Sogno di una notte di mezza estate - 1a Parte

Scritto da , il 2022-08-18, genere masturbazione

STORIA VERA. Ovviamente tutti i nomi, tutti i riferimenti, tutte le circostanze, sono state ampiamente modificati per non poter mai mettere in difficoltà la vera “Manu”.


“Esci stasera Manu?”

“Sì esco, con alcuni amici, non so ancora chi siano ma andiamo a mangiare una pizza, una mia amica esce con loro e non mi ha ancora confermato tutto”

“Senza mutandine?”

“Senza mutandine” rispose lei in chat aggiungendo “Vuoi che esca senza mutandine stasera?”

“Senza mutandine e senza reggiseno?”

“Addirittura? Senza niente quindi? Guarda… ho giusto un vestito che dovrebbe coprire un po’ i capezzoli, non è che posso proprio mostrare tutto, poi forse stasera pare che possa piovere, va beh mi metterò una giacchetta così copre tutto”.

“Manu, tra quanto devi essere pronta?”

“Guarda mi metto su una gonnellina celeste sopra il ginocchio, una camicetta smanicata con dei fru fru sui seni, così non si vede l’assenza dell’intimo, e ovviamente una giacca di jeans, non voglio morire di freddo stanotte”

“grazie, ma tra quanto devi uscire?”

“non saprei Maestro, direi un’oretta ma mi devo fare anche la doccia, sono appena tornata da lavoro e vorrei darmi una pulita prima di uscire”

“hai preso il prosecco?”

“Maestro, lei sa che io sono astemia. Non capisco come mai mi abbia fatto prendere una bottiglia di prosecco e metterla ieri in frigo, ma sì ovviamente ogni sua richiesta per me è un piacere eseguirla”

“Vai a prendere il prosecco!”

“.. … Eccomi. L’ho preso. È gelato, fantastico sulla pelle, con questo caldo stasera a Perugia, me lo farei scivolare addosso tutta la sera”

“E brava Manu. Esattamente quello che pensavo io, però non sulla pelle. Adesso non sarà facile perchè tu non sei abituata ad aprire le bottiglie, ma con molta calma senza far uscire troppo vino, stappa la bottiglia e dimmi quando sei pronta”

“.. … … Cavoli ma perchè è così complicato ma sì sono pronta. Pronta per lei Maestro”

“Ovviamente sei nuda come sempre vero”

“Maestro, che domande fa?”

“Adesso ti regali un piacere fuori da ogni schema. Pronta?”

“Io sono sempre pronta quando sono nelle sue mani”

“Prendi la bottiglia e la appoggi dolcemente sulle tue grandi labbra, piano piano, non agitare troppo che il prosecco poi spruzza. Quando ti sei abituata, lentamente infila il collo della bottiglia dentro la tua fica”

“Wow. Aspetti Maestro. … … Eccomi. Scivola cavoli, come scivola il vetro dentro, sembra quasi fatto apposta, scivola e riempie Maestroooo”

“Se ti sei abituata all’invasione della bottiglia, inizia piano a spingere e a muovere lentamente in maniera non solo circolare ma anche a penetrarti con la bottiglia, magari ogni tanto dando qualche piccolo colpetto alla bottiglia per far reagire il vino”

“Maestroooooooooooooooo … cazzooooooooooo … sento il vino che esce e mi entra … maestrooooooooo ma cosa è questa cosa??? Maes… cazzoooooooooo vengoooo, oddio maestro … mi sento lavata, mi sento fredda, mi sento fusa, mi sento …”

“Troia, Manu. Troia. La MIA Troia”

“Oh maestro cazzo, continuo a venire”

“Brava la MIA Manu. Adesso però mi chiamano e devo chiudere la chat, adesso tu finisci con la bottiglia, fino a quando è vuota e tutto il vino ti è uscito dalla figa. Poi ti fai la doccia, ti pulisci ben bene e ti prepari per uscire. Mi raccomando, vestita come abbiamo deciso prima”

“Maestroooo, sìììì sìììì tranquilloooo opppp Maeeesss… stroooo … facciiio quello che leiii desideraaa”

“E domani Manu mi racconti com’è andata questa serata con le amiche e gli amici. Ciao Manu. Buona serata”

“Buona sera Maestroooo, grazieeee”

“MIA”

“SUA, Sempre SUAAAA”

Manu continuò il suo gioco erotico folle che il suo Maestro le aveva prescritto. Era diventata la sua creatura da poche settimane, non si erano ancora visti di persona ma chi conosce bene il concetto di sudditanza, sa benissimo che la testa è quella che conta.

Manu aveva trovato il suo Maestro una sera in una chat e dopo una lunghissima chiacchierata era nata questa amicizia folle a base di due teste pensanti, due voglie folli di andare oltre, due persone che anche se lontani, erano in grado di darsi piacere uno regalando tutto se stesso all’altro.

“Pronto, ciao Mia, sì sì tranquilla ho visto il messaggio di Stefania, arrivo solo un po’ tardi, scusami ma ho fatto tardi a fare le mie cose, lo sai come sono distratta e non avevooo visto l’orario, scusami mi stava scivolandoooo di mano una cosa. Ti scrivo quando esco, sìììì sìììì tranquillaaa ci vediamo in piazza”

“Ma cazzo … ma adesso dovevi chiamare Mia? Cazzo Cazzo Cazzo. Mi hai proprio fregato l’ultimo orgasmo della serata. Cazzo!”

Manu pensò alla serata che l’aspettava, si preparò di corsa, ovviamente obbedendo al suo maestro, con sotto nulla. Ormai lei sapeva benissimo che ogni richiesta le facesse il suo Maestro per lei era in godimento estremo realizzarla. Sì, finalmente aveva trovato quel tipo di rapporto di sudditanza che tanto cercava. Un uomo che non obbligava con la forza, che non chiedeva per sé, ma convinceva la sua “lei” con mille parole, la portava sul bordo della follia e poi la stuzzicava a fare esattamente quello che lei sognava da chissà quanto tempo. Una sera senza intimo. In compagnia di amici e persone che non conosceva. Sarà stata una serata veramente particolare.

Un lampo squarciò il cielo di Perugia mentre Manu usciva di casa e si avviava con la sua Smart verso il centro in netto ritardo con il suo cellulare che continuava a segnalare notifiche di Whatsapp per ricordarle quanto poco fosse puntuale quella sera.

“Che seratina mi aspetta. Mi sento completamente persa nei desideri del mio Maestro, mi ha completamente catturata nel suo vortice, mi sento persa, sta per piovere e dire che avevo una voglia folle di … ma forse lo faccio comunque”

I pensieri vorticavano nella testa di Manu fino a quando riuscì per pura fortuna a trovare un parcheggio per la sua minismart e anche se clamorosamente in ritardo, si avviò di corsa, sotto l’incipiente temporale al locale dove l’aspettavano tutti gli amici.

C’era ovviamente Stefania, l’amica di tutti, quella che riusciva ad organizzare un party anche da sola in mezzo al deserto, poi c’era Mia, la sua amica del cuore, quella che le aveva “rovinato” l’orgasmo a metà con la telefonata sul cellulare, un paio di coppie che conosceva, una nuova ragazza, Giulia, che conosceva appena di vista e quattro o cinque ragazzi di cui ovviamente si era dimenticata il nome esattamente l’istante in cui la mano si era sciolta dal saluto canonico.

L’aperitivo era un classico, i piatti con un po’ di stuzzichini, le solite insalate e le varie focaccine che arrivarono al tavolo de “il Birrino” erano solamente il minimo indispensabile per non perdersi immediatamente nel fiume d’alcool a stomaco vuoto i cui effetti sarebbero stati sicuramente devastanti per Manu.

Per tutta la serata Manu era stata un po’ su di giri, scherzando, giocando con i ragazzi, i quali continuavano a offrirle i drink forse pensando di giocare ad uno dei giochi più vecchi del mondo, ma ad un certo punto Mia prese per un braccio Manu e le chiese di andare in bagno, che aveva bisogno di essere accompagnata.

“Manu ma cosa ti succede?”

“Scusami Mia, di cosa parli?”

“Sei strana, sei fuori di testa, è tutta la sera che ti osservo e mi sembra che tu sia veramente quasi fatta. Sono giorni che ti sento su di giri, l’altro giorno quando siamo usciti con Mario e Luca ti ho persa nei giardini e non ti ho più ritrovata se non il giorno dopo al cellulare. Ma cos’hai? Tu hai qualcuno e non mi vuoi dire nulla vero?”

“Ma no tranquilla, non c’è nulla di strano Mia, cosa vuoi che mi stia succedendo, sarà solamente l’estate, gli ormoni, le vacanze che stanno per iniziare, il ricordo del mio ex che ormai è stato sepolto, forse mi manca solo un uomo con cui ..:”

“Manu? Sicura. A me sembra che tu sia veramente strana in questi giorni. Non è che mi nascondi qualcosa? L’altra sera quando siamo uscite io e te, sei stata venti minuti in bagno e quando sei tornata sembravi impazzita, tutta rossa, tutta agitata, come se ti fossi sentita male. Cosa c’hai tesoro? Non è che mi devo preoccupare? Dimmi la verità, tu hai qualcuno che ti rimbalza nella tua testa vero?”

“Miaaaa, ma di cosa parli. Eddai l’altra sera ho avuto un disturbo di stomaco e poi, va beh dai insomma in questi giorni sono un po’ strana, sarà, va beh non lo so, poi chissà la gente pensa male ma io ancora non è che abbia fatto nulla di male”

“Manu? Cosa hai fatto di male? Di cosa parli? Di chi parli?”

“Ok. Scusami Mia. Non è giusto. Devo dirtelo. Ho incontrato una persona in chat due settimane fa. Ero entrata per caso, una di quelle video chat erotiche dove entri, guardi due minuti e poi ti stufi perché sono tutti maiali. Ma io sono stata maledettamente sfortunata o fortunata, dipende dai punti di vista e ho trovato una persona grande, più grande di noi, avrà una quarantina abbondante di anni, che con mille parole è riuscito a entrarmi in testa”

“Entrarti in testa o entrare tra le gambe?”

“ma Miaaaaaa neanche ci siamo mai visti o sentiti. Sono solo parole ma è così forte, così intenso, così violento il piacere che mi fa provare e poi mi sta portando verso un sesso che io neanche credevo esistesse”

“cioè? In che senso? non vi vedete e ti porta dove scusa?”

“L’altra sera non mi sono sentita male quando sono andata in bagno, era una cosa che mi aveva chiesto lui. Andare in bagno e toccarmi da sola. Mi fa fare cose che mai avrei creduto essere in grado di poter fare sai?”

“Manu, attenta in chat ci sono persone strane pericolose, lo sai quante volte lo abbiamo letto, quante volte ne abbiamo parlato, bisogna sempre stare attente. Ma nel preciso cosa ti fa fare?”

“stai tranquilla Mia è una persona per bene, educato, colto, intelligente e con una testa pazzesca. Mi sta lentamente conducendo lungo una strada che io forse ho sempre sognato di prendere”

“Che sarebbe scusa?”

“Avere un Maestro che mi insegna nuovi modi di fare l’amore e prendermi il piacere”

“Maestro? Insegna? ma di cosa stai parlando? Non mi dirai mica che ti sei infilata in qualche casino tipo sadomaso o gente strana come quella?”

“No, no Mia, tranquilla. Niente cose strane. Anzi sì scusa. Solo cose strane. Mi fa fare cose pazzesche, che non pensavo neanche potessero esistere”

“Scusami ora sono curiosa. Che cose strane ti fa fare? Fammi un esempio”

“Oggi pomeriggio era in chat e mi ha fatto masturbare con una bottiglia di prosecco gelato in fica e poi mi ha chiesto di vestirmi come sono stasera e mi ha fatto uscire così …”

Con un gesto molto leggero e sbarazzino, Manu fece una leggera piroetta e mostrò la totale assenza di reggiseno …

“uff senza reggiseno, va beh tu hai le tette piccole, te lo puoi permettere”.

La frase di Mia non riuscì neanche a terminarsi che Manu alzò il vestito di lato per mostrare anche l’assenza delle mutandine.

“Ma no dai !!! Anche sotto?”

“Manu, non è da te. Non ti riconosco. Non sei tu. Non è possibile. Ma come? Non l’hai mai fatto. Tu quella che anche per un topless in una spiaggia di nudisti hai sempre fatto mille storie, stasera sei senza intimo?”

Manu, sorridendo, alzò la gonna e regalò una visione della sua totale nudità all’amica del cuore “Che ci vuoi fare, mi ha presa completamente”

Mia guardava rapita l’amica e poi all’improvviso si fermò esclamando “echecazzo, non è giusto che solo tu sia nuda” e in un colpo solo si sfilò le mutandine e con qualche movimento in più si sfilò pure il reggiseno, con la sua terza abbondante che tracimava adesso dal vestito leggero che aveva scelto.

“Se siamo amiche, bisogna condividere tutto quello che fa l’altra” e tra una lunga sequela di risate le due ragazze si trovarono a sistemare l’altra in maniera tale da rendersì minimamente presentabili al resto della comitiva.

L’uscita a braccetto delle due ragazze euforiche dal bagno, bloccò completamente ogni tipo di conversazione all’interno del locale, tutti sembrano rapiti da quella passeggiata di dolce e spontaneo erotismo. Nessuno sapeva il perché ma tutti sentivano che attorno a quelle due belle ragazze stava fluendo una carica erotica di intensità inaudita.

Il resto della serata sembrò passare in maniera spensierata ed allegra, nonostante i tentativi disperati dei ragazzi che avevano percepito qualcosa di strano in quelle due ragazze ma non riuscivano a comprendere il livello di eccitazione delle due ragazze. Ad un certo punto uno dei ragazzi suggerì di andare al lago a fare il bagno anche senza costume ma ovviamente nessuno colse lo spunto e tra decine di birre e chiacchiere varie, la serata alla fine volse al termine.

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