Mio fratello mi svergina e mi sfonda il culo

di
genere
incesti

Avevo 18 anni e frequentavo la 4 superiore, ero una ragazza magra, timida, con i capelli lunghi, i miei genitori morirono in un incidente d'auto e mio fratello di 25 anni che lavorava all'estero tornò a casa e venne a vivere con me, lui lavorava come progettista di videogames e disse che poteva benissimo lavorare da casa, oltre la casa avevano lasciato pochi risparmi e io dovevo diplomarmi e poi volevo iscrivermi all'università.
Mio fratello era un ragazzo alto e muscoloso, estroverso e pieno di amici, ma appena mi
vide mi fece molti complimenti dicendo che ero cresciuta e che ero una gran bella ragazza, una domenica mattina avevo fatto una doccia, poi mi ero vestita, una gonna lunga, una camicetta, lui iniziò a farmi dei complimenti e dopo la colazione si avvicinò a me che sciacquavo le tazze e iniziò a baciarmi il collo, io fece resistenza, ma poi lui mi alzò la gonna, mi sfilò le mutandine e mi mise a pecora io cercai di divincolarmi e poi urlai fratello mio io sono ancora vergine, ma lui non mi lasciò tregua e alla fine riuscì a penetrarmi, sentii dolore, ma lui aveva un gran cazzo, dopo alcuni colpi iniziai a godere, ah che cazzo che hai, poi un gran calore mi pervase e provai il mio primo orgasmo, ah mi fai impazzire dissi, mi girai lo baciai e gli disse di andare a letto, entrati in camera, mi spogliai, avevo i capezzoli turgidi e duri, mi sdraiai, alzai le gambe e lui mi entrò dentro, lo sentivo in fondo, godevo e
venivo, dopo avermi fatta venire parecchie volte mi venne dentro.
Spesso dopo la scuola e prima di pranzare mi scopava, mi faceva godere parecchio, una
domenica pomeriggio dopo avermi scopata per bene ed avermi fatta venire 4 o 5 volte, mi
fece mettere a pecora e mi pose due cuscini sotto la pancia, poi iniziò a scoparmi a pecora, mi fece venire ancora, poi inumidì le dita e iniziò a giocare con il mio ano, infilò un dito e poi puntò il cazzo sul mio culo, dissi no e' grosso mi sfondi, ma lui iniziò a spingere, ahi mi fai male, poi posizionò la cappella, gridai no non voglio, si alzò poi tornò e mi imbavagliò, il maledetto, dopo ricominciò la manovra per incularmi, spingeva e entrava a fatica, wow che bel culetto stretto, adesso te lo allargo, stava entrando ma mi faceva male, poi diede un colpo secco, ahi che dolore, sentii come se qualcosa avesse ceduto nel mio culo, un dolore lancinante, il porco continuava a scoparmi con gusto, per fortuna il mio culo stretto lo fece
venire subito, una grande sborrata mi invase gli intestini, poi lentamente si sfilò e andò a lavarsi lasciandomi con le lacrime che mi rigavano il viso.
Il giorno dopo non disse nulla e riprese a scoparmi, io provavo dolore, facevo fatica a
sedermi ma non dissi nulla, dopo qualche giorno ancora, mi mise a novanta gradi, mi prese per i fianchi e mi inculò, questa volta aveva messo molto gel e il cazzo scivolava bene nel mio culo, lui resisteva e a un certo punto mi trovai a godere di quel cazzo nel mio culo, la figa si contraeva e provai un orgasmo, poi lui tolse il cazzo e mi costrinse a succhiarlo, puzzava di merda ma dopo poco mi sborrò in bocca.
Una domenica 4 suoi amici vennero a pranzo, io avevo una vestaglia, loro jeans e magliette , mangiammo e bevemmo il vino io non ero molto abituata ma mio fratelo mi riempiva il bicchiere, dopo un paio di bicchieri ero già brilla, mi dissero guarda sotto il tavolo, guardai, avevano i loro gran cazzi tutti fuori, andai sotto al tavolo e iniziai a spompinarli, in una decina di minuti il primo venne e ingoiai, poi il secondo, insomma dopo un ora avevo la bocca indolenzita e avevo fatto venire i 5 cazzoni che però erano ancora mezzi duri, poi sparecchiata la tavola uno di loro si sdraiò e mi infilò il cazzo nel culo e un altro mi alzò le gambe infilandomi il cazzone in figa, inizia a venire, provavo un piacere enorme, poi prima di
venire lasciò il posto a un altro, e dopo mi sborrò in faccia, passarono un paio di ore, mi scopavano e mi sborravano in faccia a turno ero piena di sperma e stavo venendo come mai successo prima, ero sconvolta, completamente nelle loro mani.
scritto il
2026-05-06
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