Papà dissodava il terreno di Eugenio, lui dissodava la sua figa.
di
boiardo
genere
tradimenti
Quando la domenica Eugenio passava a casa a prenderci era festa, col suo furgone lui e mamma sui sedili davanti, io e papà nel vano posteriore. Dalle nostre abitazioni al casolare di campagna di Eugenio ci volevano circa 40 minuti. Appena arrivati ognuno aveva il suo compito, Papà dissodava il terreno, io con la tuta che mi aveva regalato Ottavio dell’officina andavo subito dalla moto, mamma ed Eugenio andavano prima a governare il cavallo nella stalla poi salivano in casa dove Eugenio sistemava l’interno ed aiutava mamma a cucinare. Ogni tanto portavano da bere a papà, mamma portava anche un asciugamano per detergere il sudore. Lei era sempre attaccata ad Eugenio non lo lasciava mai, papà era contento che i due erano sempre insieme, in fondo Eugenio ci dava una mano economicamente, papà era operaio presso una fornace, la sua retribuzione era appena sufficiente per tirare avanti. E’ vero che mamma e papà l’aiutavano ma Eugenio oltre ai prodotti della campagna dava anche dei soldi a mamma. Ad ora di pranzo, papà faceva la doccia con l’acqua del pozzo poi risaliva sopra, si pranzava, io scendevo giù attorno alla moto, lui tornava nell’orto mamma ed Eugenio restavano sul letto.
Successivamente predisponevano per la cena. Verso le diciassette si smetteva di lavorare, papà faceva un’altra doccia per poi riposare e dialogare tutti insieme. Dopo la cena si metteva tutto in ordine, si tornava a casa. A volte mamma decideva di far restare Eugenio a dormire con loro. Anche papà insisteva -Dai dormi con noi- ed Eugenio sotto l’invito di papà restava. Il lunedì mattina papà si alzava alle cinque perché alle sei iniziava
il turno, mamma ed Eugenio restavano nel letto fino a tardi. Mi alzavo prima di loro preparavo la colazione, la portavo in camera come mi raccomandava di fare papà. Anche a me piaceva che mamma ed Eugenio stessero insieme, sapevo anche cucinare, quindi preparavo il pranzo per servirli in camera. Quando tornava papà alle 17 loro erano ancora a letto.
Solo allora Eugenio tornava dai suoi genitori ormai anziani. Insieme io e papà preparavamo la cena mamma ci raggiungeva in cucina. La domenica veniva anche papà negli altri giorni andavamo solo io e mamma con Eugenio nel casolare dove c’era un terrazzino rialzato, si mettevano a prendere il sole nudi. Io sono stato assunto nell’officina di Ottavio, avevo l’età per iniziare a lavorare, Ottavio sapeva il rapporto che legava mamma ed Eugenio, non era sposato, aveva quarant’anni, mi chiedeva sempre di loro e delle reazioni di papà che sapeva benissimo che mamma ed Eugenio scopavano anche sotto i suoi occhi. Un giorno eravamo seduti nell’ufficio dell’officina, avevamo appena mangiato un panino, mi ha chiesto per l’ennesima volta di raccontargli quello che succedeva tra mamma, papà ed Eugenio, sono entrato in certi particolari, ci siamo eccitati avevamo entrambi il cazzo duro, si è disteso sul divano, ha voluto che gli facessi
un pompino, poi ha voluto che mi facessi una sega ed ha voluto che gli sborrassi sulla faccia. Quello è stato il primo giorno, mi ha raccomandato di non raccontare nulla ai miei, ed ogni giorno di lavoro gli facevo un pompino poi lui lo faceva a me. Una volta c’era un raduno di meccanici, ha chiesto a papà se potevo andare con lui due giorni, papà ha acconsentito, siamo stati due giorni chiusi in albergo a fare di tutto, mi ha rivelato che era innamorato di me e che non mi avrebbe più lasciato.
Insomma la nostra casa trasudava sesso. Oltre alla retribuzione Ottavio mi faceva ogni tipo di regali. C’è da dire ancora che Ottavio era il meccanico di Eugenio, una domenica è venuto anche lui nel casolare, mi sono sentito in colpa verso papà perché mamma ed Eugenio facevano coppia stavano sempre attaccati, ora Ottavio era attaccato a me, papà restava solo anche se aveva mamma che si divideva. Quell’intreccio stava bene a tutti ed è durato diversi anni, poi l’età ci ha messo del suo modificando qualche situazione.
Successivamente predisponevano per la cena. Verso le diciassette si smetteva di lavorare, papà faceva un’altra doccia per poi riposare e dialogare tutti insieme. Dopo la cena si metteva tutto in ordine, si tornava a casa. A volte mamma decideva di far restare Eugenio a dormire con loro. Anche papà insisteva -Dai dormi con noi- ed Eugenio sotto l’invito di papà restava. Il lunedì mattina papà si alzava alle cinque perché alle sei iniziava
il turno, mamma ed Eugenio restavano nel letto fino a tardi. Mi alzavo prima di loro preparavo la colazione, la portavo in camera come mi raccomandava di fare papà. Anche a me piaceva che mamma ed Eugenio stessero insieme, sapevo anche cucinare, quindi preparavo il pranzo per servirli in camera. Quando tornava papà alle 17 loro erano ancora a letto.
Solo allora Eugenio tornava dai suoi genitori ormai anziani. Insieme io e papà preparavamo la cena mamma ci raggiungeva in cucina. La domenica veniva anche papà negli altri giorni andavamo solo io e mamma con Eugenio nel casolare dove c’era un terrazzino rialzato, si mettevano a prendere il sole nudi. Io sono stato assunto nell’officina di Ottavio, avevo l’età per iniziare a lavorare, Ottavio sapeva il rapporto che legava mamma ed Eugenio, non era sposato, aveva quarant’anni, mi chiedeva sempre di loro e delle reazioni di papà che sapeva benissimo che mamma ed Eugenio scopavano anche sotto i suoi occhi. Un giorno eravamo seduti nell’ufficio dell’officina, avevamo appena mangiato un panino, mi ha chiesto per l’ennesima volta di raccontargli quello che succedeva tra mamma, papà ed Eugenio, sono entrato in certi particolari, ci siamo eccitati avevamo entrambi il cazzo duro, si è disteso sul divano, ha voluto che gli facessi
un pompino, poi ha voluto che mi facessi una sega ed ha voluto che gli sborrassi sulla faccia. Quello è stato il primo giorno, mi ha raccomandato di non raccontare nulla ai miei, ed ogni giorno di lavoro gli facevo un pompino poi lui lo faceva a me. Una volta c’era un raduno di meccanici, ha chiesto a papà se potevo andare con lui due giorni, papà ha acconsentito, siamo stati due giorni chiusi in albergo a fare di tutto, mi ha rivelato che era innamorato di me e che non mi avrebbe più lasciato.
Insomma la nostra casa trasudava sesso. Oltre alla retribuzione Ottavio mi faceva ogni tipo di regali. C’è da dire ancora che Ottavio era il meccanico di Eugenio, una domenica è venuto anche lui nel casolare, mi sono sentito in colpa verso papà perché mamma ed Eugenio facevano coppia stavano sempre attaccati, ora Ottavio era attaccato a me, papà restava solo anche se aveva mamma che si divideva. Quell’intreccio stava bene a tutti ed è durato diversi anni, poi l’età ci ha messo del suo modificando qualche situazione.
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