Il terzo allenamento (capitolo 2)

Scritto da , il 2022-09-22, genere sentimentali

(Continuato de “Il primo allenamento”)

Come mi ero ripromessa la sera successiva sono tornata al campo d’allenamento. Questa volta ho potuto parlare poco con Andrea che non ha corso con me ma mi ha fatto fare esercizi di potenziamento assieme ad altri due della squadra. Mi ha completamente distrutta. Il giorno dopo faticavo a camminare, tanto che ho dovuto stare due giorni senza rimettere le scarpe da corsa.

Il venerdì mi ripresento sorridente e con tanta voglia, ma poca di correre. Davanti a me un weekend in libertà poiché Filippo lo passerà da suo padre. Quindi il programma prevede:

-venerdì sera allenamento durante il quale cercherò di portarmi a casa l’allenatore (sogna Anna, sogna!!)

-alternativa alla serata con l’allenatore prima una cena sul divano guardando un film romantico e poi col vice-allenatore, ovvero uno dei miei cari giocattolini che ormai da troppo tempo sostituiscono un caldo e duro cazzo di carne

-sabato sera esco con Giulia

-domenica a pranzo da mamma e poi a recuperare Filippo

Mi auguro che i punti 2 e 3 saltino causa continui e ripetuti salti con l’allenatore. Al pensiero il mio basso ventre formicola, anche perché ora Andrea è davanti a me e mi parla e io non l’ascolto. Ma che mi parli a fare!? Prendimi e basta no!?

“OK Anna? Andiamo, forza”. Non so a fare cosa, ma lo seguo.

“Scusa, mi ripeti cosa dovrei fare?”. Lui sorride. E ci vuole così tanto a capire perché sono distratta?!

“Dopo il riscaldamento, fai il tuo ritmo, quello in cui riesci a conversare, ricordi?”

“Si coach”

“Bene! Quando te lo dirò io acceleri e terrai quel ritmo per un po’. A sensazione dovrai capire quando ritornare alla tua cadenza iniziale per rifiatare. Faremo questo un po’ di volte. E’ un allenamento che ti aiuterà a migliorare la soglia.”

“Ora mi è più chiaro” e lui sorride nuovamente.

Alla quarta volta che ripeto l’esercizio mi arriva un crampo al muscolo sotto la coscia. Mi lamento, saltello sulla gamba. Andrea mi fa adagiare a terra. Cazzo che dolore!!

“Che senti? Dove hai male?”

“Qui” Gli dico indicando sotto alla coscia “Un crampo”

“E’ il bicipite femorale” dice lui iniziando a spingere lentamente per poi premere di più facendo allungare il muscolo contratto. Inizio a rilassarmi e riapro gli occhi. Il muscolo si decontrae. Lui continua nella sua azione e mi dice “Bevi durante la giornata? Integri i sali che perdi con gli allenamenti? E’ ancora caldo quindi sudi molto”.

Posso non pensare che me li vorrei fare integrare da lui i sali? Conosco qualche metodo: endovaginale oppure orale, oppure ... Oddio Anna, smettila! Ecco la parte verginella di me che si mette di traverso e tenta di frenare le mie fantasie erotiche. Non lo può fare, non ci può riuscire. Sono all’inizio di un lunghissimo scivolo e sto prendendo sempre più velocità soprattutto quando lui smette si spingere ed inizia ad accertarsi dello stato del muscolo toccandolo. Più su tesoro, ti prego sali con quelle mani. Ma non sale, no purtroppo. Gli sguardi s’incrociano e chissà se ha letto il mio desiderio iniziale e la mi delusione finale.

“Ora stai meglio. Andiamo con una corsetta defaticante sino al campo. Leggera, un po’ più rapida di una camminata. Il fine settimana niente corsa, ti riposi. Prendi degli integratori che abbiano soprattutto magnesio e potassio. Se vuoi ti consiglio qualcosa”. Integrare … Io parto da zero, ho bisogno di una dose massiccia, non d’integrare. Un pasto completo a base di tutto ciò che immagino esserci sotto ai tuoi pantaloncini.

“Grazie Andrea, ma dovrei avere qualcosa a casa” di sessualmente adatto per attenuare la voglia che mi fai venire vorrei dirgli, ma semplicemente ci salutiamo.

Non ho voglia di fare la doccia lì, così mi metto qualcosa sopra e scappo subito a casa. Come entro nell’appartamento sento che il fine settimana, un fine settimana tutto mio, ha inizio. Purtroppo i punti 2 e 3 del programma non saltano, ma sarebbe stata più la sorpresa se ciò fosse avvenuto rispetto alla delusione. Apro l’acqua della doccia ed inizio a spogliarmi. Mi guardo allo specchio. Eh si, i chiletti in più si vedono proprio tutti, ma almeno i seni sono più pieni. Speriamo che la corsa mi sciolga un po’ la cellulite e mi rassodi le natiche che comunque sono ancora discrete. L’acqua calda scende. Sbatte sulla nuca e corre lungo la schiena. Mi sposto un po’ indietro facendola correre sul petto. Metto un po’ di doccia schiuma sulla spugna e la passo sui seni. Chiudo gli occhi. L’acqua sulla faccia. Alcune gocce colpiscono i capezzoli che cominciano a gonfiarsi. La mano libera ne accarezza uno alla base. Lo solleva un po’ mentre la mano con la spugna sfiora il pube. La schiuma resta sospesa sul ciuffetto di peli neri. Piccole bollicine li imperlano. Sollevo la gamba e sotto la coscia massaggiata da Andrea passo la spugna. La lascio cadere. La mano, ora libera, accarezza quel punto dove poco prima lui ha posto le sue mani. La mia, differentemente, sale sino al linguine e poi su sfiorando un labro gonfio e pulsante. Lo accarezzo passando di lato salendo poi sul pube e spalmando quella schiuma sino al clitoride che mi manda in tilt con scosse continue che arrivano dritte al cervello. Stacco la manopola della doccia. Punto il getto tra le mie labbra. L’acqua calda scorre sulla mia fica. Mi appoggio con la schiena sulle piastrelle sentendo un piccolo brivido al primo contatto. Devio l’acqua sul soffione sopra la mia testa mentre le grandi labbra avvolgono la manopola. La muovo vanti e indietro facendone sbattere la testa sul clitoride. Con l’altra mano strizzo un seno. Gemo forte. Posso liberare la mia voglia il mio desiderio. Sono pervasa dal piacere. Godo. Urlo, si urlo. Appoggio la nuca sulla parete. Apro gli occhi. Respiro profondamente cercando di regolarizzare il battito. Sfilo la manopola e la guardo con un sorriso più malinconico che altro. La rimetto al suo posto e finisco di lavarmi cantando ‘Cuore, Batticuore, Na na, Na na na na, Mi è sembrato di sentire un rumore, Rumore, Sera, La paura, Io da sola non mi sento sicura, Sicura, Sicura mai, Mai mai mai …’

Questo racconto di è stato letto 1 2 7 2 volte

Segnala abuso in questo racconto erotico

commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.