Bizzarro romanticismo
di
Mark Val 1971
genere
poesie
Prato verde in fiore
tu insinui strani pensieri
e, poiché t’accarezza il sole
sei compagno dei desideri
Dolce, cara e bella sposa
non ti devi vergognare
se ti senti di arrossire
timidezza ed eccitazione
son le tue vesti sublimi
Son tre giorni ormai
che non ti riesce a sbloccarti
ma quest’aria birichina
ha l’effetto di una purga
La vedi quella siepe
ti puoi accomodare
ma dimenticar non ti devi
che or ti voglio anche guardare
e smarrire i miei sensi
Calati piano le mutandine
e mostrami sovrano
il gaudio sedere maximo
che dona l’allegria
ed è la mia felicità
Mostrami le terga
e quel volto pallido di luna
di così morbida consistenza
con un solco che per natura
pare quasi ti sorrida
Là si schiude l’apertura
ne conosco la flagranza
quell’essenza un po' burrosa
quando entra la cappella
Tu non puoi sapere
quanto turgido è il tuo seno
quanta sensualità adesso sgorga
da ogni tuo singolo poro
Gocce di sudore
sono le tue perle
Il viso parrebbe fare fiamme
per il tuo immenso sforzo
I peti si susseguono
quelli piccoli e quelli grossi
odorosi come la natura
Un concerto d’archi
e di tromboni assai tonanti
quasi scuote questa terra
Dal tuo culo pronunciato
cadon stronzi copiosi e grossi
a formare quei ribaldi
una piccola catena montuosa
Se è tua questa cacca
allora vale oro
e bisognerebbe sempre sognarla
Se sia foglia oppur la lingua
a pulirti il deretano
sarai tu a deciderlo
perchè sei l’imperatrice
E poiché questo servo
curioso e un po' strano
ti ha acceso di passione
sdraiati nel verde
cantando una canzone
Penserò io
a riempirti dentro
Intanto le stelle guardano
con i loro curiosi sguardi
E quasi ci illuminano
una specie di palcoscenico
tu insinui strani pensieri
e, poiché t’accarezza il sole
sei compagno dei desideri
Dolce, cara e bella sposa
non ti devi vergognare
se ti senti di arrossire
timidezza ed eccitazione
son le tue vesti sublimi
Son tre giorni ormai
che non ti riesce a sbloccarti
ma quest’aria birichina
ha l’effetto di una purga
La vedi quella siepe
ti puoi accomodare
ma dimenticar non ti devi
che or ti voglio anche guardare
e smarrire i miei sensi
Calati piano le mutandine
e mostrami sovrano
il gaudio sedere maximo
che dona l’allegria
ed è la mia felicità
Mostrami le terga
e quel volto pallido di luna
di così morbida consistenza
con un solco che per natura
pare quasi ti sorrida
Là si schiude l’apertura
ne conosco la flagranza
quell’essenza un po' burrosa
quando entra la cappella
Tu non puoi sapere
quanto turgido è il tuo seno
quanta sensualità adesso sgorga
da ogni tuo singolo poro
Gocce di sudore
sono le tue perle
Il viso parrebbe fare fiamme
per il tuo immenso sforzo
I peti si susseguono
quelli piccoli e quelli grossi
odorosi come la natura
Un concerto d’archi
e di tromboni assai tonanti
quasi scuote questa terra
Dal tuo culo pronunciato
cadon stronzi copiosi e grossi
a formare quei ribaldi
una piccola catena montuosa
Se è tua questa cacca
allora vale oro
e bisognerebbe sempre sognarla
Se sia foglia oppur la lingua
a pulirti il deretano
sarai tu a deciderlo
perchè sei l’imperatrice
E poiché questo servo
curioso e un po' strano
ti ha acceso di passione
sdraiati nel verde
cantando una canzone
Penserò io
a riempirti dentro
Intanto le stelle guardano
con i loro curiosi sguardi
E quasi ci illuminano
una specie di palcoscenico
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