Luca e Mia - Caldo d'estate
di
TheNovelist
genere
trans
Luca e Mia erano in piena sessione estiva: mancavano gli ultimi esami prima della fine della sessione e della tanto agognata laurea.
Avevano deciso di non far ritorno in paese, così da non doversi separare. Volevano stare insieme il più possibile, assaporando ogni momento di quella libertà conquistata dopo anni di studio e, soprattutto, dopo la nascita del loro amore.
Le finestre erano spalancate e una leggera, piacevole brezza entrava in casa. Solo una lampada da comodino illuminava l’ambiente con una luce calda e soffusa, creando un’atmosfera intima e raccolta.
Dopo una giornata passata sui libri, entrambi sentivano il bisogno di lasciar andare la tensione accumulata. Optarono quindi per una meritata doccia rinfrescante.
Mia era sdraiata sul letto a pancia in su, completamente nuda. La sua pelle morbida emanava un seducente odore di orchidea. I suoi capelli lunghi e scuri erano sparsi sul cuscino. I seni piccoli e sodi si alzavano e si abbassavano al ritmo del respiro accelerato. Il suo pene rilassato riposava contro il ventre piatto.
Luca arrivò sulla porta della stanza indossando solo un paio di boxer neri.
I capelli castani erano ancora bagnati.
Un asciugamano bianco gli pendeva dalla spalla sinistra: era appena uscito dalla doccia.
Il suo fisico atletico e robusto sembrava ancora più imponente nella penombra.
Si avvicinò al letto lentamente, lo sguardo carico di desiderio e adorazione fisso su di lei, come se volesse imprimersi nella memoria ogni centimetro del suo corpo.
Si chinò su Mia e la baciò con una passione profonda, quasi devota. Le loro lingue si intrecciarono e si esplorarono in un bacio lento e bagnato, carico di tutto l’amore che i due provavano l’uno per l’altra, ma anche di tutta la voglia accumulata durante la giornata.
Fece scivolare una mano lungo il corpo di Mia, accarezzandole con reverenza un seno e sfiorandone il capezzolo, già turgido, per poi scendere sul fianco e sulla coscia liscia. La pelle morbida di Mia lo faceva impazzire.
Le forti dita di lui sfiorarono il pene di lei, che reagì immediatamente con un piccolo ma visibile guizzo a quel tocco pieno d’amore.
"C’è una reazione… Mi piace tanto", mormorò Luca con voce roca vicino al suo orecchio, mentre il pollice raccoglieva con dolcezza la goccia trasparente affiorata dalla cappella.
Mia gemette piano, emettendo un suono morbido e carico di desiderio. Le sue gambe iniziarono ad aprirsi leggermente, offrendosi al suo uomo.
Luca le baciò il collo con avidità, succhiando e mordicchiando la pelle sensibile e profumata, poi scese sui seni.
Prese un capezzolo tra le labbra e lo succhiò con forza, strappandole un gemito più intenso mentre il suo corpo si inarcava verso di lui. La mano non smetteva di accarezzarle l’asta con movimenti lenti e adoranti, dal basso verso l’alto: una carezza sensuale che la faceva tremare di piacere.
Con un movimento fluido e deciso, la girò prona.
Le aprì le natiche con decisione e si immerse tra di esse. La lingua calda e bagnata passò lentamente sul suo buchetto stretto, assaporandolo con gusto. Leccava con ritmo costante e profondo, dedicandosi completamente a lei. Mia gemeva senza ritegno e senza alcun imbarazzo, spingendo il bacino indietro contro la sua bocca, persa in quel piacere intenso e proibito.
«Luca… cazzo…», sussurrò con voce tremante, rotta dal desiderio e dal piacere. La lingua esperta di lui la stava facendo impazzire.
Luca si tirò su.
Prese il lubrificante da un cassetto del comodino e se ne versò una generosa quantità sul palmo della mano e sul suo cazzo grosso e pulsante, ormai duro come il marmo. Tornò quindi a dedicarsi al buchetto di lei.
Massaggiò l’apertura stretta con due dita, disegnando cerchi lenti e sensuali: un massaggio lento ma deciso. Spinse dentro il dito medio, sentendo il calore avvolgente e la stretta perfetta che i muscoli dell’ano di Mia esercitavano su di lui.
Mia emise un lungo gemito di piacere: si stava abbandonando completamente all’amante muscoloso.
Luca aggiunse il secondo dito, muovendoli entrambi con cura e allargandola con pazienza, mentre continuava a masturbare lentamente, con l’altra mano, il pene ancora flaccido di lei.
Quando la sentì pronta, calda e fremente, Luca si posizionò bene dietro di lei.
Appoggiò la grossa cappella lucida contro il suo buchetto. Iniziò dapprima con un lento movimento avanti e indietro del suo cazzo contro l’ano di lei: voleva farle assaggiare e desiderare quel momento il più possibile. Continuò spingendo con calma ma in maniera decisa.
Sentì l’anello stretto cedere lentamente, avvolgendo il suo membro in un calore vellutato e strettissimo.
Mia affondò il viso nel cuscino, stringendolo forte tra le dita mentre veniva lentamente riempita dal sesso di lui.
"Ahhh… Ti sento tutto…" ansimò lei con voce spezzata, quando Luca fu completamente dentro, con le palle premute contro la sua morbida pelle.
Luca rimase fermo per qualche secondo, godendosi quella stretta pulsante e perfetta; il suo cuore batteva forte contro la schiena di lei.
Iniziò a muoversi con spinte lente e profonde che la facevano sentire completamente sua. Ogni affondo era un atto d’amore e di possesso.
Gradualmente accelerò, staccando il petto dalla schiena di lei.
Ora Luca, in posizione eretta, le afferrava i fianchi con mani forti.
Da quel momento iniziò davvero a scoparla.
Il ritmo divenne sempre più deciso.
Il suono bagnato e carnale della pelle che sbatteva riempiva la stanza, mescolandosi ai loro gemiti sempre più intensi.
Il cazzo di Mia dondolava a ogni spinta potente, lasciando fili lucidi di liquido preseminale sulle lenzuola chiare. Luca si chinò nuovamente su di lei, sostenendosi con un braccio e stringendole un seno con l’altro. La baciò con foga selvaggia mentre continuava a penetrarla.
"Sei così bella mentre ti prendo" mormorò nel suo orecchio con la voce carica di emozione.
"Sei mia"
Accelerò ancora, martellandola con affondi potenti e veloci.
Una mano era tornata ad aggrapparsi al suo fianco destro; l’altra accarezzava dolcemente, ma con decisione, le natiche chiare.
"Luca! Sì! Sì! Sì! Sto venendo… Non fermarti!"
Mia fu quindi travolta da un orgasmo violento.
Il suo corpo si irrigidì, il culo si contrasse ritmicamente intorno al cazzo di Luca come se volesse tenerlo dentro per sempre e, con un grido acuto e liberatorio, schizzò sperma caldo sulle lenzuola, pulsando intensamente.
«Eccomi! Eccomi!»
Con un ringhio animalesco, Luca affondò completamente dentro di lei e venne con forza.
Ansimò mentre fiotti potenti di sperma caldo la invadevano, stringendola a sé come se non volesse lasciarla fuggire mai: come un potente cacciatore che aveva finalmente preso la sua preda.
Rimasero così, stretti in un abbraccio caldo e possessivo, i corpi ancora fusi e frementi.
Il cazzo di Luca era ancora profondamente sepolto dentro di lei, che pulsava negli ultimi potenti spasmi, rilasciando le ultime gocce di piacere mentre lui, lentamente, tornava morbido nel calore avvolgente di Mia.
Luca le baciò le labbra con una tenerezza infinita, quasi reverente, come se volesse sigillare quel momento soltanto loro.
Scese poi sul suo collo e sulla spalla, lasciando una scia di baci lenti e dolci.
I loro respiri affannati si calmarono poco a poco, fondendosi nel silenzio della stanza, mentre la brezza tiepida della notte estiva accarezzava i loro corpi accaldati attraverso le finestre spalancate.
Insieme chiusero gli occhi, lasciandosi andare a un profondo e meritato sonno ristoratore.
Il sesso di Luca, tornato completamente a riposo, lasciò il caldo abbraccio dell’ano di lei dal quale iniziò a uscire un rivolo di liquido biancastro.
Avevano deciso di non far ritorno in paese, così da non doversi separare. Volevano stare insieme il più possibile, assaporando ogni momento di quella libertà conquistata dopo anni di studio e, soprattutto, dopo la nascita del loro amore.
Le finestre erano spalancate e una leggera, piacevole brezza entrava in casa. Solo una lampada da comodino illuminava l’ambiente con una luce calda e soffusa, creando un’atmosfera intima e raccolta.
Dopo una giornata passata sui libri, entrambi sentivano il bisogno di lasciar andare la tensione accumulata. Optarono quindi per una meritata doccia rinfrescante.
Mia era sdraiata sul letto a pancia in su, completamente nuda. La sua pelle morbida emanava un seducente odore di orchidea. I suoi capelli lunghi e scuri erano sparsi sul cuscino. I seni piccoli e sodi si alzavano e si abbassavano al ritmo del respiro accelerato. Il suo pene rilassato riposava contro il ventre piatto.
Luca arrivò sulla porta della stanza indossando solo un paio di boxer neri.
I capelli castani erano ancora bagnati.
Un asciugamano bianco gli pendeva dalla spalla sinistra: era appena uscito dalla doccia.
Il suo fisico atletico e robusto sembrava ancora più imponente nella penombra.
Si avvicinò al letto lentamente, lo sguardo carico di desiderio e adorazione fisso su di lei, come se volesse imprimersi nella memoria ogni centimetro del suo corpo.
Si chinò su Mia e la baciò con una passione profonda, quasi devota. Le loro lingue si intrecciarono e si esplorarono in un bacio lento e bagnato, carico di tutto l’amore che i due provavano l’uno per l’altra, ma anche di tutta la voglia accumulata durante la giornata.
Fece scivolare una mano lungo il corpo di Mia, accarezzandole con reverenza un seno e sfiorandone il capezzolo, già turgido, per poi scendere sul fianco e sulla coscia liscia. La pelle morbida di Mia lo faceva impazzire.
Le forti dita di lui sfiorarono il pene di lei, che reagì immediatamente con un piccolo ma visibile guizzo a quel tocco pieno d’amore.
"C’è una reazione… Mi piace tanto", mormorò Luca con voce roca vicino al suo orecchio, mentre il pollice raccoglieva con dolcezza la goccia trasparente affiorata dalla cappella.
Mia gemette piano, emettendo un suono morbido e carico di desiderio. Le sue gambe iniziarono ad aprirsi leggermente, offrendosi al suo uomo.
Luca le baciò il collo con avidità, succhiando e mordicchiando la pelle sensibile e profumata, poi scese sui seni.
Prese un capezzolo tra le labbra e lo succhiò con forza, strappandole un gemito più intenso mentre il suo corpo si inarcava verso di lui. La mano non smetteva di accarezzarle l’asta con movimenti lenti e adoranti, dal basso verso l’alto: una carezza sensuale che la faceva tremare di piacere.
Con un movimento fluido e deciso, la girò prona.
Le aprì le natiche con decisione e si immerse tra di esse. La lingua calda e bagnata passò lentamente sul suo buchetto stretto, assaporandolo con gusto. Leccava con ritmo costante e profondo, dedicandosi completamente a lei. Mia gemeva senza ritegno e senza alcun imbarazzo, spingendo il bacino indietro contro la sua bocca, persa in quel piacere intenso e proibito.
«Luca… cazzo…», sussurrò con voce tremante, rotta dal desiderio e dal piacere. La lingua esperta di lui la stava facendo impazzire.
Luca si tirò su.
Prese il lubrificante da un cassetto del comodino e se ne versò una generosa quantità sul palmo della mano e sul suo cazzo grosso e pulsante, ormai duro come il marmo. Tornò quindi a dedicarsi al buchetto di lei.
Massaggiò l’apertura stretta con due dita, disegnando cerchi lenti e sensuali: un massaggio lento ma deciso. Spinse dentro il dito medio, sentendo il calore avvolgente e la stretta perfetta che i muscoli dell’ano di Mia esercitavano su di lui.
Mia emise un lungo gemito di piacere: si stava abbandonando completamente all’amante muscoloso.
Luca aggiunse il secondo dito, muovendoli entrambi con cura e allargandola con pazienza, mentre continuava a masturbare lentamente, con l’altra mano, il pene ancora flaccido di lei.
Quando la sentì pronta, calda e fremente, Luca si posizionò bene dietro di lei.
Appoggiò la grossa cappella lucida contro il suo buchetto. Iniziò dapprima con un lento movimento avanti e indietro del suo cazzo contro l’ano di lei: voleva farle assaggiare e desiderare quel momento il più possibile. Continuò spingendo con calma ma in maniera decisa.
Sentì l’anello stretto cedere lentamente, avvolgendo il suo membro in un calore vellutato e strettissimo.
Mia affondò il viso nel cuscino, stringendolo forte tra le dita mentre veniva lentamente riempita dal sesso di lui.
"Ahhh… Ti sento tutto…" ansimò lei con voce spezzata, quando Luca fu completamente dentro, con le palle premute contro la sua morbida pelle.
Luca rimase fermo per qualche secondo, godendosi quella stretta pulsante e perfetta; il suo cuore batteva forte contro la schiena di lei.
Iniziò a muoversi con spinte lente e profonde che la facevano sentire completamente sua. Ogni affondo era un atto d’amore e di possesso.
Gradualmente accelerò, staccando il petto dalla schiena di lei.
Ora Luca, in posizione eretta, le afferrava i fianchi con mani forti.
Da quel momento iniziò davvero a scoparla.
Il ritmo divenne sempre più deciso.
Il suono bagnato e carnale della pelle che sbatteva riempiva la stanza, mescolandosi ai loro gemiti sempre più intensi.
Il cazzo di Mia dondolava a ogni spinta potente, lasciando fili lucidi di liquido preseminale sulle lenzuola chiare. Luca si chinò nuovamente su di lei, sostenendosi con un braccio e stringendole un seno con l’altro. La baciò con foga selvaggia mentre continuava a penetrarla.
"Sei così bella mentre ti prendo" mormorò nel suo orecchio con la voce carica di emozione.
"Sei mia"
Accelerò ancora, martellandola con affondi potenti e veloci.
Una mano era tornata ad aggrapparsi al suo fianco destro; l’altra accarezzava dolcemente, ma con decisione, le natiche chiare.
"Luca! Sì! Sì! Sì! Sto venendo… Non fermarti!"
Mia fu quindi travolta da un orgasmo violento.
Il suo corpo si irrigidì, il culo si contrasse ritmicamente intorno al cazzo di Luca come se volesse tenerlo dentro per sempre e, con un grido acuto e liberatorio, schizzò sperma caldo sulle lenzuola, pulsando intensamente.
«Eccomi! Eccomi!»
Con un ringhio animalesco, Luca affondò completamente dentro di lei e venne con forza.
Ansimò mentre fiotti potenti di sperma caldo la invadevano, stringendola a sé come se non volesse lasciarla fuggire mai: come un potente cacciatore che aveva finalmente preso la sua preda.
Rimasero così, stretti in un abbraccio caldo e possessivo, i corpi ancora fusi e frementi.
Il cazzo di Luca era ancora profondamente sepolto dentro di lei, che pulsava negli ultimi potenti spasmi, rilasciando le ultime gocce di piacere mentre lui, lentamente, tornava morbido nel calore avvolgente di Mia.
Luca le baciò le labbra con una tenerezza infinita, quasi reverente, come se volesse sigillare quel momento soltanto loro.
Scese poi sul suo collo e sulla spalla, lasciando una scia di baci lenti e dolci.
I loro respiri affannati si calmarono poco a poco, fondendosi nel silenzio della stanza, mentre la brezza tiepida della notte estiva accarezzava i loro corpi accaldati attraverso le finestre spalancate.
Insieme chiusero gli occhi, lasciandosi andare a un profondo e meritato sonno ristoratore.
Il sesso di Luca, tornato completamente a riposo, lasciò il caldo abbraccio dell’ano di lei dal quale iniziò a uscire un rivolo di liquido biancastro.
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