Visita di controllo
di
Gi1ass
genere
confessioni
Il profumo di lavanda e la luce tenue dello studio del dottor Rossi creavano un'atmosfera inaspettatamente intima. Io, Elena, 63 anni di esperienze scolpite sul viso e una vitalità che molte ventenni invidierebbero, mi ero concessa un appuntamento non per un controllo di routine, ma per qualcosa di ben più audace. Il giovane dottor Rossi, con i suoi occhi castani che promettevano una competenza impetuosa, mi aveva sempre suscitato un certo interesse, un misto di ammirazione per la sua abilità e un desiderio sottile che cresceva ogni volta che mi trovavo nel suo studio.
Quel pomeriggio, avevo deciso di cedere a quella fantasia che mi tormentava da settimane. Dopo aver fissato l'appuntamento con una scusa banale, mi ero preparata con cura. Indossavo un abito elegante ma seducente, e sotto, la mia pelle era pronta ad accogliere sensazioni nuove.
Entrato nello studio, mi accorsi che eravamo soli. Il dottor Rossi, vestito con la sua camicia bianca impeccabile, mi sorrise. "Signora Elena, è un piacere rivederla. Come posso aiutarla oggi?"
Mi avvicinai alla sua scrivania, il cuore che batteva un ritmo accelerato contro le costole. "Dottore," iniziai, la voce un po' più roca del solito, "oggi non sono qui per una visita medica tradizionale." I suoi occhi si fecero più attenti, una scintilla di curiosità che non sfuggì alla mia attenzione.
"Oh? E per cosa sarebbe, allora?" chiese, mantenendo un tono professionale ma con una sfumatura che mi fece capire che aveva colto il mio sottinteso.
Mi sedetti sulla sedia di fronte a lui, avvicinandomi al punto di poter sentire il calore che emanava. "Mi sento... un po' arida ultimamente, dottore. E ho pensato che lei, con la sua giovane energia, potesse aiutarmi a ritrovare un po' di vigore." Feci una pausa, lasciando che le mie parole sedimentassero nell'aria carica di attesa. "Vorrei che mi facesse sentire di nuovo viva."
Il suo sguardo indugiò sul mio viso, poi scese lentamente lungo il mio collo, soffermandosi sul décolleté del mio abito. Un lieve rossore gli colorò le guance, un segno che la mia audacia non era passata inosservata. Si alzò dalla sedia e mi fece cenno di seguirlo verso la sala visite.
Una volta lì, mi invitò a sdraiarmi sul lettino. L'aria si fece ancora più densa, quasi elettrica. Mi tolsi l'abito con una lentezza studiata, rivelando la mia lingerie di pizzo nero. Il dottor Rossi deglutì rumorosamente.
"Lei è... incredibile, signora Elena," mormorò, la sua voce ora priva di ogni traccia di formalità.
Non persi tempo. Mi voltai su un fianco, esponendo la mia intimità. "Inizi pure, dottore. Voglio sentire le sue mani esperte, e la sua bocca."
Lui si avvicinò, il respiro che si faceva più affannoso. Le sue mani, inizialmente esitanti, iniziarono a esplorare il mio corpo con una delicatezza che presto lasciò il posto a una passione crescente. Le sue dita mi accarezzarono il seno soffermandosi con delicatezza sui miei capezzoli, per poi scendere lentamente verso la mia vulva e iniziarono a stimolare il mio clitoride con una maestria che mi fece gemere di piacere. Sentivo il mio corpo rispondere con un'intensità che non provavo da anni.
La sua bocca si posò sulle mie labbra, un bacio profondo e appassionato che mi fece dimenticare ogni inibizione. La sua lingua si intrecciava alla mia, mentre le sue mani continuavano il loro lavoro esplorativo, una massaggiando dolcemente Ieril mio seno, l'altra indugiando tra le mie gambe, sfiorando il mio clitoride con una pressione decisa e sapiente. Il mio corpo si inarcava sotto le sue carezze, i gemiti che uscivano dalle mie labbra sempre più intensi.
Dopo un tempo che mi parve eterno, ma che fu probabilmente breve, sentii le sue labbra scendere lungo il mio addome, fino a raggiungere il mio clitoride. La sua bocca calda e umida iniziò a lambire e succhiare con una ferocia che mi fece perdere ogni cognizione. Sentivo il mio corpo vibrare, ogni nervo acceso
da quella sensazione estatica. Il piacere era così intenso che temevo di svenire. Ogni movimento della sua lingua, ogni pressione delle sue labbra, mi portava sempre più vicina all'orgasmo.
Quando finalmente raggiunsi l'apice, un'onda di piacere puro mi travolse, facendomi urlare di estasi. Il dottor Rossi si sollevò, il suo viso imperlato di sudore, i suoi occhi che brillavano di soddisfazione.
"Lei è una donna incredibile, signora Elena," disse, la voce ancora ansimante.
Mi asciugai le lacrime di piacere e mi girai, "Ora, dottore," dissi, con un sorriso malizioso, "è il mio turno di ricambiare."
Mi alzai, il mio corpo ancora scosso dai postumi dell'orgasmo. Mi avvicinai al dottor Rossi, che era rimasto seduto sul bordo del lettino, visibilmente eccitato. Mi inginocchiai di fronte a lui, "Apra le gambe, dottore," sussurrai, mentre le mie mani iniziavano a sbottonargli i pantaloni. Sentii il suo pene liberarsi, caldo e pulsante tra le mie mani. Era magnifico.
Con la stessa audacia che mi aveva guidata fin lì, presi il suo pene tra le labbra, iniziando un pompino che sapevo avrebbe mandato in estasi quel giovane medico. La sua reazione fu immediata: un gemito profondo gli sfuggì dalle labbra mentre le sue mani si stringevano tra i miei capelli, guidando il mio movimento. Sentivo il suo pene crescere e pulsare nella mia bocca, il sapore del suo sperma che iniziava a farsi sentire. Lo stimolai con la lingua, accarezzando il glande, sentendo ogni sua contrazione di piacere.
Quando sentii che era vicino all'orgasmo, mi allontanai leggermente. "Non ancora, dottore," dissi, il mio sguardo fisso sul suo pene. "Abbiamo ancora molto da fare."
Mi alzai, lasciandolo ansimante. Mi voltai e mi sdraiai di nuovo sul lettino, questa volta esponendo il mio ano. "Ora, dottore," dissi, la voce ferma ma carica di desiderio, "voglio sentire il tuo pene entrare lì."
I suoi occhi si spalancarono per un istante, poi un sorriso di pura concupiscenza gli illuminò il viso. Si avvicinò, il suo pene ancora erezione, pronto per la nuova sfida. Mi lubrificai con cura, preparandomi alla sensazione.
Sentii la punta del suo pene premere contro il mio ano, poi iniziare a penetrare lentamente. Il primo impatto fu intenso, una sensazione di pienezza e di pressione che mi fece trattenere il respiro. Il dottor Rossi si mosse con cautela, aumentando gradualmente la profondità della penetrazione. Ogni spinta era un misto di dolore e di piacere, una sensazione nuova e travolgente che mi faceva gemere di eccitazione.
Sentivo il suo pene muoversi dentro di me, riempiendomi completamente, spingendo contro le pareti del mio ano. I suoi movimenti divennero più rapidi e decisi, le sue spinte più profonde. Il piacere era diventato quasi insopportabile, un torrente di sensazioni che mi travolgeva. Le mie mani affondavano nel lettino, i miei denti si stringevano sulle labbra per non urlare troppo forte.
"Sei... sei incredibile, Elena," ansimava il dottor Rossi, il suo viso contratto dallo sforzo e dal piacere.
Sentivo il mio corpo rispondere con una forza inaudita. Il piacere era così intenso che temevo di esplodere. Ogni spinta del suo pene era una scarica elettrica che mi attraversava l'intero corpo.
Poi, sentii il suo corpo irrigidirsi sopra di me, le sue spinte diventare più frenetiche, più disperate. Sentii il suo pene contrarsi dentro di me, il suo sperma caldo e denso che inondava il mio ano. Un'ondata di orgasmo puro mi travolse, più intensa di qualsiasi cosa avessi mai provato. Le mie gambe si piegarono, il mio corpo si inarcò in un ultimo spasmo di piacere indescrivibile.
Quando il dottor Rossi si ritrasse, lasciandomi vuota ma incredibilmente soddisfatta, rimanemmo in silenzio, il respiro affannoso che riempiva la stanza. Il profumo del sesso, del piacere, aleggiava nell'aria, un testimone silenzioso della nostra audace avventura. Lo guardai negli occhi con un sorriso di pura gratificazione sul mio viso. Avevo ritrovato la mia vitalità, e in modo inaspettato e indimenticabile.
Racconto di pura fantasia, ogni riferimento a fatti, cose, persone o situazioni reali e’ puramente casuale.
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