Agguato

di
genere
dominazione

Mi sveglio di soprassalto e ci sono due uomini sopra di me. Sono sopraffatta, non so cosa fare, provo a urlare ma ho dello scotch sopra la bocca. Sono nel panico, urlo ma non si sente altro che mugugni disperati. Provo ad alzarmi ma sono bloccata. Delle corde legano le mie braccia agli angoli del letto, sulle mie gambe il peso dei due uomini. Hanno tute nere e delle bandane scure sopra il volto. Vedo solo i loro occhi. Non dicono nulla, mi schiaffeggiano quando provo a dimenarmi, continuano. Non la smetto e uno mi prende per il collo, punta i suoi occhi nei miei e mi intima di smetterla, senza dire nulla, senza un filo di voce, i suoi occhi mi fanno capire. Cerco di calmarmi, forse non vogliono farmi del male. Ma mi rendo conto che è troppo tardi: hanno un coltello e tagliano la mia maglietta, le mie mutande, nel giro di un minuto sono completamente nuda e alla loro mercè. uno inizia a baciarmi sul collo, da lì si muove e scende. L’altro armeggia con qualche oggetto, quando me ne rendo conto è troppo tardi: infila con forza un dildo nel mio culo, un urlo spontaneo mi esce, lacrime mi scendono sulle guance. Si toglie la bandana, sta ridendo. Inizia solo allora a accarezzarmi, mi tocca ovunque. Mi accarezza il pube, è agghiacciante la sua dolcezza nel farlo, non c’entra niente con la scena che sta andando in onda, cosa sta succedendo. Mi piace. Sono allibita dalle mie sensazioni, da quello che sento; brividi iniziano a scendere dalla schiena, dalle labbra, dal culo dolorante. Se ne accorgono. Si guardano e l’unica cosa che dicono, in tutto questo tempo è “allora sei davvero una puttana, non ci siamo sbagliati”. Io sono allibita, chi sono? Cosa vuol dire? Si sbagliano è evidente. Ma io sto iniziando a godere. Il dildo viene spinto dentro e fuori dall’uomo, che ora sta di fronte alle mie gambe divaricate e si sta aprendo i pantaloni. Me lo fa sentire, è grande e duro. Lo voglio. Ma lui aspetta. Il secondo uomo si gira verso di lui, si è completamente denudato, non me ne sono neanche accorta. Ora si gira e mette il suo colo sopra la mia faccia, sedendosi di peso su di me. Mi accarezza tutta la faccia con il suo cazzo, poi si rigira, mi viene vicino e guardandomi mi fa segno col dito di stare zitta, altrimenti mi indica qualcosa sul comodino alla mia destra, mi gira la testa e vedo una pistola appoggiata sul ripiano. Panico. Sarò muta. Lo prometto. Mi toglie lo scotch, si rigira e mi ficca il suo cazzo in gola. Lecco e succhio al meglio delle mie possibilità, è seduto su di me, mi manca il fiato, e contemporaneamente sento che mi tocca le tette, le lecca, le morde, mi bacia la pancia e si dirige verso la vagina, dove l’altro uomo sta continuando a strofinarsi. Ora sono pronti. L’altro entra di colpo, facendomi mancare il fiato, e il secondo mi inizia a massaggiare con le dita il clitoride, mentre io continuo ad avere il suo cazzo in bocca. Dura qualche minuto ma poi questo si alza e mi lascia respirare, vuole che dia la giusta attenzione a chi mi sta penetrando. Gli affondi del cazzo continuano senza sosta, in profondità, forti e con ritmo costante. Il dildo nell’ano viene tolto. Sono esanime, inizio a non capire più nulla. La mia figa è aperta ormai, spalancata dalla penetrazione e dietro, nel culo, mi sento ancora pulsare dall’inserimento forzato del dildo. L’uomo sta per finire, sta accelerando, e inizia a mordermi un capezzolo mentre con le mani mi tiene ferma sul letto: morde forte, sento un dolore acuto, diventa sempre più veloce negli affondi e finalmente, viene. Mi viene dentro, riempendomi di sperma e poi esce subito per finire sul mio stomaco. Sono sconvolta, il mi capezzolo ora sanguina, un dolore acuto e persistente. Non se n’era accorto neanche lui di avermi ferito, guarda il seno e non capisce cos’è successo. Qualche istante e mi sento rivoltata di peso, hanno tolto i nodi delle corde e mi hanno unito le mani di fronte al viso, come ammanettata. Mi girano e mi ritrovo inginocchiata sul mio stesso letto. L’uomo che mi è appena venuto dentro si stende sul letto, prende la pistola e indica il suo cazzo, mi fa segno di avvicinarmi e di prenderlo in bocca. Inizio a leccarlo con attenzione: lecco prima le palle, poi mi dedico all’asta, e con le mani congiunte ne tengo la base. Poi me lo ficco tutto in bocca e lui sento che mi spinge la testa a fondo, mi manca l’aria. Lo capisce, ma mi tiene così per almeno una trentina di secondi. Poi mi libera, io mi rialzo di poco e tossisco, riprendendo fiato. Poi mi rispinge giù, meno, così che io possa continuare la mia attività. All’improvviso sento che il letto si muove, è l turno dell’altro uomo, che si mette dietro di me, e inizia senza preamboli a penetrarmi. Non può saperlo, ma io godo tantissimo a venire presa così. Inizio a gemere, so che a breve verrò, è matematico se mi prendi così. Lo sento dentro fino in fondo, le sue mani sui miei fianchi a dirigere il movimento, poi si spotano sulla mi schiena, mi tengono piegata, mi accarezzano il culo. Continua a penetrarmi a fondo, sento tutte le pareti che vibrano di questi affondi, sento i brividi che risalgono, il mio cuore batte forte. Ora le sue mani sono sui miei seni e lui si china su di me per raggiungerli meglio. Quando mi prende il capezzolo ferito fra le dita urlo. Dolore e piacere sono legati, non capisco più niente. So solo che sono eccitata, mi continua a prendere con forza, mi sbatte sempre più veloce, io cotninuo a leccare il cazzo dell’altro, sono esanime non ce la faccio più. Sempre più veloce, sempre più veloce e poi ecco. Un’esplosione, le mie urla di piacere, la pistola dell’altro contro la mia guancia.
scritto il
2026-02-13
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