Il tradimento
di
Carmen la traditrice
genere
sadomaso
Capitolo quarto. Il giorno di Natale per me ci fu un pranzo speciale. Uova marce, prosciutto acido, pomodori marci e un bicchiere di latte acido. Mi rifiuto di mangiare queste schifezze, dissi. Quella giornata rimasi digiuna. Il piatto di schifezze mi venne servito l'indomani. Lo rifiutai ancora e rimasi ancora digiuna. Il giorno successivo cercai di fare ragionare mio marito. Amore, ma ti rendi conto che... Io mi rendo conto solo di una cosa, che tu mi hai tradito, che sei andata a letto con un altro, che pretendi di essere perdonata senza piangere le conseguenze del male che hai fatto. Quelle schifezze, come le chiami tu, non finiranno nella pattumiera, ma nel tuo stomaco e resterai digiuna fino a quando non le avrai mangiate. Non ebbi il coraggio di dire altro. Mi tappai il naso e ingoiai il tutto. In capo a 2 ore mi venne un forte mal di stomaco mentre stavo lavando i panni. Chiesi il bagno, mi fu negato e coi dolori che mi facevano contorcere dovetti continuare a lavorare allo sfregatoio. Alla fine mi cagai addosso e vomito sui panni. Federico mi fece prima lavare sotto una doccia fredda, mi fece pulire la stanza e rilavare tutti i panni. Quindi mi puni' con venti staffilate sulle natiche. Ciaff aah, ciaff aah, ciaff aah. Il grido di dolore lo ripetei 20 volte. Alla fine non mi fu concesso di andare a dormire. Dovevo recuperare il lavoro perso. Schifezze mi furono servite anche per il cenone di capodanno. Passai al cesso tutto il primo gennaio.
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