E Alberto alla fine

Scritto da , il 2012-09-06, genere gay

Nevicava dannatamente e non potevamo andare da nessuna parte; vicino alla biglietteria c'era un'insurrezione e l'impiegato frustrato si era vendicato scegliendo i nomi di quelli che sarebbero saliti per primi sul pullman per l'albergo. Io ero vicino alla biglietteria accanto ad un tizio tranquillo e così siamo stati fra i primi ad essere caricati. Al mio amico tranquillo ed a me è stata data una bella camera doppia al quinto piano. Io lo guardavo con la coda dell'occhio mentre salivamo con l'ascensore: era alto pressappoco come me (un metro ed ottantacinque), ben fatto, capelli castani e sorprendenti occhi grigi. Indossava un abito ben tagliato che con discrezione nascondeva qualsiasi cosa avesse tra le gambe. Ci eravamo presentati, lui era Alberto ed io Roberto, ed odiavamo ambedue i diminutivi. Quando siamo stati nella stanza Alberto è andato nel bagno a fare la doccia ed io mi sono seduto sul letto ad aggiustare l'erezione pensando per quale ragione aveva nevicato costringendomi in una camera doppia con uno splendido fusto dagli occhi grigi. Merda, ho pensato. Mi sono spogliato e stavo pensando cosa fare quando la porta del bagno si è aperta improvvisamente ed Alberto è uscito con un asciugamano avvolto intorno alla vita. Si è fermato quando mi ha visto nudo, poi è gelato quando ha visto il cazzo duro. Ci siamo fissati finché non ho osservato che la parte anteriore dell'asciugamano cominciava ad incurvarsi. Si è guardato come se si fosse tradito ed il suo viso è diventato pallido. Mi sono sentito dispiaciuto per lui, e mi sono avvicinato. "Tranquillo," ho detto, con un gran sorriso. "ho sempre pensato che i cazzi rigidi fossero contagiosi, un po' come l'influenza." Mi ha guardato, ha deglutito con forza e si è schiarito la gola. "Lo voglio tanto da stare male," ha detto con voce rotta. "Sei salito in aereo, mi hai guardato, e... Io vorrei... Non ho mai..." Mi sono avvicinato di più e gli ho toccato il viso; ha emesso un suono profondo, basso, che era quasi di dolore, e mi si è avvicinato. Le nostre bocche si sono incontrate e la sua si è aperta ad accettare la mia lingua. Ho dardeggiato dentro e lui l'ha succhiata. Mi ha baciato disperatamente, avidamente, poi ha spinto la sua lingua dentro di me. Gli ho preso una mano e l'ho messa sul mio uccello mentre lo avvolgevo con un braccio e lo tiravo a me. Ha abbassato l'altra mano e l'ha usata per esplorarmi, il suo tocco era delicato, mi accarezzava le palle e piano piano anche il cazzo. Ho fatto scivolare le mani sulla sua schiena e ho fatto cadere l'asciugamano. Il suo cazzo toccava il mio, le mie mani sono andate al suo culo sodo e stretto. Ha seppellito il viso nella mia spalla, tremava mentre io esplorato il suo dolce culo. Si è afferrato il cazzo duro e ha strofinato la testa su e giù lungo la mia asta; sentivo una striscia di pre eiaculazione su di me. Alberto ha fatto scivolare la bocca sul mio corpo, mi leccava e mi mordicchiava il torace, strofinava la lingua sui miei capezzoli. Sono diventati immediatamente eretti, li ha fissati, poi vi ha appoggiato sopra la bocca e ha succhiato; con forza. Ho rantolato e lo sentivo sorridere mentre stringeva ermeticamente il capezzolo tra le labbra. Ha continuato a succhiare spostando la bocca da uno all'altro, quindi ha usato le dita per pizzicarli. Improvvisamente si è alzato e ha fatto scorrere le mani sopra il mio corpo. Sapevo cosa stava facendo e l'ho lasciato fare. Toccava un uomo per la prima volta, quello che aveva sognato, probabilmente, per tutta la vita, e l'ho lasciato fare. Mi è girato intorno e mi ha strofinato la schiena, mi toccava delicatamente. Mi è ritornato di fronte ed improvvisamente si è inginocchiato, ha preso in bocca il mio pene, ha chiuso gli occhi e ha succhiato, delicatamente dapprima, poi con più forza, prendeva profondamente la mia verga. Ho allargato i piedi e mi sono equilibrato lasciando che si divertisse. Quando ha sentito il sapore del liquido pre spermatico i suoi occhi si sono aperti e ha guardato in su verso di me. C'era il fuoco nei suoi occhi, ha cominciato a fottermi con forza con la bocca, le sue mani si sono aggrappate al mio culo. Ho stretto i pugni per resistere, ma era inutile; sentivo il mio cazzo gonfiarsi, le mie palle riempirsi, e la stessa cosa succedeva a lui. Mi ha fottuto ancora più forte, la sua bocca bagnata era un anello stretto sul mio cazzo palpitante, la sua lingua sembrava mi toccasse dappertutto. Ho cominciato a riversare sperma nella sua bocca e lui l'ha ingoiato, succhiandolo da me più velocemente di quanto io potessi eruttare. Sono crollato indietro sul letto mentre lui continuava a succhiarmi il cazzo. La sua bocca e la sua lingua delicatamente mi hanno leccato per pulirmi. Mi ha girato e ha cominciato a mordicchiarmi il culo. Mi sono disteso e mi sono messo comodo lasciando che la sua lingua giocasse sopra ogni centimetro della mia pelle. Ho aperto le gambe e lui ha leccato la fessura dando di tanto in tanto colpetti alla base della spina dorsale. Ha usato le dita per aprirmi delicatamente le natiche, poi ha cominciato a leccare intorno al buco, avvicinandosi sempre più. Alla fine è arrivato e delicatamente ha toccato il buco con la lingua. Il suo fiato era caldo, ho tenute ferme le anche resistendo alla tentazione di spingere il sedere contro la sua bocca. Ho emesso un gemito disperato, affamato e lui si è tuffato in avanti, spingendo dentro la lingua. Nessuno mi aveva mai fottuto con la lingua col suo evidente desiderio. Ha preso le mie palle delicatamente mentre la sua lingua lavorava cercando di pugnalarmi. Ad un certo punto mi sono girato e ho afferrato la parte posteriore del suo collo, ho succhiato la sua lingua nella mia bocca e l'ho spinto lungo disteso sul letto. Gli ho lavorato la bocca con la mia e ho messo le mani dappertutto su di lui. Si è dimenato senza poter far niente, divenendo sempre più eccitato, esplodendo alla fine in un fiume di parole per ritardare l'orgasmo. Gli ho ingoiato il cazzo e ho succhiato più forte di quanto avessi mai fatto. Il suo corpo si è accartocciato intorno alla mia testa e si è aggrappato, combattendo per trattenere l'eruzione nelle palle. È venuto in lunghi, rabbrividenti spasmi, urlando, eruttando sborra ad alta pressione nella mia bocca in scoppi continui. Non avevo mai sentito tanto sperma uscire da un cazzo palpitante. È crollato, il corpo si contorceva, poi ha cercato di alzare la testa per dire qualche cosa. Mi ha guardato con la sborra che mi colava dal mento e ha cominciato ridere. Ha gesticolato debolmente per farmi piegare su di lui e mi ha leccato il viso, ghignando. Il mio cazzo era di nuovo duro ed io l'ho fatto girare sullo stomaco; mi sono piegato e ho morso il suo culo duro. Ha aperto le gambe e mi ha detto "Fottimi!" con voce chiara. Mi sono inginocchiato dietro di lui e gli ho morso e leccato il sedere, poi gli ho aperto le natiche e l'ho ha fottuto con la lingua finché non mi ha implorato di fottergli duramente il culo col cazzo gonfio. Mi sono allontanato dal letto per prendere un tubo di lubrificante nella valigia e lui ha emesso un lamento di dolore quando l'ho lasciato. Il lamento mi ha infiammato e dal mio uccello sono fluiti degli umori che ho usato per renderlo più scivoloso e per far scivolare un dito nel buco stretto. Mentre gli fottevo il culo col dito ascoltavo la sua confessione emotiva, le parole cadevano dalla sua bocca al ritmo delle spinte della mia mano. Le dita sono diventate due, poi ho pigiato la cappella del mio cazzo gonfio e dolorante contro l'apertura del suo tunnel rosa rilassato. "Fottimi il culo," ha richiesto. "OK," ho detto con calma e ho inserito il cazzo nel suo anello stretto mentre lui era scosso da una risata. Aveva chiesto insistentemente questo piacere tanto a lungo che è rimasto in silenzio mentre lo pompavo. Ho cercato di essere delicato ma non ci sono riuscito. Gli ho afferrato le anche e ho spinto profondamente e con forza, sbattendo le anche contro il suo culo sodo. Le nostre palle si sono scontrate ed io ho gettato indietro la testa e ho ululato. L'ho fottuto più forte che ho potuto, più a lungo che ho potuto. Alla fine ho sentito che mi implorava di fermarmi. Mi sono fermato, preparandomi a togliermi. La sua mano mi ha afferrato l'anca e mi ha fermato. Si è alzato, ha trovato con le dita la mia verga per sentire quanto era entrata e si è aperto il buco. Non ha parlato, ma si è girato e mi ha baciato. L'ho circondato con un braccio e ho pompato il suo culo stretto mentre lui spingeva le anche indietro per prendermi profondamente. Con la destra si accarezzava il cazzo; abbiamo cominciato contemporaneamente a pompare sborra, i nostri corpi si agitavano e si contorcevano mentre io gli inondavo il culo e lui spargeva un torrente sopra il letto. Alla fine siamo crollati accoccolati e come svenuti. Il tempo alla fine è migliorato, ha smesso di nevicare, ma dovevano passare giorni prima che ce ne accorgessimo.

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