Luca e Mia - Amici da sempre
di
TheNovelist
genere
trans
Luca e Marco erano inseparabili fin dal liceo.
Stessi gusti, stesse risate stupide, stesse notti passate a parlare di tutto e di niente.
Marco era sempre stato il più bello: lineamenti delicati, occhi grandi e scuri, un sorriso che illuminava la stanza. Luca invece, aveva un fisico più robusto: spalle larghe, mani forti e un carattere protettivo. Tante volte aveva difeso Marco dai bulletti di scuola e di quartiere.
Tutto cambiò quell’estate, appena dopo la maturità.
Una sera, tra birra e confidenze, Marco confessò di aver provato i vestiti della sorella e di aver provato un senso di piacere e di completezza nel farlo. Confessò come quei vestiti sembravano essere disegnati su di lui e, soprattutto, pensati per lui.
Luca non rise, non accennò nemmeno un sorriso, rimase molto serio. Chiese dettagli all'amico, le sue motivazioni e i suoi pensieri. Parlarono per ore di un desiderio che Marco covava fin da ragazzino ma che mai si era azzardato a soddisfare. Un po' per paura della reazione della famiglia e degli amici. Un po' per paura verso se stesso.
In un modo in cui all'uomo deve piacere la donna, in cui gli amici parlavano delle ragazze come fosseo carne da macello, il pensiero di essere diverso da loro lo spaventava molto.
Poi, un grande abbraccio. Marco era sciolto dall'essersi potuto aprire liberamente con il suo amico di una vita. Luca si sentiva quasi onorato, si sentiva meritevole di aver ottenuto la fiducia massima da parte di un amico storico, si sentiva fiero di se stesso e del suo amico che aveva avuto il coraggio di aprirsi con lui.
A fine settembre, Luca e Marco si erano spostati insieme in un'altra città per frequentare l'università.
Avevano preso un appartamento in condivisione così da far risparmiare le spese alle rispettive famiglie.
Per i due era ormai normale parlare delle prove che Marco faceva. Marco aveva iniziato ad acquistare vestiti per se stesso, a provare del trucco. Sempre tutto in segreto, si chiudeva nella sua camera nonostante Luca sapesse tutto.
"Perché non ti provi qualcosa e mi fai vedere?" Chiede all'improvviso Luca durante l'ennesima chiacchierata sul tema.
Marco rimase sorpreso per l'improvvisa richiesta ma accettò di buon grado.
Si fiondò in camera con l'amico e aprì un baule pieno di vestiti, trucchi e parrucche. Avrebbe potuto aprire un negozio con tutta quella merce.
Mostrava con timidezza ma, sotto sotto, anche con eccitazione i suoi capi preferiti e le acconciature che più riteneva gli stessero bene.
Luca lo guardava curioso ma felice, più il suo amico andava avanti a mostrare, più Luca sorrideva genuinamente.
Poi, mentre Marco si guardava allo specchio nel suo abito a fiorellini e la sua parrucca rossa, Luca fece una domanda strana:
"Chi è quella ragazza nello specchio? Ce l'ha un nome?"
Marco sobbalzò. Un nome? Non aveva mai pensato a un nome. Ci pensò 20, forse 30 secondi.
"È Mia" rispose il ragazzo.
"Mia? Come Mia Martini?"
"Ma no, non come Mia Martini.
Di quella cantante credo di conoscere solo una canzone che mia madre canta in continuazione."
"E allora perché questo nome?"
"Perché lei... è mia. Sono io. È la mia identità".
Una risposta totalmente inaspettata ma che fece sciogliere Luca di nuovo, come la prima volta. I due si diedero un grande abbraccio, la buona notte e così si congedarono.
Passarono le settimane, ogni tanto Marco spariva e in casa c'era Mia.
Non era necessariamente agghindata da serata di gala. Spesso indossava solo un vestitino semplice e una parrucca un po' arruffata. Mia rappresentava l'animo femminile più puro.
Luca la guardava con uno sguardo ogni volta sempre più intenso. Quando ce l'aveva davanti dimenticava totalmente che sotto quegli abiti c'era il suo storico amico. Vede solo lei. Aveva occhi solo per Mia.
Una sera Mia si provo un bellissimo abito da sera, un vestito a sirena nero con degli strass luccicosissimi. Indossava un'acconciatura rossa, la sua preferita. Ai piedi, delle Décolleté che, grazie alle sue gambe magre e lisce, slanciavano la sua figura.
"Ma sei bellissima!" A Luca sfuggì un complimento che mai aveva fatto prima.
Mia rimase di sasso, non si sarebbe mai aspettata un complimento così sincero. Ringraziò l'amico quasi commossa.
Si diedero un lungo e forte abbraccio
Fu a quel punto che Luca la baciò. Un bacio profondo, sincero, che raccontava gli anni di amicizia passata ma anche un nuovo desiderio che si stava sviluppando.
Da amici diventarono amanti.
Quella sera non ci fu niente di sessuale, un lungo bacio, qualche carezza. Poi Mia, indossando una vestaglia bianca a pois rossi e degli slip femminili che mettevano in risalto i glutei, dormì nel letto con Luca.
Per la prima volta in assoluto.
Pochi giorni dopo Marco trovò la forza di rivelare in famiglia questo suo lato. Con sua grande sorpresa, fu accolto di buon grado. Anche il padre, un operaio spesso ritenuto rozzo, accolse questo lato del figlio con favore, certamente con sorpresa come tutti gli altri familiari.
Rivelò loro anche il nome che si era dato.
"Ti chiamerò sempre Mia" disse con goia la sorella.
Un anno dopo iniziò la transizione.
Con gli ormoni la voce diventava sempre più dolce e sottile, i seni crescevano piano, i capelli diventavano più forti, più lunghi e più neri. La barba e i peli smisero di crescere.
Un anno dopo arrivò il fatidico momento del cambio documenti. All'anagrafe scelte di chiamarsi, appunto, Mia.
Da quel momento Marco era ufficialmente sparito.
Luca le rimase accanto in ogni fase: visite, dubbi, pianti e momenti di pura gioia.
Adesso avevano 23 anni e vivevano insieme nella casa in cui era iniziato tutti questo.
Erano in pieno percorso di laurea magistrale, ufficialmente, quello era ancora il loro alloggio studentesco.
Non erano una coppia omosessuale vera.
Oltre a qualche bacio sporadico, non c'era mai stato altro.
Luca ogni tanto frequentava qualche ragazza che portava anche in casa dall'amico ma nessuna di quelle riusciva mai a diventare la fidanzata di Luca.
Mia poteva finalmente essere libera di essere se stessa sempre: frequentava le lezioni, faceva shopping, aveva trovato qualche amica tra quelle ragazze che erano riuscite a non farsi condizionare dalla precedente identità della ragazza.
Naturalmente, non tutto fu facile.
Sfottò, discriminazioni e prese in giro non mancarono di certo ma Luca, che mai aveva smesso di frequentare la palestra, e soprattutto mal sopportava i prepotenti, era la perfetta guardia del corpo.
Mia poteva camminare in strada come una star di Hollywood sicura che, se qualcuno avesse anche solo pensato di farle o dire qualcosa di male, se la sarebbe dovuta vedere con Luca.
Una sera di maggio l’aria era calda, la finestra della camera aperta.
Mia uscì dal bagno indossando solo una camicia da notte di seta nera, corta, che le scopriva le cosce lisce. I capelli lunghi le ricadevano sulle spalle, ogni tanto ritirava fuori la vecchia parrucca rossa ma ormai preferiva curare i suoi capelli naturali.
Sotto la seta si poteva chiaramente notare un rigonfiamento all'altezza degli slip.
Luca era in piedi accanto al letto, ancora nudo, appena uscito dalla doccia.
Fu preso da una sorta di nuovo shock.
Alla vista di Mia, fu preso da un desiderio.
"Vieni qui" disse con voce bassa e autoritaria.
Mia si avvicinò con la timidezza che la contraddistingueva sempre.
Luca la prese per i fianchi e la baciò con forza, la lingua invadeva la sua bocca e si intrecciava con quella di Mia.
Le mani grandi e forti di Luca accarezzavano il sedere sotto la camicia da notte, stringendo le natiche morbide.
"Oggi sei ancora più bella" mormorò Luca.
Mia arrossì e annuì, gemendo piano mentre Luca le mordeva il collo.
La spinse sul letto, facendola sdraiare sulla schiena. Le alzò la camicia da notte fino a scoprire i seni piccoli e sodi. Si chinò e prese in bocca il capezzolo di Mia, succhiandolo mentre con una mano le accarezzava lentamente il proprio pene.
Se Mia aveva un piccolo rigonfiamento, Luca aveva dei boxer totalmente insufficienti a contenere l'erezione. La cappella lucida svettava fiera fuori da essi.
"Luca… ti prego…"
Luca sorrise.
"Stanotte sarai la Mia principessa" bisbigliò.
Mia, con gli occhi pieni di desiderio, si leccò le labbra piene mentre guardava il cazzo eretto di Luca. La cappella gonfia e lucida di svettava dura contro il suo ventre muscoloso, le vene pulsanti lungo l'asta spessa.
Luca, con le mani grandi posate sui fianchi di lei, la spinse dolcemente verso il basso.
Luca afferrò la base del suo cazzo con una mano grande, tendendolo verso la bocca di Mia. Lei esitò un istante, arrossendo, ma il suo sguardo timido incontrò quello fiero e duro di lui. Le labbra carnose si schiusero e si avvolsero intorno alla cappella di lui.
La lingua sfiorava la punta sensibile, assaggiando il sapore salato del liquido preseminale che colava.
La sua testa iniziò a muoversi su e giù lentamente, la saliva bagnava il cazzo facendolo luccicare. La lingua ogni tanto leccave il frenulo, girandoci intorno in cerchi lenti, mentre una mano saliva a stringere le palle pesanti di Luca, massaggiandole con dita tremanti.
Luca gemette, le dita si intrecciavano nei lunghi capelli naturali di Mia, guidandola senza forzare.
Le mani di Mia esploravano: una sul cazzo alla base, che lo masturbava in sincronia con la bocca, l'altra che saliva sul petto di Luca, graffiando leggermente i muscoli tesi.
Lui la guardava dall'alto, il respiro affannoso, il desiderio che gli incendiava lo sguardo.
"Cazzo, la tua bocca è perfetta...".
Mia gemette intorno al suo cazzo. Si sentiva pulsare per tutto il corpo.
La ragazza si alzò in piedi per dare un profondo bacio all'amico storico e all'amante della sua nuova vita.
Le lingue vorticavano, la saliva passava da una bocca all'altra.
"Girati" ordinò Luca.
Mia obbedì, mettendosi a quattro zampe sul letto, il sedere per aria. Luca le spalancò le natiche con le mani forti prendendole a piccoli morsi. La lingua passò quindi al buchetto stretto e rosa passandoci più volte, leccando avidamente e infilandosi dentro.
Mia mugolava mentre impazziva dal piavere, spingeva all'indietro contro il viso dell'amante.
Quando la giudicò pronta, Luca si posizionò dietro di lei.
Il suo cazzo grosso e duro, ancora lucido di saliva, premette contro l’apertura di Mia.
Spinse piano ma deciso.
Mia emise un lungo gemito mentre sentiva il grosso glande aprirla, poi l’asta spessa che la riempiva centimetro dopo centimetro fino in fondo.
"Ahh…" ansimò Mia con la voce rotta dal piacere ma anche un po' dal dolore.
Per lei era la prima volta in assoluto.
Luca aveva già provato questa pratica con altre amanti ma stava vivendo il tutto in modo nuovo e speciale.
Le afferrò i fianchi e cominciò a muoversi.
Prima con spinte lente e profonde, godendosi la stretta calda di Mia che lo avvolgeva perfettamente.
Poi accelerò, scopandola con più forza.
Il suono ritmico della pelle che sbatteva riempiva la stanza insieme ai gemiti sempre più alti di Mia.
Luca si chinò su di lei, il petto grosso di lui contro la schiena liscia di lei. Dalla sua bocca uscivano parole dolci dritte all’orecchio di lei mentre la martellava.
Un erotico contrasto tra l'amore delle sue parole e la perversa eccitazione dei suoi movimenti.
Luca aumentò il ritmo, penetrandola con affondi potenti e veloci. Una mano scivolò sotto di lei a stuzzicarle i capezzoli.
Mia venne per prima con un grido acuto e schizzando sul lenzuolo senza che il suo membro fosse mai stato toccato.
Il suo buchetto si contraeva ritmicamente intorno al cazzo di Luca.
Luca la seguì poco dopo.
Con un ringhio basso spinse fino in fondo e venne dentro di lei in profondità, riempiendola di sperma caldo e abbondante, pulsando a lungo mentre la stringeva forte tra le braccia.
Rimasero così per qualche minuto, ansimanti e sudati, il cazzo di Luca ancora sepolto dentro Mia.
Poi si staccarono completamente storditi ed esausti ma felici.
Accoccolatisi, Lui le baciò la fronte con tenerezza e le sussurrò:
"Da ora sei la Mia principessa..."
Lei non rispose.
Si avvicinò al suo petto e chiuse gli occhi.
Così si addormentarono insieme, per la prima volta come coppia vera
Stessi gusti, stesse risate stupide, stesse notti passate a parlare di tutto e di niente.
Marco era sempre stato il più bello: lineamenti delicati, occhi grandi e scuri, un sorriso che illuminava la stanza. Luca invece, aveva un fisico più robusto: spalle larghe, mani forti e un carattere protettivo. Tante volte aveva difeso Marco dai bulletti di scuola e di quartiere.
Tutto cambiò quell’estate, appena dopo la maturità.
Una sera, tra birra e confidenze, Marco confessò di aver provato i vestiti della sorella e di aver provato un senso di piacere e di completezza nel farlo. Confessò come quei vestiti sembravano essere disegnati su di lui e, soprattutto, pensati per lui.
Luca non rise, non accennò nemmeno un sorriso, rimase molto serio. Chiese dettagli all'amico, le sue motivazioni e i suoi pensieri. Parlarono per ore di un desiderio che Marco covava fin da ragazzino ma che mai si era azzardato a soddisfare. Un po' per paura della reazione della famiglia e degli amici. Un po' per paura verso se stesso.
In un modo in cui all'uomo deve piacere la donna, in cui gli amici parlavano delle ragazze come fosseo carne da macello, il pensiero di essere diverso da loro lo spaventava molto.
Poi, un grande abbraccio. Marco era sciolto dall'essersi potuto aprire liberamente con il suo amico di una vita. Luca si sentiva quasi onorato, si sentiva meritevole di aver ottenuto la fiducia massima da parte di un amico storico, si sentiva fiero di se stesso e del suo amico che aveva avuto il coraggio di aprirsi con lui.
A fine settembre, Luca e Marco si erano spostati insieme in un'altra città per frequentare l'università.
Avevano preso un appartamento in condivisione così da far risparmiare le spese alle rispettive famiglie.
Per i due era ormai normale parlare delle prove che Marco faceva. Marco aveva iniziato ad acquistare vestiti per se stesso, a provare del trucco. Sempre tutto in segreto, si chiudeva nella sua camera nonostante Luca sapesse tutto.
"Perché non ti provi qualcosa e mi fai vedere?" Chiede all'improvviso Luca durante l'ennesima chiacchierata sul tema.
Marco rimase sorpreso per l'improvvisa richiesta ma accettò di buon grado.
Si fiondò in camera con l'amico e aprì un baule pieno di vestiti, trucchi e parrucche. Avrebbe potuto aprire un negozio con tutta quella merce.
Mostrava con timidezza ma, sotto sotto, anche con eccitazione i suoi capi preferiti e le acconciature che più riteneva gli stessero bene.
Luca lo guardava curioso ma felice, più il suo amico andava avanti a mostrare, più Luca sorrideva genuinamente.
Poi, mentre Marco si guardava allo specchio nel suo abito a fiorellini e la sua parrucca rossa, Luca fece una domanda strana:
"Chi è quella ragazza nello specchio? Ce l'ha un nome?"
Marco sobbalzò. Un nome? Non aveva mai pensato a un nome. Ci pensò 20, forse 30 secondi.
"È Mia" rispose il ragazzo.
"Mia? Come Mia Martini?"
"Ma no, non come Mia Martini.
Di quella cantante credo di conoscere solo una canzone che mia madre canta in continuazione."
"E allora perché questo nome?"
"Perché lei... è mia. Sono io. È la mia identità".
Una risposta totalmente inaspettata ma che fece sciogliere Luca di nuovo, come la prima volta. I due si diedero un grande abbraccio, la buona notte e così si congedarono.
Passarono le settimane, ogni tanto Marco spariva e in casa c'era Mia.
Non era necessariamente agghindata da serata di gala. Spesso indossava solo un vestitino semplice e una parrucca un po' arruffata. Mia rappresentava l'animo femminile più puro.
Luca la guardava con uno sguardo ogni volta sempre più intenso. Quando ce l'aveva davanti dimenticava totalmente che sotto quegli abiti c'era il suo storico amico. Vede solo lei. Aveva occhi solo per Mia.
Una sera Mia si provo un bellissimo abito da sera, un vestito a sirena nero con degli strass luccicosissimi. Indossava un'acconciatura rossa, la sua preferita. Ai piedi, delle Décolleté che, grazie alle sue gambe magre e lisce, slanciavano la sua figura.
"Ma sei bellissima!" A Luca sfuggì un complimento che mai aveva fatto prima.
Mia rimase di sasso, non si sarebbe mai aspettata un complimento così sincero. Ringraziò l'amico quasi commossa.
Si diedero un lungo e forte abbraccio
Fu a quel punto che Luca la baciò. Un bacio profondo, sincero, che raccontava gli anni di amicizia passata ma anche un nuovo desiderio che si stava sviluppando.
Da amici diventarono amanti.
Quella sera non ci fu niente di sessuale, un lungo bacio, qualche carezza. Poi Mia, indossando una vestaglia bianca a pois rossi e degli slip femminili che mettevano in risalto i glutei, dormì nel letto con Luca.
Per la prima volta in assoluto.
Pochi giorni dopo Marco trovò la forza di rivelare in famiglia questo suo lato. Con sua grande sorpresa, fu accolto di buon grado. Anche il padre, un operaio spesso ritenuto rozzo, accolse questo lato del figlio con favore, certamente con sorpresa come tutti gli altri familiari.
Rivelò loro anche il nome che si era dato.
"Ti chiamerò sempre Mia" disse con goia la sorella.
Un anno dopo iniziò la transizione.
Con gli ormoni la voce diventava sempre più dolce e sottile, i seni crescevano piano, i capelli diventavano più forti, più lunghi e più neri. La barba e i peli smisero di crescere.
Un anno dopo arrivò il fatidico momento del cambio documenti. All'anagrafe scelte di chiamarsi, appunto, Mia.
Da quel momento Marco era ufficialmente sparito.
Luca le rimase accanto in ogni fase: visite, dubbi, pianti e momenti di pura gioia.
Adesso avevano 23 anni e vivevano insieme nella casa in cui era iniziato tutti questo.
Erano in pieno percorso di laurea magistrale, ufficialmente, quello era ancora il loro alloggio studentesco.
Non erano una coppia omosessuale vera.
Oltre a qualche bacio sporadico, non c'era mai stato altro.
Luca ogni tanto frequentava qualche ragazza che portava anche in casa dall'amico ma nessuna di quelle riusciva mai a diventare la fidanzata di Luca.
Mia poteva finalmente essere libera di essere se stessa sempre: frequentava le lezioni, faceva shopping, aveva trovato qualche amica tra quelle ragazze che erano riuscite a non farsi condizionare dalla precedente identità della ragazza.
Naturalmente, non tutto fu facile.
Sfottò, discriminazioni e prese in giro non mancarono di certo ma Luca, che mai aveva smesso di frequentare la palestra, e soprattutto mal sopportava i prepotenti, era la perfetta guardia del corpo.
Mia poteva camminare in strada come una star di Hollywood sicura che, se qualcuno avesse anche solo pensato di farle o dire qualcosa di male, se la sarebbe dovuta vedere con Luca.
Una sera di maggio l’aria era calda, la finestra della camera aperta.
Mia uscì dal bagno indossando solo una camicia da notte di seta nera, corta, che le scopriva le cosce lisce. I capelli lunghi le ricadevano sulle spalle, ogni tanto ritirava fuori la vecchia parrucca rossa ma ormai preferiva curare i suoi capelli naturali.
Sotto la seta si poteva chiaramente notare un rigonfiamento all'altezza degli slip.
Luca era in piedi accanto al letto, ancora nudo, appena uscito dalla doccia.
Fu preso da una sorta di nuovo shock.
Alla vista di Mia, fu preso da un desiderio.
"Vieni qui" disse con voce bassa e autoritaria.
Mia si avvicinò con la timidezza che la contraddistingueva sempre.
Luca la prese per i fianchi e la baciò con forza, la lingua invadeva la sua bocca e si intrecciava con quella di Mia.
Le mani grandi e forti di Luca accarezzavano il sedere sotto la camicia da notte, stringendo le natiche morbide.
"Oggi sei ancora più bella" mormorò Luca.
Mia arrossì e annuì, gemendo piano mentre Luca le mordeva il collo.
La spinse sul letto, facendola sdraiare sulla schiena. Le alzò la camicia da notte fino a scoprire i seni piccoli e sodi. Si chinò e prese in bocca il capezzolo di Mia, succhiandolo mentre con una mano le accarezzava lentamente il proprio pene.
Se Mia aveva un piccolo rigonfiamento, Luca aveva dei boxer totalmente insufficienti a contenere l'erezione. La cappella lucida svettava fiera fuori da essi.
"Luca… ti prego…"
Luca sorrise.
"Stanotte sarai la Mia principessa" bisbigliò.
Mia, con gli occhi pieni di desiderio, si leccò le labbra piene mentre guardava il cazzo eretto di Luca. La cappella gonfia e lucida di svettava dura contro il suo ventre muscoloso, le vene pulsanti lungo l'asta spessa.
Luca, con le mani grandi posate sui fianchi di lei, la spinse dolcemente verso il basso.
Luca afferrò la base del suo cazzo con una mano grande, tendendolo verso la bocca di Mia. Lei esitò un istante, arrossendo, ma il suo sguardo timido incontrò quello fiero e duro di lui. Le labbra carnose si schiusero e si avvolsero intorno alla cappella di lui.
La lingua sfiorava la punta sensibile, assaggiando il sapore salato del liquido preseminale che colava.
La sua testa iniziò a muoversi su e giù lentamente, la saliva bagnava il cazzo facendolo luccicare. La lingua ogni tanto leccave il frenulo, girandoci intorno in cerchi lenti, mentre una mano saliva a stringere le palle pesanti di Luca, massaggiandole con dita tremanti.
Luca gemette, le dita si intrecciavano nei lunghi capelli naturali di Mia, guidandola senza forzare.
Le mani di Mia esploravano: una sul cazzo alla base, che lo masturbava in sincronia con la bocca, l'altra che saliva sul petto di Luca, graffiando leggermente i muscoli tesi.
Lui la guardava dall'alto, il respiro affannoso, il desiderio che gli incendiava lo sguardo.
"Cazzo, la tua bocca è perfetta...".
Mia gemette intorno al suo cazzo. Si sentiva pulsare per tutto il corpo.
La ragazza si alzò in piedi per dare un profondo bacio all'amico storico e all'amante della sua nuova vita.
Le lingue vorticavano, la saliva passava da una bocca all'altra.
"Girati" ordinò Luca.
Mia obbedì, mettendosi a quattro zampe sul letto, il sedere per aria. Luca le spalancò le natiche con le mani forti prendendole a piccoli morsi. La lingua passò quindi al buchetto stretto e rosa passandoci più volte, leccando avidamente e infilandosi dentro.
Mia mugolava mentre impazziva dal piavere, spingeva all'indietro contro il viso dell'amante.
Quando la giudicò pronta, Luca si posizionò dietro di lei.
Il suo cazzo grosso e duro, ancora lucido di saliva, premette contro l’apertura di Mia.
Spinse piano ma deciso.
Mia emise un lungo gemito mentre sentiva il grosso glande aprirla, poi l’asta spessa che la riempiva centimetro dopo centimetro fino in fondo.
"Ahh…" ansimò Mia con la voce rotta dal piacere ma anche un po' dal dolore.
Per lei era la prima volta in assoluto.
Luca aveva già provato questa pratica con altre amanti ma stava vivendo il tutto in modo nuovo e speciale.
Le afferrò i fianchi e cominciò a muoversi.
Prima con spinte lente e profonde, godendosi la stretta calda di Mia che lo avvolgeva perfettamente.
Poi accelerò, scopandola con più forza.
Il suono ritmico della pelle che sbatteva riempiva la stanza insieme ai gemiti sempre più alti di Mia.
Luca si chinò su di lei, il petto grosso di lui contro la schiena liscia di lei. Dalla sua bocca uscivano parole dolci dritte all’orecchio di lei mentre la martellava.
Un erotico contrasto tra l'amore delle sue parole e la perversa eccitazione dei suoi movimenti.
Luca aumentò il ritmo, penetrandola con affondi potenti e veloci. Una mano scivolò sotto di lei a stuzzicarle i capezzoli.
Mia venne per prima con un grido acuto e schizzando sul lenzuolo senza che il suo membro fosse mai stato toccato.
Il suo buchetto si contraeva ritmicamente intorno al cazzo di Luca.
Luca la seguì poco dopo.
Con un ringhio basso spinse fino in fondo e venne dentro di lei in profondità, riempiendola di sperma caldo e abbondante, pulsando a lungo mentre la stringeva forte tra le braccia.
Rimasero così per qualche minuto, ansimanti e sudati, il cazzo di Luca ancora sepolto dentro Mia.
Poi si staccarono completamente storditi ed esausti ma felici.
Accoccolatisi, Lui le baciò la fronte con tenerezza e le sussurrò:
"Da ora sei la Mia principessa..."
Lei non rispose.
Si avvicinò al suo petto e chiuse gli occhi.
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