Educazione fisica avanzata Parte 4

di
genere
prime esperienze

Salve a tutti!
Volevo avvisare che cambierò il genere di questo racconto. Ragionandoci sopra ho pensato che fosse più adatto per "prime esperienze" rispetto a "etero", essendo che è un evento mai successo prima di allora ed io ero ancora "vergine".
Senza dilungarmi ulteriormente vi lascio al continuo.


La mattinata la passai pensieroso su chi mi avesse lasciato quel bigliettino. Da subito, ovviamente, iniziai a pensare a Valeria, facendomi tramutare la semplice curiosità e perplessità in una fantastica erotica di quelle classiche, aiutato nuovamente dalle immagini di quella volta precedente.
Questo pensiero fu, però, interrotto molte volte da alcuni dubbi che mi misero un po' di ansia, facendomi pensare che, invece della prof, potesse essere un'altra persona la quale poteva aver assistito a tutto l'accaduto.
(Ricordo che fossi così immerso in quei pensieri che non prestai alcuna attenzione alle lezioni, facendomi arrivare a fine giornata scolastica con un mal di testa, peggiorato dal fatto che la giornata sembrasse non passare più).
Appena suonò la campanella di fine giornata fui il primo ad uscire dalla classe, dirigendomi a passò svelto verso il mio cinquantino parcheggiato fuori scuola.
Guardai su maps come raggiungere l'indirizzo, che si trovava a circa una decina di chilometri dalla scuola, e mi avviai.
Arrivato mi trovai davanti ad una palazzina da 4 piani degli anni 60. Mi ritrovai un po' confuso e spaesato, non avevo pensato al fatto che non fosse indicato l'orario d'incontro, quindi non capivo come dovevo comportarmi nel mentre e quanto tempo avrei dovuto aspettare.
Passai una decina di minuti seduto sullo scooter, guardandomi attorno con un po' di agitazione e cercando di distrarmi con qualche gioco sul telefono.
Poi, nel mentre che avevo lo sguardo distratto, sentii una voce femminile chiamare il mio nome e vidi che si trattava di Valeria.
Non aveva addosso la solita tuta ed era vestita con abiti abbastanza formali, avendo cappottino, maglione, camicia e pantaloni jeans semi attillati, i quali risaltavano quelle magnifiche gambe e quel bellissimo culo che si ritrovava, facendomi indirettamente venire in mente la sua immagine che mi aveva "tormentato" durante tutti gli scorsi giorni.
La sua spressione, invece, rimaneva uguale alle ultime volte, neutra ed impassibile.
Lei si diresse senza fermarsi, quasi ignorandomi, al portone della palazzina ed io capii subito che si trattasse di casa sua e, quando vide che fossi rimasto fermo davanti allo scooter, mi disse di seguirla con tono leggero ma imperativo.

Salimmo fino all'ultimo piano ed entrammo dentro il suo appartamento. Dopo aver chiuso la porta mi disse di aspettare un attimo, accomodandomi sul divano.
Io iniziai a riprendere con i pensieri, dopo quel lungo momento di disconnessione dallo scooter fino alla porta dell'appartamento, facendo ritornare le ipotesi e dubbi che mi avevano assillato durante la giornata, con un mix tra fantasie e probabile realtà.
Poco dopo tornò, le domandai subito di suo figlio (non ricordo se lo feci per effetivo interesse o perché avevo paura potesse essere un "ostacolo" a quello che mi sarebbe piaciuto che si realizzasse) e mi disse velocemente che aveva il pomeriggio a scuola e che sarebbe tornato verso sera (in quel momento era ora di pranzo, credo verso le 13:30/14). Poi, dopo aver finito di fare le sue cose, si mise in piedi a bracce conserte di fronte a me e, dopo un bel sospiro, inziò a parlare.
"Senti Mattia... ti ho fatto venire qui perché volevo nuovamente parlare di quella... situazione... Voglio essere chiara ed esaustiva, ma essendo che non sono riuscita a trovare un momento per poterne parlare nel mio ufficio, senza che non ci fosse il rischio di essere sentiti, ed onde evitare di rimandare la cosa troppo a lungo mi sono trovata costretta a farti venire direttamente a casa mia..." stette un attimo in silenzio e poi riprese "Come ti ho già detto, quello che è successo è sbagliato su tutti gli aspetti. Anche se sei maggiorenne io sono la tua docente, non avrei mai dovuto permettere che ciò accadesse... sto rischiando tantissimo! Non solo il lavoro, ma anche la tutela completa su mio figlio!..." io, da buon adolescente/neo adulto arrapato, mi trovavo immerso nei mei pensieri. Condizionato dalla situazione al quanto bizzarra, simile ad uno delle tante scenografie dei video "studente-insegnante" che potresti trovare sui siti porno.
In tutto questo trambusto di pensieri e fantasie riuscii, ugualmente, ad ascoltarla attentamente. Rispetto alle ultime volte ero molto meno agitato e riuscivo anche a ragionare più attentamente, permettendomi di analizzare ciò che diceva, nonostante i suoi soliti discorsi fossero triti e ritriti. Il che mi fece fermare sull'affermazione "...anche se sei maggiorenne...", destandomi qualche perplessità.
Voli subito avere una spiegazione e, senza esitare, la interruppi nel pieno del suo discorso "Quindi non è un problema sulla mia età e su di me in generale?". Vidi palesemente che l'avevo bloccata, rispondendomi solo dopo essersi seduta anceh lei sul divano di fianco a me "si... anzi no... non fraintendere, quello che voglio dire è che non si tratta di una questione "estetica". Sei un bel ragazzo, io però ho più del doppio della tua età, potrei essere tua madre... in più, come ti ho già detto, sono sempre la tua ins..." la interruppi nuovamente, senza peli sulla lingua "E dove sarebbe il problema? Con tutta onestà prof, per me non ce ne sono. Sono sempre stato attratto da lei fin dalla primo giorno che la vidi e non scherzavo quando, la scorsa volta, le ho detto tutte quelle cose!" Lei ne rimase allibita, probabilmente non si aspettava una risposta del genere, non riuscendo a trovare una maniera funzionale per controbattere.
Riprese a parlare rispondenomi con le solite affermazioni di prima, ma con un agitazione che diventava sempre più evidente. Io probabilmente mi accorsi, inconsciamente, che il ripetere le solite affermazioni servisse solo a reprimere un conflitto che aveva internamente.
Ne ero certo al 100% e con la stessa nonchalance (e con molta eccitazione) che avevo avuto nel dirle tutto quello, mi avvicinai di scatto accanto a lei e la baciai, nel pieno del suo discorso.

Nel giro di poco passò da uno stato di stupore e shock ad uno di scioltezza, facilitato nello sfruttare la sua bocca già aperta (per via che stesse parlando) infilandoci la lingua.
Limonammo per un piccolo istante, poi lei si staccò delicatamente "Mattia... non possiamo..." io la rassicurai "Stia tranquilla! Le ho promesso che non lo dirò a nessuno e così sarà! Si fidi di me...". Non ci mise molto ad accettare quelle rassicurazioni e ad abbassare l'ultima barriera, ricollegandosi alle mie labbra con la solita delicatezza con cui si era staccata.
Iniziammo a limonare da prima delicatamente, poi sempre più voracemente, il tutto diventando sempre più passionale. Prima si distese leggermente sul divano, permettendomi di sdraiarmi un minimo sopra di lei, poi mi fermò e mi rimise seduto, mettendomi sopra a cavalcioni, riprendendo a limonare tenendomi la testa tra le mani. Inziò a stringermi sempre più a se, come se non volesse farmi scappare, il che mi fece sentire le sue tette schiacciarsi su di me come l'ultima volta, se non con una differenza che notai all'istante, le sentivo più libere, come se non avesse il reggiseno.
Collegai a quando l'avevo vista cambiarsi in piscina e da lì la curiosità mi pervase, facendomi interruppere quel magnifico momento "ma... non ha il reggiseno?!...", lei mi sorrise "si, molte volte preferisco non metterlo, mi fa sentire più leggera... e so che te ne sei accorto anche quella volta in piscina, non smettevi di fissarmele nonostante fossero coperte dalla camicia". Sentendo il tutto il mio cazzo divenne sempre più duro di come lo fosse già, premendo sempre di più su di lei e, quando finalmente se ne accorse, rise con un po' di gusto "Non riesci proprio a tenerlo a bada, eh?!... Ti piacerebbe vederle?".
Annuii ed in men che non si dica iniziò nel spogliarsi, togliendosi maglione e camicia e facendo sobbalzare quei meloni. Averla a cavalcioni sopra di me, con le sue magnifiche zinne a pochi centimetri dalla mia bocca, non fece altro che riportarmi allo stato di ecstasy della volta precedente.
Per la troppa attesa che le stavo dando rincuorò ridendo "Dai su! Non vuoi succhiarle come hai fatto la scorsa volta? Se aspetti troppo potrei cambiare idea!", ciò mi fece riprendere con eccitazione più alta di prima e, senza farmelo ripetere ulteriormente, cominciai a farle di tutto.
Le palpai e strizzai, poi cominciai con il leccarle e morderle ogni singolo millimetro di quei turgidi capezzoli, facendola partire con piccole ansiamazioni e urletti, liberi da ogni blocco, al col tempo con una mano lei mi schiacciò la testa sempre di più su di esse e con con l'altra mano si teneva quella che stavo succhiando (come per allattarmi). Io ne approfitti, spostando le mani sul culo e vendo che la cosa le fosse piaciuta.

Il mio cazzo stava esplodendo dentro i pantaloni, sentivo le mutande bagnarsi di liquido preseminale, arrivando al punto di poter più resistere, facendole la richiesta come un disperato "Prof... può succhiarmelo... come la scorsa volta?", lei rispose nuovamente di gusto "Guarda che faccia tosta! È così che si parla ad una donna?! Ma guarda te!... va bene, ma prima smettila di chiamarmi "prof" e con il darmi del lei! Mi mette un po' a disagio in questo momento... chiamami per nome e finiamola lì! Ok?".
Dopo aver annuito scusandomi, si alzò da me, mi si inginocchiò davanti ed io, senza farla attendere ulteriormente, calai subito pantaloni e mutande. Come l'ultima volta il mio cazzo saltò come una molla, lei, in men che non si dica, se lo prese in mano lo leccò un minimo poi se lo prese completamente in bocca come si fa con un calippo in piena estate.
Fui ritornato nel paradiso che, con tanta nostalgia, bramavo. Non fece altro che confermare le sue abili capacità da milf pompinara, lavandomi il cazzo con la lingua come se fosse una lavastoviglie vivente.
Riuscii a resistere più dell'altra volta, ma le sua abilità non lasciavano scampo, facendomi nuovamente scaricare il mio camion di sborra dentro la sua bocca. Con meraviglia la vidi ingoiare nuovamente tutto quanto, poi si alzò per cercare qualcosa per ripulirsi e, non appena si accorse che il mio cazzo non si stesse minimamente afflosciando (anzi, ritornava duro come prima grazie a quella scena), mi guardò con occhi sorpesi "Vedo che qualcuno qui è un po' troppo pretenzioso! Non basta il lavoretto che ti ho fatto?!...". Io in quel momento ero fisso a guardarla da cima a fondo, soffermandomi sia sulle tette che nel mezzo alle sua gambe, ciò bastò a farle capire quali fossero gli intenti che mi passavano per la testa e dopo essersi fermata a pensare, notando che si stesse leggermente mordendo il labbro, sbuffò con un filo di disapprovazione "Cavolo... come mi sono ridotta...".
Non si rivestì, anzi, raccolse i suoi vestiti dal divano e si allontanò verso le altre stanze. Vedendo che fossi rimasto seduto sul divano confuso mi chiamò "Che fai lì impalato! Vieni!", capii subito dove voleva andare a parare e non mi feci attendere, alzandomi come una scattista olimpico e fiondandomi al suo seguito.
Mi portò in camera sua e mi fece accomodare sul letto. Senza che le avessi chiesto nulla si spogliò anche dei jeans, restando solo con i calzini e con un paio di mutandine rosse bordeaux. Mi fissai su di esse e sul culo, notando una grossa chiazza scura proprio in corrispondenza della fica e qualche goccia uscire da lati, era bagnata fradicia.
Infine si tolse anche quelle e salì in piedi sul letto, proprio sopra di me, dandomi una magnifica ma breve visuale su quella fica slabbrata e sgocciolante.

(Premetto che non le avessi detto di essere vergine e quando le parlai della mia ex non accennai nulla dal punto di vista sessuale, reputandolo la cosa troppo intima.
Quindi avevo anche un po' di pa paura che, nel caso lo avesse saputo, si sarebbe opposta dal farlo.)

Ero in un tripudio di gioia ed eccitazione e, nonostante la situazione fosse già bizzarra e incredibile per tutti quello che era successo (dalla volta in ufficio fino ad adesso sul divano di casa sua), continuai a non credere a ciò che stava accadendo.
Inizialmente mi aspettai che volesse subito scoparmi, invece mi fece sdraiare completamente e lentamente scese con la fica sulla mia faccia. Gradii ugualmente la cosa ed inziai a leccarlela come un forsennato, strizzandole allargandole con piacere le chiappe, il tutto fu condito con sui gemiti e orgasmetti emessi a bocca chiusa.
Non ci volle poco a farle cambiare priorità ed interroppe il tutto. Pensavo volesse smettere ma, senza che potessi dire nulla, si spostò giù, mi prese il cazzo e se lo infilò dentro, emettendo allo stesso tempo un forte gemito non appene arrivò completamente affondo.
Fu la sensazione e la situazione più bella che avessi mai vissuto fino ad allora. Internamente era morbida e calda, mille volte meglio dei suoi pompini.
Iniziò a muoversi lentamente per poi aumentare sempre di più il ritmo, facendo sballonzolare su e giù le tette ed orgasmando a bocca chiusa, il tutto senza però guardarmi in faccia. La sua fica me lo stava risucchiando come se fosse un'aspirapolvere, lasciando ogni volta che arrivava in fondo una piccola scia di liquidi sopra la mia pelle.
Io inizialmente ero rimasto un po' immobile, come se fossi stato il suo oggetto personale, ma nel vedere in continuazione quelle mammelle sballonzolanti davanti la mia faccia mi alzai lentamente e presi nuovamente a succhiarle. La cosa le piacque molto ed aumentò sempre di più il movimento con il bacino, liberando ad alta voce gemiti, orgasmi e affermazioni come "hmmmm! Si cazzo!" O "ah! Ah! Cazzo!".
Per un verginello come me tutto quello era troppo per essere processato. Non solo si trattava della mia prima scopata, ma la stavo facendo con quella milfona della mia prof, su cui avevo fantasticato più volte, il tutto facendolo senza preservativo mentre mi trovavo sul suo letto. Di fatti la cosa non durò a lungo ed arrivai al limite del venire.
Lei se ne accorse, probabilmente perché mi ero un po' irrigidito e ribaltò la situazione "SI! Tranquillo! Vieni! VIENI DENTRO!!!". La cosa mi mandò completamente fuori di testa e non mi trattenni più, rilasciando tutto quello che avevo dentro la sua fica.
La mia prima volta è stata con la mia professoressa di quarant'anni, sul suo letto e le sono venuto dentro, cosa posso chiedere di più?!

Appena ebbi finito di pompare l'ultima goccia che mi rimaneva nelle palle le si distaccò subito, lasciandomi ad una magnifica vista sulla sua fica, da cui lentamente fuoriuscì la mia sborra. Ero meravigliato dalla quantità che le avevo sparato dentro, soprattutto perché non molto prima le ero già venuto in grande quantità in bocca.
Lei probabilmente penso che mi stessi preoccupando che potessi averla messa incinta (anche se onestamente all'inzio non ci avevo pensato), allora mi rassicurò dicendomi che non c'era nulla di cui preoccuparsi essendo che, da ormai molti anni, prendeva la pillola anticoncezionale (credo principalmente per via di problemi con le mestruazioni).
Andò in bagno a prendere un rotolo di carta igienica per pulirci entrambi. Poi incominciò a rivestirsti e, dopo aver fatto rivestire anche me, mi si sedette di fianco tenendo un espressione preoccupata "Senti... la linea è stata superata... l'ultima cosa che bisogna fare e mantenere il segreto.. quindi ricorda! mi hai promesso di non dirlo a nessuno!", io le riconfermai la cosa con serietà. Poi, un po' titubante, mi fece una proposta che non mi aspettavo "però... se mantieni la promessa e fai il bravo... ti darò qualche lezione "avanzata" di educazione fisica... ma solo se non trascuri la scuola, va bene?..", io accettai senza esitazione e le promisi.
Mi disse che dovevo andare e, dopo avermi accompagnato alla porta, mi diede un abbraccio forte e dopo un bacio a stampo sulle labbra.
Chiusa la porta ero rimasto rimasi un attimo davanti l'uscio, in piedi completamente rintontito, per poi scendere lentamente tornando allo scooter.
Ritornato al casa ripenasai a tutto quanto, a cosa sarebbe successo da lì in avanti e, soprattutto, ai "premi " che mi aveva promesso Valeria, arrivando la sera a farmi 2 seghe di seguito (nonostante fossi già venuto in quantità gigantesca in quelle occasioni).

CONTINUA...
scritto il
2026-03-29
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