Nelle sue mani
di
BishopTales
genere
etero
Per Maddalena era iniziato il periodo peggiore delle vacanze. L'ultima settimana di permanenza solitaria nel campeggio dopo che tutta la compagnia che si era formata, con cui aveva condiviso risate e divertimento, si era sciolta.
Il pomeriggio precedente era partita l'ultima ragazza del gruppo; si erano abbracciate tra le lacrime e le promesse di rivedersi l'estate successiva. Ora era arrivata la noia: il pomeriggio in spiaggia a non fare altro che prendere il sole e sudare in compagnia di sua madre, sembrò non passare mai. Il campo di beach volley che era stato il loro ritrovo ogni pomeriggio era ora occupato da due bambini che facevano castelli di sabbia.
In realtà non era proprio l'ultima, qualcuno del gruppo era rimasto ma era qualcuno che non era assolutamente di suo gradimento: Luigino, lo strano 18enne che si era aggiunto al gruppo senza che nessuno lo conoscesse.
Era alto circa un metro e cinquanta e decisamente sovrappeso, portava dei capelli neri in un taglio raffazzonato con ciocche di misura diversa come se avesse provveduto egli stesso a tagliarseli e oltre a non essere esteticamente bello non dava nemmeno l'idea di essere particolarmente sveglio cimentandosi frequentemente nel racconto di barzellette da bambini che lasciavano tutti gli altri in imbarazzo facendogli guadagnare il soprannome di Cringino.
Da che si era palesato nel gruppo ha sempre indossato solamente una vecchia maglietta del Napoli, un bermuda sgualcito nero e delle infradito consumate. Non badava particolarmente alla sua igiene, emanava un vero e proprio odore di stantio e quando regalava i suoi sorrisi (in particolare a Maddalena) mostrava appieno quale fosse stato il suo ultimo pasto.
Per Maddalena non nascondeva la sua predilezione, nonostante nel gruppo che si era formato ci fossero anche altre ragazze Luigino sembrava avere occhi solo per lei arrivando a farla sentire a disagio per quanto la fissava, sempre con la stessa espressione persa e una mano che muoveva lenta nella tasca del bermuda. Era così invadente che le aveva rovinato numerosi momenti di vicinanza con Mauro, un altro ragazzo del gruppo con cui Maddalena aveva si era scambiata diversi sguardi fino a quando, una sera per fortuna Maddalena e Mauro riuscirono a dileguarsi dal gruppo senza che Luigino li seguisse, si imboscarono in un bagno ed ebbero un rapporto frettoloso ma intenso. La mattina dopo Mauro partì per tornare a casa e Maddalena era rimasta lì ancora con le farfalle nello stomaco.
Maddalena era diametralmente l'opposto di Luigino una splendida 27enne baciata da Venere. Alta circa 1 metro e settanta, aveva un viso da angelo incorniciato da lunghi capelli castani ricci ed occhi che col sole dell’estate tendevano al verde. Quello che calamitava gli sguardi dei maschi su di lei era però il suo corpo: sebbene avesse un fisico asciutto ed atletico un seno florido che sembrava sfidare la gravità ed un didietro scolpito dalla sua dedizione alla palestra e gambe lunghe come una modella.
Una sera Maddalena sedette ad un tavolino all'aperto del barettino sulla spiaggia, non c'era quasi più nessuno ad eccezione di un paio di famiglie con figli piccoli e di un paio di ragazzini che la fissavano da lontano. Non sapeva bene perché fosse andata lì visto che ormai tutti i suoi amici erano partiti, si era truccata e vestita come tutte le sere in cui si ritrovavano lì a ridere scherzare e sorseggiare qualche cocktail di troppo. Indossava un vestitino bianco molto leggero in due pezzi con il top che le lasciava il ventre scoperto e si legava alle braccia tramite delle spalline che le stavano appena sopra il gomito ed una gonnellina corta che le arrivava a metà coscia.
Aveva comprato una bottiglietta d'acqua gasata per tenersi fresca in quella calura serale, stava per berne il primo sorso quando Luigino, con l’intento a farle uno scherzo, la prese di sorpresa alle spalle urlando. Maddalena completamente sorpresa dalla cosa perse la presa sulla bottiglietta che le si rovesciò sul petto.
-Luigino! Sei uno stupido! Che scherzo idiota, guarda cos'hai fatto!- esclamò lei voltandosi a guardarlo.
Lui cambiò completamente espressione dopo un'istante, passando da un sorriso ad una faccia preoccupata.
-Scusa Maddy volevo fare uno scherzo...- rispose lui deluso con quella sua voce strana -aspetta, te ne compro un'altra- disse correndo verso il chioschetto che fungeva da bar prima che lei potesse fermarlo.
Dopo qualche istante fu di ritorno -Scusa ancora- disse con la faccia imbronciata.
-Non preoccuparti Luigino, mi ero solo spaventata, non era necessario che me ne prendessi un'altra. Grazie- rispose lei sentendosi in colpa per la reazione che aveva avuto. Lui le rivolse uno dei suoi soliti sorrisi sgradevoli evidentemente felice del cambio di umore.
-Posso sedermi qui?- disse lui accomodandosi sulla sedia di fianco a lei senza attendere la risposta.
Iniziò una conversazione stentata con lui che cercava di fare delle battute stupide e lei che rideva brevemente per l’imbarazzo o rispondeva a monosillabi nella speranza che lui la smettesse.
-Sai Maddy tu sei davvero bella- esordì lui all’improvviso fissandole il vestitino bianco che ora, grazie all'acqua rovesciata, metteva ancor di più in risalto il suo seno.
-Ti... Ringrazio Luigino- rispose lei imbarazzata dalla sua mancanza di inibizione.
- Mi piaci perché sei bellissima e simpatica. Mi sorridi e sei gentile. Gli altri ragazzi non vedono quanto tu sia speciale ma io si-
Maddalena si era voltata per cercare di sfuggire alla piega che stava prendendo la conversazione quando lo sentì avvicinarsi di soppiatto a lei e rivolgendosi nuovamente verso di lui vide con orrore che stava cercando di baciarla.
-Per l'amor d'iddio Luigino!- esclamò lei alzandosi di scatto -Non ci si comporta cosi. Io me ne vado a casa-
-Aspetta!- disse lui disperato -Devo farti vedere un video...-
-No grazie Luigino, sono a posto così e buona serata- rispose lei alterata mentre si allontanava.
-Te lo mando su whatsapp!- le gridò lui di rimando.
"Merda” pensò Maddalena, Luigino aveva il suo numero da quando qualcuno aveva pensato fosse un'idea divertente aggiungerlo su whatsapp. Si ripromise di bloccarlo non appena tornata al bungalow.
Nel viaggio di ritorno in bici dalla spiaggia al bungalow calamitò gli sguardi di tutti i maschi che incontrava, anche di uomini sposati con moglie e figli al seguito. Il suo top bianco ora fradicio la faceva sembrare come di ritorno da una gara di miss maglietta bagnata a cui avrebbe vinto a mani basse.
Giunta al bungalow appoggiò la bici ad un pino marino lì vicino ed entrò.
Sua madre stava già dormendo nella propria stanza e lei entrò nella sua. Si svestì del vestitino che si stava lentamente asciugando ed indossò una maglietta e dei pantaloncini prima di stendersi sul letto.
Era rimasta assorta con il telefono in mano sulla chat whatsapp con Mauro. Rileggeva in continuazione i loro ultimi messaggi dove si ripromettevano di trovarsi anche durante l’anno.
Avrebbe voluto scrivergli ma non sapeva cosa.
Mentre se ne stava lì a fantasticare ricevette un messaggio da un’altra chat con numero non registrato, la aprì e dalla foto del profilo capì che si trattava di Luigino.
Stava per bloccarlo sperando anche di non rivederlo in giro per la settimana che le rimaneva quando notò che le aveva inviato un video.
Le venne in mente che sarebbe potuto essere uno spunto iniziale per una conversazione con Mauro scrivendo “guarda cosa mi manda Cringino ahahah”.
Toccò sul video e lo fece partire: l’immagine era tutta nera come di una ripresa fatta al buio, si sentiva solo il calpestio di foglie secche e di rametti spezzati, poi l’inquadratura puntò verso una luce e la ripresa si mostrò essere quella dall’esterno di un bagno con due persone all’interno.
Maddalena sbiancò riconoscendo sé stessa e Mauro la sera prima. Si stavano baciando intensamente; lui le palpava il seno sopra la camicetta con una mano e il sedere con l’altra, lei aveva una mano sul suo petto e l’altra che stringeva il suo pacco sopra i suoi jeans. Si staccarono: lui armeggiò con la cintura per calare i pantaloni e lei si voltò piegandosi a novanta abbassando la gonna e le mutandine. Mauro già duro glielo mise dentro immediatamente e lei assunse un’espressione di puro piacere verso la finestra del bagno.
Fu tutto molto rapido: una manciata di colpi e poi lui le disse che stava per venire. Lei si staccò ed accovacciandosi finì con la bocca ricevendo la sua sborrata, ingoiando col sorriso.
Il video si interruppe così.
Maddalena aveva il cuore che batteva a mille, le sembrava di aver trattenuto il respiro per tutto il tempo, aveva le mani sudate tremanti mentre elaborava ciò che aveva appena visto.
I suoi pensieri furono interrotti da un nuovo messaggio da parte di Luigino che leggeva “E’ venuto bene vero ahahahaha si vede tutto” a cui seguivano varie emoji di risate.
Maddalena digitò senza pensare “Perché hai fatto quel video?”.
Luigino rispose dopo qualche istante “Perché sei molto bella, tutti i ragazzi del gruppo lo pensano e gli farebbe piacere vederlo”.
“Aspetta per favore. Parliamone di persona”.
“Va bene. Sono ancora qui dove eravamo prima”.
Maddalena si rivestì dello stesso abitino bianco che indossava prima avvertendo un ulteriore brivido al contatto col tessuto umido. Prese a pedalare forte e dopo meno di cinque minuti raggiunse la spiaggia.
Il baretto era chiuso con le luci spente e la spiaggia era illuminata esclusivamente dalla luce della luna piena.
Lo trovò seduto nella medesima sedia in cui lo aveva lasciato: se ne stava spaparanzato col telefono in mano e Maddalena capì che stava riguardando lo stesso video a ripetizione.
-Luigino?- lo chiamò lei con voce tremante.
Lui alzò lo sguardo e le fece un sorriso terribile -Sono felice che sei tornata-
Lei rimase immobile senza sapere cosa altro dire, lui le si avvicinò e la prese per mano.
-Vieni con me- le disse incamminandosi verso la boscaglia e lei si lasciò portare.
Avanzarono per qualche minuto fin quando raggiunsero un tavolo di assi di legno con due panche annesse mezzo nascosto in una piccola radura tra gli arbusti ed i pini marini lontano da tutto e da tutti. La luna piena illuminava come un lampione sopra di loro. Luigino sedette sulla panchina appoggiando la schiena al bordo del tavolo impolverato dalla salsedine, Maddalena sedette di fianco a lui, un po’ staccata da lui tenendo le mani incrociate sulle gambe.
-Perché hai fatto quel video?- chiese di nuovo lei tra i brividi.
-Te l’ho già detto: perché sei bella e mi piace guardarti- rispose lui secco.
-Sai che non è giusto riprendere le persone di nascosto, vero?- chiese lei cercando di essere conciliante.
-Si ma a me piaci e poi piaci anche agli altri ragazzi del gruppo. Sarebbero felici di vederlo anche loro-
-No ti prego- disse Maddalena sentendosi raggelare.
-Non vuoi che siano felici? Devo essere felice solo io?-
-No... Cioè... Non è questo il modo-
-Però io posso essere felice si?-
-Sì ma non così Luigino, per favore-
-Tu mi piaci, mi rendi felice. Questo video mi rende felice. Ma io voglio essere ancora più felice con te. Voglio essere felice come Mauro-
-Come Mauro?- chiese lei confusa.
-Sì, Mauro era tanto felice in quel video. Lo voglio anche io. Se puoi farmi così felice il video non mi serve più-
Maddalena si fermò a pensare: lo avrebbe baciato, tanto non lo avrebbe saputo nessuno. Luigino sarebbe stato felice e fine della storia.
-Va bene ti rendo felice- rispose lei
-Sì! Sì!- rispose lui entusiasta -Sono pronto- disse girandosi verso di lei.
Maddalena trasse un lungo respiro, si chinò verso di lui e gli diede un bacio a stampo sulle labbra, poi si ritrasse.
-Non così!- protestò lui rabbuiandosi -Fallo bene come con Mauro!-
-Ok…- rispose lei mormorando, più per incitare se stessa che non come risposta a Luigino. Stavolta chiuse gli occhi e lo baciò davvero.
Luigino non perse un istante e infilò la lingua nella bocca a cercare la sua. Chiaramente non aveva mai baciato prima perché la muoveva all’impazzata, oltretutto le aveva preso la testa tra le mani e la teneva serrata in quella posizione.
Maddalena si obbligò a rispondere al bacio anche se fortemente disgustata dai modi e dal suo alito pestilenziale che le invadeva le narici.
Stavano continuando quello scambio quando Maddalena sentì la mano di Luigino stringerle un seno sopra il top. Lei sgranò gli occhi e si staccò immediatamente.
-No Luigino questo non va bene- disse cercando di essere autoritaria.
Luigino aveva una faccia delusa che si tramutò ben presto in rabbia -Va bene. Allora facciamo contenti anche gli altri- ed estrasse il proprio telefono.
-No aspetta Luigino, ti prego!- esclamò lei alzandosi cercando di fermarlo ma lui la respinse con non troppa fatica.
Maddalena venne sopraffatta dalla disperazione: se quel video fosse finito sul gruppo per lei sarebbe finita. Chissà cosa avrebbero pensato di lei tutti gli altri. Magari l’avrebbero girato ad altre persone e Mauro sarebbe sparito dalla sua vita.
-Scusami Luigino, lo faccio, davvero lo faccio!- si ritrovò lei a supplicare.
Luigino si bloccò, ancora col telefono in mano.
-Non voglio più sentire “No”. Io voglio essere felice e tu mi farai felice- rispose lui imbronciato.
-Va bene Luigino… scusami…- rispose lei abbassando la testa.
-Brava. Togli- disse lui.
Maddalena era confusa. -Togli cosa?-
-Tutto- rispose lui sbuffando -voglio vederti tutta. Dal video non si vede-
Maddalena arrossì improvvisamente nonostante fosse piena estate le parve facesse freddo. Con mani tremanti abbassò la gonnella a terra rimanendo col perizoma bianco, poi si voltò e si sfilò il top verso l’alto. Poi si voltò di nuovo lasciando il suo seno alla completa vista di Luigino.
Lui la fissò a bocca aperta e con gli occhi sbarrati. Maddalena fece per coprirsi con un braccio ma uno sguardo improvvisamente torvo di Luigino la fece desistere.
-Sono belle. Bellissime- commentò lui alzandosi e buttandocisi sopra.
Le prese con le mani, con le sue mani fredde e sudaticce che le fecero venire ulteriormente la pelle d’oca, le soppesò, se ne riempì le mani e poi iniziò a giocherellare con i suoi capezzoli sporgenti come chiodini. Li prese con le dita, stringendoli appena. A Maddalena sfuggì un gemito e Luigino si bloccò.
-Anche tu sei felice allora- disse prima di riprendere a strizzarli con più foga -Felice con me-.
Maddalena avrebbe voluto rispondere che non era vero, che era solo una risposta fisiologica del contatto in quel luogo ma non ne ebbe il tempo perché Luigino iniziò a succhiarli avidamente.
Maddalena si sentì perdere la ragione: il modo in cui la sua lingua la accarezzava le faceva perdere il contatto con la realtà. Si ritrovò ad ansimare e lui ne approfittò facendo scorrere una mano sotto la sua mutandina penetrandole con un dito la sua vagina depilata.
L’aveva depilata per Mauro ma lui dalla fretta che aveva impiegato non aveva apprezzato lo sforzo più di tanto.
Mentre con un dito la penetrava, con il pollice le stuzzicava il clitoride. Con quella combinazione Maddalena perse il controllo del proprio corpo, le gambe le cedevano e gettò le sue braccia attorno al collo di Luigino che le ansimava nell’orecchio.
Non resistette a lungo o forse il suo corpo non voleva resistere affatto, dopo qualche istante venne colta da un orgasmo che la lasciò senza fiato e le fece cedere completamente le gambe facendola finire in ginocchio a terra di fronte a lui sudata e ansante.
-Esatto Maddy, è questo che intendo. Io ti so rendere felice. Adesso tocca a te- disse Luigino arretrando di un passo.
Maddalena ancora stravolta dall’orgasmo sentì il fruscio dei suo bermuda che si abbassavano ed il tonfo di lui che sedeva pesantemente sulla panchina.
Alzò debolmente la testa e quello che vide la fece rimanere di stucco. Luigino era dotato, troppo dotato.
Non poteva nemmeno essere definito come semplice pene, quell’arnese che si ergeva tra le sue gambe oltre ad essere lungo era anche largo.
Ancora inginocchiata, Maddalena si avvicinò posizionandosi tra le sue gambe e allungò una mano per afferrarlo. Rimase scioccata nel constatare di non riuscire a circondarlo completamente.
Lo aveva preso dalla base, tra la folta peluria che ricopriva anche i grossi testicoli e le pareva che scottasse a contatto con la sua pelle.
A guardarlo più da vicino, con quelle grosse vene che lo percorrevano e il prepuzio che ancora ricopriva quasi totalmente il glande le ricordò un vero e proprio salame da macelleria.
Percorse con la mano la sua asta e lo impugnò nuovamente più vicino alla punta dopodiché iniziò a scoprire il glande.
Le si gelò il sangue a quella visione: la sua cappella grossa e violacea era uniformemente ricoperta da una crema bianca viscosa mentre nei contorni, dove poteva ristagnare, questa assumeva tonalità più giallognole. L’odore era nauseabondo, come quello di un cestino dei rifiuti organici.
Iniziò a masturbarlo e lo sentì tendersi e irrigidirsi di più, Luigino sbuffava estasiato.
-Brava, così- disse lui con un sussurro mentre il movimento della mano che copriva e scopriva lentamente il glande faceva sì che lo smegma facesse delle bolle che scoppiavano tra un movimento e l’altro.
Dal suo glande uscì un rivolo di presperma che le colò sulla mano.
Cercando di ignorare il disgusto Maddalena aumentò il ritmo sperando di concludere con una sega.
D’improvviso Luigino le afferrò il polso -Basta. Adesso come Mauro-.
-Ti prego Luigino, non posso… è orribile- rispose lei disperata capendo a cosa lui si riferisse.
-Shhhh- le rispose lui mettendole una mano sulla testa -Succhialo-
La tirò verso di sé e Maddalena si arrese nuovamente, dischiuse le labbra e lo accolse in bocca.
Immediatamente quello smegma nauseabondo le si attaccò ovunque sulla superficie interna della sua bocca: sui denti, sulla lingua, sul palato, ovunque.
Era così viscoso che le ci vollero parecchie pompate per mandarlo giù mentre gli succhiava il cazzo.
Più il tempo passava più perdeva l’inibizione di quello che stava facendo, quella verga non era più disgustosa anzi diveniva a poco a poco sempre di più il suo contatto sicuro con la realtà. Senza rendersene conto iniziò ad accelerare il ritmo, a prendere confidenza. Lo afferrò saldamente con entrambe le mani e diede spazio alla propria esperienza.
Aprì gli occhi ad incrociare quelli di Luigino, lui le sorrideva beato e trovò conferma di quel pensiero che stava crescendo dentro di lei: stava andando bene, era brava.
D’un tratto lo sentì irrigidirsi ancor di più: Luigino stava trattenendo il respiro.
Maddalena capì istintivamente che sarebbe venuto ma non ebbe modo di staccarsi perché la mano sulla sua testa glielo impediva.
Sentì arrivare la prima scarica direttamente nella bocca, era copiosa e bollente. Non avendo altra scelta iniziò ad ingoiare ma non fu sufficiente.
Dopo la prima scarica ne seguirono altre altrettanto copiose e lei sentendo di starsi strozzando si divincolò tuttavia non poté allontanarsi molto che Luigino ancora in trance la teneva saldamente per i capelli.
Venne investita sul viso, sui capelli e sulle tette da una quantità inconcepibile di sperma viscoso che miracolosamente non le finì negli occhi.
Luigino la lasciò finalmente andare sbuffando forte per lo sforzo e lei si ritrovò seduta sui suoi talloni ansimando a cercare di comprendere l’accaduto.
-Brava Maddy, sei stata bravissima- disse lui tra uno sbuffo e l’altro –Come le amiche di mio zio, lui le chiama “le sue puttane”. Quindi tu sei la mia puttana vero?-
Maddalena non riusciva a rispondere, si sentì prendere di peso e sollevare dolcemente. Luigino senza apparente sforzo la depose di schiena sul tavolino.
-Prima ti ho fatta felice io, poi mi hai fatto felice tu. Adesso insieme- disse Luigino.
-Aspetta… cosa…- fu l’unica cosa che riuscì a dire Maddalena prima di iniziare a sentire una pressione tra le sue gambe.
Luigino non aveva finito, era ancora duro.
Le puntò il glande ancora gocciolante tra le labbra ed iniziò a penetrarla piano. Lei si irrigidì subito, non sarebbe riuscita a gestire un cazzo del genere.
-Aspetta Luigino… il preservativo…- disse Maddalena debolmente, cercando di temporeggiare.
Lui non rispose, le prese le caviglie e se le pose a contatto con le spalle, la afferrò saldamente per i fianchi ed entrò deciso.
Sebbene Maddalena dopo tutto il trascorso fosse ormai ben lubrificata, quella velocità e quella violenza nella penetrazione le tolse il respiro.
Luigino iniziò sin da subito a scoparla furiosamente con quella verga bollente che le faceva perdere la ragione. Ad ogni affondo le pareva di andare in apnea.
-Sì… così… la mia…puttana- ripeteva Luigino a ruota tra un colpo e l’altro mentre le sue gocce di sudore le piovevano sull’addome.
Senza fermarsi lasciò la presa dai suoi fianchi, le prese i polsi e le portò le mani a tenergli la base della sua asta. Lei si accorse così che la stava scopando solo con metà della sua lunghezza ed iniziò a gemere di piacere.
-Mi piace vedere le tue tette che ballano per me- commentò Luigino con un ghigno subito prima di chinarsi su di lei per succhiarle nuovamente il capezzolo sinistro.
Maddalena lo odiava con tutta se stessa. Odiava che avesse approfittato di lei. Odiava quello che le stava facendo. Ma contemporaneamente era nella completa estasi.
–Non… venire…dentro… ti prego…- è tutto ciò che le uscì dalla bocca.
Man mano che andava avanti sentì crescere dentro di lei quella sensazione che aveva assaporato solo pochi minuti prima: il calore che preannunciava l’arrivo dell’orgasmo.
Luigino rallentò il ritmo di penetrazione e lei lo sentì: lo sentì tendersi ancora di più dentro di lei, come se potesse gonfiarsi ancora di più. Poi perso da ciò che stava per arrivare le morse il seno attorno all’areola che stava succhiando.
Maddalena trasalì e urlò per il dolore e lo stupore mentre le scaricava dentro un’altra copiosa sborrata bollente.
Quello fu per lei l’interruttore che le scatenò l’orgasmo più potente che aveva mai provato.
Vennero insieme, ansimando entrambi come dei mantici, madidi di sudore sotto la brezza leggera che veniva dal mare.
Lentamente Luigino si risollevò e si sfilò da lei. Il sentirlo uscire le fece sembrare di sentire di essere stata quasi eviscerata.
Luigino si scansò e iniziò a rivestirsi. Maddalena si tirò a sedere e vide colare il seme di Luigino prima sul tavolo di legno e poi a terra.
-Luigino… ti avevo detto non dentro… - disse lei stravolta.
-Non fa niente- le rispose lui sorridendole mentre si riallacciava i bermuda.
Maddalena rimase attonita per la sua risposta, poi lo vide voltarsi e iniziare a camminare.
-Aspetta Luigino! Lo cancelli il video?- disse lei disperata.
-Ci vediamo domani- le rispose lui senza voltarsi, ora più distante.
-Il video! Devi cancellare il video! Avevi detto…- urlò lei senza fiato.
-Ciaoooo!- le gridò lui con tono allegro sparendo nel buio.
Maddalena rimase ancora qualche istante a fissare il punto dove Luigino era svanito, poi scese dal tavolo constatando la debolezza che aveva nelle gambe. Raccolse i due pezzi del suo vestitino e si rivestì. Tornò lentamente a dove aveva lasciato la bici e pedalò dolorosamente sino al bungalow senza riuscire a sedersi sul sellino.
Non appena arrivata si fiondò in doccia e ci mise un bel po’ a ripulirsi del suo seme di cui era piena sia dentro che fuori.
Uscita dalla doccia ebbe appena la forza di rivestirsi della maglietta e dei pantaloncini prima di crollare senza forze sul materasso.
Ma prima di essere abbracciata da Morfeo un ultimo pensiero le attraversò la mente: era nelle sue mani.
Il pomeriggio precedente era partita l'ultima ragazza del gruppo; si erano abbracciate tra le lacrime e le promesse di rivedersi l'estate successiva. Ora era arrivata la noia: il pomeriggio in spiaggia a non fare altro che prendere il sole e sudare in compagnia di sua madre, sembrò non passare mai. Il campo di beach volley che era stato il loro ritrovo ogni pomeriggio era ora occupato da due bambini che facevano castelli di sabbia.
In realtà non era proprio l'ultima, qualcuno del gruppo era rimasto ma era qualcuno che non era assolutamente di suo gradimento: Luigino, lo strano 18enne che si era aggiunto al gruppo senza che nessuno lo conoscesse.
Era alto circa un metro e cinquanta e decisamente sovrappeso, portava dei capelli neri in un taglio raffazzonato con ciocche di misura diversa come se avesse provveduto egli stesso a tagliarseli e oltre a non essere esteticamente bello non dava nemmeno l'idea di essere particolarmente sveglio cimentandosi frequentemente nel racconto di barzellette da bambini che lasciavano tutti gli altri in imbarazzo facendogli guadagnare il soprannome di Cringino.
Da che si era palesato nel gruppo ha sempre indossato solamente una vecchia maglietta del Napoli, un bermuda sgualcito nero e delle infradito consumate. Non badava particolarmente alla sua igiene, emanava un vero e proprio odore di stantio e quando regalava i suoi sorrisi (in particolare a Maddalena) mostrava appieno quale fosse stato il suo ultimo pasto.
Per Maddalena non nascondeva la sua predilezione, nonostante nel gruppo che si era formato ci fossero anche altre ragazze Luigino sembrava avere occhi solo per lei arrivando a farla sentire a disagio per quanto la fissava, sempre con la stessa espressione persa e una mano che muoveva lenta nella tasca del bermuda. Era così invadente che le aveva rovinato numerosi momenti di vicinanza con Mauro, un altro ragazzo del gruppo con cui Maddalena aveva si era scambiata diversi sguardi fino a quando, una sera per fortuna Maddalena e Mauro riuscirono a dileguarsi dal gruppo senza che Luigino li seguisse, si imboscarono in un bagno ed ebbero un rapporto frettoloso ma intenso. La mattina dopo Mauro partì per tornare a casa e Maddalena era rimasta lì ancora con le farfalle nello stomaco.
Maddalena era diametralmente l'opposto di Luigino una splendida 27enne baciata da Venere. Alta circa 1 metro e settanta, aveva un viso da angelo incorniciato da lunghi capelli castani ricci ed occhi che col sole dell’estate tendevano al verde. Quello che calamitava gli sguardi dei maschi su di lei era però il suo corpo: sebbene avesse un fisico asciutto ed atletico un seno florido che sembrava sfidare la gravità ed un didietro scolpito dalla sua dedizione alla palestra e gambe lunghe come una modella.
Una sera Maddalena sedette ad un tavolino all'aperto del barettino sulla spiaggia, non c'era quasi più nessuno ad eccezione di un paio di famiglie con figli piccoli e di un paio di ragazzini che la fissavano da lontano. Non sapeva bene perché fosse andata lì visto che ormai tutti i suoi amici erano partiti, si era truccata e vestita come tutte le sere in cui si ritrovavano lì a ridere scherzare e sorseggiare qualche cocktail di troppo. Indossava un vestitino bianco molto leggero in due pezzi con il top che le lasciava il ventre scoperto e si legava alle braccia tramite delle spalline che le stavano appena sopra il gomito ed una gonnellina corta che le arrivava a metà coscia.
Aveva comprato una bottiglietta d'acqua gasata per tenersi fresca in quella calura serale, stava per berne il primo sorso quando Luigino, con l’intento a farle uno scherzo, la prese di sorpresa alle spalle urlando. Maddalena completamente sorpresa dalla cosa perse la presa sulla bottiglietta che le si rovesciò sul petto.
-Luigino! Sei uno stupido! Che scherzo idiota, guarda cos'hai fatto!- esclamò lei voltandosi a guardarlo.
Lui cambiò completamente espressione dopo un'istante, passando da un sorriso ad una faccia preoccupata.
-Scusa Maddy volevo fare uno scherzo...- rispose lui deluso con quella sua voce strana -aspetta, te ne compro un'altra- disse correndo verso il chioschetto che fungeva da bar prima che lei potesse fermarlo.
Dopo qualche istante fu di ritorno -Scusa ancora- disse con la faccia imbronciata.
-Non preoccuparti Luigino, mi ero solo spaventata, non era necessario che me ne prendessi un'altra. Grazie- rispose lei sentendosi in colpa per la reazione che aveva avuto. Lui le rivolse uno dei suoi soliti sorrisi sgradevoli evidentemente felice del cambio di umore.
-Posso sedermi qui?- disse lui accomodandosi sulla sedia di fianco a lei senza attendere la risposta.
Iniziò una conversazione stentata con lui che cercava di fare delle battute stupide e lei che rideva brevemente per l’imbarazzo o rispondeva a monosillabi nella speranza che lui la smettesse.
-Sai Maddy tu sei davvero bella- esordì lui all’improvviso fissandole il vestitino bianco che ora, grazie all'acqua rovesciata, metteva ancor di più in risalto il suo seno.
-Ti... Ringrazio Luigino- rispose lei imbarazzata dalla sua mancanza di inibizione.
- Mi piaci perché sei bellissima e simpatica. Mi sorridi e sei gentile. Gli altri ragazzi non vedono quanto tu sia speciale ma io si-
Maddalena si era voltata per cercare di sfuggire alla piega che stava prendendo la conversazione quando lo sentì avvicinarsi di soppiatto a lei e rivolgendosi nuovamente verso di lui vide con orrore che stava cercando di baciarla.
-Per l'amor d'iddio Luigino!- esclamò lei alzandosi di scatto -Non ci si comporta cosi. Io me ne vado a casa-
-Aspetta!- disse lui disperato -Devo farti vedere un video...-
-No grazie Luigino, sono a posto così e buona serata- rispose lei alterata mentre si allontanava.
-Te lo mando su whatsapp!- le gridò lui di rimando.
"Merda” pensò Maddalena, Luigino aveva il suo numero da quando qualcuno aveva pensato fosse un'idea divertente aggiungerlo su whatsapp. Si ripromise di bloccarlo non appena tornata al bungalow.
Nel viaggio di ritorno in bici dalla spiaggia al bungalow calamitò gli sguardi di tutti i maschi che incontrava, anche di uomini sposati con moglie e figli al seguito. Il suo top bianco ora fradicio la faceva sembrare come di ritorno da una gara di miss maglietta bagnata a cui avrebbe vinto a mani basse.
Giunta al bungalow appoggiò la bici ad un pino marino lì vicino ed entrò.
Sua madre stava già dormendo nella propria stanza e lei entrò nella sua. Si svestì del vestitino che si stava lentamente asciugando ed indossò una maglietta e dei pantaloncini prima di stendersi sul letto.
Era rimasta assorta con il telefono in mano sulla chat whatsapp con Mauro. Rileggeva in continuazione i loro ultimi messaggi dove si ripromettevano di trovarsi anche durante l’anno.
Avrebbe voluto scrivergli ma non sapeva cosa.
Mentre se ne stava lì a fantasticare ricevette un messaggio da un’altra chat con numero non registrato, la aprì e dalla foto del profilo capì che si trattava di Luigino.
Stava per bloccarlo sperando anche di non rivederlo in giro per la settimana che le rimaneva quando notò che le aveva inviato un video.
Le venne in mente che sarebbe potuto essere uno spunto iniziale per una conversazione con Mauro scrivendo “guarda cosa mi manda Cringino ahahah”.
Toccò sul video e lo fece partire: l’immagine era tutta nera come di una ripresa fatta al buio, si sentiva solo il calpestio di foglie secche e di rametti spezzati, poi l’inquadratura puntò verso una luce e la ripresa si mostrò essere quella dall’esterno di un bagno con due persone all’interno.
Maddalena sbiancò riconoscendo sé stessa e Mauro la sera prima. Si stavano baciando intensamente; lui le palpava il seno sopra la camicetta con una mano e il sedere con l’altra, lei aveva una mano sul suo petto e l’altra che stringeva il suo pacco sopra i suoi jeans. Si staccarono: lui armeggiò con la cintura per calare i pantaloni e lei si voltò piegandosi a novanta abbassando la gonna e le mutandine. Mauro già duro glielo mise dentro immediatamente e lei assunse un’espressione di puro piacere verso la finestra del bagno.
Fu tutto molto rapido: una manciata di colpi e poi lui le disse che stava per venire. Lei si staccò ed accovacciandosi finì con la bocca ricevendo la sua sborrata, ingoiando col sorriso.
Il video si interruppe così.
Maddalena aveva il cuore che batteva a mille, le sembrava di aver trattenuto il respiro per tutto il tempo, aveva le mani sudate tremanti mentre elaborava ciò che aveva appena visto.
I suoi pensieri furono interrotti da un nuovo messaggio da parte di Luigino che leggeva “E’ venuto bene vero ahahahaha si vede tutto” a cui seguivano varie emoji di risate.
Maddalena digitò senza pensare “Perché hai fatto quel video?”.
Luigino rispose dopo qualche istante “Perché sei molto bella, tutti i ragazzi del gruppo lo pensano e gli farebbe piacere vederlo”.
“Aspetta per favore. Parliamone di persona”.
“Va bene. Sono ancora qui dove eravamo prima”.
Maddalena si rivestì dello stesso abitino bianco che indossava prima avvertendo un ulteriore brivido al contatto col tessuto umido. Prese a pedalare forte e dopo meno di cinque minuti raggiunse la spiaggia.
Il baretto era chiuso con le luci spente e la spiaggia era illuminata esclusivamente dalla luce della luna piena.
Lo trovò seduto nella medesima sedia in cui lo aveva lasciato: se ne stava spaparanzato col telefono in mano e Maddalena capì che stava riguardando lo stesso video a ripetizione.
-Luigino?- lo chiamò lei con voce tremante.
Lui alzò lo sguardo e le fece un sorriso terribile -Sono felice che sei tornata-
Lei rimase immobile senza sapere cosa altro dire, lui le si avvicinò e la prese per mano.
-Vieni con me- le disse incamminandosi verso la boscaglia e lei si lasciò portare.
Avanzarono per qualche minuto fin quando raggiunsero un tavolo di assi di legno con due panche annesse mezzo nascosto in una piccola radura tra gli arbusti ed i pini marini lontano da tutto e da tutti. La luna piena illuminava come un lampione sopra di loro. Luigino sedette sulla panchina appoggiando la schiena al bordo del tavolo impolverato dalla salsedine, Maddalena sedette di fianco a lui, un po’ staccata da lui tenendo le mani incrociate sulle gambe.
-Perché hai fatto quel video?- chiese di nuovo lei tra i brividi.
-Te l’ho già detto: perché sei bella e mi piace guardarti- rispose lui secco.
-Sai che non è giusto riprendere le persone di nascosto, vero?- chiese lei cercando di essere conciliante.
-Si ma a me piaci e poi piaci anche agli altri ragazzi del gruppo. Sarebbero felici di vederlo anche loro-
-No ti prego- disse Maddalena sentendosi raggelare.
-Non vuoi che siano felici? Devo essere felice solo io?-
-No... Cioè... Non è questo il modo-
-Però io posso essere felice si?-
-Sì ma non così Luigino, per favore-
-Tu mi piaci, mi rendi felice. Questo video mi rende felice. Ma io voglio essere ancora più felice con te. Voglio essere felice come Mauro-
-Come Mauro?- chiese lei confusa.
-Sì, Mauro era tanto felice in quel video. Lo voglio anche io. Se puoi farmi così felice il video non mi serve più-
Maddalena si fermò a pensare: lo avrebbe baciato, tanto non lo avrebbe saputo nessuno. Luigino sarebbe stato felice e fine della storia.
-Va bene ti rendo felice- rispose lei
-Sì! Sì!- rispose lui entusiasta -Sono pronto- disse girandosi verso di lei.
Maddalena trasse un lungo respiro, si chinò verso di lui e gli diede un bacio a stampo sulle labbra, poi si ritrasse.
-Non così!- protestò lui rabbuiandosi -Fallo bene come con Mauro!-
-Ok…- rispose lei mormorando, più per incitare se stessa che non come risposta a Luigino. Stavolta chiuse gli occhi e lo baciò davvero.
Luigino non perse un istante e infilò la lingua nella bocca a cercare la sua. Chiaramente non aveva mai baciato prima perché la muoveva all’impazzata, oltretutto le aveva preso la testa tra le mani e la teneva serrata in quella posizione.
Maddalena si obbligò a rispondere al bacio anche se fortemente disgustata dai modi e dal suo alito pestilenziale che le invadeva le narici.
Stavano continuando quello scambio quando Maddalena sentì la mano di Luigino stringerle un seno sopra il top. Lei sgranò gli occhi e si staccò immediatamente.
-No Luigino questo non va bene- disse cercando di essere autoritaria.
Luigino aveva una faccia delusa che si tramutò ben presto in rabbia -Va bene. Allora facciamo contenti anche gli altri- ed estrasse il proprio telefono.
-No aspetta Luigino, ti prego!- esclamò lei alzandosi cercando di fermarlo ma lui la respinse con non troppa fatica.
Maddalena venne sopraffatta dalla disperazione: se quel video fosse finito sul gruppo per lei sarebbe finita. Chissà cosa avrebbero pensato di lei tutti gli altri. Magari l’avrebbero girato ad altre persone e Mauro sarebbe sparito dalla sua vita.
-Scusami Luigino, lo faccio, davvero lo faccio!- si ritrovò lei a supplicare.
Luigino si bloccò, ancora col telefono in mano.
-Non voglio più sentire “No”. Io voglio essere felice e tu mi farai felice- rispose lui imbronciato.
-Va bene Luigino… scusami…- rispose lei abbassando la testa.
-Brava. Togli- disse lui.
Maddalena era confusa. -Togli cosa?-
-Tutto- rispose lui sbuffando -voglio vederti tutta. Dal video non si vede-
Maddalena arrossì improvvisamente nonostante fosse piena estate le parve facesse freddo. Con mani tremanti abbassò la gonnella a terra rimanendo col perizoma bianco, poi si voltò e si sfilò il top verso l’alto. Poi si voltò di nuovo lasciando il suo seno alla completa vista di Luigino.
Lui la fissò a bocca aperta e con gli occhi sbarrati. Maddalena fece per coprirsi con un braccio ma uno sguardo improvvisamente torvo di Luigino la fece desistere.
-Sono belle. Bellissime- commentò lui alzandosi e buttandocisi sopra.
Le prese con le mani, con le sue mani fredde e sudaticce che le fecero venire ulteriormente la pelle d’oca, le soppesò, se ne riempì le mani e poi iniziò a giocherellare con i suoi capezzoli sporgenti come chiodini. Li prese con le dita, stringendoli appena. A Maddalena sfuggì un gemito e Luigino si bloccò.
-Anche tu sei felice allora- disse prima di riprendere a strizzarli con più foga -Felice con me-.
Maddalena avrebbe voluto rispondere che non era vero, che era solo una risposta fisiologica del contatto in quel luogo ma non ne ebbe il tempo perché Luigino iniziò a succhiarli avidamente.
Maddalena si sentì perdere la ragione: il modo in cui la sua lingua la accarezzava le faceva perdere il contatto con la realtà. Si ritrovò ad ansimare e lui ne approfittò facendo scorrere una mano sotto la sua mutandina penetrandole con un dito la sua vagina depilata.
L’aveva depilata per Mauro ma lui dalla fretta che aveva impiegato non aveva apprezzato lo sforzo più di tanto.
Mentre con un dito la penetrava, con il pollice le stuzzicava il clitoride. Con quella combinazione Maddalena perse il controllo del proprio corpo, le gambe le cedevano e gettò le sue braccia attorno al collo di Luigino che le ansimava nell’orecchio.
Non resistette a lungo o forse il suo corpo non voleva resistere affatto, dopo qualche istante venne colta da un orgasmo che la lasciò senza fiato e le fece cedere completamente le gambe facendola finire in ginocchio a terra di fronte a lui sudata e ansante.
-Esatto Maddy, è questo che intendo. Io ti so rendere felice. Adesso tocca a te- disse Luigino arretrando di un passo.
Maddalena ancora stravolta dall’orgasmo sentì il fruscio dei suo bermuda che si abbassavano ed il tonfo di lui che sedeva pesantemente sulla panchina.
Alzò debolmente la testa e quello che vide la fece rimanere di stucco. Luigino era dotato, troppo dotato.
Non poteva nemmeno essere definito come semplice pene, quell’arnese che si ergeva tra le sue gambe oltre ad essere lungo era anche largo.
Ancora inginocchiata, Maddalena si avvicinò posizionandosi tra le sue gambe e allungò una mano per afferrarlo. Rimase scioccata nel constatare di non riuscire a circondarlo completamente.
Lo aveva preso dalla base, tra la folta peluria che ricopriva anche i grossi testicoli e le pareva che scottasse a contatto con la sua pelle.
A guardarlo più da vicino, con quelle grosse vene che lo percorrevano e il prepuzio che ancora ricopriva quasi totalmente il glande le ricordò un vero e proprio salame da macelleria.
Percorse con la mano la sua asta e lo impugnò nuovamente più vicino alla punta dopodiché iniziò a scoprire il glande.
Le si gelò il sangue a quella visione: la sua cappella grossa e violacea era uniformemente ricoperta da una crema bianca viscosa mentre nei contorni, dove poteva ristagnare, questa assumeva tonalità più giallognole. L’odore era nauseabondo, come quello di un cestino dei rifiuti organici.
Iniziò a masturbarlo e lo sentì tendersi e irrigidirsi di più, Luigino sbuffava estasiato.
-Brava, così- disse lui con un sussurro mentre il movimento della mano che copriva e scopriva lentamente il glande faceva sì che lo smegma facesse delle bolle che scoppiavano tra un movimento e l’altro.
Dal suo glande uscì un rivolo di presperma che le colò sulla mano.
Cercando di ignorare il disgusto Maddalena aumentò il ritmo sperando di concludere con una sega.
D’improvviso Luigino le afferrò il polso -Basta. Adesso come Mauro-.
-Ti prego Luigino, non posso… è orribile- rispose lei disperata capendo a cosa lui si riferisse.
-Shhhh- le rispose lui mettendole una mano sulla testa -Succhialo-
La tirò verso di sé e Maddalena si arrese nuovamente, dischiuse le labbra e lo accolse in bocca.
Immediatamente quello smegma nauseabondo le si attaccò ovunque sulla superficie interna della sua bocca: sui denti, sulla lingua, sul palato, ovunque.
Era così viscoso che le ci vollero parecchie pompate per mandarlo giù mentre gli succhiava il cazzo.
Più il tempo passava più perdeva l’inibizione di quello che stava facendo, quella verga non era più disgustosa anzi diveniva a poco a poco sempre di più il suo contatto sicuro con la realtà. Senza rendersene conto iniziò ad accelerare il ritmo, a prendere confidenza. Lo afferrò saldamente con entrambe le mani e diede spazio alla propria esperienza.
Aprì gli occhi ad incrociare quelli di Luigino, lui le sorrideva beato e trovò conferma di quel pensiero che stava crescendo dentro di lei: stava andando bene, era brava.
D’un tratto lo sentì irrigidirsi ancor di più: Luigino stava trattenendo il respiro.
Maddalena capì istintivamente che sarebbe venuto ma non ebbe modo di staccarsi perché la mano sulla sua testa glielo impediva.
Sentì arrivare la prima scarica direttamente nella bocca, era copiosa e bollente. Non avendo altra scelta iniziò ad ingoiare ma non fu sufficiente.
Dopo la prima scarica ne seguirono altre altrettanto copiose e lei sentendo di starsi strozzando si divincolò tuttavia non poté allontanarsi molto che Luigino ancora in trance la teneva saldamente per i capelli.
Venne investita sul viso, sui capelli e sulle tette da una quantità inconcepibile di sperma viscoso che miracolosamente non le finì negli occhi.
Luigino la lasciò finalmente andare sbuffando forte per lo sforzo e lei si ritrovò seduta sui suoi talloni ansimando a cercare di comprendere l’accaduto.
-Brava Maddy, sei stata bravissima- disse lui tra uno sbuffo e l’altro –Come le amiche di mio zio, lui le chiama “le sue puttane”. Quindi tu sei la mia puttana vero?-
Maddalena non riusciva a rispondere, si sentì prendere di peso e sollevare dolcemente. Luigino senza apparente sforzo la depose di schiena sul tavolino.
-Prima ti ho fatta felice io, poi mi hai fatto felice tu. Adesso insieme- disse Luigino.
-Aspetta… cosa…- fu l’unica cosa che riuscì a dire Maddalena prima di iniziare a sentire una pressione tra le sue gambe.
Luigino non aveva finito, era ancora duro.
Le puntò il glande ancora gocciolante tra le labbra ed iniziò a penetrarla piano. Lei si irrigidì subito, non sarebbe riuscita a gestire un cazzo del genere.
-Aspetta Luigino… il preservativo…- disse Maddalena debolmente, cercando di temporeggiare.
Lui non rispose, le prese le caviglie e se le pose a contatto con le spalle, la afferrò saldamente per i fianchi ed entrò deciso.
Sebbene Maddalena dopo tutto il trascorso fosse ormai ben lubrificata, quella velocità e quella violenza nella penetrazione le tolse il respiro.
Luigino iniziò sin da subito a scoparla furiosamente con quella verga bollente che le faceva perdere la ragione. Ad ogni affondo le pareva di andare in apnea.
-Sì… così… la mia…puttana- ripeteva Luigino a ruota tra un colpo e l’altro mentre le sue gocce di sudore le piovevano sull’addome.
Senza fermarsi lasciò la presa dai suoi fianchi, le prese i polsi e le portò le mani a tenergli la base della sua asta. Lei si accorse così che la stava scopando solo con metà della sua lunghezza ed iniziò a gemere di piacere.
-Mi piace vedere le tue tette che ballano per me- commentò Luigino con un ghigno subito prima di chinarsi su di lei per succhiarle nuovamente il capezzolo sinistro.
Maddalena lo odiava con tutta se stessa. Odiava che avesse approfittato di lei. Odiava quello che le stava facendo. Ma contemporaneamente era nella completa estasi.
–Non… venire…dentro… ti prego…- è tutto ciò che le uscì dalla bocca.
Man mano che andava avanti sentì crescere dentro di lei quella sensazione che aveva assaporato solo pochi minuti prima: il calore che preannunciava l’arrivo dell’orgasmo.
Luigino rallentò il ritmo di penetrazione e lei lo sentì: lo sentì tendersi ancora di più dentro di lei, come se potesse gonfiarsi ancora di più. Poi perso da ciò che stava per arrivare le morse il seno attorno all’areola che stava succhiando.
Maddalena trasalì e urlò per il dolore e lo stupore mentre le scaricava dentro un’altra copiosa sborrata bollente.
Quello fu per lei l’interruttore che le scatenò l’orgasmo più potente che aveva mai provato.
Vennero insieme, ansimando entrambi come dei mantici, madidi di sudore sotto la brezza leggera che veniva dal mare.
Lentamente Luigino si risollevò e si sfilò da lei. Il sentirlo uscire le fece sembrare di sentire di essere stata quasi eviscerata.
Luigino si scansò e iniziò a rivestirsi. Maddalena si tirò a sedere e vide colare il seme di Luigino prima sul tavolo di legno e poi a terra.
-Luigino… ti avevo detto non dentro… - disse lei stravolta.
-Non fa niente- le rispose lui sorridendole mentre si riallacciava i bermuda.
Maddalena rimase attonita per la sua risposta, poi lo vide voltarsi e iniziare a camminare.
-Aspetta Luigino! Lo cancelli il video?- disse lei disperata.
-Ci vediamo domani- le rispose lui senza voltarsi, ora più distante.
-Il video! Devi cancellare il video! Avevi detto…- urlò lei senza fiato.
-Ciaoooo!- le gridò lui con tono allegro sparendo nel buio.
Maddalena rimase ancora qualche istante a fissare il punto dove Luigino era svanito, poi scese dal tavolo constatando la debolezza che aveva nelle gambe. Raccolse i due pezzi del suo vestitino e si rivestì. Tornò lentamente a dove aveva lasciato la bici e pedalò dolorosamente sino al bungalow senza riuscire a sedersi sul sellino.
Non appena arrivata si fiondò in doccia e ci mise un bel po’ a ripulirsi del suo seme di cui era piena sia dentro che fuori.
Uscita dalla doccia ebbe appena la forza di rivestirsi della maglietta e dei pantaloncini prima di crollare senza forze sul materasso.
Ma prima di essere abbracciata da Morfeo un ultimo pensiero le attraversò la mente: era nelle sue mani.
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