Marco e Elena - Cambio di Prospettive
di
MarcoDC
genere
corna
Il vapore denso e avvolgente della sauna naturista dell'hotel riempie i miei polmoni, un caldo umido che pesa sulla pelle come un panno bollente. Siedo sul ripiano in legno di cedro più alto, le gambe divaricate, il sudore che mi scorre lungo la schiena. Di fronte a me c’è Elena. La sua pelle, solitamente così pallida, è ora infuocata dal calore, luminosa e scivolosa. I suoi occhi sono chiusi, la testa reclinata all'indietro contro il legno scuro, e il suo respiro è profondo, ritmico. Il mio sguardo scende inevitabilmente sul suo petto, quella quinta di seno maestosa e prorompente che sembra sfidare la gravità, le sue grandi areole chiare che si contraggono leggermente ogni volta che espira. È una visione di purezza e relax, ma sotto la superficie del mio apparente riposo, una tempesta si scatena. Lei non ha idea. Non ha idea che mentre la guardo respirare, la mia mente sta consumando un film a luci rosse che ho tenuto nascosto per anni. Voglio questo. Voglio vederla scopata, voglio vederla persa nel piacere più spinto tra le braccia di un altro uomo. E so esattamente chi dovrebbe essere.
La porta di vetro scorre con un sibilo, tagliando il silenzio ovattato della stanza. L'aria più fresca del corridoio irrompe per un istante, mescolandosi con l'odore intenso del legno bagnato. Entra Luca. È nudo, come da regolamento del centro benessere, solo un asciugamano a proteggere la sua sessualità così mascolina e prorompente, e la sua figura atletica taglia il vapore come un coltello. Lo conosco da quando eravamo bambini, abbiamo condiviso tutto, ma oggi è diverso. I suoi muscoli sono definiti, il petto ampio e le cosce potenti, ma è ciò che si trova tra le sue gambe che cattura immediatamente la mia attenzione e mi blocca il respiro in gola. Anche attraverso la stoffa dell'asciugamano è lì, il suo cazzo già eretto, un'arma possente e venosa che si protende aggressivamente verso l'alto. Devono essere venti centimetri di carne dura, pulsante di vita, che oscilla leggermente mentre si avvicina. È una visione che impone rispetto, un confronto biologico che mi fa sentire immediatamente inferiore mentre mi guardo in basso, consapevole della mia mediocrità.
Abbiamo organizzato questo incontro settimane fa, all'insaputa di Elena, sono mesi che insinuo nella mente della mia donna la voglia di vederla con un altro maschio, un'apertura finalmente è arrivata ed eccoci qui. Luca, inizialmente restio, si è convinto che debba essere lui quel maschio. Non sto più nella pelle.
Elena apre gli occhi, richiamata dal rumore della porta. Il suo sguardo si posa su Luca, e per un istante il tempo sembra fermarsi. Luca da abile amante e provocatore snoda l'asciugamano esponendo alla nostra vista la sua superba erezione, un cazzo da 20 cm pronto a soddisfare qualsiasi donna sul pianeta terra, e si da il caso che quella donna oggi sia la donna che mi ha giurato fedeltà eterna. Elena dovrebbe girare la testa, dovrebbero esserci imbarazzo o riserve. Invece, i suoi occhi si fissano, magnetizzati, sull'erezione del mio amico. La sua titubanza, quella barriera invisibile che ha sempre eretto quando accennavo a fantasie più audaci, si scioglie in un battere di ciglia. Le sue narici si dilatano, annusando l'odore pungente del maschio, del sudore e del testosterone che riempie la stanza. La lingua le passa veloce sulle labbra, inumidendole in un gesto inconscio ma eloquente. Non è più la moglie riservata che conosco; è una predatrice che ha avvistato la preda, o forse è lei la preda, pronta a essere divorata.
Luca si ferma davanti a lei, senza dire una parola, sfidandola con lo sguardo. Elena aspetta un attimo, in quell'attimo i nostri sguardi si incrociano, non seve un consenso formale, sono gli occhi a darle la conferma di ciò che voglio vedere e ciò che lei freme di fare. Si sporge in avanti, il suo corpo pesante e morbido che si muove con una grazia improvvisa. Le sue mani, piccole rispetto a quell'asta, afferrano il cazzo di Luca. Inizia a leccarlo, partendo dalle palle glabre e risalendo lungo il gambo, con movimenti lenti e deliberati. La sua lingua è piatta e calda, raccoglie il sudore e il sapore della pelle, lasciando una scia di bava lucida. Quando arriva alla punta, spalanca le labbra e ingoia la cappella, facendola sparire nella sua bocca calda. Un gemito profondo, roco, esce dalla sua gola piena, un suono vibrante che risuona contro le pareti di legno della sauna. Io la guardo, il cuore che mi batte all'impazzata, incapace di distogliere lo sguardo mentre la mia moglie succhia avidamente l'uccello del mio migliore amico, la mia salivazione è azzerata, ho un flash nella mia testa, la mia lingua che aiuta Elena nell'arte che sta compiendo, è solo un momento.
Si ferma un attimo, riprendendo fiato, il viso contratto in un mascherone di lussuria. Poi afferra le sue tette enormi, quella quinta di seno pesante e soffice, e le preme forte intorno al cazzo di Luca. Inizia a muoverle su e giù, una spagnola lenta e viscosa, usando il sudore come lubrificante naturale. La pelle bianca e abbronzata delle sue mammelle avvolge completamente il membro eretto, nascondendolo tra la sua carne morbida per poi farlo riemergere, lucido e pronto a esplodere. Il contrasto è visivamente devastante: il cazzo duro e scuro di Luca che affonda tra le bianchezze morbide di Elena. Lei guarda in alto, negli occhi di lui, e poi si gira lentamente verso di me. C'è uno sguardo di sfida puro nei suoi occhi, una cattiveria erotica che mi trafigge come una lama.
"Non così," sussurra Elena, la voce roca e spezzata. "Andiamo in camera."
La frase è un comando. Ci alziamo in un turbine di movimenti goffi e frenetici. Il cammino verso la nostra stanza d'albergo è un susseguirsi di passi veloci e mani che si sfiorano, cariche di elettricità statica. Appena la porta si chiude alle nostre spalle, l'atmosfera cambia. Non c'è più il vapore rilassante della sauna, solo l'aria condizionata fredda che contrasta con il fuoco che brucia dentro di noi. Luca spinge Elena sul letto matrimoniale con una forza bruta. Lei crolla sul materasso, rimbalzando leggermente, e si spalanca immediatamente, le gambe aperte in un invito inequivocabile. La sua figa è bagnata, le labbra maggiori turgide e rosse, pronte a essere prese.
Luca si getta su di lei senza preavviso. Comincia un cunnilingus carico di erotismo, Elena è subito preda di poderosi orgasmi, potenti e a voce alta, raramente l'ho sentita così presa. E' lei a stoppare l'operazione: "Ti voglio dentro di me"; Luca guida il suo cazzo gigante verso l'ingresso di Elena e, con un colpo secco e potente, si affonda tutto dentro. Elena urla, un suono acuto che mescola il dolore e il piacere più intenso, mentre il suo corpo si inarca sotto il peso di lui. Io mi siedo sulla poltrona nell'angolo della stanza, testimone silenzioso e invisibile della mia stessa distruzione. Luca inizia a scoparla con rabbia, ogni colpo è un martello che la fa scivolare indietro sul lenzuolo. Il letto scricchiola ritmicamente, un sottofondo percussivo ai gemiti di lei e allo schiocco sordo delle loro pelli che si incontrano.
"Sì! Sì! Così!" grida Elena, le unghie conficcate nella schiena di Luca. Poi, tra un respiro e l'altro, gira la testa verso di me. I suoi occhi sono vitrei, persi nel vizio, completamente trasformati. "E tu, Marco? Sei lì a guardare? Sei un cornuto, Marco. Un vero, proprio cornuto." Le sue parole mi colpiscono come un pugno nello stomaco. "Guarda come me lo prendo tutto," continua lei, la voce piena di disprezzo e eccitazione. "Guarda come un vero uomo scopa tua moglie. Tu non potresti mai farmi sentire così. Cornuto"
Luca non si ferma, la possiede con una violenza erotica, facendole tremare le cosce. Elena non smette di fissarmi, di umiliarmi con la sua voce mentre viene riempita da quell'asta enorme. "Ti piace, eh? Ti piace vedere che sono una troia? Guarda questa figa che è tutta sua ora." Le parole mi entrano nelle orecchie e scendono dritte al cazzo, che mi pulsa dolorosamente contro i pantaloni. Mi sento piccolo, inutile, emarginato, ma l'eccitazione è una droga potente che mi anestetizza ogni dignità, sono al limite, l'istinto prende il sopravvento e sfodero la mia erezione, il mio sesso è teso e duro.
All'improvviso, Luca si ritira, il suo cazzo uscendo dalla figa di Elena con un suono umido e schiacciante. Elena scivola via da sotto di lui, strisciando sul letto verso di me. Si inginocchia sul pavimento, proprio tra le mie gambe aperte. Ma non mi tocca. Invece, si sposta indietro leggermente e si spalanca le gambe, usando le mani per divaricare le labbra della sua figa rossa e tumefatta. "Guarda questo disastro, cornuto," sibila, il viso a pochi centimetri dal mio. "Guarda quanto è aperta. Guarda come sono bagnata."
La vista è devastante. La sua figa è un cratere, dilatata, rossa, che stilla i suoi stessi umori. L'odore è forte, pungente, un mix di ferro e sesso che mi stordisce i sensi. Lei mi guarda negli occhi con un sorriso sadico. "Sei inutile, Marco. Sei solo un guardone." Quello è il colpo di grazia. La mia vista si annebbia, il mio corpo si contorce in un arco di dolore e piacere indicibile. Senza nemmeno toccarmi, il mio cazzo esplode. Eiaculo violentemente, spruzzando la mia sborra calda e umiliante, consumato interamente dalla vergogna e dalla visione della moglie distrutta da un altro uomo.
La porta di vetro scorre con un sibilo, tagliando il silenzio ovattato della stanza. L'aria più fresca del corridoio irrompe per un istante, mescolandosi con l'odore intenso del legno bagnato. Entra Luca. È nudo, come da regolamento del centro benessere, solo un asciugamano a proteggere la sua sessualità così mascolina e prorompente, e la sua figura atletica taglia il vapore come un coltello. Lo conosco da quando eravamo bambini, abbiamo condiviso tutto, ma oggi è diverso. I suoi muscoli sono definiti, il petto ampio e le cosce potenti, ma è ciò che si trova tra le sue gambe che cattura immediatamente la mia attenzione e mi blocca il respiro in gola. Anche attraverso la stoffa dell'asciugamano è lì, il suo cazzo già eretto, un'arma possente e venosa che si protende aggressivamente verso l'alto. Devono essere venti centimetri di carne dura, pulsante di vita, che oscilla leggermente mentre si avvicina. È una visione che impone rispetto, un confronto biologico che mi fa sentire immediatamente inferiore mentre mi guardo in basso, consapevole della mia mediocrità.
Abbiamo organizzato questo incontro settimane fa, all'insaputa di Elena, sono mesi che insinuo nella mente della mia donna la voglia di vederla con un altro maschio, un'apertura finalmente è arrivata ed eccoci qui. Luca, inizialmente restio, si è convinto che debba essere lui quel maschio. Non sto più nella pelle.
Elena apre gli occhi, richiamata dal rumore della porta. Il suo sguardo si posa su Luca, e per un istante il tempo sembra fermarsi. Luca da abile amante e provocatore snoda l'asciugamano esponendo alla nostra vista la sua superba erezione, un cazzo da 20 cm pronto a soddisfare qualsiasi donna sul pianeta terra, e si da il caso che quella donna oggi sia la donna che mi ha giurato fedeltà eterna. Elena dovrebbe girare la testa, dovrebbero esserci imbarazzo o riserve. Invece, i suoi occhi si fissano, magnetizzati, sull'erezione del mio amico. La sua titubanza, quella barriera invisibile che ha sempre eretto quando accennavo a fantasie più audaci, si scioglie in un battere di ciglia. Le sue narici si dilatano, annusando l'odore pungente del maschio, del sudore e del testosterone che riempie la stanza. La lingua le passa veloce sulle labbra, inumidendole in un gesto inconscio ma eloquente. Non è più la moglie riservata che conosco; è una predatrice che ha avvistato la preda, o forse è lei la preda, pronta a essere divorata.
Luca si ferma davanti a lei, senza dire una parola, sfidandola con lo sguardo. Elena aspetta un attimo, in quell'attimo i nostri sguardi si incrociano, non seve un consenso formale, sono gli occhi a darle la conferma di ciò che voglio vedere e ciò che lei freme di fare. Si sporge in avanti, il suo corpo pesante e morbido che si muove con una grazia improvvisa. Le sue mani, piccole rispetto a quell'asta, afferrano il cazzo di Luca. Inizia a leccarlo, partendo dalle palle glabre e risalendo lungo il gambo, con movimenti lenti e deliberati. La sua lingua è piatta e calda, raccoglie il sudore e il sapore della pelle, lasciando una scia di bava lucida. Quando arriva alla punta, spalanca le labbra e ingoia la cappella, facendola sparire nella sua bocca calda. Un gemito profondo, roco, esce dalla sua gola piena, un suono vibrante che risuona contro le pareti di legno della sauna. Io la guardo, il cuore che mi batte all'impazzata, incapace di distogliere lo sguardo mentre la mia moglie succhia avidamente l'uccello del mio migliore amico, la mia salivazione è azzerata, ho un flash nella mia testa, la mia lingua che aiuta Elena nell'arte che sta compiendo, è solo un momento.
Si ferma un attimo, riprendendo fiato, il viso contratto in un mascherone di lussuria. Poi afferra le sue tette enormi, quella quinta di seno pesante e soffice, e le preme forte intorno al cazzo di Luca. Inizia a muoverle su e giù, una spagnola lenta e viscosa, usando il sudore come lubrificante naturale. La pelle bianca e abbronzata delle sue mammelle avvolge completamente il membro eretto, nascondendolo tra la sua carne morbida per poi farlo riemergere, lucido e pronto a esplodere. Il contrasto è visivamente devastante: il cazzo duro e scuro di Luca che affonda tra le bianchezze morbide di Elena. Lei guarda in alto, negli occhi di lui, e poi si gira lentamente verso di me. C'è uno sguardo di sfida puro nei suoi occhi, una cattiveria erotica che mi trafigge come una lama.
"Non così," sussurra Elena, la voce roca e spezzata. "Andiamo in camera."
La frase è un comando. Ci alziamo in un turbine di movimenti goffi e frenetici. Il cammino verso la nostra stanza d'albergo è un susseguirsi di passi veloci e mani che si sfiorano, cariche di elettricità statica. Appena la porta si chiude alle nostre spalle, l'atmosfera cambia. Non c'è più il vapore rilassante della sauna, solo l'aria condizionata fredda che contrasta con il fuoco che brucia dentro di noi. Luca spinge Elena sul letto matrimoniale con una forza bruta. Lei crolla sul materasso, rimbalzando leggermente, e si spalanca immediatamente, le gambe aperte in un invito inequivocabile. La sua figa è bagnata, le labbra maggiori turgide e rosse, pronte a essere prese.
Luca si getta su di lei senza preavviso. Comincia un cunnilingus carico di erotismo, Elena è subito preda di poderosi orgasmi, potenti e a voce alta, raramente l'ho sentita così presa. E' lei a stoppare l'operazione: "Ti voglio dentro di me"; Luca guida il suo cazzo gigante verso l'ingresso di Elena e, con un colpo secco e potente, si affonda tutto dentro. Elena urla, un suono acuto che mescola il dolore e il piacere più intenso, mentre il suo corpo si inarca sotto il peso di lui. Io mi siedo sulla poltrona nell'angolo della stanza, testimone silenzioso e invisibile della mia stessa distruzione. Luca inizia a scoparla con rabbia, ogni colpo è un martello che la fa scivolare indietro sul lenzuolo. Il letto scricchiola ritmicamente, un sottofondo percussivo ai gemiti di lei e allo schiocco sordo delle loro pelli che si incontrano.
"Sì! Sì! Così!" grida Elena, le unghie conficcate nella schiena di Luca. Poi, tra un respiro e l'altro, gira la testa verso di me. I suoi occhi sono vitrei, persi nel vizio, completamente trasformati. "E tu, Marco? Sei lì a guardare? Sei un cornuto, Marco. Un vero, proprio cornuto." Le sue parole mi colpiscono come un pugno nello stomaco. "Guarda come me lo prendo tutto," continua lei, la voce piena di disprezzo e eccitazione. "Guarda come un vero uomo scopa tua moglie. Tu non potresti mai farmi sentire così. Cornuto"
Luca non si ferma, la possiede con una violenza erotica, facendole tremare le cosce. Elena non smette di fissarmi, di umiliarmi con la sua voce mentre viene riempita da quell'asta enorme. "Ti piace, eh? Ti piace vedere che sono una troia? Guarda questa figa che è tutta sua ora." Le parole mi entrano nelle orecchie e scendono dritte al cazzo, che mi pulsa dolorosamente contro i pantaloni. Mi sento piccolo, inutile, emarginato, ma l'eccitazione è una droga potente che mi anestetizza ogni dignità, sono al limite, l'istinto prende il sopravvento e sfodero la mia erezione, il mio sesso è teso e duro.
All'improvviso, Luca si ritira, il suo cazzo uscendo dalla figa di Elena con un suono umido e schiacciante. Elena scivola via da sotto di lui, strisciando sul letto verso di me. Si inginocchia sul pavimento, proprio tra le mie gambe aperte. Ma non mi tocca. Invece, si sposta indietro leggermente e si spalanca le gambe, usando le mani per divaricare le labbra della sua figa rossa e tumefatta. "Guarda questo disastro, cornuto," sibila, il viso a pochi centimetri dal mio. "Guarda quanto è aperta. Guarda come sono bagnata."
La vista è devastante. La sua figa è un cratere, dilatata, rossa, che stilla i suoi stessi umori. L'odore è forte, pungente, un mix di ferro e sesso che mi stordisce i sensi. Lei mi guarda negli occhi con un sorriso sadico. "Sei inutile, Marco. Sei solo un guardone." Quello è il colpo di grazia. La mia vista si annebbia, il mio corpo si contorce in un arco di dolore e piacere indicibile. Senza nemmeno toccarmi, il mio cazzo esplode. Eiaculo violentemente, spruzzando la mia sborra calda e umiliante, consumato interamente dalla vergogna e dalla visione della moglie distrutta da un altro uomo.
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