Violato come una troia

di
genere
gay

Ho cercato molte volte di convincere mia moglie a fare foto piccanti per poi pubblicarle su internet, ci sono siti che spesso frequento dove riscuoterebbe un gran successo, ha un corpo stupendo, piedi da leccare, tette da succhiare e una figa alla quale lei lascia un piccolo ciuffetto di peli, che merita solo di essere scopata. E'vero, mi piacerebbe sentirla desiderata da altri uomini e sotto sotto mi piacerebbe addirittura vederla godere con un bull sopra che la scopa forte.
Solo una volta sono riuscito a fotografare i suoi piedi che ho prontamente pubblicato ottenendo centinaia di apprezzamenti da altrettanti caldi ammiratori, e non c'è voluto molto prima che tali ammiratori richiedessero con insistenza di vedere anche le sue tette, la figa o volessero scoparla in ogni modo.
Qui purtroppo, con mio grande dispiacere, sarebbe finito questo mio amato gioco perchè non avrei ottenuto altro da lei e fu proprio per questo che la mia mente bacata partorì un'idea assurda, pur di non smettere di giocare presi il suo posto indossando i suoi collant, reggiseno e baby doll, e iniziai per scherzo a fotografare particolari di me che poi andavo a pubblicare. Iniziai con foto dubbie, buie, tentando di imitarla, ho due gran belle gambe, un pò di seno e pochissimi peli ma ovviamente il mio fisico pur con vestiti femminili non passò inosservato. A questo punto però accadde l'impensabile, almeno per me, nonostante dalle foto non ci fosse nessun dubbio sul fatto che io fossi un uomo, iniziai a ricevere decine e decine di richieste soprattutto da uomini con tanto di apprezzamenti e proposte di incontri. Incredibile si, e questo fece nascere in me una sorta di piacere sconosciuto, piacere scatenato dal desiderio di altre persone nei miei confronti, come se fossi una gran figa.

Gli ammiratori, al di la dei complimenti di rito, si proponevano con richieste curiose, alcuni devo dire sorprendentemente eccitanti, una in particolare, proveniva da un uomo, un bell'uomo, con un cazzo di una certa imponenza, che mi scriveva spesso, molto fantasioso, amante come me del gioco intrigante. Dopo vari contatti ai quali rispondevo con una certa disponibilità, mi propose un incontro, più che un incontro, come lo chiamavamo noi, un gioco, consisteva nell'incontrarci in un parcheggio appartato, io sotto avrei dovuto avere reggiseno, baby doll e collant, sopra una tuta qualsiasi per coprire il tutto. Sarei dovuto montare nella sua macchina e senza dire nulla slacciargli i pantaloni, prenderlo in bocca e spompinarlo fino a farlo venire, dopodiché scendevo e ognuno per la sua strada. Di primo acchito rifiutai, sono eterosessuale, mi piacciono profondamente le donne e non ho mai avuto e nemmeno desiderato rapporti con uomini. Ma i giorni passavano e pensare a quella situazione me lo faceva indurire, ogni volta mi masturbavo e godevo profondamente e intensamente. Ogni volta che mi eccitavo pensavo di accettare l'incontro e subito dopo di rifiutarlo. Lui continuava a scrivermi senza insistenza, ogni volta mi raccontava di essere venuto pensando di essere nella mia bocca e di avere goduto come non mai, finche un giorno mi disse che in lui stava crescendo sempre più il desiderio di usarmi come il suo strumento di piacere, come una schiava da legare e usare in ogni modo per godere, concluse il racconto chiedendomi: "ti hanno mai legata?" Pensare di essere legato e il fatto che si fosse rivolto a me come fossi un'entità femminile, o meglio, come una troia me lo fece diventare duro in un attimo e faticai a non venire solo al pensiero senza toccarmi. Rimasi sconcertato dalla mia reazione a questa sua richiesta, alla quale risposi di no, mi entrò nel cervello e non ne usci più tant'è che qualche giorno dopo alla sua domanda "ti piacerebbe se ti legassi?" non ho potuto fare altro che rispondere "si" con il cazzo che mi stava esplodendo.

Fissammo un appuntamento a qualche giorno dopo, il suo tono nei messaggi era cambiato, era più autoritario, di chi decide, da padrone, fino a che il giorno prima con un messaggio mi disse... ma in realtà mi ordinò, di accettare all'appuntamento anche un suo amico al quale aveva raccontato tutto, anche lui molto eccitato dal contesto, mi disse che da brava troia avrei dovuto fare un bocchino a tutti e due, dopo di che pretese dei ringraziamenti per questo ulteriore regalo che mi aveva riservato. Accettai e ringraziai, mi eccitava in modo a me sconosciuto questa cosa... e mi eccitava tanto.

Arrivò il giorno, o meglio la sera, mi vestii a casa con cura, doccia, crema, collant scuri che contenevano il mio cazzo duro che non voleva saperne di rilassarsi. Ci trovammo in un parcheggio deserto, vicino ad un fiume, con la mia macchina illuminai un van parcheggiato nell'angolo più buio del posto, erano loro. Gli accordi erano che mi sarei dovuto togliere la tuta che nascondeva i miei vestiti femminili ed entrare dal portello del van non appena fosse stato aperto. Così fu, mi tolsi la tuta, l'aria era fredda, vidi il grande portellone scorrere ed aprirsi, scesi dalla macchina ed entrai. Il buio era profondo, il van sembrava vuoto, cercai di notare qualcosa ma subito due mani mi posero sugli occhi una fascia scura e la legarono stretta dietro la mia testa, contemporaneamente mi sentii prendere i polsi, portarli dietro la schiena e legarli con una corda ruvida. Mi presero in due credo e mi misero in ginocchio, qualcuno mi afferrò dietro il collo e mi spinse in avanti, coricando il mio petto su di una specie di asse, le ginocchia mi facevano male. Un'altra corda venne passata più volte intorno al mio corpo passando sotto all'asse stessa, ero in ginocchio a pecora legato stretto da perfetti sconosciuti bloccato su di una ruvida asse di legno. Avrei voluto urlare, la paura si mescolava ad un piacere mai provato.

Una mano mi accarezzò il mento sollevandomi la testa dopodiché qualcosa passò sotto al mio naso, qualcosa che mescolava l'odore del sapone a quello del sudore fino a quello dell'urina. Quella cosa entrò poco dopo lentamente nella mia bocca, era caldo, dolce al sapore, grosso, duro, iniziò a muoversi lentamente avanti e indietro, entrava ed usciva, sentivo il suo respiro farsi affannoso. Dietro sentii i miei collant strapparsi e un liquido colare dalla mia schiena all'ano, poi due dita lo raccolsero e lo convogliarono dentro al mio culo con uno o due dita. Iniziai a dimenarmi, chi teneva il suo cazzo nella mia bocca iniziò a pompare con vigore, lo sentivo gonfiarsi, io succhiavo, mi piaceva, avevo perso ogni senso del pudore e della ragione, stava per venire, fino a che si fermò di colpo e si sfilò. Pochi secondi e ne arrivò un'altro, questo meno duro e con un sapore più acido, iniziò anche lui a scopare la mia bocca e lo sentivo indurirsi lentamente ad ogni affondo.
Un grosso schiaffone mi arrivò su di una natica e subito dopo qualcosa premeva sul mio buco del culo, lo sentii allargarsi piano piano, subito era piacevole poi iniziò il dolore, dolore che mi fece divincolare ma le corde mi tenevano ben saldo, lui entrò ancora di più, per fortuna lentamente ma fino in fondo dopodiché iniziò a pompare con un ritmo costante, chi mi scopava la bocca gemette a voce alta, mi prese la testa tra le mani e iniziò una serie di spinte più profonde, tra i suoi gemiti riuscii a distinguere le parole "succhia troia e ingoia", lo feci, succhiai con tutta la forza che avevo e poco dopo mi arrivarono in bocca una serie di schizzi di una cosa calda, non pensavo si potesse produrre tanto sperma in una sola volta, non finiva più di uscire e non potevo che bere per non soffocare. Dietro sentii che il ritmo aumentava e con un gemito che riempì il piccolo van mi venne dentro provocandomi un piacevole dolore.

Passarono pochi istanti e sentii una mano da dietro che mi strinse il cazzo duro come non mai e iniziò a menarlo sempre più forte, ero in una condizione tale che non ci volle molto, venni inarcando la schiena dolorante dalle corde strette, poco dopo una mano mi apri la bocca e sentii dire "mangia"... feci uscire la lingua e trovai davanti me un palmo di una mano che conteneva il mio sperma. Leccai con cura.

Pochi minuti e sentii le corde allentarsi e in un attimo fui liberato, si apri il portellone e venni fatto scendere con movimenti molto impacciati, una volta fuori mi girarono con la schiena verso il van mi tolsero la benda e chiusero il portellone. A fatica cercai di salire sulla mia macchina dove rimasi mentre loro si dileguarono nel buio, rimasi a pensare al piacere sublime che provai quella sera con lo stupore di chi non sa cosa ormai sia diventato o fosse già da tempo nascosto in lui.
Tg: hubbywithsecrets
scritto il
2026-06-02
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