscevamo… avevo liquidato la battuta come conseguenza della sua eccitazione e dello scombussolamento post-partum, del resto ero così arrapato a vederla divaricarsi il suo bel culone tremolante con le mani sculettando da gran mignotta in calore che sbavavo come un maiale e non riuscivo a pensare ad altro!
“Caro sii dolce…” aveva mugolato con la sua vocetta prima di emettere un gridolino appena l’avevo appoggiato sull’orifizio… grazie a vaselina e luan (e, ahimé, immagino anche alla mia dotazione non certo da pornodivo…) ero entrato bene e avevo preso un buon ritmo godendo assai, mentre la inculavo Luana alternava gridolini di dolore (pochi) a gemiti di piacere (tanti), prima di sborrarle dentro la porca aveva goduto almeno 3 volte sditalinandosi a più non posso!
Inutile dire che tutta la settimana di “astinenza vaginale” era trascorsa all’insegna dell’inculata quotidiana, con i gridolini di dolore presto sostituiti del tutto dai gemiti di piacere degli orgasmi a raffica della troia che mentre si godeva il cazzo nel culo si masturbava freneticamente come una ragazzina…
Ingenuamente gioivo per aver iniziato mia moglie ai piaceri del culo, non potevo sapere di aver fatto da “apripista” (o meglio “apriculo”!) a ben altri cazzi che avrebbero a breve fatto godere più assai del sottoscritto la sporcacciona!
(continua)
Storia vera ovviamente adattata al racconto, sono graditissimi vs commenti su richiesta e instaurato un rapporto di reciproca fiducia invio anche foto nude e intime su: ginopinotto2024@tutamail.com
Ho conosciuto mia moglie Luana a casa di parenti sotto le feste natalizie, allora ero poco più che quarantenne e lavoravo in un’altra città a molti km di distanza, ogni tanto scendevo per rivedere i miei e di solito ci si ritrovava tutti in famiglia al pranzo della domenica. Luana era sposata con un bravo ragazzo, riservato e gran lavoratore che conoscevo superficialmente, quella volta però era da sola, avevo saputo di non meglio precisati problemi con il marito che non avevo approfondito non essendo cazzi miei…
Mi ero accorto che Luana mi aveva decisamente puntato, mi cercava di continuo con gli occhi e ridacchiava a ogni mia battuta, anche le più sceme…
Faccetta da troia, che magari non ti giri a guardarla due volte ma te lo fa drizzare a prima vista, snella con belle tette generosamente esibite e gran bel culo sodo e polposo, chiacchiera sciolta e disinibita… insomma una bella vacca da monta! Per giunta faceva l’infermiera, una delle due categorie di lavoro femminile – l’altra è quella delle hostess – a torto o a ragione notoriamente considerate al top per numero di troie e di conseguenza di… cornuti (i mariti).
Il povero marito di Luana probabilmente non faceva eccezione, la conferma l’avevo avuta quando arrivati al caffè la moglie con la coscia appiccicata alla mia mi aveva sussurrato che in settimana sarebbe dovuta salire (guarda caso!) dove abitavo e lavoravo, per seguire un breve corso di aggiornamento professionale: non conoscendo la città (e non essendoci ai tempi ancora né internet né tantomeno telefonini o airbnb) potevo essere così gentile da indicarle e magari prenotarle una pensione economica ma dignitosa?
La risposta era scontata, visto che la troia sapeva benissimo che abitavo da single in un appartamento dove avrebbe potuto vivere comodamente una famiglia di 4 persone… Finale: un paio di giorni dopo essere tornato al lavoro, mi ero ritrovato a prenderla alla stazione, mentre scendeva dal treno avvolta in una vaporosa pelliccia sintetica con trolley da cabina low cost al seguito!
Accompagnandola alla macchina mi ero complimentato con lei per l’esiguità del bagaglio, notando che di solito le donne sono sempre esagerate al riguardo, lei si era schermita ridacchiando… più tardi avrei capito il perché: la zoccola per quei giorni di vestiti praticamente non ne avrebbe avuto bisogno, dunque perché riempire inutilmente la valigia?!?
A casa solita cerimonia: questa è la tua camera, questo il bagno, ceniamo in cucina o in sala scegli tu, fai come a casa tua, ecc., al marito aveva accennato solo per scusarsi dicendo di essere stata costretta a dargli il mio numero di telefono (fisso, ricordo che niente telefonini!) perché lui aveva insistito per poterla rintracciare, però non corrispondendo il numero a un albergo pubblico per evitare storie gli aveva detto che stava a casa ospite di una collega del posto…
Avevo annuito sorridendo e rassicurandola, non mi disturbava affatto, poteva anzi chiamare Franco quando voleva, aveva fatto bene, ecc. Aveva perciò chiamato il marito per dirgli che era arrivata, dopo averlo liquidato bruscamente con poche frasi secche era tornata tutta cicci cicci, si era chiusa in bagno per una doccia veloce e poi, docciata e profumata, si era seduta a tavola in accappatoio di fibra, “distrattamente” aperto sulle belle tette esposte in tutto il loro splendore…
Cenetta tranquilla con vista panoramica sui suoi meloni, sorvolo sulle chiacchiere anche piuttosto intime incluse le lamentele sulle prestazioni sessuali (al limite dello zero, a suo dire) del povero marito per giunta pure sterile e quindi incapace di darle il tanto desiderato bebé… alla fine ci siamo dati la buonanotte e ognuno in camera sua.
Appena il tempo di spegnere la luce che mi si era infilata nel letto, completamente nuda: mi aveva preso il cazzo in mano iniziando a segarlo mentre mi offriva le tette da pastrugnare e da succhiare, al che per non essere da meno le avevo messo una mano in figa sentendola bagnatissima, intanto lei farfugliava “che bel cazzo che hai! Sentilo quanto è duro… ti piaccio allora?!?”.
Che ve lo dico a fare… tutta la notte a scopare!!! Io era un bel po’ che lavorando 12 ore al giorno e arrivando la sera stanco morto non facevo sesso, manco le seghe riuscivo a farmi (!), perciò avevo i coglioni belli pieni e sborravo a ripetizione come una fontana per la gioia della maiala, che accoglieva ogni schizzo con gridolini di piacere!
Culo a parte (problemi di emorroidi, si era scusata con vocina da zoccola monella) lo aveva preso ovunque: in bocca con l’ingoio, in figa in tutte le posizioni, sulle tette e sulla faccia, era insaziabile e quando non c’era il cazzo che le farciva la figa godeva sditalinandosi come una ragazzina in calore…
La mattina dopo al lavoro sembravo uno zombie, avevo lasciato la porcella a dormire con la promessa che avrebbe messo tutte le lenzuola in lavatrice…
Di solito non rientravo per il pranzo, ma prima di mezzogiorno Luana aveva chiamato in ufficio per dirmi che aveva una sorpresa per me… mi aveva aperto tutta nuda, inginocchiandosi per un pompino da paura, poi si era messa il cazzo nelle tette e giù una spagnola con leccata di cappella!! Pensavo di non avere più una goccia di sborra, e invece avevo schizzato come un ragazzino sulle tette e sulla faccia della troia che aveva pure tirato fuori la lingua per gustarsi il succo dei miei coglioni!!!
Inutile dire che il “corso d’aggiornamento” era una balla, e che la bella Luana si era in realtà presa semplicemente qualche giorno di ferie da passare a farsi scopare da me, difatti uscivamo pochissimo e fottevamo h 24!
Ogni sera arrivava puntuale la telefonata del cornuto e di grande utilità era la derivazione sul comodino accanto al letto, perché alla moglie bastava allungare una mano per rispondere mentre la fottevo alla grande!
Alla prima chiamata per la verità avevo accennato a sfilarlo e rialzarmi per discrezione e decenza, parole evidentemente sconosciute alla zoccola che quasi infastidita mentre afferrava la cornetta si era voltata e mi aveva fatto cenno di continuare a fotterla alla pecorina come stavo facendo con gusto assai, saldamente e goduriosamente aggrappato alle sue tette!
Ammetto che all’inizio ero un po’ imbarazzato a chiavarla mentre parlava spudoratamente col marito prendendolo pure per il culo (“caro non sai che noia ‘sto corso… proprio un corso del cazzo!!!”), poi però la situazione mi aveva fatto sangue e aspettavo con piacere la chiamata per fotterla con ancor più gusto sentendo la voce del cornuto!
Allora non immaginavo ancora che al posto del povero Franco un giorno ci sarei stato io, pensavo fosse solo un’avventura di sesso destinata prima o poi a chiudersi, magari col riavvicinamento di lei al marito… Finito il “corso del cazzo” ci eravamo comunque lasciati con la promessa, da parte mia, che sarei sceso tutti i fine settimana anziché ogni due…
Quando scendevo il venerdì sera alla stazione trovavo puntuale Luana che veniva a prendermi con la sua auto, a metà strada ci infrattavamo in un posto tranquillo su una stradina di campagna e di solito dopo un bel pompino per antipasto si proseguiva con pecora o spegni moccolo o entrambi a seguire…
Ricordo che per il mio compleanno la troia si era presentata in pelliccia anche se non faceva molto freddo, una volta in macchina avevo capito il perché: sotto era praticamente nuda, a parte un perizoma e un micro-top che la facevano ancora più arrapante… un regalo assai gradito dal sottoscritto, certamente meno dal cornuto se avesse saputo di cosa era capace la mogliettina e se l’avesse vista nuda a pecorina sul sedile posteriore della sua auto mentre la fottevo mungendogli le tettone per festeggiare alla grande il mio compleanno!!!
Una mignotta come Luana ti svuotava il cervello oltre che le palle, così quando una sera mi aveva detto che voleva lasciare il marito per venire a stare da me avevo accettato con entusiasmo, senza immaginare cosa mi sarebbe aspettato…
Era passato qualche anno e poco tempo dopo esserci finalmente sposati dopo il suo divorzio mi aveva confessato di essere incinta, era felice ed eccitata, io un po’ meno ma soprattutto ero contrariato perché non mi aveva detto di aver smesso di prendere la pillola…
Luana si era perciò messa in congedo maternità dal lavoro chiudendosi praticamente a casa su raccomandazione di riposo assoluto da parte del ginecologo a cui se ne aggiungeva un’altra, altrettanto categorica ma ben più “pesante” per la mia porca metà: divieto assoluto di sesso fino al parto, in pratica niente cazzo!
Nei successivi 5 mesi mia moglie sembrava una tossica in astinenza, infatti la gravidanza non aveva affatto raffreddato le sue voglie, anzi: rientrando dal lavoro spesso la trovavo nuda in poltrona o sul divano, circondata delle sue amate riviste di gossip che sfogliava tutto il giorno guardando telenovele alla tv, mentre si masturbava languidamente chiamandomi per farsi leccare la figa o al massimo fare un 69 stesi di fianco in posizione piuttosto… scomoda!
Ero diventato un esperto… linguista, nel senso che avevo praticamente la mascella slogata per far venire tutti i giorni mia moglie con la lingua! “C’hai la lingua più dura di un cazzo duro!!!” amava ripetere con voce roca dal piacere mentre godeva per la seconda o terza volta inarcando la schiena col pancione all’aria, poi soddisfatta si gustava la sua telenovela preferita mentre io mi segavo furiosamente al cesso non avendo il coraggio di chiederle un pompino o una sega per non stancarla troppo...
Dopo aver finalmente partorito, Luana era rimasta un paio di giorni con il bimbo in clinica prima di essere dimessa, nel congedarci il ginecologo ci aveva raccomandato (guardando me, ma conoscendola avrebbe dovuto rivolgersi a lei!) di evitare tassativamente rapporti vaginali per tutta la settimana successiva, essendo utero e vagina di mia moglie usciti dal parto piuttosto malconci…
Luana aveva annuito senza commentare, prima di arrivare a casa mi aveva fatto fermare perché doveva fare un salto in farmacia per acquistare “i farmaci che mi ha prescritto il gine”... Il primo giorno a casa era trascorso tranquillo, mia moglie allattava teneramente il pupo e io assistevo beato e anche un po’ eccitato nell’ammirare le sue mammelle gonfie di latte e i suoi capezzoli erti e gocciolanti…
Sazio e soddisfatto il bambino si era finalmente addormentato, io seduto sul divano in soggiorno pregustavo già una serata davanti alla tv quando mia moglie in vestaglietta trasparente e perizoma mi si era seduta sulle ginocchia strusciandomisi addosso come una cagnetta in calore!
Un po’ stranito e imbarazzato le avevo ricordato la raccomandazione del ginecologo, al che lei mordicchiandomi l’orecchio mi aveva sussurrato con la sua vocetta da monella porcella: “inculami!”
Ero basito e allo stesso tempo eccitato, il culo fino ad allora era stato un tabù non certo per pudicizia da parte della mia porca metà (che tra figa, bocca, mani e tette aveva sempre soddisfatto generosamente il mio cazzo) quanto per i suoi problemi di emorroidi, peraltro non certo migliorati con il parto…
Ma Luana aveva pensato a tutto, la sosta in farmacia non era stata solo per le pomate anti-smagliature ma anche per vaselina e luan! Si era messa nuda a pecorina sul divano applicandosi generosi dosi di pomata anestetica in fondo all’ano e chiedendomi di lubrificarmi bene il cazzo con la vaselina prima di incularla…
“Tanto tu hai un cazzetto piccolo amore, sono sicura che non mi farai male!”
L’allusione al mio cazzo non certo da primato (sui 10 cm, pure scarsi…) mi aveva lì per lì ferito e quasi… smosciato, era la prima volta che me lo faceva notare da quando ci conoscevamo… avevo liquidato la battuta come conseguenza della sua eccitazione e dello scombussolamento post-partum, del resto ero così arrapato a vederla divaricarsi il suo bel culone tremolante con le mani sculettando da gran mignotta in calore che sbavavo come un maiale e non riuscivo a pensare ad altro!
“Caro sii dolce…” aveva mugolato con la sua vocetta prima di emettere un gridolino appena l’avevo appoggiato sull’orifizio… grazie a vaselina e luan (e, ahimé, immagino anche alla mia dotazione non certo da pornodivo…) ero entrato bene e avevo preso un buon ritmo godendo assai, mentre la inculavo Luana alternava gridolini di dolore (pochi) a gemiti di piacere (tanti), prima di sborrarle dentro la porca aveva goduto almeno 3 volte sditalinandosi a più non posso!
Inutile dire che tutta la settimana di “astinenza vaginale” era trascorsa all’insegna dell’inculata quotidiana, con i gridolini di dolore presto sostituiti del tutto dai gemiti di piacere degli orgasmi a raffica della troia che mentre si godeva il cazzo nel culo si masturbava freneticamente come una ragazzina…
Ingenuamente gioivo per aver iniziato mia moglie ai piaceri del culo, non potevo sapere di aver fatto da “apripista” (o meglio “apriculo”!) a ben altri cazzi che avrebbero a breve fatto godere più assai del sottoscritto la sporcacciona!
(continua)
Storia vera ovviamente adattata al racconto, sono graditissimi vs commenti su richiesta e instaurato un rapporto di reciproca fiducia invio anche foto nude e intime su: ginopinotto2024@tutamail.com
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