La sensualità dell'eleganza

di
genere
etero

La bellezza è come la guerra, spalanca le porte.
Ma la bellezza da sola non basta.
La bellezza viene continuamente offesa, ammalia per i primi dieci minuti e poi irrita per i successivi dieci anni.
Necessitiamo di quel bagliore, di quell’essenza di vita che le dia il vero valore. Di uno spirito d’animo che la faccia brillare e di un carattere che la faccia vibrare.
È come il cibo… possiamo avere la materia prima più buona del mondo, ma senza il sale che ne faccia sprigionare il pieno sapore, rischia di perdersi in mezzo al qualunquismo del mondo.

Il desidero è un mistero. Non ha regole scritte a cui sottostare. È noto solo a sé stesso. E forse nemmeno quello. Perché è insondabile e segue sentieri solamente suoi, unici per ognuno di noi.

E tu per me sei bellezza e desiderio, sei mistero e rivelazione.

In questa sera d’inverno, mentre fuori piove, siamo io e te, nel salotto di casa tua.
E in questo momento ti sto guardando di profilo, mentre il fuoco del tuo caminetto ti illumina.
Sono affascinato e arrabbiato.
Arrabbiato, perché l’attrazione tra noi è forte, eppure non vuoi darci una possibilità. Hai troppa paura che le cose possano evolvere oltre, ma con il rischio che tra pochi mesi te ne debba andare da qui. In questo momento sei l’esempio perfetto di come tutti tendano a confondere l’irrilevante con il decisivo. La confusione tra l’amare troppo e il troppo poco.
Ma sono allo stesso tempo affascinato. Sei stupenda, ammiro la tua capacità di saper valorizzare la tua bellezza con la consapevolezza del buon gusto. Sai essere elegante in ogni cosa che fai.
E adesso mi ritrovo a percorrere il tuo corpo con il mio sguardo. Il tuo naso all’insù, il tuo sorriso furbo appena accennato mentre mi guardi di sottecchi. Il tuo collo fasciato da una camicia bianca trasparente e la forma dei tuoi seni che il fuoco alle tue spalle mette in evidenza.
Per finire con le tue gambe che sbucano dalla tua gonna corta, magnificamente fasciate da calze nere che ne esaltano il loro essere così snelle. E per finire con delle scarpe bianche con il tacco alto.
In un attimo sono in ginocchio davanti a te.
Delicatamente ti prendo il piede destro, sfilo la scarpa e lo porto alla mia bocca.
Appoggio delicatamente un bacio al dorso, poi uno alla caviglia, uno al polpaccio. Il tuo profumo mi riempie le narici e mi inebria.
Con la cosa dell’occhio ti vedo morderti un labbro, ma anche vibrare sotto i miei baci e la mia lingua che traccia una linea umida, ora che sono arrivato alla tua coscia.
In un attimo pieghi la gamba e porti il piede al mio petto quasi a volermi fermare.
Ma in realtà vuoi solo goderti questo attimo di dominanza, vedendomi qui ai tuoi piedi.

I nostri sguardi si incrociano e restano sospesi, pieni di domande, ma anche di certezze.
E una di queste è che stanotte è nostra e merita di essere vissuta appieno, perché nel domani non v’è certezza.
E mentre ritorno con le labbra al punto da cui le avevi interrotte, ti adagi al divano, scivoli in avanti con il bacino e sporgi la testa all’indietro già pregustando gli attimi che seguiranno.
scritto il
2026-01-25
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