Cose di casa
di
Raffaella65
genere
confessioni
Dopo trent'anni di vita matrimoniale lo capisco al volo quando sta per fare la proposta indecente, che consiste nel chiiedermi che, da casalinga indaffarata io mi trasformi in un 'esperta massaggiatrice tailandese. Vaga da una stanza all'altra, si avvicina si allontana, non dice una parola, ma me lo ritrovo continuamente tra i piedi. So che gli sta montando il desiderio, e quando è più forte della vergogna, allora chiederà. Si va dal confidenziale ' mi faresti un su-e-giù?, alla, franca dichiarazione 'ho una voglia...', dal decadente 'mi faresti godere?' all'iperbolico 'portami in paradiso'. Ci mette sempre il prefisso 'amore'. Se sono dell' umore giusto gli dico di sì, altrimenti è un no secco, che non consente repliche. Se insiste, lo fa solo per salvare la faccia. Un giorno gli ho detto che facesse da solo. Mi ha risposto che da solo era una sega, ma quando faccio io è un orgasmo ( e solleticata nella mia vanità , quella volta il no è diventato un si). Ricevuto il coniugale consenso, ci si avvia verso il bagno. Lungo il tragitto faccio pagar dazio alla sua libidine. 'ma non ti vergogni?', 'si, ma mi piace'. 'e se mi fai un infarto? ' 'è la morte più bella' ribatte. Con qualsiasi stagione, si spoglia nudo, e poi si mette a gambe divaricate davanti alla tazza del water. Oggi mi sento in vena; pacchetto completo,. Mi posiziono dietro di lui, e gli massaggio le chiappe e il basso ventre. Poi scendo, ad accarezzare il suo coso che è già bello ciccio. Ogni carezza è un gemito. Mi tiro giù la tuta e le mutande, e gli appoggio la passera. Come premere l'acceleratore e far andare su di giri il motore.. Oddio, mormora. Mi stacco, e incomincio il su e giù con una mano, mentre con l'altra gli massaggio le palle; alterno infilando di taglio la mano in mezzo ai glutei a strofinargli il buchetto. Ansima alla grande. È diventato una gelatina tremolante ; gli dicessi 'adesso per un mese stiri tu, sennò smetto', firmerebbe per due mesi. Scommetto ci aggiungerebbe pure le pulizie di casa. Infine mormora "Vengo" (vorrei vedere il contrario), e poi è un "ooohhh" prolungato e io incollo di nuovo la passera alle sue chiappe e con la mano continuo, e continuo finché non si piega e appoggia la testa al muro. 'basta' mormora, ma io continuo lo stesso, più lentamente, a fargli uscire tutto, dal corpo e dalla testa. Rimane così, piegato e immobile , mentre io mi rivesto; manca solo un ultima cosa per concludere ; mi abbasso e gli do un bel morso sul culo, che gli strappa un grido di dolore. Quando dopo un po' esce dal bagno è un uomo nuovo.
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