Luca e Mia 3 - Una giornata al mare
di
TheNovelist
genere
trans
Il caldo di luglio era soffocante, così Luca e Mia decisero di prendersi una giornata intera solo per loro e dirigersi verso una piccola spiaggia seminascosta sul mare, frequentata soprattutto da naturisti.
Arrivarono verso le dieci del mattino. La spiaggia era ancora tranquilla.
Trovarono un buon punto tra due dune basse, stesero i teli grandi, un ombrellone e una borsa frigo.
Mia si tolse il prendisole bianco con naturalezza, restando completamente nuda.
I suoi seni piccoli e sodi, una seconda perfetta, brillavano già sotto il sole. I capelli neri lunghissimi le scendevano sulla schiena, mossi dalla brezza marina. Le unghie smaltate di nero lucido catturavano la luce ogni volta che si muoveva. Il suo piccolo pene riposava morbido contro la coscia liscia, e il suo bel culetto alto e rotondo attirava inevitabilmente gli sguardi.
Si spalmò con calma la crema solare, massaggiando con cura i seni e le natiche.
Luca si spogliò a sua volta.
Il suo corpo muscoloso e definito si mostrò in tutta la sua potenza: spalle larghe, pettorali gonfi, addominali scolpiti e il grosso cazzo che dondolava pesante tra le gambe forti.
Per tutta la mattina si comportarono come una normale coppia in spiaggia.
Giocarono a lungo in acqua, ridendo e schizzandosi.
Luca sollevava Mia tra le onde, la stringeva da dietro mentre lei rideva, le mani grandi che le accarezzavano i fianchi e il culo sotto il pelo dell’acqua. Uscivano, si asciugavano al sole, poi tornavano a giocare.
Si sdraiarono a prendere il sole per ore. Mia a pancia in giù, il bel culetto in bella vista, Luca accanto a lei che ogni tanto le passava una mano sulla schiena o sulle natiche con gesti possessivi ma tranquilli. Mangiarono panini freschi, frutta e bevvero birra fredda seduti sui teli, chiacchierando serenamente.
Ogni tanto notavano qualche sguardo.
Uomini e donne che passeggiavano lungo la spiaggia rallentavano impercettibilmente quando passavano vicino a loro. Gli occhi si posavano un po’ più a lungo sul corpo di Mia: i seni sodi, il culetto perfetto, il cazzetto visibile tra le gambe.
Qualcuno sorrideva, altri distoglievano lo sguardo con finta indifferenza. Luca e Mia se ne accorgevano, ma non ci davano peso. Sorridevano tra loro e continuavano la giornata con naturalezza.
Solo nel tardo pomeriggio, quando il sole era ancora caldo ma meno feroce e la spiaggia si era svuotata un po’, decisero di spostarsi.
«Andiamo un po’ più indietro, tra le dune,» mormorò Luca all’orecchio di Mia, con voce già più bassa.
«Qui è troppo aperto.»
Presero i teli e si spostarono in un punto più riservato, protetto da due dune e da alcuni cespugli. Appena stesero di nuovo i teli, l’atmosfera cambiò.
Si sdraiarono uno accanto all’altra e iniziarono a baciarsi con passione crescente.
Le mani di Mia scesero subito sul corpo di Luca.
Le sue dita dalle unghie nere avvolsero il grosso cazzo di lui, già mezzo duro, e iniziarono a masturbarlo lentamente.
«Mi fai impazzire...»sussurrò lei, guardandolo negli occhi.
Luca grugnì di piacere, una mano stretta su uno dei seni di Mia, l’altra che le palpava il culo sodo. Le sue dita scivolarono tra le natiche, accarezzando l’ano caldo e sensibile.
Mia si mise in ginocchio tra le gambe di Luca e prese il suo cazzo in bocca.
Le labbra rosse si aprirono intorno alla cappella larga, scendendo piano mentre la lingua guizzava sotto. Iniziò a succhiarlo con avidità, facendo rumori bagnati e osceni, la testa che si muoveva su e giù, prendendo sempre più dentro.
«Cazzo, Mia... così, brava,» gemette Luca, tenendole i lunghi capelli neri con una mano.
Fu proprio in quel momento che lo notarono.
Eccitata, Mia fece sprofondare il cazzo di Luca nelle sua gola con due potenti affondi. Luca gemeva dal piacere.
Si stacco poi per riprendere fiato, alzò lo sguardo e il suo cuore saltò un battito.
A una ventina di metri, parzialmente nascosto dietro un cespuglio, un uomo sulla quarantina, completamente nudo, li stava osservando apertamente.
Non potevano vederlo chiaramente ma dal movimento del braccio era evidente si stesse masturbando.
Mia si fermò un istante, il grosso cazzo di Luca ancora tra le mani e incrociò lo sguardo del voyeur.
Invece di spaventarsi, sentì un brivido di eccitazione proibita attraversarle il corpo.
Luca se ne accorse e guardò nella stessa direzione.
«Ci sta guardando...» sussurrò Mia con voce roca, un filo di saliva che le colava dalle labbra.
Luca sentì il cazzo pulsargli più forte nella bocca di lei.
«Ti eccita, vero? Vuoi che continui a guardarti mentre ti scopo?»
Mia annuì, gli occhi lucidi di desiderio.
«Sì...»
Luca la fece alzare e la posizionò a quattro zampe sul telo, con il culo rivoltoa verso il guardone.
Le spalancò le natiche con entrambe le mani, esponendo il buchetto rosa e stretto.
Ci sputò sopra abbondantemente per cercare di lubrificare il più possibile, poi ci infilò due dita, allargandola mentre Mia gemeva forte.
«Guardalo,» le ordinò con voce roca.
«Fagli vedere quanto ti piace.»
Puntò la cappella gonfia contro l'apertura di Mia, poi spinse.
La cappella larga entrò lentamente, aprendo il culo stretto centimetro dopo centimetro, fino a seppellirsi completamente dentro di lei.
«Ahhh... sì!» gemette Mia con la bocca aperta dal piacere.
Luca iniziò a scoparla con spinte profonde e decise, aumentando gradualmente il ritmo.
Il suono bagnato della pelle contro pelle riempiva l’aria. Il bel culetto di Mia tremava a ogni affondo potente, i seni piccoli ondeggiavano sotto di lei, mentre il suo cazzetto piccolino duro dondolava libero senza essere toccato.
«Fatti guardare... fagli vedere come prendi tutto il cazzo nel culo,» ringhiò Luca, martellandola più forte.
Mia guardava dritto verso l’uomo, gemendo senza ritegno.
«Sì...! Sì...! Sì...!»
L’eccitazione diventò incontenibile.
Mia venne per prima: il corpo le tremò violentemente, il culo si contrasse spasmodicamente intorno al cazzo di Luca. Senza toccarsi, il suo piccolo pene schizzò getti di sperma sulla sabbia sotto di lei, accompagnati da un grido acuto di piacere.
Luca resistette solo pochi secondi in più.
Con un ringhio profondo spinse fino in fondo e venne dentro di lei, pompando fiotti caldi e abbondanti di sperma nel suo culo.
Mentre Luca ancora eiaculava, sentirono un gemito rauco e prolungato provenire dal cespuglio. L’uomo era venuto guardandoli, schizzando sulla sabbia.
Luca si sfilò lentamente.
Il buchetto di Mia rimase aperto, rosso e pulsante, con densi rivoli di sperma bianco che colavano lungo le sue cosce.
Crollarono abbracciati sul telo, sudati, sporchi di sabbia e fluidi. Mia aveva un sorriso soddisfatto e malizioso.
«Mi è piaciuto da morire... sapere che ci guardava mentre mi riempivi,» sussurrò.
Luca le baciò la spalla e le strinse il culo ancora caldo.
Il sole stava scendendo all’orizzonte, tingendo tutto di arancione, mentre loro restavano lì, nudi e appagati, con il rumore delle onde in sottofondo.
Mia alzò lo sguardo verso il cespuglio. L'uomo era sparito.
Arrivarono verso le dieci del mattino. La spiaggia era ancora tranquilla.
Trovarono un buon punto tra due dune basse, stesero i teli grandi, un ombrellone e una borsa frigo.
Mia si tolse il prendisole bianco con naturalezza, restando completamente nuda.
I suoi seni piccoli e sodi, una seconda perfetta, brillavano già sotto il sole. I capelli neri lunghissimi le scendevano sulla schiena, mossi dalla brezza marina. Le unghie smaltate di nero lucido catturavano la luce ogni volta che si muoveva. Il suo piccolo pene riposava morbido contro la coscia liscia, e il suo bel culetto alto e rotondo attirava inevitabilmente gli sguardi.
Si spalmò con calma la crema solare, massaggiando con cura i seni e le natiche.
Luca si spogliò a sua volta.
Il suo corpo muscoloso e definito si mostrò in tutta la sua potenza: spalle larghe, pettorali gonfi, addominali scolpiti e il grosso cazzo che dondolava pesante tra le gambe forti.
Per tutta la mattina si comportarono come una normale coppia in spiaggia.
Giocarono a lungo in acqua, ridendo e schizzandosi.
Luca sollevava Mia tra le onde, la stringeva da dietro mentre lei rideva, le mani grandi che le accarezzavano i fianchi e il culo sotto il pelo dell’acqua. Uscivano, si asciugavano al sole, poi tornavano a giocare.
Si sdraiarono a prendere il sole per ore. Mia a pancia in giù, il bel culetto in bella vista, Luca accanto a lei che ogni tanto le passava una mano sulla schiena o sulle natiche con gesti possessivi ma tranquilli. Mangiarono panini freschi, frutta e bevvero birra fredda seduti sui teli, chiacchierando serenamente.
Ogni tanto notavano qualche sguardo.
Uomini e donne che passeggiavano lungo la spiaggia rallentavano impercettibilmente quando passavano vicino a loro. Gli occhi si posavano un po’ più a lungo sul corpo di Mia: i seni sodi, il culetto perfetto, il cazzetto visibile tra le gambe.
Qualcuno sorrideva, altri distoglievano lo sguardo con finta indifferenza. Luca e Mia se ne accorgevano, ma non ci davano peso. Sorridevano tra loro e continuavano la giornata con naturalezza.
Solo nel tardo pomeriggio, quando il sole era ancora caldo ma meno feroce e la spiaggia si era svuotata un po’, decisero di spostarsi.
«Andiamo un po’ più indietro, tra le dune,» mormorò Luca all’orecchio di Mia, con voce già più bassa.
«Qui è troppo aperto.»
Presero i teli e si spostarono in un punto più riservato, protetto da due dune e da alcuni cespugli. Appena stesero di nuovo i teli, l’atmosfera cambiò.
Si sdraiarono uno accanto all’altra e iniziarono a baciarsi con passione crescente.
Le mani di Mia scesero subito sul corpo di Luca.
Le sue dita dalle unghie nere avvolsero il grosso cazzo di lui, già mezzo duro, e iniziarono a masturbarlo lentamente.
«Mi fai impazzire...»sussurrò lei, guardandolo negli occhi.
Luca grugnì di piacere, una mano stretta su uno dei seni di Mia, l’altra che le palpava il culo sodo. Le sue dita scivolarono tra le natiche, accarezzando l’ano caldo e sensibile.
Mia si mise in ginocchio tra le gambe di Luca e prese il suo cazzo in bocca.
Le labbra rosse si aprirono intorno alla cappella larga, scendendo piano mentre la lingua guizzava sotto. Iniziò a succhiarlo con avidità, facendo rumori bagnati e osceni, la testa che si muoveva su e giù, prendendo sempre più dentro.
«Cazzo, Mia... così, brava,» gemette Luca, tenendole i lunghi capelli neri con una mano.
Fu proprio in quel momento che lo notarono.
Eccitata, Mia fece sprofondare il cazzo di Luca nelle sua gola con due potenti affondi. Luca gemeva dal piacere.
Si stacco poi per riprendere fiato, alzò lo sguardo e il suo cuore saltò un battito.
A una ventina di metri, parzialmente nascosto dietro un cespuglio, un uomo sulla quarantina, completamente nudo, li stava osservando apertamente.
Non potevano vederlo chiaramente ma dal movimento del braccio era evidente si stesse masturbando.
Mia si fermò un istante, il grosso cazzo di Luca ancora tra le mani e incrociò lo sguardo del voyeur.
Invece di spaventarsi, sentì un brivido di eccitazione proibita attraversarle il corpo.
Luca se ne accorse e guardò nella stessa direzione.
«Ci sta guardando...» sussurrò Mia con voce roca, un filo di saliva che le colava dalle labbra.
Luca sentì il cazzo pulsargli più forte nella bocca di lei.
«Ti eccita, vero? Vuoi che continui a guardarti mentre ti scopo?»
Mia annuì, gli occhi lucidi di desiderio.
«Sì...»
Luca la fece alzare e la posizionò a quattro zampe sul telo, con il culo rivoltoa verso il guardone.
Le spalancò le natiche con entrambe le mani, esponendo il buchetto rosa e stretto.
Ci sputò sopra abbondantemente per cercare di lubrificare il più possibile, poi ci infilò due dita, allargandola mentre Mia gemeva forte.
«Guardalo,» le ordinò con voce roca.
«Fagli vedere quanto ti piace.»
Puntò la cappella gonfia contro l'apertura di Mia, poi spinse.
La cappella larga entrò lentamente, aprendo il culo stretto centimetro dopo centimetro, fino a seppellirsi completamente dentro di lei.
«Ahhh... sì!» gemette Mia con la bocca aperta dal piacere.
Luca iniziò a scoparla con spinte profonde e decise, aumentando gradualmente il ritmo.
Il suono bagnato della pelle contro pelle riempiva l’aria. Il bel culetto di Mia tremava a ogni affondo potente, i seni piccoli ondeggiavano sotto di lei, mentre il suo cazzetto piccolino duro dondolava libero senza essere toccato.
«Fatti guardare... fagli vedere come prendi tutto il cazzo nel culo,» ringhiò Luca, martellandola più forte.
Mia guardava dritto verso l’uomo, gemendo senza ritegno.
«Sì...! Sì...! Sì...!»
L’eccitazione diventò incontenibile.
Mia venne per prima: il corpo le tremò violentemente, il culo si contrasse spasmodicamente intorno al cazzo di Luca. Senza toccarsi, il suo piccolo pene schizzò getti di sperma sulla sabbia sotto di lei, accompagnati da un grido acuto di piacere.
Luca resistette solo pochi secondi in più.
Con un ringhio profondo spinse fino in fondo e venne dentro di lei, pompando fiotti caldi e abbondanti di sperma nel suo culo.
Mentre Luca ancora eiaculava, sentirono un gemito rauco e prolungato provenire dal cespuglio. L’uomo era venuto guardandoli, schizzando sulla sabbia.
Luca si sfilò lentamente.
Il buchetto di Mia rimase aperto, rosso e pulsante, con densi rivoli di sperma bianco che colavano lungo le sue cosce.
Crollarono abbracciati sul telo, sudati, sporchi di sabbia e fluidi. Mia aveva un sorriso soddisfatto e malizioso.
«Mi è piaciuto da morire... sapere che ci guardava mentre mi riempivi,» sussurrò.
Luca le baciò la spalla e le strinse il culo ancora caldo.
Il sole stava scendendo all’orizzonte, tingendo tutto di arancione, mentre loro restavano lì, nudi e appagati, con il rumore delle onde in sottofondo.
Mia alzò lo sguardo verso il cespuglio. L'uomo era sparito.
0
voti
voti
valutazione
0
0
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Luca e Mia - Una giornata al mare
Commenti dei lettori al racconto erotico