Viaggio in moto 1

di
genere
etero

Mi svegliai quando i raggi del sole passarono attraverso le fessure della persiana e andarono a battere sui miei occhi, ancora stanchi nonostante fosse già mattina inoltrata. La serata precedente si faceva sentire, ero andato a bere qualcosa con dei ragazzi conosciuti sulla strada, anche loro felicemente motociclisti e anche loro in viaggio, solo che a differenza mia in gruppo. Io invece avevo deciso di farmi un viaggetto in solitaria con la mia vecchia ma fedele Yamaha fj1200, un quadricilindrico giapponese che porta benissimo i suoi 37 anni.
Ero partito il giorno prima da Torino, direzione sud Italia, senza nessun piano di viaggio, solo io, la mia moto, la strada e una direzione approssimativa e l'idea di percorrere meno autostrada possibile. Il giorno precedente avevo appunto percorso un centinaio chilometri quando incontrai in un bar in cui mi ero fermato a mangiare un panino e bere una birra questo gruppo di 5 ragazzi che stava andando a Marina di Massa perché il giorno dopo si sarebbero dovuti incontrare con la sorella di uno di loro, Marco, e delle sue amiche. Tra una chiacchera e l'altra decidemmo di fare la strada insieme e poi dato che non avevo piani precisi fui felice di unirmi a loro in una serata di goliardica bisboccia fra uomini, tra biliardino, birre e discorsi di sesso e moto. E fu anche così che decisi che il giorno successivo mi sarei fermato con loro al mare, perciò trovai un Airbnb nelle vicinanze e mi sistemai per la notte.
La mattina mi svegliai appunto con i primi raggi del sole, come da mia abitudine, anche se questa volta avrei dormito volentieri di più, ma decisi di andare a riposare in spiaggia mentre attendevo gli altri, con i quali ci eravamo dati appuntamento in tarda mattinata. La spiaggia libera era grande e poco frequentata, essendo inizio settembre anche se le temperature erano ancora alte in questa estate bollente che sembrava non finire più. Mi sistemai vicino a riva, per sentire il rumore delle onde che si infrange, la sabbia che si ritira e il profumo del mare. Stesi il mio telo di Marina Yachting bianco, il mio costumino a slip blu col le ancore disegnate (da buon livornese solo costumi a slip) e zaino come cuscino a leggere un libro che mi avevano consigliato, Guida per cauti viaggiatori alle lande desolate. Dopo un po', ed un bagno rinfrescante nel mentre, vidi arrivare un gruppo di ragazze di poco più di vent'anni, tutte molto carine, ma tra queste i miei occhi si focalizzarono su una ragazza non altissima, magra ma non troppo secca, insomma con le forme giuste, perché son sempre stato dell'idea che se palpo una gamba o un culo non devo sentire le ossa. Indossava un costume bianco a pois rossi, con il top a fascia. Il seno piccolo ma ben fatto, esattamente come piace a me, i capelli castani scuri mossi e lunghi come la criniera di una leonessa, gli occhi scuri, un nasino sexy e una bocca che sembrava fatta apposta per essere baciata. Anche le sue amiche erano molto carine, una bionda alta, molto appariscente  un costumino striminzito fucsia, poi altre tre ragazze, un'altra bionda e due more, carine anche loro, bei fisici, anche se niente che mi colpisse troppo l'occhio, eccetto che una delle due more aveva due tette enormi, che veramente era impossibile non notare e l'altra bionda molto magra un costume azzurro chiaro semitrasparente, quasi inadatto alla spiaggia.
Si sedettero a poca distanza da me, qualche metro, chiaccheravano e ridevano, e fortuna volle che più vicino a me si mise proprio quella con il costume a pois, mentre di fianco la bionda alta e poi le altre. Continuavo a leggere, ma lo sguardo spesso tornava a cadere sulla ragazza a me più vicina, le guardavo il corpo e non potevo fare a meno di immaginarlo sotto di me. Lei chiaccherava con la bionda al suo fianco, che essendo girata verso di me per parlare con l'amica dovette accorgersene perché si mise a ridacchiare, le disse qualcosa e così si girò brevemente anche lei a guardarmi, uno sguardo misto di imbarazzo e provocazione. Io penso che diventai rosso come un peperone perché in quel momento la mia mente la stava immaginando nuda e gemente, e ricominciai così a leggere mentre sentivo che le ragazze facevano qualche altra risatina.
Passò così un'oretta, quando i ragazzi della sera prima arrivarono, e Marco andò diretto verso la ragazza alta e bionda, che quando lo vide si alzò per abbracciarlo. Poi vide me ed esclamò che era proprio una bella coincidenza che ci fossimo messi vicini, raccontò del giorno precedente alla sorella e mi invitò ad unirmi a loro. La sorella, che scoprii chiamarsi Giulia mi guardò con un'aria maliziosa e mi salutò calorosamente, presentandomi le sue amiche Vanessa (l'altra bionda), Elisa (la tettona), Alice (quella col costumino trasparente che visto da vicino in effetti lasciava totalmente intravedere i capezzoli e la riga della figa) lasciando per ultima nella presentazione Laura, la mia "vicina di posto", e mentre me la presentò fece un sorrisetto divertito. Mi disse di avvicinare il telo e di unirmi volentieri a loro, e mentre anche gli altri si sistemavano presi il la mia roba e mi misi quindi vicino a Laura, la quale vista da vicina era ancora più bella e provocante, anche se la sua non era una provocazione volontaria, era proprio il suo sguardo che mi faceva vibrare ogni centimetro della mia pelle.
Gli altri ragazzi si erano sistemati chi vicino alle altre ragazze chi appena dietro, e le chiacchere ripresero velocemente tra tutti, parlando del più e del meno, dei giri in moto, della movida locale e di quanto fosse fantastico quel tempo fuori stagione. Ad un certo punto Vanessa disse che aveva caldo e doveva quindi tuffarsi, si alzò e si buttò in acqua, seguita a breve giro da tutti, anche da Laura che alzandosi mi regalò un'ottima visuale del suo bel culo, e prima di tuffarsi si girò a guardarmi come per dire "vieni o no?", io non aspettai di certo e in pochi secondi ero in acqua, mio elemento naturale e amato. Feci qualche bracciata verso il largo, poi tornai dagli altri e facendo finta di niente feci in modo di essere nuovamente vicino a Laura. Luca, uno dei ragazzi, tornò in spiaggia per andare a prendere una palla e ce la lanciò, cominciammo così a giocare con non grande talento ma tanto divertimento a schiaccia 7. Durante ciò Laura mi si avvicinò sensibilmente anche se non spudoratamente, dopotutto stavamo giocando a palla ed era normale stare più vicini. I nostri sguardi si incrociarono diverse volte, una delle quali quasi mi presi una pallonata dalla distrazione, e ciò scatenò in Laura un sorriso molto divertito. Io poco dopo approfittai di una palla che stava arrivando tra di noi per fare un salto, prenderla giusto toccandola e atterrare praticamente su Laura, tra le risate di tutti, anche se in quel momento i nostri corpi si toccarono, il suo petto contro la mia schiena e gambe contro gambe, e rimasero qualche istante più del dovuto così, scatenando in me una rapida reazione di piacere.
Giocammo un altro po' e poi ci andammo nuovamente a stendere, e non potei fare a meno di notare che a quel punto il costume di Alice era diventato totalmente trasparente, cosa che non passò inosservata neanche agli altri ragazzi che anche se non dissero niente si vedeva che apprezzavano.
La giornata passò velocemente, tra chiacchiere, risa, bagni e qualche birra. Io avevo pensato di riprendere la strada la sera stessa, ma dopo che decidemmo di andare a mangiare tutti insieme prolungai la mia prenotazione dell'alloggio e mi andai a cambiare per la serata. Ci trovammo in una pizzeria che conoscevano Marco e Giulia, e quando ci accomodammo feci in modo di mettermi vicino a Laura, e lei sembrò apprezzare la cosa. Lei aveva un crop top beige con le frange, era evidente che non portava il reggiseno anche se le frangette non permettevano di vedere il segno dei capezzoli, sandali con tacco alla schiava e un paio di mini shorts neri in jeans dai bordi strappati che quando era in piedi le arrivavano a metà culo. Devo ammettere che quando l'avevo vista arrivare prima faticai a non stare a fissarla continuamente.
Durante la vivace cena più volte le nostre gambe si strusciarono una contro l'altra anche se continuavamo a parlare tranquillamente con gli altri, e verso fine serata le misi una mano sulla coscia, accarezzandola dolcemente. Lei in risposta avvinghiò il piede alla mia gamba, in segno di apprezzamento. Ed io allora avvicinai la mano all'interno coscia e la strinsi, per poi dovermi fermare velocemente perché i ragazzi si erano messi a parlarmi, e facendo finta di niente mi staccai da lei e chiaccherai. Parlammo del giro in moto che volevo fare nei giorni successivi, ridendo del fatto che se continuavo così non sarei andato distante ma io dissi che in fondo il bello del non avere piani precisi era proprio quello. Mi chiesero dove alloggiavo e spiegai che avevo trovato un grazioso monolocale poco distante da lì.
Il locale verso metà serata aveva cominciato a mettere della musica, sicché ogni tanto qualcuno dei nostri si alzava a ballarne una, e fu in uno di quei momenti in cui tutti quanti guardavamo verso la "pista da ballo", che poi non era altro che uno spazio in mezzo ai tavoli, che sentii la mano di Laura sulla mia coscia, e poco dopo si andò a posare sul mio pacco, che nel frattempo era diventato duro. Avrei voluto prenderla e portarla in bagno in quel momento, avevo veramente voglia di lei. Ma invece arrivò Alice che ridendo mi prese per mano e mi disse di andare a ballare, trascinandomi con lei. Indossava un abitino bianco, che come da suo stile lasciava ben poco all'immaginazione. Ballammo un po', anche se spesso guardavo furtivamente in direzione di Laura. Lei faceva finta di niente, e dopo un po' venne anche lei a ballare invitata da Luca. Alice a tratti divenne più audace nel ballo, strusciandosi su di me, e devo ammettere che in un altro momento avrei ben gradito la cosa, ma in quel momento io volevo Laura, che vedevo invece ballare allegramente con Luca.
Ballando le nostre due coppie si avvicinarono, dicemmo qualche frase divertita e facendo finta di niente io presi Laura per mano e la invitai ad un ballo, e così ci scambiammo le dame e ricominciammo a ballare. Laura ballava disinvolta, ma con un volume che potevo sentire solo io mi disse "ah, così preferisci strusciarti con Alice?" "No - dissi io, totalmente privo di freni in quel momento - io vorrei strusciarmi con te, ma nudo e in un letto" lei mi guardò con uno sguardo che non sapevo se volesse uccidermi o scoparmi lì sul momento; mi sussurrò solo "aspettami da te, ho capito dove alloggi." Io avvampai, avrei voluto correre a casa in quel momento con lei, ma capii che c'era qualcosa per cui non potevo farlo eclatantemente, quindi continuai la serata ballando un po' con tutti e divertendomi, approfittando però di ogni momento vicino a lei. Essendo una disco-pizzeria la serata non finì tardissimo, e verso l'una uscimmo, qualcuno propose di andare da qualche altra parte ma io dissi che personalmente preferivo andare a dormire, e salutando tutti andai verso casa, lanciando un occhiata a Laura e sperando che mantenesse ciò che aveva detto, e lei mi fece brevemente un mezzo sorriso.
Arrivato a casa mi feci un bidè e mi misi sul divano ad aspettare leggendo il libro, pensando che magari alla fine non sarebbe venuta.
Passò una mezz'ora, quando finalmente il campanello suonò. Aprii la porta, era lei, bella come il sole. Le presi la mano e la feci entrare, tirandola a me, e finalmente la baciai. Le nostre labbra si incontrano, dapprima timidamente, poi si schiusero e le nostre lingue si unirono in una danza sinfonica. La strinsi, una mano tra i capelli e l'altra che scese finalmente sul quel culo che avevo tanto desiderato, lo accarezzai e poi lo strinsi con forza. Lei ansimò leggermente e questo mi eccitò ancora di più. La sollevai da terra continuando a baciarla, lei strinse le sue gambe intorno a me, e così la portai sul letto, dove lei mi tolse immediatamente la polo. Io feci scorrere le mani sulla sua schiena e le sfilai il crop top, godendo della vista di quei piccoli e meravigliosi seni. Non potei fare a meno di abbassare la testa e cominciare a baciarli, passando in ultimo dai capezzoli, mordicchiandoli e succhiandoli, facendoli diventare turgidi e sensibili. Lei nel frattempo mi stava stringendo i capelli e questo mi eccitava sempre più. La adagiai sul letto, la mia bocca scese sul suo ventre, mentre le mani correvano ai bottoni dei corti jeans per poi farli scorrere lungo le cosce, assieme al perizoma, e trovandomi finalmente con la bocca davanti alla sua fighetta nuda, completamente depilata. Mi inginocchiai davanti al letto, le presi le cosce e le divaricai leggermente, mettendomi i suoi piedi con i sandali alla schiava sulle spalle e leccandole l'interno coscia, il monte di venere, fino ad arrivare con la punta della lingua alle grandi labbra, facendola scorrere su tutta la lunghezza più volte, poi fermandomi sul suo clitoride, dilatando le labbra leggermente con le dita. Cominciai a succhiare e leccare, alternando momenti più delicati a momenti più intensi, lei ansimava e si muoveva leggermente e quando la sentii bella bagnata le misi dentro medio e anulare, lei gemette e spinse il bacino verso di me. Continuai a succhiare e muovere le dita dentro di lei, e lei rispondeva gemendo. Decisi che era l'ora di aumentare la stimolazione, quindi aggiungendo un po' di saliva per sicurezza a quella figa già completamente bagnata inserii dentro di lei anche l'indice. Lei mi mise le mani nei capelli e mi strinse con forza. Io cominciai a giocare dentro di lei, a penetrarla con le dita mente la continuavo a leccarle il clitoride. Il suo godimento aumentava, la sentii smettere di respirare e inarcare la schiena e stringermi ancora di più i capelli. Stava godendo ed io anche godevo del suo piacere, un momento fantastico. La mia mano libera salì verso il suo seno, giocò col suo capezzolo e poi lo strinse tutto con forza, mentre aumentavo anche la pressione con la mano e con la bocca. Lei inarcò ancora di più la schiena e iniziò a tremare leggermente mentre la mia lingua non voleva smettere di assaporare quel nettare.
Poi non ce la feci più, volevo sentirmi dentro di lei. Mi staccai da lei, mi slacciai e sfilai i pantaloni, feci per avvicinare il mio cazzo alla sua fessura ma lei si alzò a sedere e mi baciò, poi mi fece segno di sdraiarmi sul letto. Io lo feci, e lei mi baciò ancora, poi senza alcun preavviso scese diretta con la bocca sul mio cazzo e lo prese in bocca praticamente tutto, succhiando con forza. Io rimasi estasiato, me lo succhiò ancora un po', poi si staccò e mi baciò di nuovo, io pensai che adesso volesse scoparmi, e invece scese di nuovo con la bocca, questa volta mi leccò il collo e scese ai capezzoli e me lì succhiò, poi continuò l'esplorazione con la lingua, scendendo sulla pancia e infine alle palle, leccandomi e succhiando, cosa che mi fece impazzire. Poi tornò a dedicarsi al cazzo, succhiandolo e leccandolo mentre con la mano mi accarezzava le palle. Io ero estasiato dal piacere che mi dava, le misi una mano tra i capelli mentre l'altra le accarezzava la schiena. La sua mano poi dalle palle scese verso le mie natiche, ne strinse una, poi togliendosi un secondo dal mio cazzo si leccò un dito, e mentre tornava con la bocca a dedicarsi alla verga il dito scivolò tra le chiappe, andando a stimolarmi l'entrata dell'ano. Ero eccitato da morire e stavo godendo tantissimo, lei lo intuì e dopo un po' smise, perché non voleva finire già così. Mi guardò con quello sguardo da leonessa, quegli occhi scuri e profondi, quella bocca che avrei voluto baciare ininterrottamente fino allo sfinimento. Mi chiese se avevo un preservativo, io risposi di sì, poi però mi ricordai che ero in moto e non in macchina e che onestamente non avevo preventivato tutto ciò. Lei mi guardò un attimo, in dubbio sul da farsi, ma la voglia era troppa e così salì su di me e prima di metterselo dentro mi disse mi raccomando di non venirle dentro che non prendeva la pillola, che avrei potuto venirle dove volevo solo non in bocca che non le piaceva. Io annuii, non vedevo l'ora di entrarle dentro e inoltre non riuscivo a staccare gli occhi dai suoi. Lei continuando a fissarmi si sollevò leggermente, salì sul mio cazzo e mise la punta dentro di lei. La sensazione era stupenda, ma io volevo metterlo tutto dentro. Anzi, non volevo, ne avevo letteralmente bisogno. Lei però continuava a guardarmi con sguardo provocatore, il provai a sollevare il bacino ma lei si sollevò di conseguenza, sorridendo e non facendomi entrare neanche un millimetro di più. Stavo impazzendo, poi proprio quando non ce la facevo più si abbassò di colpo mettendoselo tutto dentro. Ci fu un esplosione di piacere. La sua figa sembrava fatta apposta per me, avvolgeva il mio cazzo perfettamente, stringendolo in quella magnifica insenatura bagnata e bollente. Cominciò a muoversi su di me, alternando momenti veloci ad altri lenti. Era bellissimo. E lei era bellissima così su di me. Le presi i seni tra le mani, quanto mi piacevano: lei sorrise, parve accorgersi del mio pensiero. Dopo un po' la tirai a me e la baciai, una mano tra i capelli e l'altro sul suo culo, a stringerlo e palparlo. Poi di colpo la rigirai sulla schiena e presi io in mano la situazione. Innanzitutto uscii, perché ero eccitatissimo e non volevo finire già. Scesi di nuovo con la lingua, godendomi tutta la pelle del suo corpo, e tornando poi a leccarla. Misi di nuovo dentro le dita, a questo punto era ancora più bagnata di prima e ne entrarono agevolmente quattro. Lei rispose alla cosa con dei forti gemiti ad ogni penetrazione di dita. Andai avanti così per un po', sentendola godere. Non c'era niente di più bello.
Poi la rigirai e la misi a 90. Lei mi disse immediatamente "il culo no!"; io non feci obiezioni, le misi una mano si fianchi e le penetrai quella splendida fighetta, tirandola a me con forza. Lei inarcò di più la schiena, allora io con la mano sinistra le presi i capelli e la tirai a me, mentre con l'altra le schiaffeggiai con forza il culo. Lei ansimò, allora mentre continuavo a tenerle i capelli con la destra le strinsi il collo, saldamente ma senza farle male e facendola inarcare verso di me. Vidi che a lei piaceva, le tirai leggermente i capelli di lato e la baciai, continuando a scoparla e a stringerla.
Poi la mano scese sul suo seno, prese con forza anche quello, strinsi un capezzolo, entrambi stavamo godendo di piacere, e le schiaffeggiai nuovamente la natica.
Poi uscii da lei e la girai di nuovo. Ridussi il ritmo per un paio di minuti mentre la baciavo, poi le presi le gambe, me le misi sulle spalle, le sollevai leggermente il culo con le mani e cominciai a scoparla nuovamente con forza e vigore. Questa volta non ce la facevo veramente più ero vicino all'apice del piacere, oltretutto sentire lei ansimare mi faceva uscire di testa. Le dissi che stavo per venire, le chiesi se potevo venirle sulle tette. Lei mi disse di sì, così uscii (a malincuore) da lei e abbassandole le gambe mi misi a cavalcioni su di lei col cazzo sopra alle sue tette. Lei cominciò a masturbarmi, e nel giro di pochissimo esplosi di piacere ed un fiotto di sperma le schizzò le tette, ma il getto fu forte e un po' le finì in faccia. Io la guardai, vederla con le mia sborra in faccia e sulle tette era una visione indescrivibile, poi però mi ricordai che mi aveva detto non in bocca, non sapevo esattamente cosa intendesse, quindi le chiesi imbarazzato scusa. Lei si mise a ridere, mi disse che non c'era niente di cui scusarsi e che andava benissimo, solo non le piaceva il gusto ma in faccia non c'era problema. La baciai, la sollevai e la portai fino nella doccia, che stranamente essendo un monolocale era enorme. Ci mettemmo sotto al getto d'acqua e ci lavammo accarezzando i nostri corpi e continuando a baciarci. Poi presi due teli e ci ascigammo prima di tornare a letto, nudi e stretti l'uno all'altra. Lei allora si incupì leggermente, le chiesi cosa ci fosse. Lei mi disse che forse non avrebbe dovuto, le chiesi se non le era piaciuto e lei si mise a ridere, però poi mi disse che non era da lei fare queste cose con gli sconosciuti. Io le dissi che non c'era problema, non doveva preoccuparsi di cosa poteva pensare la gente e che non c'era niente di sbagliato, e ridendo dissi anche che alla fine non eravamo più sconosciuti dopo tutta la giornata insieme! La abbracciai, la baciai e la strinsi nuovamente e dormimmo così tutta la notte.
Al mattino mi svegliai ancora abbracciato a lei, i nostri corpi che si toccavano, la accarezzai dolcemente e immediatamente il mio cazzo si inturgidì contro di lei....


Continua nel cap. 2
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2026-01-22
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