Sesso con la cugina

di
genere
incesti

Il caldo esterno era quasi soffocante quell'estate sulla Costiera Amalfitana, ma Andrea se ne infischiava. Seduto sulla terrazza della villa di famiglia, con il portatile sulle ginocchia, navigava distrattamente su Bakeca.it. Le dita sudate scivolavano sul touchpad mentre passava da un annuncio di massaggi all'altro. Le foto di donne seminude promettevano relax e piacere, e sentiva un calore diverso, più intenso, crescere dentro di lui.

"Andrea, cosa stai guardando?" La voce di Elena lo fece sobbalzare. Si voltò di scatto, trovandola dietro di lui. Aveva 40 anni, ma il tempo sembrava averla solo resa più desiderabile. I capelli biondi le cascavano sulle spalle, e la sua maglietta bianca leggera lasciava intravedere i contorni di un seno prosperoso e sodo. La gonna di lino fino alle ginociglia le avvolgeva i fianchi in modo naturale, ma Andrea notò subito il dettaglio che lo fece tremare: nessuna linea di biancheria intima si disegnava sotto il tessuto.

"Niente, Elena. Solo annunci di massaggi," balbettò, chiudendo frettolosamente il laptop.

Lei sorrise, un sorriso enigmatico che non rivelava nulla dei suoi pensieri. Si avvicinò lentamente, i suoi passi silenziosi sulla terrazza. "Stai cercando di rilassarti? Forse potrei aiutarti io." Si chinò leggermente, e il profumo di agrumi e pelle abbronzata la investì. "Conosco qualche tecnica che ho imparato in un centro benessere lo scorso inverno."

Andrea sentì il cuore martellare nelle tempie. Era sua cugina, ma quel pensiero svanì presto, soppiantato da un desiderio più forte. "Davvero?" chiese, la voce roca.

Elena si allontanò verso il tavolo al centro del giardino, dove aveva lasciato una brocca di limonata. Si fermò con le spalle rivolte a lui, poi si voltò lentamente, i suoi occhi che lo scrutavano intensamente. "Sì. Ma solo se sei disposto a lasciarti andare completamente."

Si avvicinò di nuovo, questa volta più lentamente, ogni passo che aumentava la tensione nell'aria. Si fermò a pochi centimetri da lui, poi si chinò per raccogliere un gomitolo di filo caduto a terra. In quel momento, la gonna si sollevò leggermente, rivelando un attimo il fatto che non indossava mutandine. Andrea trattenne il respiro.

"Girati," sussurrò Elena, la voce quasi un ordine. Lui obbedì, le mani che tremavano leggermente sul tavolo da giardino.

Lei iniziò a massaggiargli le spalle, con movimenti lenti e decisi. "Rilassati," sussurrò, le dita che scavavano nei muscoli tesi. Andrea chiuse gli occhi, ma la sua eccitazione era palese. Elena sembrò accorgersene, perché i suoi movimenti divennero più audaci. Le sue mani scesero lungo la schiena, fino a sfiorare il fondoschiena.

"Elena..." mormorò lui, voltandosi di scatto. I loro occhi si incontrarono, e lui vide in lei lo stesso desiderio che provava. Ma lei si tirò indietro leggermente, un sorriso sfuggente sulle labbra.

"Cosa c'è, cugino?" chiese, la voce provocatoria. "Hai cambiato idea?"

Andrea sentì un'ondata di frustrazione mescolata a desiderio. Si alzò di scatto, afferrandola per i polsi. "No," ringhiò, la voce roca di passione. "Ma non giocare con me."

Lei rise, un suono basso e sensuale. "E se volessi?"

Senza pensarci due volte, la sollevò sul tavolo, spargendo la limonada sul legno. Lei emise un gemito, le gambe che si aprivano per accoglierlo. "Andrea," sussurrò, le mani che gli stringevano i capelli. Lui la prese da dietro, con un movimento rapido che la fece gridare. Il tavolo cigolava sotto di loro, mentre lui la possedeva con forza, i loro corpi che si univano sotto il sole caldo della Costiera.

"Elena, ti voglio," ansimava lui, i colpi che si facevano più profondi. Lei rispondeva con gemiti sempre più alti, le mani che si aggrappavano al tavolo. Sentì che stava per venire, e si fermò all'improvviso.

"Non ancora," sussurrò, aiutandola a scendere dal tavolo. Lei lo guardò con confusione, ma capì quando si inginocchiò davanti a lui. Con la bocca aperta, lo accolse, le labbra che si chiudevano intorno a lui mentre lui gemiva. Poi, con un urlo, venne, sentendola ingoiare tutto.

Si lasciarono andare sul prato, il respiro affannoso che si mescolava al suono delle onde. Elena si strinse a lui, il seno che premeva contro il suo petto.

"Non avremmo dovuto," mormorò lei, ma il sorriso sulle sue labbra diceva il contrario
scritto il
2026-01-23
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