Educazione fisica avanzata Parte 3
di
Mental20
genere
etero
Restai tutto il tempo imbambolato nel guardarla e nello scrutare ogni suo singolo dettaglio. Lei nel mentre era visibilmente molto imbarazzata, ma al col tempo faceva pochi cenni di coprirsi, come se avesse accettato il suo fato.
Dopo un po' guardarla non mi bastava più, volevo appiccicarmi a quel corpo e succhiarle quelle magnifiche tette. Così, con tanta eccitazione nella voce da sembrare un pervertito, prima le chiesi poi la implorai di poterla toccare (facendo al col tempo complimenti a non finire su ogni sua linea del corpo), essendo che inizialmente rifiutò con frasi come "si era detto solo guadare!... non possiamo...".
Continuando con le implorazioni e con i complimenti alla fine cedette, concendendomi solo un piccolo lasso di tempo senza poter fare nulla di spinto e avventato.
Mi ci fiondai in un batter d'occhio e iniziai subito a strizzare quel paio di meloni come se fossero un antistress, giocando e strizzando i capezzoli. Poi, senza che lei facesse in tempo a reagire, iniziai a leccarle e morderle. Lei cercò di bloccarmi, ma da subito si interruppe, incapacitata dalla stimolazione che stava provando.
Bastò poco ed iniziò palesemente ad ansimare profondamente, trattenendo a stento alcuni urletti.
Avevo fatto jackpot al primo colpo, ero riuscito a beccare un punto erogeno al quanto importante.
Vedendo la situazione e notando che le sue gambe erano leggermente divaricate, ne approfittai e portai una mano sopra le mutandine, andando sopra la fica premendo e strusciando.
Voleva palesemente fermarmi, ma tutti quelli stimoli la resero sempre più incapace ed inerme. Sentendo opporre sempre meno resistenza potei spostarle le mutandine sul lato, continuai a massaggiarle la fica per un po' ed infine le affondai le dita dentro il buco, muovendole voracemente.
Fu il colpo di grazia decisivo e le sue mani, che già vanamente cercavano di staccarmi da lei, si rilassarono completamente.
Sentendo che orami fosse completamente andata smisi di succhiarle le tette, riuscii a spingerla sopra la scrivania a gambe all'aria e, tolte le mutandine, potei ammirare quella fica e anche il suo magnifico buco del culo, il tutto come si guarda una bistecca succulenta dopo 4 giorni di digiuno.
Tutto in torno, sia all'ano che alla fica, era depilata, con solo qualche picol pelo sparzo (ad eccezione del pube dove aveva un bel cespuglio a forma di trapezio). Aveva dei bei labbroni sporgenti che uscivano fuori come petali di rose e da subito si poteva notare il clitoride, leggermente sporgente da esse. Tutto questo era condito da leggero odore derivante dalla giornata di movimento.
Ero in ecstasy, fino ad allora l'unica fica che avevo visto dal vivo era quella della mia ex, la quale non era nulla in confronto a quella meraviglia davanti ai miei occhi.
Non mi tratteni allungo e mi fiondai subito con la testa a leccare e divorare il tutto, manco fossi un leone con la sua preda, leccando ogni punto e passando occasionalmente qualche laccata anche sull'ano.
Lei tentava, con una voce più fioca e soffocata dall'ansimare, di fermare il tutto, senza però opporre una vera e propria resistenza, fino a che, non presi anche a sditalinarla con ancora più voracità di prima, facendo alzare i suoi respiri ansimosi e portandola al punto di lasciare qualche urletto di piacere e tacendo le sue ultime barriere di opposizione.
Continuai a divorarla per un bel po' fino ad arrivare al punto che non ne potei più. Mi alzai e mi calai pantaloni e mutande, facendo balzare fuori il cazzo come una catapulta.
Lei nel mentre si era rinvenuta da tutti quelli stimoli. Poco dopo mi vide con il cazzo pulsante in mano (che in quel momento aveva raggiunto una dimensione mai vista fino ad allora), scese dalla cattedrale e, senza che potessi dire nulla, si piegò sulle ginocchia con le gambe aperte e se lo infilò in bocca.
Ero al settimo cielo, tutto quello che fino ad adesso mi ero solamente immaginato nelle mie tante fantasie erotiche stavano divenendo realtà. La sua bocca era fantastica, si muoveva come se fosse una spompinatrice professionista, leccando con la lingua ogni singolo punto del mio cazzo. Era così brava che bastarono poco più di 2 minuti di spompinata ed un movimento in cui si prese tutto il cazzo in bocca fino alle palle che mi fece scoppiare come una bomba atomica, portandomi a liberare quei litri di sborra che trattenevo dentro la bocca. Fino ad allora non ero mai venuto così tanto.
Nonostante la già incredule situazione in cui ero, rimasi ugualmente più allibito di prima nel vedere lei ingoiare, con un po' di difficoltà, tutta quella quantità.
Finito tutto ero completamente fuso. Lei si rialzò e senza prestarmi attenzione si pulì e rivestì.
Dopo essersi rivestita si mise seduta, continuando a non guardarmi disse di rimettermi i pantaloni e mutande e che, visto l'orario, sarei dovuto andare via.
Una volta sistemato la ringraziai pacatamente (timoroso di una sua reazione avversa), mi e avviai verso la porta e poco prima che potessi aprirla, lei mi chiamò fermandomi. Mi disse che tutto quello che era successo fosse stato un grosso sbaglio, che fosse tutta colpa sua, ribadendo che non sarebbe più successa una cosa del genere e facendomi promettere di non parlarne assolutamente con nessuno e di tenere la bocca chiusa. Io non potei fare altro che annuire e dopo essermi scusato mi fece cenno di andare.
Tornato a casa ricordo che solo in quella serata mi segai, pensando all'accaduto, ben 4 volte, arrivando al punto di non avere più forze e crollare sul letto. I giorni a seguire furono caratterizzati da un continuo segarsi in qualsiasi momento possibile; la mattina appena sveglio, la sera prima di dormire, quando mi facevo la doccia o ero a cagare sul cesso e, addirittura, dentro il bagno della scuola, arrivando ad una media per giorno di 6/7 seghe e senza bisogno di guardare porno o foto di qualche tipa seminuda sui social, tutto solo pensando quel giorno e all'immagine di lei nuda che me lo succhia ed ingoia il mio sperma.
L'unico problema fu la sua ora di lezione. I giorni successi l'avevo incontrata varie volte passando per i corridoi e l'unica cosa che accadeva era uno scambio di sguardo assai passivo e disinteressato.
La cosa non migliorò con l'arrivo della sua ora la settimana dopo, dove lei non mi presta alcuna attenzione ed io mi limitai a guardarla, facendo però traspirare dell'interesse così evidente che palesemente lei se ne fosse accorta.
La situazione fu sempre la solita anche la settimana dopo, se non che, mentre mi cambiavo, ritrovo all'interno del mia sacca da palestra un foglietto su cui era scritto solamente di venire nel pomeriggio ad un certo indirizzo.
CONTINUA...
Dopo un po' guardarla non mi bastava più, volevo appiccicarmi a quel corpo e succhiarle quelle magnifiche tette. Così, con tanta eccitazione nella voce da sembrare un pervertito, prima le chiesi poi la implorai di poterla toccare (facendo al col tempo complimenti a non finire su ogni sua linea del corpo), essendo che inizialmente rifiutò con frasi come "si era detto solo guadare!... non possiamo...".
Continuando con le implorazioni e con i complimenti alla fine cedette, concendendomi solo un piccolo lasso di tempo senza poter fare nulla di spinto e avventato.
Mi ci fiondai in un batter d'occhio e iniziai subito a strizzare quel paio di meloni come se fossero un antistress, giocando e strizzando i capezzoli. Poi, senza che lei facesse in tempo a reagire, iniziai a leccarle e morderle. Lei cercò di bloccarmi, ma da subito si interruppe, incapacitata dalla stimolazione che stava provando.
Bastò poco ed iniziò palesemente ad ansimare profondamente, trattenendo a stento alcuni urletti.
Avevo fatto jackpot al primo colpo, ero riuscito a beccare un punto erogeno al quanto importante.
Vedendo la situazione e notando che le sue gambe erano leggermente divaricate, ne approfittai e portai una mano sopra le mutandine, andando sopra la fica premendo e strusciando.
Voleva palesemente fermarmi, ma tutti quelli stimoli la resero sempre più incapace ed inerme. Sentendo opporre sempre meno resistenza potei spostarle le mutandine sul lato, continuai a massaggiarle la fica per un po' ed infine le affondai le dita dentro il buco, muovendole voracemente.
Fu il colpo di grazia decisivo e le sue mani, che già vanamente cercavano di staccarmi da lei, si rilassarono completamente.
Sentendo che orami fosse completamente andata smisi di succhiarle le tette, riuscii a spingerla sopra la scrivania a gambe all'aria e, tolte le mutandine, potei ammirare quella fica e anche il suo magnifico buco del culo, il tutto come si guarda una bistecca succulenta dopo 4 giorni di digiuno.
Tutto in torno, sia all'ano che alla fica, era depilata, con solo qualche picol pelo sparzo (ad eccezione del pube dove aveva un bel cespuglio a forma di trapezio). Aveva dei bei labbroni sporgenti che uscivano fuori come petali di rose e da subito si poteva notare il clitoride, leggermente sporgente da esse. Tutto questo era condito da leggero odore derivante dalla giornata di movimento.
Ero in ecstasy, fino ad allora l'unica fica che avevo visto dal vivo era quella della mia ex, la quale non era nulla in confronto a quella meraviglia davanti ai miei occhi.
Non mi tratteni allungo e mi fiondai subito con la testa a leccare e divorare il tutto, manco fossi un leone con la sua preda, leccando ogni punto e passando occasionalmente qualche laccata anche sull'ano.
Lei tentava, con una voce più fioca e soffocata dall'ansimare, di fermare il tutto, senza però opporre una vera e propria resistenza, fino a che, non presi anche a sditalinarla con ancora più voracità di prima, facendo alzare i suoi respiri ansimosi e portandola al punto di lasciare qualche urletto di piacere e tacendo le sue ultime barriere di opposizione.
Continuai a divorarla per un bel po' fino ad arrivare al punto che non ne potei più. Mi alzai e mi calai pantaloni e mutande, facendo balzare fuori il cazzo come una catapulta.
Lei nel mentre si era rinvenuta da tutti quelli stimoli. Poco dopo mi vide con il cazzo pulsante in mano (che in quel momento aveva raggiunto una dimensione mai vista fino ad allora), scese dalla cattedrale e, senza che potessi dire nulla, si piegò sulle ginocchia con le gambe aperte e se lo infilò in bocca.
Ero al settimo cielo, tutto quello che fino ad adesso mi ero solamente immaginato nelle mie tante fantasie erotiche stavano divenendo realtà. La sua bocca era fantastica, si muoveva come se fosse una spompinatrice professionista, leccando con la lingua ogni singolo punto del mio cazzo. Era così brava che bastarono poco più di 2 minuti di spompinata ed un movimento in cui si prese tutto il cazzo in bocca fino alle palle che mi fece scoppiare come una bomba atomica, portandomi a liberare quei litri di sborra che trattenevo dentro la bocca. Fino ad allora non ero mai venuto così tanto.
Nonostante la già incredule situazione in cui ero, rimasi ugualmente più allibito di prima nel vedere lei ingoiare, con un po' di difficoltà, tutta quella quantità.
Finito tutto ero completamente fuso. Lei si rialzò e senza prestarmi attenzione si pulì e rivestì.
Dopo essersi rivestita si mise seduta, continuando a non guardarmi disse di rimettermi i pantaloni e mutande e che, visto l'orario, sarei dovuto andare via.
Una volta sistemato la ringraziai pacatamente (timoroso di una sua reazione avversa), mi e avviai verso la porta e poco prima che potessi aprirla, lei mi chiamò fermandomi. Mi disse che tutto quello che era successo fosse stato un grosso sbaglio, che fosse tutta colpa sua, ribadendo che non sarebbe più successa una cosa del genere e facendomi promettere di non parlarne assolutamente con nessuno e di tenere la bocca chiusa. Io non potei fare altro che annuire e dopo essermi scusato mi fece cenno di andare.
Tornato a casa ricordo che solo in quella serata mi segai, pensando all'accaduto, ben 4 volte, arrivando al punto di non avere più forze e crollare sul letto. I giorni a seguire furono caratterizzati da un continuo segarsi in qualsiasi momento possibile; la mattina appena sveglio, la sera prima di dormire, quando mi facevo la doccia o ero a cagare sul cesso e, addirittura, dentro il bagno della scuola, arrivando ad una media per giorno di 6/7 seghe e senza bisogno di guardare porno o foto di qualche tipa seminuda sui social, tutto solo pensando quel giorno e all'immagine di lei nuda che me lo succhia ed ingoia il mio sperma.
L'unico problema fu la sua ora di lezione. I giorni successi l'avevo incontrata varie volte passando per i corridoi e l'unica cosa che accadeva era uno scambio di sguardo assai passivo e disinteressato.
La cosa non migliorò con l'arrivo della sua ora la settimana dopo, dove lei non mi presta alcuna attenzione ed io mi limitai a guardarla, facendo però traspirare dell'interesse così evidente che palesemente lei se ne fosse accorta.
La situazione fu sempre la solita anche la settimana dopo, se non che, mentre mi cambiavo, ritrovo all'interno del mia sacca da palestra un foglietto su cui era scritto solamente di venire nel pomeriggio ad un certo indirizzo.
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