Rossana fa la differenza

di
genere
confessioni

Il racconto finisce tra le confessioni perché è una confessione: è l'invito a prendere atto di cosa è una femmina vera e cosa è una tipa vestita in modo da ricordare vagamente una femmina. Lisa Gastoni la nota attrice ebbe a dire che la sensualità femminile è quel qualcosa che fa sentire vivo un uomo. La mancanza lo fa sentire morto! Purtroppo l'uomo è destinato a "scegliere" la donna che non solo lo fa sentire morto, ma provvede a farlo morire giorno dopo giorno. Ne è la prova che le vedove sono tantissime e i vedovi si contano sulle dita della mano. Lo scrivente è pronto a sottoscrivere che sposarsi è la pazzia più demenziale che un uomo possa fare nella vita. Contrarre debiti è una follia. Accendere un mutuo trentennale per farsi la casa è demenziale. Comperare la casa al mare dove ci andrai si è no 2 volte l'anno e dopo qualche anno non ci vai più, è da scemi. Comperare un'automobile da 70.000 euro nuova fiammante quando si ha un reddito di 18.000 euro l'anno è da encefalitici. Ma, sposarsi, è la scelta più demenziale, encefalitica, da rincoglionito totale, che un uomo possa fare. E una volta fatta non si torna più indietro. Come buttarsi da un aereo in volo, un po' ce ne metti per schiantarti a terra, me che ti schianterai è inevitabile. Non ti viene a salvare nessuno!!! Premesso questo, e sia chiaro che è incontrovertibilmente vero che non c'è atto più scellerato, del prendere moglie, che un uomo potrebbe fare nella vita, andiamo a raccontare la mia esperienza. Per l'effetto di essermi sposato, mi sono ritrovato un po' prima del mezzo del cammin di mia vita, nella selva oscura di un bosco dove ho usufruito per un po' di una baita di legno per dormire e farmi di tanto in tanto una carbonara e qualche volta la doccia con l'acqua fredda, ovviamente, perché riscaldarla sarebbe stato un lusso. Finalmente è arrivato il momento che ho dovuto andarmene dalla baita nel bosco, per ragioni che non sto a dire, pertanto ho dovuto mettermi a cercare un dove vivere in città. Ho meditato su come avrebbe dovuto essere questo luogo per dormire e continuare a farmi la carbonara e la doccia. Ho concluso che il non plus ultra avrebbe dovuto avere queste caratteristiche: appartamento piccolo a spendere poco d'affitto, in palazzo antico e .... Con una vicina tardona (io ero quarantenne), che fantasticavo di nome Rossana non bella, ma, arrapante come lo sono certe tardone, femmine al 100%. Fantasticavo pure che l'avrei trovata "libera" da impegni e disponibile a venire la sera a mangiare la pizza e uscendo dalla pizzeria in zona agricola, ci vedevo che mi sarei fermato con l'auto in un posto appartato e le avrei messo le mani tra le tette e su per le cosce. Tutte fantasie, ma le fantasie si avverano. Arrivo a trattare con l'agenzia immobiliare un piccolo appartamentino in palazzo dell'anno 1400, ultimo piano con il riscaldamento in comune con la signora dirimpettaia. Ovviamente vado prima di firmare a vedere il posto con la persona dell'agenzia. Mentre mi apre la porta esce la dirimpettaia. Una signora ultra cinquantenne che se l'avessero presa per girare il film amore amaro, al posto di lisa gastoni, quel film l'avrebbero dovuto vietare ai minori di anni 50. L'agente coglie l'occasione per spiegarmi che avrei dovuto pagare a metà il riscaldamento con la signora, che aveva la caldaia nel suo appartamento e ha auspicato che ci saremmo messi d'accordo senza conflittualità: tu ti fai la doccia 2 volte al giorno, io me la faccio solo una volta e così via. Motivo spesso di lite. La signora si è subito presentata con nome e cognome: io sono ... Rossana ... Io sono impallidito, che forse la signora avrà pensato chissà che cosa vedendomi cambiare di colore. Poi sono subito corso a firmare il contratto senza indugiare un secondo di più: la prendo, (la casetta) ho detto. Il prezzo del fitto me lo sono fatto dire a firma fatta: 180.000 lire al mese! Rinnovabili annualmente. Anche questa notizia mi ha rasserenato. Mi costava molto di più la baita nel bosco. La prima notte che ho dormito in questa nuova casa, in verità sono stato sveglio tutta la notte pensando a quelle tette sporgenti e al nome Rossana, che coincideva con il mio "presagio". Restava da vedere se sarebbe coinciso anche il resto. Magari la signora conviveva con un energumeno che quel giorno non era arrivato! Fortuna volle che non arrivò nessun energumeno e che Rossana mi invitasse a pranzo molto prima che passassero tanti giorni. Inevitabilmente fui costretto a spiegare che mi trovavo in quella condizione miserrima del cercarmi una casa con fitto abbordabile, a seguito della mia condizione di separato da una figlia di puttana che era andata dal giudice a chiedere la separazione e il mantenimento, proprio quell'anno che la mia denuncia dei redditi salì alle stelle. Anche la tardona mi confidò che era separata, ma che non riceveva nessun mantenimento e doveva guadagnarsi la stozza facendo le pulizie nelle case. Una femmina del genere sicuramente avrebbe arrotondato con altro! Ma questo mi intrigava ancora di più. Le donne "puttane" in genere sono più "per bene" delle santerelle, come quella sozzona che mi ero sposato, seguendo il tragico dettame: per moglie ti ci vuole una donna seria, che sta in casa e si occupa di te. Che tradotto significa: si fa i cazzi suoi, quando non ci sei, scopa con chi vuole e si occupa di te per spennarti fino all'ultima penna. E va bene, l'abbiamo detto in partenza del racconto che sposarsi è da veri deficienti mentali. Passiamo a quello che si è avverato, che fantasticavo. Rossana non ha tardato a proporre l'uscita serale per la pizza e io ho acconsentito prima ancora che finisse di dire cosa proponeva. Me la sono trovata in macchina al tramonto diretto in una pizzeria di campagna! Memore di una mia precedente esperienza erotica nella quale la signora di quella volta, mentre mi recavo al conviviale mi invitò a fermare la macchina e disse: meglio che il sesso lo facciamo subito, ché dopo che abbiamo mangiato e bevuto, viene male! Infatti me la feci subito e la cena fu piacevole, perché tra una portata e l'altra, rivisitavo tutte le leccate di tette che mi ero fatto e le affondate nella vagina prima con le dita e poi con l'attrezzatura più grossa del dito. Quindi fui io a dire a Rossana qualcosa di propedeutico all'agguantarmela appassionatamente. Cominciai con: Rossana se non ti copri quelle 2 cosce da sballo che hai, in pizzeria stasera non ci arriviamo. Lei: -Perché non ci arriviamo? Io: Rossana, perché o mi mandi fuori strada distraendomi con quelle tue cosce che non posso non guardare o perché mi fermo da qualche parte a vedere come sono le cosce più su. E mentre lo dicevo ho trovato un posticino dietro a folte siepi, per appartarmi e le ho sollevato la gonna senza esagerare, ma scoprendole le cosce che mi sono messo a leccarle, facendola mugulare. Dalle cosce sono passato alle tette: le tette prorompenti che mi avevano subito attratto. Due tette abbronzate, dure e per niente pendule. I capezzoli eretti e rossi come due tettarelle da biberon aspettavano solo di essere succhiate voracemente. La vocalità che emetteva rossana dal gusto che provava a farsi succhiare le tette era sconvolgente. Da deliquio psichico. Inevitabilmente dovetti testare col dito la vagina di rossana che sgorgava lubrificante copiosamente. Mentre meditavo sul momento per prendere il profilattico e infilarmelo rossana si è fiondata con la testa bassa a slacciarmi i pantaloni, a tirarmelo fuori già ben eretto e a infilarselo in bocca fino alle tonsille. Poi si è sdraiata nel sedile tirandosi su la gonna, che è sempre più sexi del togliersela, si è sganciata quello che non erano le mutande e un foltissimo pelo nero è apparso come la visione del quadro di Corbet. Vedendomi indaffarato col profilattico mi ha detto di buttarlo via, che le lei impazzisce a sentire dentro lo schizzo caldo e che non vedeva l'ora di sentirlo. In meno di un secondo già le ero dentro la vagina. Lei ha stretto i denti e detto la stessa cosa che disse Lisa gastoni nel film amore amaro, quando il giovane la penetrò: oddio la pancia!!! Scena poi censurata nelle versioni moderne in DVD. Insomma a rossana faceva un certo effetto averlo in vagina. Io mi ricordai la tecnica del cominciare con una spinta forte seguita da 9 lievi per poi andare in crescendo con 2 forti e 8 lievi e poi 3 forti e 7 lievi. Ogni volta che spingevo di brutto lei si sforzava di non urlare, il che era più arrapante che se avesse strillato, per come stringeva i denti e le uscivano lacrimoni dagli occhi. Quando sono arrivato a 5 spinte forti e 5 deboli ho sentito che è venuta dal liquido che le è uscito ed è rimasta molti minuti a genere fermando le mie spinte, allontanandomi con le mani dalla sua pancia. Praticamente l'ho tirato fuori che non ero ancora venuto. Lei si è ricomposta, asciugata i lacrimoni e mi ha invitato a raggiungere la pizzeria. Io come un coglione: rossana e mi lasci così a cazzo dritto? Lei si è messa ridere da buona toscana e mi ha invitato ad andare, che poi mi avrebbe spiegato. In pizzeria c'erano altre signore, bonone a dire poco. Lei: le guardi quelle là eh? Ce n'era una che aveva accavallato le cosce come le accavallava su RAI3 bianca berlinguer, facendo vedere fino all'inguine. Come potevo non guardare. Insomma la cena è stata un divertimento, perchè rossana mi ha detto: quando andiamo a casa ti accavallo le cosce come quella là e vedrai che ti faccio arrapare di brutto. Con queste promesse la cena è uno spasso. Altro che stare a cena con una moglie rompi coglioni che se ti vede guardare le cosce a qualcuna, ti accecherebbe e la cena te la manda per traverso. Rossana mi faceva dire cosa avrei fatto immezzo alle cosce di quella signora e io: ci farei una borrata da mezzo chilo di sborra. Insomma la vera femmina di eccita non ti castra. Siamo arrivati a casa di rossana e mi ha invitato ad entrare che aveva qualcosa da farmi vedere. Si è messa in cucina a cosce accavallate come quella signora della pizzeria e le cosce di rossana erano molto, molto, molto più arrapanti. Tanto che si è fatta sbattere sul tavolo della cucina si è messa alla pecorina e si è fatta inculare di brutto. Usando il burro del frigorifero come ottimo lubrificante e facendoselo andare su tutto. Di nuovo i denti stretti e il lacrimoni che questa volta sono diventati vero pianto. La sborrata dentro all'intestino di rossana è stata memorabile. A me è sembrato che il getto non finisse mai. A dire il vero mentre venivo alle cosce di quella signora in pizzeria non ho potuto fare a meno di pensarci e per un attimo sognavo di avere quella signora sul tavolo della cucina alla pecorina, anziché rossana. Quando rossana mi ha detto: adesso avrò il mal di pancia per tutta la settimana con tutto quello sburro che mi hai messo dentro, mi è sembrata una rievocazione di Lisa gastoni. La notte a casa mia ripensandoci ho dovuto farmi una sega, altrimenti non dormivo. Che poi non ho dormito lo stesso. L'idea che il mio sperma stesse per una settimana dentro all'intestino dalla mia vicina di casa, mi mandava in visibilio. Ma ovviamente non poteva starci una settimana! Ecco il racconto. Oggi sono celibe, in quanto la sacra rota mi ha annullato il matrimonio grazie a dio e ho miracolosamente ottenuto anche la delibazione in cassazione, che mi ha riportato ad essere celibe. Mi sento come un morto che è resuscitato. Dopo rossana me ne sono fatte non poche di femmine, ma come rossana non ne ho mai più trovate. Donne che mi fanno erigere il pene al sol pensarle, le conto con le dita della mano. Tra queste, anche quelle che ovviamente non ho potuto mai farmele. La mamma di un mio amico d'infanzia mi ha tenuto sveglio per notti intere. Femmina di una volta che portava il reggicalze e mi mise seduta in salotto facendolo generosamente vedere. Meglio che non ci penso. Che femmine che c'erano una volta!
scritto il
2026-07-29
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