Quattro cazzi per la nifomane
di
PAMELA LA NIF
genere
orge
Qualche sera fa ero a casa ad aspettare il mio toysboy: Yoel, un cubano di 32 anni, fisico statuario e un cazzo mostruoso, 23 cm di lunghezza e 4,5 cm di circonferenza.
Io pronta da battaglia: completamente nuda, un plug con coda da gattina infilato nel culo, collare di pelle con guinzaglio, tacchi ai piedi e le tette in bella vista.
Suona il campanello, apro la porta e mi trovo davanti il mio stallone. Mi afferra subito per il guinzaglio, mi trascina a sé e mi bacia con foga, stringendo le mie tettone tra le mani:
«Stasera ti faccio godere come una vacca! Ho una sorpresa per te…»
Dietro di lui entrano Carlos, Miguel e Antonio, tre bonazzi cubani da paura. Io, nuda con solo collare e coda nel culo, resto a bocca aperta. Yoel mi infila due dita nella figa già bagnata e mi sussurra:
«Li vuoi anche loro o solo me, Pamela?»
Con il clito che pulsava ho gemuto: «Tutti… vi voglio tutti!»
Un attimo dopo ero in ginocchio davanti a quattro cazzi enormi. Li succhiavo uno per uno, leccavo le cappelle dure, li facevo scivolare fino in gola. Mi prendevano per il guinzaglio come una cagnolina e mi trascinavano in salotto. Qualcuno mi strappò via la coda da gatta e iniziarono a farmi giochi di dita da urlo: due dita in figa e due nel culo, mi facevano squirtare a fontana, e loro bevevano e leccavano ogni goccia.
Poi li ho cavalcati uno dopo l’altro, le mie urla rimbombavano per tutta casa. Miguel è stato il primo a venire: mi ha afferrato la testa e mi ha sborrito tutta in gola, urlando come un porco: «Bravissima vacca!» Yoel e Antonio hanno schizzato sulla mia figa inondata, mentre Carlos mi ha sporcato tutte le tette.
Yoel mi ha preso di forza, messa a novanta, e mi ha aperto il culo con quel cazzo mostruoso. Ho urlato come una pazza, sentivo l’ano dilatarsi mentre lui spingeva come un toro, affondando sempre più dentro con i suoi 23 cm. Gli altri mi facevano succhiare i loro cazzi a turno, mentre Yoel mi martellava il culo a colpi secchi:
«Ti apro come piace a te, vacca!»
Io urlavo di sì, piangevo, godevo, squirtavo mentre lui affondava senza pietà.
È venuto dentro al mio culo riempiendomi fino a farmi scoppiare. Ma non era finita: mi hanno presa a turno, in due, in tre, figa, culo e bocca pieni di cazzi, senza sosta. Ero coperta di sborra, i miei buchi completamente dilatati e gonfi, il corpo madido di sudore.
A fine serata mi hanno coccolata, messo ghiaccio sul culo, crema sulle mie parti devastate e mi hanno riempita di baci. Ho dormito stretta tra loro, ancora col sapore del loro sperma in bocca e la figa pulsante.
Io pronta da battaglia: completamente nuda, un plug con coda da gattina infilato nel culo, collare di pelle con guinzaglio, tacchi ai piedi e le tette in bella vista.
Suona il campanello, apro la porta e mi trovo davanti il mio stallone. Mi afferra subito per il guinzaglio, mi trascina a sé e mi bacia con foga, stringendo le mie tettone tra le mani:
«Stasera ti faccio godere come una vacca! Ho una sorpresa per te…»
Dietro di lui entrano Carlos, Miguel e Antonio, tre bonazzi cubani da paura. Io, nuda con solo collare e coda nel culo, resto a bocca aperta. Yoel mi infila due dita nella figa già bagnata e mi sussurra:
«Li vuoi anche loro o solo me, Pamela?»
Con il clito che pulsava ho gemuto: «Tutti… vi voglio tutti!»
Un attimo dopo ero in ginocchio davanti a quattro cazzi enormi. Li succhiavo uno per uno, leccavo le cappelle dure, li facevo scivolare fino in gola. Mi prendevano per il guinzaglio come una cagnolina e mi trascinavano in salotto. Qualcuno mi strappò via la coda da gatta e iniziarono a farmi giochi di dita da urlo: due dita in figa e due nel culo, mi facevano squirtare a fontana, e loro bevevano e leccavano ogni goccia.
Poi li ho cavalcati uno dopo l’altro, le mie urla rimbombavano per tutta casa. Miguel è stato il primo a venire: mi ha afferrato la testa e mi ha sborrito tutta in gola, urlando come un porco: «Bravissima vacca!» Yoel e Antonio hanno schizzato sulla mia figa inondata, mentre Carlos mi ha sporcato tutte le tette.
Yoel mi ha preso di forza, messa a novanta, e mi ha aperto il culo con quel cazzo mostruoso. Ho urlato come una pazza, sentivo l’ano dilatarsi mentre lui spingeva come un toro, affondando sempre più dentro con i suoi 23 cm. Gli altri mi facevano succhiare i loro cazzi a turno, mentre Yoel mi martellava il culo a colpi secchi:
«Ti apro come piace a te, vacca!»
Io urlavo di sì, piangevo, godevo, squirtavo mentre lui affondava senza pietà.
È venuto dentro al mio culo riempiendomi fino a farmi scoppiare. Ma non era finita: mi hanno presa a turno, in due, in tre, figa, culo e bocca pieni di cazzi, senza sosta. Ero coperta di sborra, i miei buchi completamente dilatati e gonfi, il corpo madido di sudore.
A fine serata mi hanno coccolata, messo ghiaccio sul culo, crema sulle mie parti devastate e mi hanno riempita di baci. Ho dormito stretta tra loro, ancora col sapore del loro sperma in bocca e la figa pulsante.
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Commenti dei lettori al racconto erotico