Un mal di schiena al mare

di
genere
bisex

Sabato sera avevamo preparato tutto per passare l’intera giornata della domenica al mare. La mattina Carmelina si è svegliata con un tremendo mal di schiena, abbiamo provato alcuni movimenti ed abbiamo peggiorato la situazione. -Amore non vengo, andate solo tu ed il bambino, non riesco a mettere il costume- -Ce ne stiamo tutti a casa, non ti lasciamo da sola- Facendo salti mortali dal momento che non riusciva a mettere il costume si è messa una maglietta mia di quando ho fatto il militare, appena le copriva la figa. Però è stato sufficiente per convincerla. Ho preparato tutto, intanto si è svegliato Niccolò il bambino, gli ho fatto fare colazione,l’ho messo in macchina, sono andato a riprendere lei, l’ho dovuta portare sulla schiena, l’ho depositata in macchina, sono tornato sopra a prendere l’occorrente, siamo partiti. Nonostante tutto era ancora presto, siamo partiti alle 8,10, alle 8,50 siamo arrivati, siamo stati i primi abbiamo occupato il solito posto. Quando ho portato Carmelina ha notato un serpente morto vicino alla pianta. Urla
come avesse visto un mostro, l’ho calmata, con una canna ho portato via quello che era rimasto del serpente evidentemente i topi la notte hanno fatto baldoria, ci siamo sistemati anche se il suo lettino, su cui non riusciva a distendersi, piazzato abbastanza distante da dove era il serpente per farla stare tranquilla. Non potevo fare altro mi sono messo a giocare col bambino, intanto era arrivata una coppia forse sulla cinquantina, si sono messi ad una ventina di metri da noi, lei ha tolto il reggiseno, si è distesa al sole mentre il compagno o marito leggeva il giornale. Poco dopo arriva un giovanotto con lo zaino che non era molto capiente, con calma ha iniziato a tirare fuori una cosa alla volta perfino una piccola tenda, ha messo quello che aveva tirato fuori, si è tolto maglietta e calzoncini restando in costume ed è entrato in acqua, si è messo a nuotare verso il largo tanto da non vedersi più. E’ tornato dopo un’ora, ha riaperto lo zip della tenda, ha preso una grossa asciugamano, si è disteso al sole con i piedi girati verso di noi. Carmelina forse non si è neanche accorta di tutti i movimenti, ho provato a farla sollevare, ci sono riuscito ma qualche lamento l’ha emesso. Quella persona ha guardato verso di noi, ha assistito ai nostri movimenti, ha capito che Carmelina doveva avere un problema, si è avvicinato chiedendoci cosa aveva. Gli abbiamo spiegato che aveva un problema alla schiena dice -L’avevo capito, qualche tempo fa ho avuto lo stesso problema, per fortuna ho un amico fisioterapista, mi ha fatto fare un solo movimento
mentre lui mi premeva un punto preciso della schiena, in un attimo sono rinato, un sollievo che non cambierei con nulla al mondo. Ogni tanto riappare ho capito il segreto del movimento, lo risolvo in un istante- Ci siamo guardati io e Carmelina, ci è bastato un cenno -Ti dispiace fare un tentativo con lei-? -Assolutamente no anche se non garantisco la riuscita- -Facciamola la prova- In due la mettiamo in piedi, una mano sulla schiena l’altra sul collo, l’ha piegata appena in avanti, ha scoperto che era nuda, la mano la metteva sotto la maglietta, il culo di Carmelina a contatto col suo cazzo, ci voleva poco a capire che ci stava provando. Se avesse risolto il problema l’avrei
fatto anche scopare. A forza di movimenti qualche progresso c’era stato, Carmelina era più distesa si lamentava meno, lui ha chiesto se poteva proseguire visto il leggero progresso. E’ stata Carmelina a rispondere -Fammi quello che vuoi- Incoraggiato dalla risposta, Mauro questo il suo nome, ha iniziato un vero e proprio trattamento, il suo cazzo, ormai senza controllo, anche se attraverso il suo costume, toccava Carmelina in tutte le sue parti, lei appena per il sollievo , molto per l’eccitazione collaborava
pienamente. Niccolò ha chiesto che gli faceva quell’uomo alla mamma, l’ho rassicurato -La sta guarendo- La coppia di cinquantenni, prima il lui che ha chiamato la lei illustrandole cosa stava succedendo, hanno ammirato lo spettacolo. Ora Carmelina e Mauro stavano abbracciati stretti uno all’altra. Ho proposto -Prova a farla camminare- Non aspettavano altro, mano nella mano si sono incamminati verso le siepi, passando dove era il serpente morto ma in questo caso Carmelina non ha urlato. Sono tornati dopo mezz’ora, sono apparsi entrambi nudi, Carmelina si è infilato il suo micro- costume, lui nella sua tenda ha preso il ricambio, quello che indossava grondava di sborra. Finalmente risolto il problema della schiena, abbiamo mangiato, anche Mauro ha mangiato con noi, Carmelina è stata sempre addosso a lui per ringraziarlo del servizio. Niccolò si è addormentato, loro due si sono messi a prendere il sole ed io li guardavo, la mano di Carmelina poggiata sulla coscia di Mauro, Ormai la coppia aveva capito che a me stava bene tutto, mi sono alzato, ho preso la mano di Carmelina, l’ho poggiata sul cazzo di Mauro che ha avuto un sussulto, pensava fosse la mia. Hanno parlato programmando l’eventuale ritorno del dolore, Mauro aveva la moto parcheggiata vicino alla nostra macchina, ha rassicurato Carmelina che sarebbe arrivato subito in caso di dolore, io l’ho invitato a venire anche senza dolore. -Ti piace che Carmelina scopa con altri-? -Si mi piace vederla godere, mi piace vedere la sua espressione mentre scopa, ma c’è una cosa che mi piace ancora di più. Se vieni a trovarci a casa, sul letto, mentre io e lei facciamo il sessantanove, tu la scopi ed io lecco la sua figa e se esce il tuo cazzo, quando sborri ingoio tutto. E’ la cosa che mi fa impazzire- -Sei un porco ma voglio provare, aspettatemi- E’ tornato molte volte, è piaciuto anche a lui.
scritto il
2026-07-09
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