Dietro la porta

di
genere
etero

Quando aprì la porta non sapeva cosa sarebbe accaduto.
Si erano conosciuti per strada. Una gomma forata. Un uomo giovane si era offerto. Fra loro era nata un'immediata simpatia, così prendere un caffè e scambiarsi il numero di telefono le era sembrato una naturale conseguenza.
Poi le circostanze erano precipitate, le sue attenzioni, i gesti, l'avevano resa vulnerabile a quella dolcezza che tanto le mancava e lei non sapeva più cosa fare.
Quando aprì quella porta non sapeva cosa sarebbe accaduto.
Lui entrò ma rimase in piedi accanto alla porta.
Vieni, siediti sul divano. Disse lei.
Ho pensato molto se venire o no qui.
Era teso, sedeva rigidamente, mentre lei era in piedi davanti a lui.
Credo di poter dire che ti stavo aspettando.
Lui sorrise, finalmente. Sperava di sentirglielo dire.
Gli tese la mano, lui l'afferrò e si lasciò guidare nella camera da letto.
Arredata con semplicità, parquet di pino e pareti tinteggiate di azzurro.
Si spogliarono lentamente, osservandosi reciprocamente, scoprendo quello che avevano solo immaginato.
Quando le labbra si sfiorarono per la prima volta, la luce del tramonto illuminava la stanza; si sdraiarono sulle lenzuola profumate e bruciarono di una febbre feroce.
Le mani esplorarono la pelle, i sessi s'incontrarono più volte, suonando note squillanti. Dopo l'overture fu un crescendo. Adesso sapeva cosa poteva succedere ed era pronta.
scritto il
2026-04-11
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