Da una notte al bar a schiava puttana 7/

di
genere
dominazione

(storia di fantasia composta principalmente da dialoghi volgari e situazioni che possono essere viste come estreme. In ogni caso sono contro ogni tipo di violenza o situazione non consensuale. Non sono una brava scrittrice, cerco di descrivere tutto quello che mi eccita, accetto ogni consiglio e critica, la mia mail è helentrav@iname.com)


Indossati gli abiti del set 9 esco di casa, indosso gli auricolari per ricevere gli ordini e le indicazioni.

ESCI A PIEDI, VAI VERSO LA STAZIONE

Sono vestita in modo abbastanza normale, non da puttana. Le scarpe sono nere con un bel tacco, gonna appena sopra il ginocchio, camicia e giacca. A chi mi vede non desto particolare interesse, mi mescolo alla gente.
Nessuno sa che ho in culo il plug e due sborrate abbondanti.
Arrivo in stazione e mi arriva un biglietto sul telefono, cerco il mio treno e salgo. È un treno veloce di quelli nuovi. Quando mi siedo sento il plug che mi preme bene nel culo.
Il treno è abbastanza affollato. Io mi guardo in giro, non ricevo istruzioni e continuo il viaggio. Sono seduta a uno dei 4 posti attorno a un tavolino, il vibratore del plug si accende improvvisamente, sono imbarazzatissima, temo si senta il rumore e fingo sia il telefono, fortunatamente smette presto, rimango con l’eccitazione e l’imbarazzo per il resto del tempo.
Alla stazione di arrivo ricevo un altro biglietto, treno regionale, faccio altri due cambi e mi ritrovo in una stazione di una valle sperduta tra i monti. Scendo. Sono sempre senza istruzioni, nessuna comunicazione, da quando sono uscita di casa ho ricevuto solo le immagini dei biglietti. La stazione è piccolissima e semideserta, fuori c’è un auto, mi si avvicina un uomo

HELENA?
Si
VENGA CON ME

mi fa salire in macchina, dietro, iniziamo a percorrere la valle, lui zitto, io non dico nulla. Consulto spesso il telefono ma dai padroni nessun messaggio.
Arriviamo davanti a un grande vecchio edificio molto isolato, la macchina si ferma, io senza che nessuno mi dica nulla capisco che devo scendere. La macchina riparte e mi lascia sola, vado alla porta e mentre mi avvicino si apre, vengo fatta entrare da una suora. Sono molto meravigliata.

MI SEGUA

non dico una parola e la seguo, i miei tacchi fanno molto rumore battendo sul vecchio pavimento dell’edificio e il suono risuona amplificandosi. Vengo accompagnata dalla responsabile del convento, credo si chiami madre superiore, e lasciata sola con lei un una grande stanza che è come fosse il suo ufficio.

BUONGIORNO HELENA
buongiorno

faccio per sedermi e dall’auricolare sento

(FERMA! NON SEDERTI)

la suora mi guarda in silenzio

(TOGLITI LA GONNA)

io esito
(TOGLILA!)

capisco che chiunque mi sta dando gli ordini mi può vedere, non è la pardona o il padrone, la voce è maschile. Mi sfilo la gonna mentre la suora continua a guardarmi senza dire nulla.

(GIRATI, E MOSTRATI A LEI)

eseguo

(SPOGLIATI NUDA)

Mi tolgo i vestiti e senza che mi sia ordinato so quello che devo fare, mi giro lentamente per farmi ispezionare con li occhi dalla suora. Reso in piedi a farmi guardare con i capezzoli duri. La madre superiore fa una cosa strana: si sdraia a pancia in su sulla grande scrivania in legno

(SALI SOPRA LA SCRIVANIA, PIEGATI CON LA CULA SOPRA LA SIA BOCCA E TOGLITI IL PLUG, LE DEVI VERSARE LO SPERMA IN BOCCA)

Sono scioccata ma lo faccio, Con l’aiuto di una sedia mi metto sopra la grande scrivania accucciata in modo che la mia cula sia sopra la sua faccia, lei apre la bocca per bene, tolgo il plug e spingo fuori lo sperma che le cola in bocca. Lo ingoia, deglutisce varie volte. Poi sento che sta per leccarmi ma lei esita, immediatamente sento

(ALZATI! NESSUN CONTATTO!)

Mi alzo di scatto, non mi ha toccata, il suo sguardo è cupo, di una che ha fatto qualcosa che non doveva. Scendo dal tavolo. La suora si alza, si ricompone. Mi mostra un vestito da suora che prima non avevo notato, è su una panca. Si rivolge a me come se nulla fosse successo e se fossi appena entrata.

HELENA INDOSSI QUESTO ABITO

io imbarazzata lo faccio e mi vesto da suora

PUO’ ANDARE

esco dalla stanza, li trovo un altra suora che mi accompagna all’uscita. C’è un altra auto ad attendermi, salgo e partiamo.
Messaggio dalla Padrona

BRAVA HELENA, ABBIAMO PAGATO IL DOVUTO ALLA MADRE SUPERIORE PER AVERE L’AUTORIZZAZIONE DI FARE QUELLO CHE ORA TI ASPETTA
sono vestita da suora, cosa mi aspetta?
LO SCOPRIRAI PRESTO, NON VOGLIO TOGLIERTI LA SORPRESA, MA CREDO CHE TI POTREBBE PIACERE
si Padrona
ORA IL PRETE CHE GUIDA L’AUTO SI FERMERA’ IN UN POSTO APPARTATO E TU DOVRAI ENTRARE NEL BAULE
ma..
FALLO
si padrona

Il prete, non avevo notato che lo fosse, si ferma, senza dire nulla mi fa scendere, apre il portellone e io entro nel baule, richiude e partiamo. Dopo una buona mezzora e una strada tutta a curve sento che la macchina si ferma, si apre un cancello, riparte e poi si riferma. Mi aprono il portellone, scendo, mi guardo intorno e mi accorgo di essere all’interno del cortile di una vecchio edificio simile al precedente. Io non lo so ancora ma sono in un monastero maschile.

continua...
scritto il
2026-01-28
7 4
visite
2
voti
valutazione
7.5
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.