Finestra spagnola

Scritto da , il 2022-09-04, genere esibizionismo

Da sola in un’altra città. Siviglia. Per piacere, non per lavoro.
La mia camera è piccola, bianca, con azulejus blu come pavimento. Letto a una piazza e mezzo con testata in ferro battuto. Mi piace. Appena lo vedo immagino i miei polsi legati. La finestra di fronte al letto, dà su un piccolo patio, le tende unico modo per oscurare la luce,mai usate. Dopo una giornata da turista mi faccio una bella doccia rilassante, mi metto giusto un perizoma e mi sdraio un po’, tanto qui si mangia tardi, posso riposarmi prima di uscire. Ascolto un po’ di musica e ripenso alla guida di oggi che mi ha condotto tra le stanze del palazzo della contessa De Las Duenas raccontandoci di lei attraverso i suoi oggetti personali e le sue stanze. Una ragazza, Maria, con un bellissimo sorriso, delle labbra pronunciate, capelli castani lunghi, lisci, occhi color nocciola. Magra ma con un bel sedere e cosce piene. Lei mi ha stregata. Non riuscivo a staccare gli occhi dalla sua bocca, ero completamente schiava della sua lingua. Quando pronunciava le parole che prevedono che la lingua sia in mezzo ai denti io mi sentivo estraniarmi dal contesto. Mi si annebbiava la testa, mi venivano i brividi e la pelle d’oca. Sarei rimasta ore a sentirla parlare in spagnolo, ore. Io quella lingua la volevo addosso, avrei voluto che mi parlasse in spagnolo all’orecchio, che mi leccasse il collo, che mi mordesse i lobi.
Quei denti volevo sentirli sulla mia carne.
Sono così eccitata che inizio a toccarmi immaginando la sua bocca sul mio corpo. Scontato dire che sono bagnata, fradicia, perizoma zuppo. Clitoride gonfio, duro me lo martorio con le dita dentro gli slip. Poi basta.
Devo aprire le gambe. Devo masturbarmi e sfiorarmi l’interno coscia come se ci fossero le sue labbra a baciarmi lentamente a farmi sentire anche un po’ di lingua umida a ogni bacio.
Mi sfilo il perizoma e mentre lo faccio mi accorgo che qualcuno mi sta guardando dalla finestra. Beato chi tu sia,che si goda lo spettacolo.
Inutile dire che sapere di essere guardata,per un’esibizionista come me, è fonte di grande eccitazione. Ancor di più non sapendo se è uomo o donna. Ma in ogni caso spero che abbia messo le mani nelle mutande. Mi sono un po’ spostata, ho aiutato la visione, non troppo diretta, ma che vedesse che con una mano mi stritolavo un capezzolo. Le mie dita erano i denti di Maria, volevo sentire male, volevo che mi stringesse la tetta tra le mani e la succhiasse come se fosse stato un frutto maturo. E volevo che vedesse che due dita scivolavano velocemente dentro di me. Liquido cremoso colava. Potevo sentire il culo inondato dal mio piacere. Stavo godendo, stavo godendo tanto. L’idea che fosse Maria a baciarmi tutto il corpo, a succhiarmi, a leccarmi, mordermi,la sua lingua calda e bagnata che percorre ogni centimetro del collo, delle tette, della vulva e che il mio godere di questa fantasia stesse eccitando qualcuno di reale,ma indirettamente, mi mandava fuori di testa. Completamente in balia di un insieme di pensieri e immagini erotiche. Ero ubriaca di eccitazione e godimento.Un delirio perverso che sfocia in un orgasmo rapidamente. Potente. Forte. Stringo le gambe. La testa mi va indietro. Urlo. Urlo tutto il piacere che ho in testa e in corpo. Spero che il o la voyeur mi abbia sentito e che abbia goduto di questo concatenarsi di sensazioni eccitanti.

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