Lo specchio di Laura

di
genere
etero

Siamo finalmente in macchina. Soli. Io e lui. E adesso? Lo guardo mentre guida ed è bello. Si gira verso di me e guardandomi mi chiede con la massima disinvoltura: “vuoi qualcosa da mangiare o … andiamo a fare l’amore Laura?”. “E dove vorresti andare a fare all’amore, di grazia? Non è che possiamo andare a casa mia, non esiste proprio!”. “Tesoro mio, ci sono un sacco di meravigliosi posti da queste parti, un sacco di splendide strutture di accoglienza che possono regalarci piacevoli momenti di tranquillità, se tu vuoi ovviamente”. “E vada allora per le splendide strutture di accoglienza”.
Vedo Alessandro che guida sicuro con il navigatore che lo sta conducendo in una strada da lui impostata dopo la mia risposta affermativa e dopo pochi minuti “la tua destinazione è raggiunta”. Ci troviamo in un parcheggio. Un’entrata anonima tra siepi e strane fontane. Parcheggiamo la macchina e ci avviamo verso questa parvenza di reception. Sembra più un centro commerciale che un hotel. È tutto così strano. Sbrigate le pratiche della registrazione, ci indicano una porta che non è una porta ma uno specchio e superata mi si apre davanti un corridoio assolutamente surreale. Un sacco di porte una davanti all’altra. Luci che si accendono al nostro passaggio e sembrano accompagnarci alla nostra stanza. Sembra la scena di un film. Qualcosa di veramente inimmaginabile. Mai avrei pensato di potermi recare in un posto del genere. Cosa potrebbero mai pensare tutte le persone che mi conoscono se sapessero che sono qua! Cosa potrò mai trovare lì dentro? È la prima volta che entro in un motel. In un posto dove si scopa. Sono così confusa, così eccitata, cosi pazza di lui.
La porta si apre e la stanza si apre di fronte a noi. Lettone enorme e un arredamento molto moderno, molto pulito, molto semplice, un sacco di specchi. Io sono imbarazzatissima, non so cosa mi aspetti, cosa debba fare, cosa potrebbe …
E senza che possa neanche capire come e perché, mi trovo catapultata sul lettone; “Il copriletto per favore …” faccio in tempo a dire mezza frase che è già tutto per terra e Alessandro è sopra di me che mi bacia. Il suo viso è a pochi centimetri dal mio. Mi bacia ma soprattutto mi guarda adorante. Mi sfiora con le sue morbidissime labbra la mia pelle ma i suoi occhi già mi spogliano nuda. Mi sento desiderata, voluta, già scopata ancor prima che tutto abbia inizio.
Lui mi sorride e in un secondo è già completamente nudo. “ma ti spogli sempre come un California Dream Man?”. Lui torna a sorridere ma il suo sorriso è decisamente meno dolce. Sento la sua pelle che scivola sulle mie mani. Strana sensazione. Dovrei essere io a carezzare la sua pelle con le mie mani e invece è lui che carezza le mia mani con la sua pelle. Sono pazza. Sono completamente impazzita. Sento le sue mani invece che lentamente mi spogliano. La camicetta vola via e i miei jeans seguono di gran carriera lo stesso percorso.
Sono in intimo. Lui è completamente nudo e mi guarda come fossi la Venere di Botticelli. “Sei bellissima Laura. Mi sei mancata ogni oltre logica. Ti ho sognata tutta la notte non riuscivo a chiudere occhio pensando a te, così vicina a me e allo stesso tempo così lontana”.
Le sue parole hanno sempre un effetto devastante su di me. Riescono sempre a stordirmi, a farmi perdere veramente il contatto con la realtà, a non farmi percepire che siamo in un letto di uno squallido motel e io queste cose non le ho mai fatte e …. E improvvisamente la sua bocca scivola lenta sul mio corpo. Sento il contatto del suo corpo contro la mia pelle. Adesso sì che il contatto è paritario. Adesso ci carezziamo l’un l’altra. Adesso sono felice.
Non faccio in tempo a finire il pensiero e il mio reggiseno è volato via. Non ho un gran seno. Ho sempre avuto il complesso del seno piccolo ma lui me lo fa sentire enorme. Me lo stringe, me lo bacia, me lo succhia. “Sei bellissima” è un mantra che continua a ripetere in continuazione e mi martella nel cervello riuscendo quasi a convincermi che abbia ragione. La lingua insiste sull’areola del capezzolo. Lo lecca, lo succhia, lo morde e brividi di piacere corrono impazziti lungo tutto il mio corpo. Salgono frenetici alla testa e poi scendono come mattoni nella mia pancia. “Come cazzo aveva detto l’altra volta? Ah sì … adesso me lo ricordo … lo senti l’orgasmo che prende forma nella testa e che scende piano piano sul seno e poi scende giù nella fica …”
Ecco. Adesso siamo decisamente al seno. L’orgasmo ha decisamente preso forma nella mia testa. Oh sì. Ha una forma ben precisa e chiara. E ha pure un nome: Alessandro. Ed è già tremendamente sceso al seno.
Ho i capezzoli che sono due terminali nervosi impazziti. La sua bocca. I suoi denti, la sua pelle che sfrega, mi scarica a terra elettricità che non credevo di poter avere. Il suo girovagare lungo tutto il mio corpo senza che io possa mai capire dove sarà il suo prossimo attacco è …
È arrivato il tempo dei miei slip. “Mi sono vestita con così tanta cura e lui neanche si accorge di quello che avevo indossato”. “Ehi mi hai spogliata nuda in meno di due minuti”. Tento disperatamente di frenare questo torrente di passione impazzita e lui si ferma un attimo. Alza la testa e mi guarda. “Sei bellissima Laura. Come potrei farmi distrarre dai tuoi vestiti!”. L’ennesimo pugno nella pancia che contribuisce a distruggere ogni mia forma di difesa.
La sua testa è tra le mie gambe. Mi succhia la fica. Me la mangia. Lui non lecca. Lui mangia. Lui si nutre di me. Lui morde, arraffa, penetra, gioca, fa esattamente quello che mi ha raccontato in chat. Lui mi scopa con la lingua. Sento due dita che frugano nella mia fica e la sua lingua che gioca con il mio clitoride e poi lo prende in bocca succhiandolo come se mi facesse un pompino. No questa noooo non è possibile!
Sento le contrazioni dell’orgasmo e … vaffanculooooo vengoo … gli vengo in faccia anche questa volta. Non è possibile. Tutte le volte che facciamo l’amore, il mio primo orgasmo è sul suo viso!
Lo sento salire, risalire lentamente lungo il mio corpo. Sa di me, mi cerca. Lo so. Mi vuole baciare. L’ha sempre fatto. Sia quando io lo succhiavo, sia quando lui mi succhiava. Lui ama che ci baciamo dopo esserci baciati il cazzo e la fica. Commistione di umori la chiama. Follia la chiamo io.
Mi bacia e nello stesso istante in cui sento la sua lingua che sa maledettamente di me, sento il suo ginocchio destro che si insinua. Come faccio a descriverlo? È un movimento delicato. Sembra chiederti permesso ma poi alla fine senza che tu abbia fatto nulla ha già aperto le tue ginocchia lentamente e inesorabilmente apre le tue gambe. È tra le mie cosce e sento già la punta del suo cazzo che mi carezza la mia figa gonfia di umori e di piacere.
Non c’è pace. Non c’è respiro. Non c’è altro che piacere. Lo sento che con la mano indirizza il suo cazzo verso di me e anche se tutte le volte che mi ha penetrata mi ha fatto malissimo questa volta non ce la faccio e spingo forte verso di lui.
Cazzooooo. Cazzo. Credevo di poterlo accogliere e invece no. No cazzo no. Maledettamente no. Non sono mai pronta per lui. È sempre troppo. Troppo. E mi ha fatto male. No cazzo non è vero. Mi sono fatta male da sola ma cazzo che piacere. Lui mi guarda quasi disperato “ma sei matta? Ma ti fai male cosi? Non l’hai ancora capito che la tua fica si deve adattare piano piano alle dimensioni?”. Ho gli occhi che mi lacrimano ma non so se di piacere o di dolore ma lentamente lo sento entrare dentro di me. Tutto. Tutto. E quando dico tutto, dico tutto. Fino all’utero. Oh sì. Come fare a dimenticare quella sensazione di essere totalmente piena. Essere completamente riempita. Sentire la punta del suo cazzo che mi scopa la cervice.
Sono sua. Completamente sua. Lui lo sa ma è una meraviglia. Gentile, delicato, passionale, maschio e femmina allo stesso tempo. Riesce a farmi sentire bella e troia. Riesce a farmi impazzire, riesce a farmi scivolare su un campo minato di orgasmi e lui è lì tranquillo, impassibile, come se stesse leggendo il giornale. No Alessandro. Lo so che non stai leggendo il giornale. “Il mio piacere è vederti godere”. Ecco allora goditi il mio godimento Alessandro. Goditi i miei orgasmi e prova tutto il piacere che desideri. Prendimi e fammi impazzire di quel piacere che solamente tu sai darmi e …
“Alessandro?”. Non sta mai fermo. È uscito. Cazzo. Com’era quella frase in chat che avevo letto ieri in treno? “… Pensa a quanto entra pianissimo, tu apertissima per accogliermi e poi zac, fuori. Privazione assoluta! Desiderio folle di essere nuovamente riempita.”. È uscito cazzo. PRIVAZIONE ASSOLUTA. “Alessandro???”. Ma lo sento scivolare dietro di me. Oh sì. Dietro. Il mio sogno. Geisha. Posseduta. Tua. Possiedimi. Fammi tua.
Mi fa mettere in ginocchio. La classica posizione della pecorina e lentamente lo sento scivolare dentro. Sento le sue mani sui miei fianchi. Quanto mi piace quando mi afferra con le sua mani il lato del mio culo. Quando lo afferra con fare famelico, mentre spinge dentro il suo cazzo. Presa e penetrata. Presa e penetrata. Il connubio mani e cazzo che mi mandano in visibilio. “Alessandrooooo” Cazzo noooo ancora esci? Ma tu mi vuoi far impazzire. Basta. Che cazzo fai? Perché mi giri? Cosa hai in testa?
Sento di nuovo le sue mani frugare con il suo cazzo e una spinta e ormai la mia fica non fa alcuna fatica ad accoglierlo. È di nuovo dentro di me e spinge, pompa dentro di me. Le sue mani sui miei fianchi che mi afferrano come se pensasse che volessi scappare ma dove cazzo vuoi che vada e poi una mano si stacca. Mi prende dolcemente i capelli. Mi gira la testa. Mi carezza la schiena e mi tira dolcemente i capelli verso di lui.
Alzo la testa e mentre la alzo sento la sua voce “Guardati! Guarda quanto sei meravigliosamente bella Laura!”. E mi vedo nello specchio. Cazzo lo specchio. L’avevo notato quando ero entrata ma non mi ero resa conto che è tutta uno specchio questa camera. Lo SPECCHIO. Riflette la mia immagine mentre mi faccio scopare a pecorina.
L’immagine entra squassante nella mia testa e nonostante il mio tentativo di trattenermi sento l’orgasmo che mi scuote. L’ha sentito anche lui. Le contrazioni della fica non può non averle sentite. Rialzo lo sguardo e sento nuovamente un altro orgasmo che scivola sul mio corpo, un’altra sequenza di contrazioni vaginali che stringono inesorabilmente il suo cazzo nel suo movimento penetrativo. È la terza la volta buona. La terza volta riesco ad avere una visione precisa di quello che succede. Finalmente vedo Alessandro. Lo vedo dietro di me. Bellissimo in ginocchio appoggiato al mio culo che spinge il suo cazzo dentro i miei meandri. Lo sento ma adesso lo vedo anche. Lo vedo eccome. Incrocio il suo sguardo trionfante. Vedo che sta godendo del mio piacere, dei miei orgasmi.
“Scopami. Scopami fino a farmi impazzire di piacere”. Vedo il suo ritmo farsi lentamente più tranquillo. Non mi scopa più con brutalità. Oh sì. So cosa significa questo. So che sto per diventare sua. Lui è fatto così, quando sta per venire rallenta. Si vuole godere il momento e questo momento inesorabilmente arriva. Lo sento irrigidirsi. Anzi no … finalmente lo vedo irrigidirsi. Lo vedo completamente rapito da me. Il suo corpo rigido come una statua, immobile. Completamente concentrato in un solo punto. Il suo cazzo che mi sta innaffiando la fica del suo sperma. Sento gli schizzi. Li percepisco uno per uno, sembra stiano dicendo … SEI MIA in una sorta di atavico alfabeto Morse …
Crolliamo sudati sul letto mentre in lontananza sento le urla di qualche altra coppia che sta scopando ma nella mia testa mi immedesimo in quella povera ragazza che non potrà mai capire cosa sia il vero piacere. Urla tesoro urla … tanto non potrai mai sentire quello che sto provando io. Urla pure con la tua boccuccia. Io non ho bisogno di urlare con la mia bocca. Stamani urla la mia fica. Eccome se urla!

Brisbane 16 dicembre 2025
scritto il
2026-01-13
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