Il circolo

di
genere
corna

di te non me ne frega un cazzo. E pure di te, e di te, e di te.
l'oste ha un naso come quello dei vecchi contadini: una spugna rossa. E un carattere di merda. ma se gli stai simpatico a una certa offre da bere.
Se gli stai antipatico son cazzi. Questo posto ha perso la vena, prima era vivo, vecchi e giovani, ubriachi e pipparoli, donne e uomini, tra donne e uomini ominicchi e prostitute che bevevano lo shot tra un servizio e l'altro. il bagno degli handicappati ne ha viste più del tavolino di cristallo di d'annunzio.
Da giovane volevo essere un bidet del bagno delle femmine.
Ora non me ne frega più una minchia. E pure di te, e di te, e di te.
Mi son capitati un paio di pompini barzotti, uno me lo ricordo quasi con piacere: una ballerina di tango che ballava anche con il cazzo in bocca. Era bionda e aveva un culo tondo come il mondo. tutto un nd.
Adesso vengono in pochi e sorridono meno, e ti credo: quel pirla del proprietario sbotta a ripetizione, sbatte fuori uno, poi l'altro, gli stan sul cazzo oppure non si può fumare maria in veranda, pippare in bagno, cantare dopo le 23. ma vaffanculo dicono.
Io bevo vodka ucraina. Ho preso quest'abitudine quando speravo di non venir beccato dalla fidanzata. la vodka non puzza dicevano, seeeeeeee. il classico declino dell'alcolizzato. Quando arrivi a nascondere gli shot vai diretto affanculo, sappilo.
Lui ne ha la dispensa piena, importa clandestinamente dalla socia, che socia non è e moglie neppure, ma siccome lo schinotta tutte le sere dopo la chiusura, ha un certo ascendente. ucraina appunto e sembra socia.
La mia ex mi ha beccato, ovvio, ma non mi ha detto nulla.
Credo abbia fatto un calcolo semplice, un teorema femmina: bevi pure di nascosto, io mi scopo tutti i tuoi amici.
"che cosa bevi?"
è la slava che ha la stanza al terzo piano del palazzo rococò, per gli abitanti è chiamato così, si tiene in piedi con la chimica, il fisico ha ceduto agli attacchi multipli del bisturi. non si capisce quante tette ha e perchè una gli è finita al posto del labbro. per capire quanti anni ha devi stare attento a quando alza il bicchiere, l'ascella lunga e molle la tradisce, più della ruga del collo.
"il solito"
"me ne offri uno?"
"anche due, a una condizione: che non mi fai neppure una domanda."
"e perchè?"
"sei a uno"
"scherzo cazzo"

ha iniziato dal più infido, e lì non me ne ero accorto. L'impiegato con il colletto rigido, che beve lo spritz arancione, ride sempre, dice due cazzate e se ne va. c'ha il seggiolino nei sedili posteriori della sua cazzo di sw, non so se abbia anche un figlio. e lo zaino con l'ombrello nella tasca. io gli davo al massimo dieci centimetri di cazzo. per forza.
la mia ex mi ha detto urlando che quando la scopava da dietro poteva alzare braccia e gambe e non cadere.

"ho scoperto che se accarezzi il cazzo raccontando la fiaba di cappuccetto rosso all'orecchio gli uomini vengono prima e pagano contenti"
"meglio che far pompini"
"no, è più faticoso, ma ho elaborato diverse versioni della favola. Scriverò un libro per adulti su cappuccetto rosso con finali a sorpresa"
"se non sbaglio da ragazzo ho visto un porno."
"era su biancaneve"
"facile"

Dopo l'impiegato si è fatta più audace ed è passata al mio compagno di una vita. Lo conosoco dalle superiori e ne abbiamo fatte di ogni, so che il suo cazzo non può competere con il mio. 'ma tu non hai idea di quanto mi faceva godere fargli i pompini, mi dava un ritmo con la mano sulla testa che mi mandava sulla luna, non mi affogava, come facevi tu, stronzo, mi scopava la bocca e arrivava al cervello come una danza ipnotica.' tutte cazzate, godeva semplicemente perchè stava spompinando il mio miglior amico. Era una troia, è una troia, l'ho sempre saputo, ma mai accettato. Quando scopavamo per godere immaginava 3 cazzi, il mio non gli bastava, o di scopare uno sconosciuto in bagno, o di essere guardata dal terzo battaglione in uniforme, insomma qualsiasi cosa in più di me. Trombava come un attrice sul palco, era lì, ma con un'altra parte.
E quindi perchè io invece morivo di fronte al suo clitoride?
Ma a me di te non me ne frega più un cazzo. E neppure di te, e di te, e di te.

"a te piace fare la troia?"
"paghi pegno, offrimene un altro"
"ok, ma se mi rispondi"
"è stata dura, mi sono sentita sola davvero, ma davvero. come tu non puoi neanche immaginare. Ma ho costruito me stessa e sono sempre stata sincera con la vita. E mi è andata bene, adesso che il corpo crolla io mi sento ok, ho messo via un gruzzolo per la vecchiaia e ho qualche buona amica. Pure qualche cliente affezionato. Non riesco a pensare a me in mezzo alle vostre bugie, adesso sto bene e non ho più invidie per nessuno. La troia è come un prete, vede la recita da fuori, e ti assicuro che non è un bello spettacolo, ma credo di essermi guadagnata una poltrona comoda."
"oste un altro giro"
oste: "stai esagerando"
"fatti i cazzi tuoi"

Poi la situazione è esplosa, una grigliata tra amici in campagna, io mi sentivo come hemingway sulla brace, confondevo letteratura con carne rossa, parlavo in rima e mordevo vino aspro. Non la guardavo è vero, me la sono dimenticata, prima veniva la carbonella che avevo dentro. ma l'ho vista dopo, dalla finestra della soffitta, quando pensavo di averla persa: stava sul prato dietro i cespugli di rododendro in fiore. I due nani maledetti se la stavano scopando senza un domani. Amici anche loro, pezzi di famiglia, ma la parte che ti pesa. Antipatici, bassi, rotondetti, gemelli. Il primo di carattere impulsivo, aggressivo, quando beveva diventava un angelo, amava tutti. Stava sdraiato con la mia fidanzata imapalata sul cazzo che muoveva il bacino al ritmo della vita. Il secondo moderato, quasi timido, leggermente autistico, quando beveva diventava il signor Cacacazzi, mandava affanculo il mondo e dovevi stare attento alla rissa, che prima o poi arrivava. Stava in piedi con i calzoni calati LA MIA FIDANZATA gli succhiava il potente cazzo da nano trasformando se stessa nello spiedino che avevo appena mangiato. godeva come una troia, con gli occhi socchiusi e bianchi.

"io non ho più voglia di far teatro"
"tu sei ipocrita ed egoista, un maschio del cazzo"
"tu non lo sai"
"ma si vede, sei ancora bello come un adolescente, ma confondi sempre la figa con la mamma"
"oste l'ultimo"
oste: "basta, fuori dai coglioni, ma prima paga"

prendo il bicchierino vuoto e glielo lancio prendendolo secco sulla guancia, nel gesto mi scivola lo sgabello e tiro una facciata al bancone. è un attimo: vedo l'oste che sputando un dente nero mi viene addosso. buio.
buio come me, che non me ne frega più un cazzo di te.
apro gli occhi e vedo il cielo bianco della milano di luglio, amico e nemico, chissà se lei si scoperà anche le nuvole.
"tranquillo, hai la testa aperta, ma tanto c'è nulla di importante che può uscire, ti portano al fatebene"
scritto il
2026-07-08
3 0 0
visite
0
voti
valutazione
0
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

La tabaccaia di via spagnoletto

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.