Luca e Mia - Nel bosco

di
genere
trans

Pochi giorni dopo la giornata in spiaggia, complici delle temperature calde ma meno proibitive, Luca e Mia si inoltrarono nel bosco di tassi che costeggiava la zona naturista.

Erano usciti per una passeggiata tranquilla, mano nella mano, godendosi il profumo resinoso degli alberi e il silenzio rotto solo dal canto lontano degli uccelli.

Mia indossava un completo giallo canarino composto da una t-shirt che lasciava l'ombelico scoperto e una gonna leggera gialla sopra il ginocchio che lasciava intravedere gli slip neri sottostanti e un paio di sneakers bianche.
Luca indossava una canotta bianca con scollo molto largo che metteva in mostra i pettorali scolpiti, un paio di pantaloncini di jeans blu e scarpe da ginnastica nere.

Camminarono per una ventina di minuti fino a trovare una piccola radura naturale, seminascosta ma non del tutto isolata.
Il terreno era coperto di erba morbida. La luce filtrava tra gli alberi in fasci dorati del tramonto.

"Che caldo oggi, anche qui all’ombra" disse Mia, passandosi una mano sulla fronte. "Meno male che abbiamo portato l’acqua."

Luca annuì, sorridendo. "Già, si suda solo a camminare. Vieni, sediamoci un po’."

Si tolsero gli zainetti e si sedettero per terra, appoggiando la schiena contro il tronco di un grande albero.

Luca tirò fuori una bottiglietta d’acqua fresca e ne bevvero entrambi a grandi sorsi, passandosela. Mia si appoggiò contro di lui, la testa sulla sua spalla, mentre con una mano gli accarezzava distrattamente il petto sotto la canotta.

"Mmm... è proprio bello qui. Tranquillo. Solo noi due" mormorò lei, chiudendo gli occhi per un momento.

Rimasero così per qualche minuto, rilassandosi, le mani che si sfioravano pigramente. Poi Mia si girò verso Luca con un sorriso malizioso.

"È così tranquillo..." sussurrò, avvicinandosi di più.

Le loro labbra si incontrarono spontaneamente, prima con dolcezza, poi con crescente urgenza.

Luca allungò le mani lungo la schiena fino a entrare nell'elastico della gonna e agguantare il culetto sodo di Mia e le mani di Mia gli abbassarono i pantaloncini, liberando il suo cazzo già mezzo duro.

"Cazzo, Mia... mi fai impazzire" ringhiò Luca contro la sua bocca, stringendole forte le natiche sode.

Le sue dita scivolarono tra le sue gambe, accarezzandole l'ano caldo e sudato mentre l’altra mano le stringeva un seno da sopra la t-shirt.

Mia gemette piano, spingendo il bacino contro di lui, sentendo il cazzo di Luca indurirsi completamente contro il suo ventre. Si baciarono con foga, le lingue che si intrecciavano voraci. Luca le sfilò la t-shirt, lasciandola solo con gli slip neri, poi la spinse dolcemente contro il tronco dell'albero.

Mia si inginocchiò quasi subito sull'erba morbida, guardando Luca dal basso con occhi pieni di desiderio.

"Voglio succhiartelo... proprio qui" sussurrò con voce sottile, prima di prendere il grosso cazzo di Luca in bocca con avidità.

Succhiava rumorosamente, facendo scivolare le labbra bagnate lungo tutta l’asta, lasciando che la saliva colasse copiosamente sul mento e sulle cosce di lui. Ogni tanto si tirava indietro per leccare la cappella gonfia e lucida, guardandolo negli occhi con uno sguardo da troia.

"Brava, così... prendilo tutto in gola, amore" grugnì Luca, tenendole la testa con entrambe le mani e iniziando a scoparle la bocca con spinte brevi e profonde.

Mia gemeva intorno al suo cazzo, la saliva che colava ovunque mentre lo prendeva fino in fondo, masturbandogli la base con una mano.

Non passò molto prima che arrivassero i primi guardoni.

Prima un uomo di circa cinquant’anni apparve sul sentiero.
Poi un secondo, un ragazzo più giovane.

Mia se ne accorse e invece di fermarsi gemette più forte, succhiando con ancora più entusiasmo, i suoni bagnati e osceni che riempivano la radura.

Luca sorrise, eccitato dalla presenza del pubblico. "Guardatela... guardate quanto le piace succhiarmi il cazzo davanti a voi" disse ad alta voce.

I tre uomini si avvicinarono, formando un semicerchio. Si tirarono fuori i cazzi e iniziarono a masturbarsi apertamente.

Luca tirò fuori il cazzo dalla bocca di Mia, lucido di saliva, e la fece alzare.

"Voltati, amore. Appoggiati al tronco e spingi quel culo bellissimo indietro per me."

Mia obbedì immediatamente, inarcando la schiena e offrendo il culo ai guardoni.

Luca le abbassò gli slip neri lungo le gambe, le sputò sul buco già bagnato e infilò due dita dentro, allargandola piano mentre con l’altra mano le accarezzava una natica. Il cazzo morbido di Mia dondolava tra le gambe di lei.

"Sei già così aperta" mormorò Luca, strofinando la cappella contro il suo ingresso.

Poi spinse dentro con un colpo deciso, affondando fino alle palle nel culo caldo e stretto di Mia.

"Ahhh… sì! Vai!" gemette lei ad alta voce, spingendo indietro contro di lui.

Luca iniziò a fotterla con forza, affondi lunghi e potenti che facevano sbattere i suoi fianchi contro le natiche di Mia. Il cazzo entrava e usciva completamente, lucido di saliva e succhi, mentre il corpo di lei tremava a ogni spinta. I suoi seni piccoli ondeggiavano, il suo stesso cazzo duro che oscillava pesantemente ad ogni colpo violento.

I voyeur erano diventati cinque, sempre più vicini.
Il più audace stava a soli quattro metri, la mano che scorreva veloce sul suo membro.

"Guardate come le piace farsi fottere nel culo in mezzo al bosco."

Mia gemeva senza controllo: "Sì... mi piace da morire..."

Uno dei guardoni venne per primo, schizzando sul terreno con un grugnito facendo atterrare il suo liquido vicinissimo alla mano di Mia.

Mia impazzì: il suo corpo si irrigidì e venne violentemente, il culo che si contraeva ritmicamente intorno all’asta di Luca

Luca resistette solo pochi secondi ancora. Con un verso animalesco spinse fino in fondo e venne dentro di lei, riempiendole il culo di sperma caldo e abbondante, continuando a muovere i fianchi durante l’orgasmo. Nell'esatto momento in cui il cazzo di Luca iniziò a venire, anche quello di Mia, rimasto sempre morbido, inizio a far colare seme semitrasparente che si depositò sull'erba.

Quando uscì, il buco di Mia rimase spalancato, rosso e gonfio, con rivoli densi di sperma che colavano lungo le sue cosce. I guardoni rimasti vennero uno dopo l’altro, spargendo il loro seme intorno. Poi, uno a uno, sparirono.

"Grazie" sussurrò uno andando via.

Luca e Mia rimasero abbracciati contro l’albero, ansimanti.

Mia, con le guance arrossate e un sorriso estatico, gli sussurrò: "Mi sono sentita completamente esposta... mi è piaciuto da morire".

Luca le baciò il collo, sentendo il suo stesso sperma colare da lei con la mano che le massaggiava il culo.

Il tramonto filtrava tra i pini mentre loro restavano lì, nudi, sporchi di sudore, sperma e aghi di pino, con l’adrenalina del voyeurismo estremo che ancora bruciava dentro di loro.
scritto il
2026-05-24
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