Il battesimo

Scritto da , il 2013-02-15, genere gay

Questa è la storia di quando mi sono fatto rompere il culo. Avevo 15 anni quando è successo. Come ogni anno, l'estate andavo nella nostra casa in Liguria, ai confini con la Toscana. Mio padre è proprietario di una villa sul mare, e solitamente da metà giugno a metà settembre, con tutta la famiglia, si andava in quella splendida casa a passare l'estate. Mia mamma diceva sempre "vi fa bene cambiare aria" (parole sante). Mio padre è un appassionato di regate a vela e spesso usciva in mare con mia madre, lasciandomi tranquillo al mare con i miei amici. Dietro la spiaggia che frequentavo al tempo, c'è una bellissima pineta, dove il pomeriggio passeggiavo per fare qualcosa di diverso. Adoro il mare, ma la pineta era la mia passione: non c'era nessuno, al massimo due o tre marocchini che si riposavano per poi riprendere le loro mercanzie e fare avanti indietro per la spiaggia. Ricordo che era luglio e quell'anno il caldo era veramente insopportabile, lasciai la spiaggia solo costumino da mare indossato, andai in pineta. Mentre passeggiavo, vidi, un bellissimo uomo marocchino disteso sotto un albero che fumava. Aveva 23 anni (me lo disse dopo) ma sembrava più grande. Indossava solo i jeans, fumava e beveva birra. Mi notò quasi subito e io gli feci un sorriso ammicante. Nei miei sogni erotici, i marocchini la facevano da padroni, erano sembre tanti e tutti abusavano di me, lasciandomi ricoperto di un mare di sborra. Quel giorno fortuna volle che ci fosse solo lui, li disteso sull'erba, ed io, che decisi di sdraiarmi a pochi metri da lui, in uno spiazzo sotto il sole a pancia in giù. Mi ero sistemato in modo che i miei piedi fossero verso di lui e la testa dal lato opposto: non potevo vederlo, ma non mi interessava più di tanto. Dopo 10 minuti che prendevo il sole mi sono abbassato il costume, in modo che il mio culetto morbido, liscio e senza peli fosse completamente esposto al sole ed alla vsita del marocchino. Passarano forse tre minuti, e mi senti palpare le chiappe. Mi voltai, e lui era dritto di fronte a me, completamente nudo e con un cazzo granitico. Era uno spettacolo della natura, tremavo dall'eccitazione, e il mio cazzettino era tutto bagnato. In pochi secondi ero li che succhiavo, disteso sull'erba, paraticamente gli ho leccato tutto, cazzo, palle e culo. Come si dice in gergo gli ho fatto un "pigiamino di saliva" cazzo, che buono, se chiudo gli occhi ancora rivivo quei momenti. Cominciò a mettermi un dito in culo, fin dal principio, dopo mezzora che sugavo credo che avessi due dita ben ficcate dentro le chiappe, e fu del tutto naturale prendere il suo cazzo dentro di me. Per incularmi ci volle un pò di tempo, non lo avevo mai preso nel culo, ma devo dire che Said, ci mise tanta passione e tanto amore. Entro piano, mi baciò sul collo, mi diceva di stare tranquillo, tante piccole cose, che gli hanno permesso di impalarmi come si deve. Avevo 15 anni e 22 cm di cazzo duro in culo, godevo come una troia. Dopo 20 minuti di sali e scendi prima lenti e poi sempre piu veloci, mi scaricò nel culo e senza preservativo un bella quantità di sborra. Io lo incitavo per farmi sborrare in culo, mettimi in cinta gli dicevo, mettimi in cinta... e lui non se lo fece ripetere tante volte, mi riempi di crema!

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