Il primo incontro e il primo bocchino
di
Ila81
genere
confessioni
Il primo incontro è arrivato grazie ai miei vicini di casa. Loro conoscevano i genitori di un ragazzo adulto con disabilità e, dopo aver parlato con loro della mia situazione e della possibilità che iniziassi questo tipo di lavoro, ci misero in contatto.
Prima di accettare ero comunque molto prudente. Era la prima volta che mi trovavo davanti a una situazione del genere e avevo bisogno di capire bene come affrontarla. Non conoscevo ancora quel mondo e non volevo prendere la cosa alla leggera. Per me era importante sapere chi avevo davanti, quali fossero le sue esigenze e soprattutto instaurare un rapporto basato sul rispetto.
I genitori del ragazzo furono molto disponibili nel raccontarmi la situazione e nel spiegarmi alcune difficoltà che lui aveva nella vita quotidiana e nelle relazioni. La cosa che mi colpì fu il fatto che, come molte altre persone, anche lui aveva bisogno soprattutto di sentirsi considerato come una persona adulta, con dei desideri, delle emozioni e il bisogno di avere relazioni umane.
Il primo incontro per me è stato un momento di grande attenzione. Non avevo esperienza e dovevo ancora capire come muovermi, come comunicare e come rapportarmi nel modo corretto. La cosa più importante che ho cercato di fare fin dall'inizio è stata ascoltare e non partire da preconcetti legati alla sua disabilità.
Quell'esperienza mi ha fatto capire subito che non potevo considerare tutte le persone allo stesso modo. Ogni individuo ha una storia diversa, un carattere diverso e un modo diverso di vivere le relazioni. Questo è un aspetto che ho imparato con il tempo e che ancora oggi considero fondamentale nel mio lavoro.
Dopo la conoscenza iniziale, arrivò il momento del primo incontro vero e proprio. Questa volta fui io ad andare da loro.
Ero consapevole che si trattava di un passaggio importante, perché era la prima volta che mettevo concretamente in pratica la scelta che avevo deciso di intraprendere. Anche se avevamo già avuto modo di conoscerci, per me era comunque una situazione nuova e volevo affrontarla con attenzione e professionalità.
Quando arrivai, trovai i genitori presenti. Il rapporto con loro era già stato impostato nei precedenti contatti e avevamo parlato della situazione, delle esigenze e di come organizzare l'incontro nel modo più tranquillo possibile.
Dopo il momento iniziale, quando tutto era stato organizzato, i genitori ci lasciarono soli nella stanza.
Mi assicurai che la porta fosse chiusa e poi mi avvicinai a lui inginocchiandomi e accarezzandogli le gambe,cercai di metterlo a suo agio e un po anche io.
Gli chiesi un po di lui e del suo rapporto con l erotismo e il mondo sessuale.
Era visibilmente emozionato e abbastanza timido,giustamente.
Dopo averlo rassicurato riguardo il mio completo silenzio riguardo cio che mi avrebbe raccontato,iniziò a raccontarmi del suo rapporto costante con i porno e sul suo desiderio di provare qualcosa anche nel mondo fisico.
La mia mano lentamente saliva fino ad essere completamente sul suo pacco che dopo pochi istanti presentava gia un evidente rigonfiamento.
Lo aiutai lentamente a spogliarsi fino ad arrivare alle mutande,ricordo ancora il rumore secco quando le stesse superarono l asta,facendo uscire il suo cazzo di modeste dimensioni ma teso all inverosimile.
Lo guardai e poi rivolsi lo sguardo verso di lui,sorridendogli.
Non appena lo toccai con le mani le impressioni furono confermate,era talmente teso e curvo verso l alto da rimanere immobile al mio contatto.
Dopo averlo impugnato con due dita avvicinai la bocca ricoprendolo interamente,quasi un bacio fu,prima di staccarmi e sorridergli nuovamente.
"Ti piace quello che stai provando?"
Annui,visibilmente emozionato.
Ritornai nuovamente con le mie labbra carnose sulla sua cappella tesa e gonfia,fermandomi esattamente sotto di essa,iniziando una sorta di pompino ma senza andare completamente su e giu,ma risucchiando l aria come una ventosa e con un movimento deciso.
Non so quanti minuti o forse secondi passarono,quando attraverso le labbra,che erano l unico punto di contatto,sentii le contrazioni del suo cazzo.
Alzai lo sguardo aspettando che le violente contrazioni finissero di schizzare fuori il seme bollente che mi finiva sulla lingua.
Sempre con le labbra serrate scivolai sulla cappella allontandomi.
Ero intezionata ad aprire la bocca per mostrargli il suo piacere all interno ma mi accorsi che era talmente tanta che sarebbe caduta quasi tutta sul pavimento.
In due colpi la buttai giu e sorridendogli come segno di apprezzamento.
Dopo le pulizie di rito rimanemmo ancora un po soli chiedendogli delle sue sensazioni.
Fu una prima esperienza decisamente forte e che mi diede tante lezioni per il futuro e soprattutto quella che la persona che hai davanti va conosciuta,con il senno di poi non avrei iniziato un bocchino partendo subito al massimo.
Prima di accettare ero comunque molto prudente. Era la prima volta che mi trovavo davanti a una situazione del genere e avevo bisogno di capire bene come affrontarla. Non conoscevo ancora quel mondo e non volevo prendere la cosa alla leggera. Per me era importante sapere chi avevo davanti, quali fossero le sue esigenze e soprattutto instaurare un rapporto basato sul rispetto.
I genitori del ragazzo furono molto disponibili nel raccontarmi la situazione e nel spiegarmi alcune difficoltà che lui aveva nella vita quotidiana e nelle relazioni. La cosa che mi colpì fu il fatto che, come molte altre persone, anche lui aveva bisogno soprattutto di sentirsi considerato come una persona adulta, con dei desideri, delle emozioni e il bisogno di avere relazioni umane.
Il primo incontro per me è stato un momento di grande attenzione. Non avevo esperienza e dovevo ancora capire come muovermi, come comunicare e come rapportarmi nel modo corretto. La cosa più importante che ho cercato di fare fin dall'inizio è stata ascoltare e non partire da preconcetti legati alla sua disabilità.
Quell'esperienza mi ha fatto capire subito che non potevo considerare tutte le persone allo stesso modo. Ogni individuo ha una storia diversa, un carattere diverso e un modo diverso di vivere le relazioni. Questo è un aspetto che ho imparato con il tempo e che ancora oggi considero fondamentale nel mio lavoro.
Dopo la conoscenza iniziale, arrivò il momento del primo incontro vero e proprio. Questa volta fui io ad andare da loro.
Ero consapevole che si trattava di un passaggio importante, perché era la prima volta che mettevo concretamente in pratica la scelta che avevo deciso di intraprendere. Anche se avevamo già avuto modo di conoscerci, per me era comunque una situazione nuova e volevo affrontarla con attenzione e professionalità.
Quando arrivai, trovai i genitori presenti. Il rapporto con loro era già stato impostato nei precedenti contatti e avevamo parlato della situazione, delle esigenze e di come organizzare l'incontro nel modo più tranquillo possibile.
Dopo il momento iniziale, quando tutto era stato organizzato, i genitori ci lasciarono soli nella stanza.
Mi assicurai che la porta fosse chiusa e poi mi avvicinai a lui inginocchiandomi e accarezzandogli le gambe,cercai di metterlo a suo agio e un po anche io.
Gli chiesi un po di lui e del suo rapporto con l erotismo e il mondo sessuale.
Era visibilmente emozionato e abbastanza timido,giustamente.
Dopo averlo rassicurato riguardo il mio completo silenzio riguardo cio che mi avrebbe raccontato,iniziò a raccontarmi del suo rapporto costante con i porno e sul suo desiderio di provare qualcosa anche nel mondo fisico.
La mia mano lentamente saliva fino ad essere completamente sul suo pacco che dopo pochi istanti presentava gia un evidente rigonfiamento.
Lo aiutai lentamente a spogliarsi fino ad arrivare alle mutande,ricordo ancora il rumore secco quando le stesse superarono l asta,facendo uscire il suo cazzo di modeste dimensioni ma teso all inverosimile.
Lo guardai e poi rivolsi lo sguardo verso di lui,sorridendogli.
Non appena lo toccai con le mani le impressioni furono confermate,era talmente teso e curvo verso l alto da rimanere immobile al mio contatto.
Dopo averlo impugnato con due dita avvicinai la bocca ricoprendolo interamente,quasi un bacio fu,prima di staccarmi e sorridergli nuovamente.
"Ti piace quello che stai provando?"
Annui,visibilmente emozionato.
Ritornai nuovamente con le mie labbra carnose sulla sua cappella tesa e gonfia,fermandomi esattamente sotto di essa,iniziando una sorta di pompino ma senza andare completamente su e giu,ma risucchiando l aria come una ventosa e con un movimento deciso.
Non so quanti minuti o forse secondi passarono,quando attraverso le labbra,che erano l unico punto di contatto,sentii le contrazioni del suo cazzo.
Alzai lo sguardo aspettando che le violente contrazioni finissero di schizzare fuori il seme bollente che mi finiva sulla lingua.
Sempre con le labbra serrate scivolai sulla cappella allontandomi.
Ero intezionata ad aprire la bocca per mostrargli il suo piacere all interno ma mi accorsi che era talmente tanta che sarebbe caduta quasi tutta sul pavimento.
In due colpi la buttai giu e sorridendogli come segno di apprezzamento.
Dopo le pulizie di rito rimanemmo ancora un po soli chiedendogli delle sue sensazioni.
Fu una prima esperienza decisamente forte e che mi diede tante lezioni per il futuro e soprattutto quella che la persona che hai davanti va conosciuta,con il senno di poi non avrei iniziato un bocchino partendo subito al massimo.
4
voti
voti
valutazione
4.8
4.8
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
L'arte del bocchino e l'aspetto da bocchinara
Commenti dei lettori al racconto erotico