La Escort 5

di
genere
etero

Era passata una settimana dalla notte “spartiacque”. Luca aveva iniziato a spedire a varie aziende il proprio curriculum che l’università gli aveva imposto di compilare, pena l’inaccessibilità alla discussione della tesi. Un paio di risposte semi-positive le aveva ottenute ma non erano certo del lavoro a cui aspirava, che nemmeno lui sapeva quale fosse, ma la piega che aveva preso la sua vita avrebbe imposto delle scelte forzate. A complicare la situazione, il contratto del suo appartamentino universitario scadeva il mese successivo e sorgeva di conseguenza un altro problema: dove andare ad abitare? L’idea di tornare a casa dai genitori lo lasciava perplesso, abituato ormai all’indipendenza, e affittare un altro appartamento risultava oneroso senza agevolazioni per studenti e senza, soprattutto, una busta paga attiva. La terza opzione era un azzardo ma paradossalmente risolveva due problemi in un colpo solo: un tetto sopra la testa e una compagna nel letto. Che poi sarebbero diventati tre in quel letto ma a questo avrebbe pensato poi.
Una compagna nel letto, pensava trasognato. In quel letto dove saranno saliti chissà quanti uomini e ragazzi e quella compagna che li avrà scopati tutti. E poi lui, che l’aveva messa incinta inconsapevolmente prima e intenzionalmente dopo, una settimana fa.
Da allora si scrivevano per telefono, come due fidanzatini alle prime armi.

[…]

Chinato sopra di lei, l’uomo dai capelli brizzolati le leccava il seno bagnato dallo sperma che aveva schizzato pocanzi. Mentre gli accarezzava i capelli, sistemava il suo cazzo nuovamente tra le labbra della figa, sentendole fremere; l’uomo non esitò a penetrarla nuovamente, gemendo con le labbra umide del proprio seme. Anche Victoria riprese a gemere, genuinamente, perché non era comune che godesse realmente durante gli incontri; quell’uomo cordiale e simpatico le venne dentro mentre si stava contorcendo per il secondo orgasmo. Si baciarono.

Victoria prese in mano il telefono dopo aver salutato sulla porta l’uomo dai capelli brizzolati. Due chiamate perse da numeri sconosciuti e qualche messaggio, tra cui quello di Luca, il quale la metteva al corrente della sua ricerca di un impiego. Alla ragazza questa faccenda del lavoro la metteva a disagio perché vedeva il ragazzo che amava elemosinare un impiego per sopperire al pasticcio degli slip sborrati; arrivò a pensare che Luca si prostituisse intellettualmente offrendosi controvoglia alle più svariate richieste pur di lavorare.
Entrò in doccia. L’acqua tiepida lavò lo sperma dal suo petto e le dita la aiutarono a pulire la figa piena. Dopo essere stata in biblioteca e aver letto per due pomeriggi sull’argomento gravidanza aveva, tra le altre cose, imparato che una volta iniziata una gestazione non se ne può portare avanti una seconda: in soldoni, essendo già incinta di Luca anche partecipando una gangbang non si sarebbero verificati problemi con la paternità del nascituro. La cosa l’aveva tranquillizzata prima e stuzzicata dopo: e se avesse aggiunto come servizio il creampie? Sul “mercato” era una rarità e poteva chiedere una bella cifra per permetterlo. Luca accettò la proposta dopo aver controllato le informazioni che la ragazza gli aveva scritto per messaggio; in segreto, sapendo che non correva pericoli legati alla gravidanza comune, sperava che quei soldi in più facessero comodo ad entrambi.
Uscita dalla doccia si avvolse la vita con l’asciugamano, incamminandosi verso la cucina. Posò il telefono e si aprì uno yogurt, leccando l’alluminio con fare esperto. Il rumore della vibrazione la distrasse dalla merenda.
-Pronto…! -
-Ciao! Ti disturbo? Come va…? -
-Normale, dai… sto mangiando uno yogurt, ricarico le forze. -
-Ti sei divertita, oggi? - A Luca faceva sempre strano porre questa domanda.
-Abbastanza! – Victoria sembrava compiaciuta. -Poco fa un tipo mi ha imbiancato bene le tette, per poi leccarle. –
-Ah, bene! L’hai aiutato a ripulirle…? –
-Nono, ha fatto tutto da solo. – Victoria mise in bocca il cucchiaino.
Luca soppesò le parole. -Domani sera hai impegni di lavoro? –
-Non al momento. Mi tengo libera? –
-Vieni a cena da me? –
Una ondata di calore le avvampò guance e stomaco. Quasi balbettò.
-Certamente…! –
-Perfetto, ti aggiorno poi sull’ora precisa ma sarà comunque intorno alle 8. –
-Va bene, a domani allora… -
Chiuse la chiamata col cuore in fibrillazione. Magari ci sono novità sul lavoro, sarebbe una ottima notizia. Oppure vuole semplicemente scopare, che resta sempre una cosa molto gradita.
Lo yogurt era quasi finito e Victoria sacrificò gli ultimi due cucchiaini spalmandoli sui capezzoli, che al contatto con il fresco della crema si indurirono di colpo, provocandole un fremito. Un selfie che potrebbe essere comodo avere salvato nella galleria.
Bastava una telefonata per accenderle il fuoco dentro e se non avesse appena scopato si sarebbe precipitata a cavalcare il dildo con la ventosa attaccato alla parete della doccia.

[…]

Anche stavolta Luca era teso e timoroso che qualcosa andasse male, non tanto a letto quanto in cucina, dove l’inesperienza aumentava implacabilmente la difficoltà di tutto. Per le 8, comunque, situazione era definibile come “gestita senza affanno”, giusto in tempo per sentire il citofono squillare.
Victoria ricordava piano e porta, che aprì dopo un breve lasso di tempo da quando aveva azionato il citofono.
-Permesso… eccomi! - Aveva quasi il fiatone.
-Ciao! Come…? - Lei si gettò tra le sue braccia, baciandolo prima che potesse finire la frase. La porta aperta e le due bocche chiuse insieme.
-Per adesso bene dai. – La mano disegnò un cerchio sul suo ventre. -Nessuna differenza dagli altri giorni ancora… tranne forse che senza ciclo mi sembra di essere più arrapata! –
Prima che qualcuno avesse potuto udire, Luca chiuse la porta entro la fine della frase. -Meglio per il lavoro, no? –
-Presumo di sì, ho notato parecchi più orgasmi… prima erano esperienze rare – confidò la ragazza, passandogli accanto e puntando verso il bagno.
Luca le tirò una pacca sul culo, sorprendendola. -Grazie per… l’incoraggiamento! - rispose lei mostrando il dito medio, chiudendosi la porta alle spalle.

Tornato ai fornelli, dove fortunatamente nulla nel frattempo era impazzito, Luca si mise a riordinare un poco il trambusto per poi impiattare la prima portata. Era troppo preso dalla cena per farsi domande sullo zainetto che la sua ragazza aveva in spalla.
Posò i due piatti in tavola, voltandosi subito udendo un rumore ritmico e inaspettato. Victoria avanzava verso il tavolo apparecchiato dopo essersi cambiata in bagno: vestiva ora con una gonna semitrasparente ed uno “slip” formato da simil-perle unite tramite un filo; un reggiseno anch’esso semitrasparente lasciava i capezzoli ben visibili attraverso il tessuto. Un paio di tacchi non eccessivi completavano il tutto.
Se luca fosse stato un poco più eccitato, sarebbe venuto da solo nelle mutande, senza toccarsi. Due labbra nere, in tinta con l’outfit, si accostarono timidamente alle sue. Un bacio veloce, per non rovinare il rossetto, ma abbastanza per notare negli occhi dell’altro, a vicenda, quel luccichio che hanno i ragazzini al loro primo appuntamento.
-Io… wow…! –
-Magari hai da darmi una novità importante o semplicemente è per l’anniversario del nostro primo incontro qui. - Luca neanche la sapeva questa ricorrenza. -A prescindere, penso di aver capito che ti piace il mio vestito! -
Non che ci voglia molto per apprezzarlo, pensò il ragazzo. Scostò la sedia vicina per invitare Victoria a sedersi.
-Oh… grazie! - Si affrettò ad accomodarsi, sorpresa in positivo dal gesto. Gli accarezzò il pacco con delicatezza, prima che Luca prendesse posto a sua volta.
Mangiarono lentamente, sia per la reciproca tensione sessuale sia per le notizie non proprio entusiasmanti riguardanti la ricerca del lavoro. Filtrando le risposte ottenute, Luca aveva individuato tre possibili impieghi che le illustrò; Victoria ascoltava con attenzione.
-A te quale piace di più? – gli chiese allungandogli il piatto per il bis. Aveva lo stomaco stretto per l’eccitazione ma Luca aveva cucinato molto bene.
Il ragazzo fece spallucce in risposta. -Penso che alla fine la discriminante sarà la comodità di raggiungerlo in macchina -
Victoria guardò verso la finestra, sospirando lievemente. Nel suo caso era il “lavoro” a raggiungere lei. Un privilegio?
Luca le servì la seconda porzione e tornò a sedersi, meditabondo. Poteva essere quello il momento per chiederle di trasferirsi da lei?
-E tu come vedi il mio? Dovrei cambiare anch’io, adesso. - Luca non capì immediatamente e solo dopo averla guardata qualche secondo bofonchiò uno scarno “Perché?”.
-Come perché? Meno di tre ore fa uno sconosciuto mi è venuto dentro e ora sono a cena col mio ragazzo! - Già tesa, Victoria si irrigidì ulteriormente. -…mi stai nascondendo qualcosa? -
-Nono! – si affrettò a rispondere Luca per poi non sapere bene come articolare il proseguo del discorso.
-Cioè, mi fa strano però ecco… è il tuo lavoro e io non voglio decidere per te…! -
Victoria ascoltò scettica; finì di mangiare il bis e si alzò, riponendo sul piano cucina il suo piatto e quello di Luca. Sapeva che le stava guardando il culo sotto il tessuto quasi trasparente. Gli si avvicinò, con una mano sul ventre.
-Non sto dicendo che devi decidere per me. – Fece una pausa in cui prese il suo viso con una mano. -Ancora per parecchi mesi potrò andare avanti, e ad essere onesti è una fortuna che da incinta posso raddoppiare le tariffe… ma poi tutto cambierà e non è accettabile proseguire questa attività con un bambino! –
Il ragazzo l’ascoltava seduto, lo sguardo alto ad incrociare il suo. Poi abbassò la testa ed una lacrima gli rigò il viso; tirando su col naso, baciò il ventre che aveva davanti a sé. – Non so cosa fare. – ammise sconsolato. Solo allora Victoria vide la lacrima e ne rimase colpita, a sua volta sentì gli occhi subito lucidi: si affrettò a sedersi a cavalcioni sulle gambe di Luca, guardandolo negli occhi.
Nessuno dei due seppe cosa dire nei minuti successivi ma nessun’altra lacrima venne versata; ognuno coi propri pensieri valutava la situazione opposta alla propria. Il timer del forno li sorprese entrambi, riportandoli alla realtà.
-Questa sarà la nostra ultima cena, qui. – ammise finalmente il ragazzo. -Il contratto è scaduto due giorni fa, entro una settimana devo lasciare libero l’appartamento. – Victoria lo guardava bianca in viso.
Luca proseguì col cuore in gola. -Non ho intenzione di tornare dai miei, assolutamente… - Fece una pausa per controllare il respiro ma non riuscì più a riprendere il discorso perché Victoria gli scrollò le spalle con entrambe le mani, interrompendolo con gli occhi spiritati. -Vieni da me! Ti prego, vieni a vivere con me…! –
-Va… va bene, grazie…? – Luca si era immaginato una possibile risposta positiva ma sicuramente non aveva preventivato la foga con cui glielo aveva appena chiesto. Il viso di Victoria si illuminò e si gettò con la bocca sopra quella del suo ragazzo; come due innamoratini, limonarono per parecchi minuti, sfilandosi polo e reggiseno finché nuovamente il timer del forno risuonò nella sala.
-Cazzo, la torta! – Urlò Luca guardando alla sua sinistra. Victoria balzò in piedi, cercando con lo sguardo delle presine mentre Luca apriva il forno, arretrando subito per non scottarsi dalla vampata di calore. -Meno male, non è bruciata! –
Poggiata la teglia sui fornelli, le pere tagliate a rondelle spiccavano sul marrone dell’impasto al cioccolato. Victoria assisteva con interesse al taglio della torta, alternando lo sguardo sul dolce e su Luca, che a petto nudo cercava di dividere il dolce esattamente in otto fette uguali. Si strinse un seno con la mano e fatto qualche passo appoggiò il seno su di lui, baciandogli il collo. -Non verrà più buona se anche azzeccassi tutte le fette uguali! –
Luca sospirò rassegnato. Raccolse un dito di cioccolato fuso dal cuore della torta e lo porse alla ragazza. -Assaggia. –
Victoria prese a succhiare il dito simulando un pompino. Emise un gemito di approvazione. La torta venne quindi posta sul tavolo, vicino a Victoria che intanto si era seduta sul bordo. Luca ne prese una fetta e si appoggiò sul bordo del piano cottura. -Com’è? – chiese titubante.
-Ottima…! - Victoria mangiava di gusto e qualche briciola rotolò in basso passando tra i due seni. -Buonissimo anche il cioccolato fuso dentro! -
Luca arrossì e finì a fatica la sua fetta. Tra la notizia dello “sfratto” e la torta che rischiava di finire bruciata, si era immaginato il peggio; la tensione si era allentata e respirava normalmente. Guardò Victoria, seduta sul tavolo. Era bellissima: il seno nudo, i capelli biondi sciolti, due “rotolini” sul ventre. Si sentì nuovamente stringere lo stomaco.
-Grazie ancora per l’ospitalità… - Le accarezzò il viso.
-Mi lascio sfuggire l’occasione? - rispose con la bocca mezza piena dell’ultimo boccone di torta. -Ho l’orario di lavoro flessibile, organizzerò i miei incontri quando tu sarai via! - Sorrise, con un velo di sfida nello sguardo.
-Bel pensiero gentile, lo apprezzo molto! - Luca sorrise a sua volta, mostrandole anche il dito medio.
-Posso farti una foto? Mi è venuta in mente una cosa carina…! - Le porse le mani per aiutarla a scendere dal tavolo.
Victoria scese e si tolse poi la gonna come da cenno, mentre Luca andava a recuperare il telefono.
-Ora torna sul tavolo, in ginocchio per favore -
Aiutandosi con una sedia, Victoria si sistemò sul tavolo come da istruzioni. Sentì i capezzoli già duri ed iniziò a coccolarli con le dita, guardando il suo ragazzo tornare da lei con il telefono in mano. -Bravo, dobbiamo iniziare a farci qualche foto! Magari da appendere a casa o meglio ancora in camera. -
-Potrei essere il tuo fotografo personale – rispose Luca spostando la torta alle spalle della ragazza. -Questa l’ho vista su Instagram qualche tempo fa, mi ha eccitato molto. –
-Vuoi spalmarmi il cioccolato sul culo? –
-Non proprio. – Luca fece un respiro profondo per controllare l’imbarazzo. -Mi piacerebbe che ti sedessi sulla torta. -
-Oh! Va bene, proviamo! Così rende di più? – chiese Victoria mentre inarcava la schiena per far risaltare il culo. Luca la aiutò ad allargare simmetricamente le gambe; decisero che i tacchi stavano bene nella foto e vennero tenuti.
-Quando sei pronta, alza il bacino che ti metto sotto la torta…! – le disse aprendo l’app della fotocamera sul telefono.
Victoria alzò prontamente il culo, sistemandosi lo “slip” di perle ben in mezzo alla figa. -Vado bene così? Ti piace? –
-Bellissima! Invidierò la torta! – rispose Luca palpandole la natica soda. -Puoi abbassarti, ora. -
Un terzo della torta scomparve sotto il culo della ragazza, che ebbe un fremito parecchio visibile. -Com’è calda! – si lasciò sfuggire la ragazza.
-Piacevole? Cosa senti? – le chiese Luca mentre scattava le prime foto.
-Molto piacevole, sì… caldo e umido! – rispose mentre strofinava il pube avanti e indietro sulla torta. -Hai scattato? -
Luca si riscosse dalla visione “calda e umida”. -Sisì ho fatto…! Solo un’altra, che ti riprendo interamente… guardami e sorridi! -
Luca indietreggiò di qualche passo per meglio inquadrare anche il viso di Victoria, che lo guardava con la testa girata, leccandosi le labbra. Dio mio, quanto è sexy!
Mostrò le foto a Victoria. -Carine! Ma che culone ho!? – rise divertita.
-Da urlo! – e risuonò nella sala lo schiaffo della pacca. Seguito quasi subito dal secondo.
-Contento ora? Povera torta! -
-Si è sacrificata per avere delle foto da sogno. – sentenziò Luca, ancora sorpreso che Victoria abbia accettato il gioco senza battere ciglio. Sembrava divertita della proposta, più volte gli ha sorriso mentre ondeggiava il pube sulla ormai ex-torta.
-E ora, che si fa? Sei soddisfatto delle foto? –
-Te ne sono davvero grato…! – arrossì Luca riponendo il telefono. -Ti preparo subito la doccia -
-Quale doccia, scusa? Non penserai di sprecare tutta questa torta? –
-Da solo non riesco a mangiarla tutta! - Luca aveva già capito a quale metà della torta si riferisse.
Victoria finalmente si alzò dalla torta. Lentamente si mise a sedere sul tavolo, appoggiandosi sui gomiti e allargando le gambe. Dall’ano al ventre ogni angolo di pelle era sporco di cioccolato. Meritava quasi un’altra foto.
La ragazza raccolse dall’inguine un po’ di cioccolato sulle dita e le portò alla bocca, ripulendole. Tornata nuovamente con la mano in mezzo alle gambe, si aiutò con le dita ad “esibire” la figa, aprendone le labbra. Il contrasto del rosa con il colore scuro del cioccolato fuso era da brividi.
-Guarda come hai conciato la tua povera fidanzata! E neanche hai un moto di compassione, di dispiacere! - Victoria adorava provocarlo.
Luca sbuffò spazientito. Fottiti, fu la risposta. Nei minuti successivi ripulì quanto più corpo poté dalla torta; dovette infine fermarsi per la nausea. -Non ce la faccio davvero più! – si arrese il ragazzo, concludendo la frase con un ruttino.
Victoria rise e gli accarezzò il viso. -Aiutami a scendere. –
Si scambiarono un bacio dolce in tutti sensi.
scritto il
2025-08-28
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