Prima volta Cuck episodio 3
di
Bobbysand
genere
trio
Ci vestiamo senza parlare.
Io sento la gabbia sotto i pantaloni a ogni movimento, un promemoria costante di ciò che non posso fare. Non è dolore, è contenimento. Una presenza che mi tiene fermo, ridotto, ma da la consapevolezza del mio nuovo status in questo gioco.
Sulla poltroncina noto una busta con un'etichetta sopra " per Sofia" la apro e noto che all' interno ci son dei vestiti ben piegati,
regalo di Carlo per Sofia....
Passo la busta a Sofia che curiosa la apre dentro trova un abito estivo leggero di lino color pesca, morbido e fresco, perfetto per il sole del mattino e la passeggiata prevista. Il tessuto aderisce delicatamente ai fianchi, mette in risalto il culone pieno e rotondo senza essere volgare. La gonna è leggermente svasata, abbastanza corta da terminare pochi centimetri sopra il ginocchio, così ogni passo obbliga Sofia a muoversi con attenzione, facendo oscillare appena i glutei sotto il tessuto leggero.
Il corpetto è leggermente strutturato, con scollatura a V moderata, che lascia intuire il seno, generoso ma senza esagerare. Le spalline sottili lasciano le braccia libere, esponendo il collo e le clavicole con grazia. Sulla schiena, una leggera piega del tessuto crea un gioco di linee che esalta la curva morbida dei fianchi e la parte alta dei glutei.
Ai piedi, Carlo ha scelto sandali bassi, comodi ma eleganti, aperti sulle dita per mostrare i piedini di Sofia, perfettamente curati, smalto tenue rosa chiaro, un dettaglio pensato per attirare l’attenzione senza essere volgare. Camminare è facile, ma il piede resta elegante, visibile e delicato.
Sotto il vestito, il plug preme costante. Non è dolore, è una presenza sensoriale che le ricorda la posizione e la disciplina. Ogni movimento, ogni passo, ogni piega del vestito amplifica la sensazione.
Quando finalmente si sistema completamente, Sofia si guarda allo specchio. Il corpetto valorizza il seno, la gonna aderisce sui fianchi, la scollatura a V è elegante ma femminile, e i piedini delicati spuntano dai sandali. Ogni dettaglio scelto da Carlo è lì: culone, gambe, piedi, postura.
Ci dirigiamo verso la sala colazioni. Ogni passo di Sofia è consapevole, il plug muovendosi leggermente dentro di lei la costringe a camminare con il bacino leggermente teso. Ogni movimento rende il vestito più vivo, ogni curva più evidente. Prendiamo l' ascensore senza parlare, ma guardandoci, all' interno della cabina vi è una altra coppia che discute su quali escursioni fare quella mattina e su quali luoghi visitare, io distolgo lo sguardo da Sofia e guardo il display luminoso dell' ascensore indicare velocemente i piani e penso invece a quali "attività" faremo con Carlo..
Arriviamo al piano terra, salutiamo cordialmente la coppia che ha fatto il "viaggio" con noi in ascensore ed entriamo nella sala colazione. Carlo è già lì, seduto a un tavolo vicino, impeccabile. Lo sguardo percorre la sala, si ferma su di lei, scrutandola, prima sui piedi visibili e curati, poi sul sedere pieno e in mostra, e infine risale al viso.
Sofia fa un breve giro della sala scegliendo tra le varie pietanze esposte al buffet e dopo poco torna con il piatto riempito e si siede al tavolo. Sofia calcola l’angolo, sente il tessuto sui fianchi, la pressione del plug, mantiene i piedi eleganti nelle scarpe. Ogni gesto è amplificato dalla consapevolezza di essere osservata.
Carlo si avvicina, sorride appena, «Bel vestito», dice, apparentemente innocuo. Ma lo sguardo percorre ogni curva, ogni linea dei fianchi. Sofia deglutisce e sorride. Non deve rispondere: il corpo parla già per lei.
Io saluto Carlo e lo invito a sedersi con noi, lui amabilmente accetta l' invito e facciamo colazione assieme , parlando cordialmente del più e del meno.. A fine colazione dopo circa una mezz'ora Carlo dice dai alziamoci che iniziamo la giornata, mi sorride e guarda la mia patta dei pantaloni, ben consapevole della mia condizione e sfiora la mano di Sofia accarezzandola delicatamente.
Sofia si alza dalla sedia, ogni movimento è consapevole: il plug le ricorda la posizione interna, il vestito scivola sui glutei perfettamente, i piedini nelle scarpe sono visibili. Passando davanti allo specchio della sala, osserva il risultato: il colore pesca esalta la pelle, le linee dei fianchi e dei glutei sono perfette, i piedini delicati mostrati. Non sorride, ma non abbassa lo sguardo.
Io la osservo da un passo indietro. La colazione non è stata solo un pasto. È stata una prova di controllo, esposizione e tensione sensoriale, e Sofia l’ha superata.
P.s Storia esclusivamente di fantasia scritta solo per diletto da un amatoriale senza nessuna pretesa.
Chi volesse farmi sapere le sue opinioni, sensazioni, darmi un feedback sui racconti può scrivermi su Telegram
Feuerbach2022
Io sento la gabbia sotto i pantaloni a ogni movimento, un promemoria costante di ciò che non posso fare. Non è dolore, è contenimento. Una presenza che mi tiene fermo, ridotto, ma da la consapevolezza del mio nuovo status in questo gioco.
Sulla poltroncina noto una busta con un'etichetta sopra " per Sofia" la apro e noto che all' interno ci son dei vestiti ben piegati,
regalo di Carlo per Sofia....
Passo la busta a Sofia che curiosa la apre dentro trova un abito estivo leggero di lino color pesca, morbido e fresco, perfetto per il sole del mattino e la passeggiata prevista. Il tessuto aderisce delicatamente ai fianchi, mette in risalto il culone pieno e rotondo senza essere volgare. La gonna è leggermente svasata, abbastanza corta da terminare pochi centimetri sopra il ginocchio, così ogni passo obbliga Sofia a muoversi con attenzione, facendo oscillare appena i glutei sotto il tessuto leggero.
Il corpetto è leggermente strutturato, con scollatura a V moderata, che lascia intuire il seno, generoso ma senza esagerare. Le spalline sottili lasciano le braccia libere, esponendo il collo e le clavicole con grazia. Sulla schiena, una leggera piega del tessuto crea un gioco di linee che esalta la curva morbida dei fianchi e la parte alta dei glutei.
Ai piedi, Carlo ha scelto sandali bassi, comodi ma eleganti, aperti sulle dita per mostrare i piedini di Sofia, perfettamente curati, smalto tenue rosa chiaro, un dettaglio pensato per attirare l’attenzione senza essere volgare. Camminare è facile, ma il piede resta elegante, visibile e delicato.
Sotto il vestito, il plug preme costante. Non è dolore, è una presenza sensoriale che le ricorda la posizione e la disciplina. Ogni movimento, ogni passo, ogni piega del vestito amplifica la sensazione.
Quando finalmente si sistema completamente, Sofia si guarda allo specchio. Il corpetto valorizza il seno, la gonna aderisce sui fianchi, la scollatura a V è elegante ma femminile, e i piedini delicati spuntano dai sandali. Ogni dettaglio scelto da Carlo è lì: culone, gambe, piedi, postura.
Ci dirigiamo verso la sala colazioni. Ogni passo di Sofia è consapevole, il plug muovendosi leggermente dentro di lei la costringe a camminare con il bacino leggermente teso. Ogni movimento rende il vestito più vivo, ogni curva più evidente. Prendiamo l' ascensore senza parlare, ma guardandoci, all' interno della cabina vi è una altra coppia che discute su quali escursioni fare quella mattina e su quali luoghi visitare, io distolgo lo sguardo da Sofia e guardo il display luminoso dell' ascensore indicare velocemente i piani e penso invece a quali "attività" faremo con Carlo..
Arriviamo al piano terra, salutiamo cordialmente la coppia che ha fatto il "viaggio" con noi in ascensore ed entriamo nella sala colazione. Carlo è già lì, seduto a un tavolo vicino, impeccabile. Lo sguardo percorre la sala, si ferma su di lei, scrutandola, prima sui piedi visibili e curati, poi sul sedere pieno e in mostra, e infine risale al viso.
Sofia fa un breve giro della sala scegliendo tra le varie pietanze esposte al buffet e dopo poco torna con il piatto riempito e si siede al tavolo. Sofia calcola l’angolo, sente il tessuto sui fianchi, la pressione del plug, mantiene i piedi eleganti nelle scarpe. Ogni gesto è amplificato dalla consapevolezza di essere osservata.
Carlo si avvicina, sorride appena, «Bel vestito», dice, apparentemente innocuo. Ma lo sguardo percorre ogni curva, ogni linea dei fianchi. Sofia deglutisce e sorride. Non deve rispondere: il corpo parla già per lei.
Io saluto Carlo e lo invito a sedersi con noi, lui amabilmente accetta l' invito e facciamo colazione assieme , parlando cordialmente del più e del meno.. A fine colazione dopo circa una mezz'ora Carlo dice dai alziamoci che iniziamo la giornata, mi sorride e guarda la mia patta dei pantaloni, ben consapevole della mia condizione e sfiora la mano di Sofia accarezzandola delicatamente.
Sofia si alza dalla sedia, ogni movimento è consapevole: il plug le ricorda la posizione interna, il vestito scivola sui glutei perfettamente, i piedini nelle scarpe sono visibili. Passando davanti allo specchio della sala, osserva il risultato: il colore pesca esalta la pelle, le linee dei fianchi e dei glutei sono perfette, i piedini delicati mostrati. Non sorride, ma non abbassa lo sguardo.
Io la osservo da un passo indietro. La colazione non è stata solo un pasto. È stata una prova di controllo, esposizione e tensione sensoriale, e Sofia l’ha superata.
P.s Storia esclusivamente di fantasia scritta solo per diletto da un amatoriale senza nessuna pretesa.
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