Il culone di miazia fine

di
genere
incesti

La girai e iniziai a succhiarle le tette, il cazzo era mezzo duro, le dissi andiamo a letto e lei colando sborra dalla figa si diresse in camera da letto, ci baciammo con passione e il cazzo tornò duro, le alzai le gambe e la penetrai di nuovo, questa volta andai avanti un ora, lei continuava a venire e godere, mi stringeva con forza e il mio torace aderiva alle sue tettone, che scopata, poi la girai e la misi sopra, la sentivo colare sulle palle, la sentivo godere, poi
sborrai di nuovo, che gran goduta.
Arrivammo a venerdì, ogni giorno verniciavo la mattina, poi pranzavamo e dopo scopavamo tutto il pomeriggio, mi piaceva così tanto che la sbattevo sempre un paio d'ore, facendola venire molte volte, mi raccontò che da dieci mesi non stava con nessuno e che era sempre stata una donna molto calda e non fare sesso le pesava, e poi tu sei un gran bel ragazzo mi disse.
Il mio desiderio era sfondare il culo alla zia ma avessi avuto un cazzo normale sarebbe stato facile, ma 25 cm di lunghezza e un diametro super, non era facile, infatti quando glielo dissi lei disse di no, ma io non demordevo, il venerdì iniziai a scoparla sempre più forte, le tirai su le gambe più che poteva e la sbattevo fino in fondo, continuava a venire, mi scoppia la testa dai vieni eran quasi due ore che la sbattevo, a quel punto la girai sulla pancia e iniziai a
carezzarle l'ano con le dita, le inumidivo nella sua figa e piano piano mi facevo strada con le dita cercando di allargaglielo, lei cercava di divincolarsi, ma ero troppo forte, alla fine appoggiai la cappella sull'ano e iniziai a spingere, ahi mi fai male no, ma io continuavo a spingere, piano piano entravo, mi sfondi basta stronzo urlò ma io diedi un colpo più forte e sentii come una parte dello sfintere cedere, entrai tutto e iniziai a scoparle il culo, sempre più forte, lei non si lamentava più ma delle lacrime di dolore le riempivano gli occhi, alla fine venni inondandola.
Sei proprio uno stronzo, ma ti amo e mi soddisfi alla grande, si alzò dal letto a fatica, merda e sborra uscivano dal suo culo, si sedette sul bidè per lavarsi, poi mi lavai anche io e ci rivestimmo, si sedette sul divano e disse ahi che male, mi hai sfondata proprio, avevo il cazzo ancora duro, si inginocchiò e iniziò a succhiarmi, dopo una ventina di minuti le sborrai in gola, le andò anche di traverso, ma bevve tutto, stavo per andare via, a quel punto arrivò
mia mamma, lei andò ad aprire e poi tirò un mega rutto, la mia mamma entrò e disse ma che strano odore, sai sarà la vernice, poi vide la sorella che camminava storta e le chiese cosa le fosse successo, lei disse che mentre mi aiutava era scivolata, mamma mi guardò ma non disse nulla.
scritto il
2026-05-05
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