Io e il mio barbiere
di
Betn
genere
gay
Era una mattina di primavera come le altre. L'aria dei fiori nell'aria, il cielo limpido, le rondini che svolazzavano e gli ormoni a palla. Quella mattina fu il mio primo incontro con Gianni, il mio barbiere.
Io avevo bisogno di un nuovo barbiere poiché quello precedente si era trasferito in un'altra città e così un mio amico mi fa "Oh Daniele perché non provi il mio? È bravo" e così accettai il consiglio di questo mio amico ed entrai la prima volta nel salone di quello che di li a poco sarebbe diventato il mio sogno più proibito. Mi trovai sto ragazzone: capelli ricci occhi chiari, carnagione chiara, brb non troppo folta, magro con un po' di pancetta, indossava dei jeans stretti e vi lascio immaginare il resto... mi accolse con un sorriso di benvenuto. "Ciao sono Gianni accomodati pure, finisco il cliente e arrivo subito da te" a malapena riuscì a guardarlo negli occhi e a rispondergli. Seduto lo osservavo lavorare, mani grandi, serio in viso e un movimento rapido e preciso. Provai già dalla prima volta un sussulto. Mi accomodo alla postazione e iniziamo a parlare, a presentarci e sul perché e come mi trovavo lì. Insomma un po' per abitudine un po' perché mi piaceva guardarlo diventò un abitudine andare da lui. Amavo sentire il suo profumo, le sue mani tra i miei capelli e il suo piccone che toccava il mio braccio mentre mi tagliava i capelli. Passarono anni e la confidenza ovviamente si approfondí tant'è che una sera si trattenne apposta per me oltre l'orario di chiusura per tagliarmi barba e capelli. Parlammo del più e del meno quella sera e della mia giornata lavorativa conclusa qualche minuto prima. Quella sera scopri un lato di Gianni: era un grandissimo porco. Presi il mio cellulare, andando su uno dei miei social casualmente uscì l'immagine di una tipa con un sedere enorme a bordo piscina. Il suo occhio cadde li in quel momento e mi fa "chi è sta porcona guarda che culo mamma mia" iniziò a descrivere i dettagli di come si sarebbe scopato quel culo. Io non credevo alle mie orecchie avevo voglia di tirarmi giù i pantaloni e dirgli "usa questo è sfogati" il discorso finí perché io cambiai discorso, perché stava diventando incontrollabile, dopo aver parlato d'altro tornò sul discorso "prima guardando quel culo mi è venuta troppa voglia, sono arrapatissimo giuro" non risposi, feci un ghigno e dissi "ehh ste donne non ci fanno capire un cazzo" io finto etero perché vivendo in una piccola provincia nessuno sapeva che fossi gay. I giorni passavano e io non smettevo di pensare a quel momento e a segarmi immaginando come sarebbe stato scoparmelo in quel momento con la porta chiusa a chiave e il silenzio fuori. Passarono mesi e la confidenza si fece più solida, si parlava di attualità, di sport, di cronache, di pettegolezzi e di sesso... Mi diceva i dettagli di cosa gli piaceva fare e udite: le misure del suo cazzo. Ora io talmente preso che con il tempo gli ho fatto capire che mi interessava troppo, almeno vedere il suo uccello che a detta sua era grosso e lungo. Passarono gli anni, ovviamente i discorsi sempre più spinti, si guardava porno e si facevano battute a doppio senso (non vi dico quante seghe su quelle battute che mi faceva del tipo non piegarti che poi lo sa come va a finire, oppure il mio si alza se voglio lo metto anche a te)
Un giorno, o meglio una sera d'inverno ero in preda al panico. Il giorno dopo avrei iniziato una nuova avventura lavorativa ed i miei capelli e barba erano un disastro. Prendo il cellulare e chiamo Gianni provando a trovare una soluzione e lui gentilmente si offrí volontario nel venire a casa mia a sistemarmi i capelli.
Entrò in casa mia guardandosi intorno e mi fa "bella casetta, che relax abitare da solo immagino" tutto questo con una mano nei pantaloni mentre si toccava le palle. Io basito però vabbè. Gli faccio vedere dove metterci per farlo lavorare ma lui prima di iniziare mi fa "dov'è il bagno devo pisciare" e io gli indico la direzione. Ci va, dopo qualche minuto mi chiama e mi intima di raggiungerlo per lavare i capelli. Apro la porta convinto di trovarlo accanto al lavandino e invece... La scena che mi trovai fu lui in piedi vicino alla vasca, col cazzone in tiro, tutto venoso e due palle gonfie che chiedevano aiuto. Mi guarda, rimane lì dov'era e mi dice con una voce più intensa del solito "è questo quello che volevi vero?"
Senza esitazione alzo il passo verso di lui, nemmeno il tempo di inginocchiarmi e gli prendo il cazzo in bocca e inizio a farmi scopare la bocca. Gli presi le palle in mano e con l'altra iniziai a segarlo fortissimo.
"CHE TROIA, IO LO SAPEVO DA TEMPO CHE LO VOLEVI"
"PORCO, CI HAI MESSO COSÌ TANTO A FARLO AVVERARE" rispondo io
"EH VOLEVO ESSERE SICURO, CI HO MESSO TEMPO, CHE PUTTANA SEI TUTTI QUEI DICORSI CHE MI FACEVI FACENDOMI CREDER CHE TI PIACE LA FIGA" disse lui con un tono scherzoso
E io "ESSI, TU NON SAI QUAN..."
con un gesto rapido e forzato mi schiattò il cazzo in gola prepotentemente e disse
"STAI ZITTA PUTTANA, ZITTA! LO VOLEVI ASSAGGIARE, ORA TE LO TIENI E ME LO LAVORI PER BENE.
Gli presi il cazzone con due mani e mi misi a succhiarglielo così forte che lui mi disse di andare piano che gli serviva. Dopo qualche minuto mi giro e gli prego di incularmi. Lo afferrai dal cazzo e lo porti in camera da letto, mi scopò il culo in una maniera animalesca. Ci dicevamo cose altamente sporche mentre me lo sbatteva in culo mi ripeteva quanto fossi troia e che meritavo litri e litri di sborra. Verso la fine gli pregai di venirmi dietro ma lui con l'indice mi disse di no, che dovevo ingoiare. Lo feci. Fu bellissimo. Dopo quella sera ho continuato ad andare da lui e ad avere rapporti occasionali e rari. Però mi piace provocarlo quando siamo soli, toccargli il cazzo e strisciarmi con il culo su di esso.
Io avevo bisogno di un nuovo barbiere poiché quello precedente si era trasferito in un'altra città e così un mio amico mi fa "Oh Daniele perché non provi il mio? È bravo" e così accettai il consiglio di questo mio amico ed entrai la prima volta nel salone di quello che di li a poco sarebbe diventato il mio sogno più proibito. Mi trovai sto ragazzone: capelli ricci occhi chiari, carnagione chiara, brb non troppo folta, magro con un po' di pancetta, indossava dei jeans stretti e vi lascio immaginare il resto... mi accolse con un sorriso di benvenuto. "Ciao sono Gianni accomodati pure, finisco il cliente e arrivo subito da te" a malapena riuscì a guardarlo negli occhi e a rispondergli. Seduto lo osservavo lavorare, mani grandi, serio in viso e un movimento rapido e preciso. Provai già dalla prima volta un sussulto. Mi accomodo alla postazione e iniziamo a parlare, a presentarci e sul perché e come mi trovavo lì. Insomma un po' per abitudine un po' perché mi piaceva guardarlo diventò un abitudine andare da lui. Amavo sentire il suo profumo, le sue mani tra i miei capelli e il suo piccone che toccava il mio braccio mentre mi tagliava i capelli. Passarono anni e la confidenza ovviamente si approfondí tant'è che una sera si trattenne apposta per me oltre l'orario di chiusura per tagliarmi barba e capelli. Parlammo del più e del meno quella sera e della mia giornata lavorativa conclusa qualche minuto prima. Quella sera scopri un lato di Gianni: era un grandissimo porco. Presi il mio cellulare, andando su uno dei miei social casualmente uscì l'immagine di una tipa con un sedere enorme a bordo piscina. Il suo occhio cadde li in quel momento e mi fa "chi è sta porcona guarda che culo mamma mia" iniziò a descrivere i dettagli di come si sarebbe scopato quel culo. Io non credevo alle mie orecchie avevo voglia di tirarmi giù i pantaloni e dirgli "usa questo è sfogati" il discorso finí perché io cambiai discorso, perché stava diventando incontrollabile, dopo aver parlato d'altro tornò sul discorso "prima guardando quel culo mi è venuta troppa voglia, sono arrapatissimo giuro" non risposi, feci un ghigno e dissi "ehh ste donne non ci fanno capire un cazzo" io finto etero perché vivendo in una piccola provincia nessuno sapeva che fossi gay. I giorni passavano e io non smettevo di pensare a quel momento e a segarmi immaginando come sarebbe stato scoparmelo in quel momento con la porta chiusa a chiave e il silenzio fuori. Passarono mesi e la confidenza si fece più solida, si parlava di attualità, di sport, di cronache, di pettegolezzi e di sesso... Mi diceva i dettagli di cosa gli piaceva fare e udite: le misure del suo cazzo. Ora io talmente preso che con il tempo gli ho fatto capire che mi interessava troppo, almeno vedere il suo uccello che a detta sua era grosso e lungo. Passarono gli anni, ovviamente i discorsi sempre più spinti, si guardava porno e si facevano battute a doppio senso (non vi dico quante seghe su quelle battute che mi faceva del tipo non piegarti che poi lo sa come va a finire, oppure il mio si alza se voglio lo metto anche a te)
Un giorno, o meglio una sera d'inverno ero in preda al panico. Il giorno dopo avrei iniziato una nuova avventura lavorativa ed i miei capelli e barba erano un disastro. Prendo il cellulare e chiamo Gianni provando a trovare una soluzione e lui gentilmente si offrí volontario nel venire a casa mia a sistemarmi i capelli.
Entrò in casa mia guardandosi intorno e mi fa "bella casetta, che relax abitare da solo immagino" tutto questo con una mano nei pantaloni mentre si toccava le palle. Io basito però vabbè. Gli faccio vedere dove metterci per farlo lavorare ma lui prima di iniziare mi fa "dov'è il bagno devo pisciare" e io gli indico la direzione. Ci va, dopo qualche minuto mi chiama e mi intima di raggiungerlo per lavare i capelli. Apro la porta convinto di trovarlo accanto al lavandino e invece... La scena che mi trovai fu lui in piedi vicino alla vasca, col cazzone in tiro, tutto venoso e due palle gonfie che chiedevano aiuto. Mi guarda, rimane lì dov'era e mi dice con una voce più intensa del solito "è questo quello che volevi vero?"
Senza esitazione alzo il passo verso di lui, nemmeno il tempo di inginocchiarmi e gli prendo il cazzo in bocca e inizio a farmi scopare la bocca. Gli presi le palle in mano e con l'altra iniziai a segarlo fortissimo.
"CHE TROIA, IO LO SAPEVO DA TEMPO CHE LO VOLEVI"
"PORCO, CI HAI MESSO COSÌ TANTO A FARLO AVVERARE" rispondo io
"EH VOLEVO ESSERE SICURO, CI HO MESSO TEMPO, CHE PUTTANA SEI TUTTI QUEI DICORSI CHE MI FACEVI FACENDOMI CREDER CHE TI PIACE LA FIGA" disse lui con un tono scherzoso
E io "ESSI, TU NON SAI QUAN..."
con un gesto rapido e forzato mi schiattò il cazzo in gola prepotentemente e disse
"STAI ZITTA PUTTANA, ZITTA! LO VOLEVI ASSAGGIARE, ORA TE LO TIENI E ME LO LAVORI PER BENE.
Gli presi il cazzone con due mani e mi misi a succhiarglielo così forte che lui mi disse di andare piano che gli serviva. Dopo qualche minuto mi giro e gli prego di incularmi. Lo afferrai dal cazzo e lo porti in camera da letto, mi scopò il culo in una maniera animalesca. Ci dicevamo cose altamente sporche mentre me lo sbatteva in culo mi ripeteva quanto fossi troia e che meritavo litri e litri di sborra. Verso la fine gli pregai di venirmi dietro ma lui con l'indice mi disse di no, che dovevo ingoiare. Lo feci. Fu bellissimo. Dopo quella sera ho continuato ad andare da lui e ad avere rapporti occasionali e rari. Però mi piace provocarlo quando siamo soli, toccargli il cazzo e strisciarmi con il culo su di esso.
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