Silvia e Pietro fidanzatini 9

di
genere
scambio di coppia

Non persi tempo, afferrai il mio iPad e ancora nuda mi misi a gambe incrociate sul divano. Piero si rivestì e si sedette affianco a me, “cosa devi fare?” gli spiegai la mia idea, per potermi “allenare” per averli dentro entrambe dovevo trovare il modo per abituarmi ad una doppia presenza.
Fu facile per lui capire cosa intendessi per doppia presenza anche perché iniziai a cercare “saxy shop” nella mia zona.
Ne trovai uno vicino dove abitavamo, ma mai sarei andata in un posto dove potevo essere vista da chi conoscevo quindi iniziai a ricercare un negozio raggiungibile, ma sicuro. Ne trovai uno nella citta vicino alla nostra, controllai gli orari ed i giorni di apertura. Non fu difficile convincere Pietro ad accompagnarmi in settimana.
Scegliemmo il più lontano, ma allo stesso tempo raggiungibile, era distante un’ora e mezza da casa. Decidemmo di andare infrasettimanale, un mercedi torrido, sul sito trovammo anche un numero di telefono, feci telefonare a Pietro per sapere gli orari. Partimmo subito dopo pranzo, per l’occasione avevo studiato tutto, contanti per non usare la carta, cappello per essere meno riconoscibile e ovvio una scusa a casa. Pensandoci ora tutte cose molto inutili, il conto è mio quindi nessuno vede dove spendo i miei soldi, chi volevo mai incontrare ad un’ora e mezza da casa mia un mercoledì torrido e quando mai devo dare tanti particolari per uscire, ma vabbè feci tutto questo.
Indossai un vestitino leggero con delle scarpette da ginnastica, Pietro sembrava molto calmo, la cosa turbava tanto più me quanto a lui era indifferente. Parcheggiammo a pochi metri dal negozio, quando arrivammo vedemmo che stavano alzando le saracinesche delle vetrine, aspettammo in auto che finissero di aprire la saracinesca prima di scendere. Ed ecco la sorpresa, io mi aspettavo un uomo di mezza età anche un po' sbavoso ed invece trovammo una ragazza sulla trentina straniera. Ci salutò e ci chiese se poteva essere utile, declinammo e iniziammo ad aggirarci per i scaffali, ci stava di tutto, da vibratori a fruste a decine di cose che capivo l’uso, ma mi domandavo “perché?”, ma sono gusti quindi no comment.
Trovammo lo spazio dedicato ai vibratori, mazza che scelta, da cose giganti a minuscoli e di tutti i colori e le forme, con Pietro ridevamo e ci interrogavamo su quale fossero quelli che facevano per il nostro scopo. Dopo una buona decina di minuti si presentò la ragazza che mi trovò con la scatola di un dildo e mi spiegò che era la replica del pene di un attore. Poi mi disse che misure aveva e che stili aveva a disposizione nel negozio. Vedendo la mia espressione tra il confusa e l’imbarazzata, mi chiese se era la prima volta e poi mi tranquillizzò dicendo che non ci stava nulla di male e che se le avessi spiegato cosa volevo mi avrebbe aiutata. Presi fiato e le dissi esattamente quello che volevo le dissi tutto di un fiato “voglio due vibratori per usarli in contemporanea” lei mi chiese solo “anale e vaginale” risposi di si abbassando la testa, lei senza alcun problema mi prese delle scatole elogiando materiali e funzioni “hai già avuto rapporti dietro?” “si, ma mai in contemporanea” allora mi diede due scatole poi indicandomene una “questo cambia di dimensioni con una pompetta così inizi e poi pian piano puoi ingrandirlo”. Pietro interruppe e disse “ottimo” “bene, ve li porto in cassa, vi occorre altro?” le dissi di no, ma lei ci invitò a fare un giro. Iniziammo a camminare per gli scaffali, poi si presentò di nuovo la ragazza che ci indicò il secondo piano, qui trovammo vestiti ed accessori. Ok, girammo, ma l’idea di comprare un vestito da cameriera o poliziotta, mi sapeva di ridicolo. Andammo alla cassa, mentre pagavamo ecco che “ma non mi hai riconosciuta?” “ecco cazzo, ad un’ora e mezza da casa nel bel mezzo della settimana per non essere vista, tutto il mio piano andare a rotoli…. “ma dai eravamo all’università insieme, poi io ho lasciato” la guardo e la riguardo ma nulla, poi ecco che mi da dei riferimenti di luoghi persone e corsi e capii chi era, una ragazza con la quale studiavo delle volete in gruppo. Ci spiegò che aveva lasciato l’università e che aveva cercato lavo e quello aveva trovato. Io, che ve lo dico a fare, non imbarazzata di più…. Cazzo ok sotto casa ma nel bel mezzo del nulla trovare la commessa che ti conosce è sfiga. Comunque ci salutammo con bacetti e sorrisi ed uscimmo.
Pagammo e andammo via, ci regalò anche una confezione di lubrificante. Entrai in macchina che volevo sprofondare, ma alla fine chi se ne frega. Ci sarà abituata e poi a chi potrebbe mai andarlo a dire, ci sarà una sorta di riservatezza.
Comunque tornammo dritti a casa, non prima di scartare gli acquisti e buttare le scatole in un bidone lontano da casa.
Pietro voleva salire, ma gli dissi di no.
Salii in casa e come una ladra entrai in camera ed infilai la borsa nell’armadio.
Mi sentivo eccitata, rincorrevo il momento in cui sarei finalmente potuta stare in camera sola. Facevo tutto di corsa, appena finita la cena con i miei andai in bagno, una doccia rinfrescante e poi in camera con l’accappatoio, mi premurai, nascondendoli bene anche di lavare i giochi appena acquistati.
Eccomi finalmente stesa nuda sul letto.
Si ero eccitata, ma anche imbarazzata, l’idea di aver incontrato una mia ex collega di università in un posto simile mi aveva messo in uno stato di agitazione.
Ma vabbè, accesi il computer e cercai qualche scena hard in tema doppia penetrazione, non è mai stata una mia fantasia particolare, ma ora volevo sperimentare questa cosa.
Iniziai a vedere dei video, non per eccitarmi, ma proprio per capire come avrei dovuto fare, ne vidi un paio. Forse per le ragazze che non erano di “mio piacimento” o forse perché mi concentrai più sul come fare, ma quei video mi sembravano tutti uguali e poco eccitanti. Appena ebbi capito come avrei potuto fare spensi la luce e mi accertai che la porta fosse chiusa a chiave. Faceva davvero tanto caldo così decisi solo di tenere il balcone aperto con le tende chiuse.
Come un chirurgo che si prepara ad operare presi il gel ed i due cazzi di gomma, li osservai bene, erano fatti veramente bene. Provai ad inserirne uno, ma nulla da fare, sarà che non ero neanche eccitata, diciamo eccitata si, ma non bagnata. Non so come dirlo ero eccitata dalla cosa, ma non stimolata e bagnata, sola nel letto a masturbarmi, dai non è eccitante cosi.
Presi il cell e scrissi un messaggio a Pietro, “Ehi io all’opera” mi rispose dopo poco chiedendo come andava, gli risposi che non era molto stimolante. Ecco che da una battuta “senza di me e Vittorio non ti ecciti?” che mi venne una piccola idea. Creai un gruppo, mandai la foto dei due dildo. Anche Vittorio rispose dopo poco, mi chiese come andava e gli dissi che senza di loro il mio allenamento era difficile. Commentò anche le misure che avevo scelto e quale avrei inserito e dove. Vi risparmio l’intera chat, ma alla fine scherzando presi il più grande e riferendomi a Vittorio “questo lo chiamo Vittorio e visto che è il più grande al momento lo metto avanti. Questo più piccolo invece sarà Pietro e si occuperà del mio culetto”.
Li lasciai dicendo che avevo da fare, non serve molta immaginazione per capire cosa. Il solo fatto di avergli detto cosa stavo per fare e aver stuzzicato la mia vena esibizionista mi aveva donato un’eccitazione tale che il dildo piccolo entrava nella mia figa senza troppi problemi.
Ero eccitata, continuavo a torturarmi il clitoride con una mano e a spingere il dildo nella figa, era un’esperienza totalmente nuova, la sensazione era all’inizio strana, forse anche perché il dildo era rispetto ad un pene vero più freddo. Andai avanti per un po' solo gustandomi la sensazione di scoparmi da sola, era gradevole ed appagante, non pensavo a nulla, poi aprendo gli occhi vidi il secondo dildo.
Ero sdraiata sul letto nella mia stanza tutta sola illuminata solo dalla poca luce che entrava dalla finestra. Ero sudata, sentivo sulla mia pelle il calore di un’estate fin troppo calda e le goccioline di sudore che bagnavano il mio corpo. Mi sentivo bagnata, eccitata, ma nonostante mi stessi masturbando non ero realmente alla ricerca dell’orgasmo, volevo godere, ma non finire, volevo spingermi fino al limite senza raggiungere l’orgasmo.
Afferrai il secondo dildo, mi girai nel letto mettendo le gambe verso la testiera del letto.
Nel tentativo di trovare una posizione comoda mi misi su di un fianco, piegai la gamba di sotto e alzai l’altra pogiandola al muro così da avere figa e culo bel raggiungibili.
Mi piacque subito quella posizione, non perché fosse comoda, ma perché la vedevo oscena con entrambe i miei buchi ben visibili.
Afferrai il secondo dildo e gli spalmai un po’ di gel, lo appoggiai anche sul buchino, ma non entrava, così iniziai ad infilarci un dito, la cosa mi piacque tanto da prendere il dildo più grande e ricominciare a masturbarmi anche la figa.
Sarà stata la posizione sarà stata l’idea dell’indecenza di ciò che stavo facendo o la mia fantasia di qualcuno che vi vedesse in quella posizione, ma arrivai all’orgasmo dopo pochi minuti. Quando mi ripresi dagli spasmi mi ritrovai con due dita nel sedere ed il dildo che ancora vibrava nella mia figa.
Ero sfatta, presi il cellulare e feci partire il video, avevo le cuffie bluetooth sul comodino, le misi e impostai riproduzione in loop. Avevo ancora il fiatone, ma nonostante questo ricominciai, presi il dildo piccolo e lo appoggiai sul mio culo, cercai di farlo entrare senza riuscirci, levai quello nella figa e finalmente riuscii a farlo entrare, sentii un pochino di dolore, ma nulla di più di quando ne prendo uno vero. Lo spingevo avanti e dietro per abituarmi e nel durante mi toccavo il clitoride, raggiunsi un altro orgasmo, non tanto forte, poi presi il dildo grande e appoggiai la cappella vibrante sul clitoride, mi ci volle poco per farlo scivolare dentro.
Sarà stata la doppia penetrazione, o la mia voce riprodotta nelle cuffie che supplicava Pietro di incularmi, ma venni e quando dico venni lo dico per d’avvero una fontana. Il mio primo squirting e non una cosa da poco bagnai ogni cosa, letto muro comodino tutto, non smettevo di tremare contorcermi e per quanto fossi dilaniata dagli spasmi non smisi di spingere i due cazzi dentro di me. Riuscii a non urlare solo perché affondai la faccia nel cuscino e lo morsi con tutta la forza.
Mi ripresi dopo un sacco.
Mi alzai e iniziai a camminare per la stanza, il letto era non solo bagnato, ma un forno, non mi chiedete cosa c’entra, iniziai a camminare per la stanza come per volermi schiarire le idee, per capire ciò che mi era successo. Passando davanti allo specchio mi vidi. Ero nuda, camminavo quasi sulle punte dei piedi la mia pelle era lucida di sudore, e si vedevano le goccioline scivolare dai miei seni giù per il mio ventre e seguendo la curva scivolare lentamente tra le mie gambe. La mia figa era rossa, nonostante la poco luce si vedeva tutta la zona del monte di venere rosso. La mia faccia era sconvolta come i miei capelli tutti arruffati, ma soprattutto sorridevo.
Avevo nelle orecchie ancora l’audio del video, le levai, avevo caldo, uscii fuori sul balconcino, fortunatamente è in cemento e sto all’ultimo piano. L’aria fresca mi procurò un brivido forte e i capezzoli si indurirono cosi velocemente che ebbi dolore come se qualcuno li avesse pizzicati.
Fuori era tutto calmo, era la prima volta che uscivo nuda fuori al balcone in vita mia, mi venne questo pensiero, nonostante le mie sfide non mi ero mai spinta a tanto nonostante la tarda ora non avevo mai osato.
Poi mi venne un’idea, entrai dentro afferrai il cell, scattai una foto al cuscino con i due cazzi sopra.
Poggiai il cell sul pavimento tenendolo eretto vicino al muretto, mi sdraiai e con poca fatica mi rimisi entrambe i cazzi dentro e feci qualche foto. Ne feci più di una, seduta a gambe larghe, a quattro zampe e poi le inviai ai ragazzi. “vedete come sono brava? Io ho fatto i compiti, ma l’esame dovete farmelo voi”.
di
scritto il
2023-09-17
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