After dinner

di
genere
etero

Ormai è tardi, la mezzanotte é passata da un po’, siamo rientrati da una serata fuori a cena in un piccolo e accogliente ristorante in centro Milano. Abbiamo mangiato, bevuto una bella bottiglia di vino bianco fermo, abbiamo parlato delle nostre passioni e dei nostri progetti. Ora siamo rientrati a casa un po’ stanchi un po’ brilli con la consapevolezza che siamo la nostra scelta migliore. Tu indossi un cappotto lungo, grigio, ti aiuto a togliertelo in un gesto di cavalleria. Sotto hai un vestito nero accollato, i capelli ti cadono sulle spalle, il tuo profumo mi colpisce sempre. Mi avvicino al tuo collo cingendoti la vita da dietro. Ti bacio delicatamente, tu ti lasci coccolare dalle mie attenzioni. I baci diventano più intensi, i nostri corpi si avvicinano, le mie mani scivolano sul tuo corpo, i fianchi, la pancia, le spalle scivolando giù sulle tue braccia, di nuovo i fianchi, cominci e ondeggiare in modo sensuale emettendo qualche piccolo gemito di piacere. Le mia mano scivola sul tuo ventre e poi sul tuo pube incominciando ad accarezzarlo. Il mio cazzo ormai duro spinge attraverso i miei pantaloni e si appoggia al tuo bel culetto morbido, rotondo e succulento. Con la mano sollevo la gonna arrivando alle tue mutandine, posso sentire il calore della tua figa, il tuo clitoride si percepisce attraverso il tessuto. Comincio a sfregarlo con il medio e l’indice mentre tu cominci ad accarezzare la mia erezione cn la tua manina. Ti stringo le tette per tirati verso di me e sposto le tue mutandine fradicie dei tuoi umori per poter entrare delicatamente dentro di te. Gemi. Cominci a muovere il bacino al ritmo delle mie dita con il palmo percepisco la striscia di pelo che adorna il tuo pube. Aumento il ritmo della mia mano e aumentano i tuoi gemiti. La tua mano afferra saldamente il mio cazzo attraverso i jeans, e comincia a masturbarlo. La mia cappella pulsa dentro i boxer, ti spingo verso il tavolo della sala da pranzo, ti piego a 90, ti solevo il vestito e faccio scivolare il tuo perizoma sulle tue cosce facendolo cadere sulle tue caviglie dove delle scarpe nere lucide con un bel tacco lo accolgono. Il tuo sguardo malizioso e voglioso brama solo sentire il mio cazzo dentro di te. Mi slaccio la mia cintura in cuoio marrone e la sfilo dai passanti del pantalone, la ripiego in due tenendola insieme per le estremità, comincio a schiaffeggiare il tuo culo, facendoti gemere ad ogni colpo finché la tua pelle bianca non diventa bella rossa. La tua figa gocciola dei suoi umori hai voglia di sentire il mio cazzo dentro di te, me lo chiedi, lo esigi. Senti il rumore della zip che scende poco dopo senti il calore della mia cappella premere sulle tue grandi labbra, sei bagnatissima il mio cazzo entra dentro di te senza sforzo, tutto, subito, fino in fondo. Urli! Ti prendo per i capelli raccogliendoli in una coda, ti tiro verso di me e comincio a scoparti. Il mio cazzo caldo e duro riempie la tua figa facendo avanti e indietro mentre con la mano libera ogni tanto ti schiaffeggio ancora il culo. Ti piace sentirti un piccolo oggetto sessuale alla mia mercee. Ho voglia di guardarti in faccia mentre ti scopo, mi fermo e ti faccio sollevare, ti faccio scendere là zip del vestito e lo lasci cadere a terra ti slaccio il reggiseno che segue la stessa sorte del vestito, sollevi prima una gamba e poi l altra liberandoti ‘ impiccio dei vestiti e delle mutandine. Ti prendo per i fianchi facendoti girare, ti afferrò per il mento e ti comincio a limonare, le nostre lingue si intrecciano le tua mano prendere il mio cazzo e comincia a segarlo per bene, ti piace sentire la mia cappella calda e dura tra le tue mani. Ti prendo per e ti lancio sul tavolo le tue gambe si aprono spalancando la visione della tua figa gonfia e umida, ricomincio a scoparti, ti avvinghi al mio corpo cingendomi con le gambe dietro la schiena, ti prendo per il collo, godi, ansimi, sorridi compiaciuta, aumento il ritmo, ci fissiamo dritti negli occhi, finché non distogli lo sguardo per goderti il tuo orgasmo, urli come una vera troia, sei soddisfatta ma non del tutto, vuoi farmi venire, vuoi soddisfare tutte le mie perversioni. Prendi il mio cazzo e lo fai scivolare fuori dalla tua figa fradicia. Lo posizioni sul tuo culo e mi fai un piccolo cenno con la testa. Ci sputo sopra e comincio a spingere, urli un po per il dolore, facci piano, entro dentro delicatamente, urli ancora un pochino, ti sdrai di schiena sul tavolo e cominci a sgrillettarti, mentre io mi godo il tuo culo. Porto le tue gambe sulle mie spalle e tendendoti per le cosce ti faccio godere, spingo il mio cazzo dentro di te, godi tantissimo, una mia mano scivola verso la tua figa e togliendo la tua manina comincia a masturbarti, stiamo per venire entrambi, lo vedo dal tuo sguardo che vuoi sentirmi venire dentro di te. Sento la tensione salire dal mio cazzo, aumentò il timo e infilò il pollice che era sul tuo clitoride dentro la tua figa. Tu urli ripetutamente di piacere per il potente orgasmo che stai provando io esplodo in uno schizzo potente di sborra calda dentro il tuo culo. Esco subito e finisco di sborrarti addosso, gli schizzi di sborra finisco sulla tua figa, sulla tua pancia arrivando fino alle tue tette. Sei una piccole Troia ma come mi fai sborrare tu non mi fa sborrare nessuna.
di
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2026-02-02
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