Guardo il tuo pene
di
Rita Adelina Gualtieri
genere
poesie
Era il giorno del mio compleanno.
Diciannove anni.
È stato un attimo,
assolutamente inaspettato.
Passeggio per il bosco
in una giornata di primavera,
il sentiero a un certo punto svolta
e ti vedo nudo
non ti tocchi
non parli
non ti muovi
hai le gambe un po' divaricate
e al centro il tuo cazzo duro
lo guardo e qualcosa vibra in me
mi avvicino ma no troppo
lo guardo, sta fremendo,
vorrei che lo toccassi con una mano
socchiudo gli occhi e
non resisto
premo una mano da sopra i vestiti
sul mio pube,
non ho il coraggio di alzare la gonna
e toccarmi con te sconosciuto e
nello stesso tempo desiderato,
mi masturbo lentamente senza alzare la gonna
sotto ho solo dei leggeri slip
sento comunque le mie dita premere la fessura
ci guardiamo diritto
negli occhi
la situazione è sconvolgente e eccitante
sento avvicinarsi il piacere
mi concentro sul tuo cazzo esposto
è un oggetto scurrile
osceno, scurrile, prepotente
con il suo glande gonfio e fremente
di colpo raggiungo un orgasmo
potente e improvviso
le gambe quasi non mi reggono
ora lazo l'orlo dalla gonna
e scosto il tanga
ti mostro la fica affondo un dito
e comincio a godere
guardando il tuo cazzo e null'altro
poi pur nella tua immobilità
un fiotto biancastro sprizza
dal tuo cazzo, una, due, tre
e più volte ancora
lo sperma schizza veloce
e raggiunge l'erba ai tuoi piedi.
Ora ci guardiano sorridendo.
Sento la mia voce che ti dice grazie.
Mi rivesto e a malincuore ti lascio lì
ancora nudo, immobile
e ora con il cazzo molle.
Domani farò un'altra passeggiata nel bosco.
Diciannove anni.
È stato un attimo,
assolutamente inaspettato.
Passeggio per il bosco
in una giornata di primavera,
il sentiero a un certo punto svolta
e ti vedo nudo
non ti tocchi
non parli
non ti muovi
hai le gambe un po' divaricate
e al centro il tuo cazzo duro
lo guardo e qualcosa vibra in me
mi avvicino ma no troppo
lo guardo, sta fremendo,
vorrei che lo toccassi con una mano
socchiudo gli occhi e
non resisto
premo una mano da sopra i vestiti
sul mio pube,
non ho il coraggio di alzare la gonna
e toccarmi con te sconosciuto e
nello stesso tempo desiderato,
mi masturbo lentamente senza alzare la gonna
sotto ho solo dei leggeri slip
sento comunque le mie dita premere la fessura
ci guardiamo diritto
negli occhi
la situazione è sconvolgente e eccitante
sento avvicinarsi il piacere
mi concentro sul tuo cazzo esposto
è un oggetto scurrile
osceno, scurrile, prepotente
con il suo glande gonfio e fremente
di colpo raggiungo un orgasmo
potente e improvviso
le gambe quasi non mi reggono
ora lazo l'orlo dalla gonna
e scosto il tanga
ti mostro la fica affondo un dito
e comincio a godere
guardando il tuo cazzo e null'altro
poi pur nella tua immobilità
un fiotto biancastro sprizza
dal tuo cazzo, una, due, tre
e più volte ancora
lo sperma schizza veloce
e raggiunge l'erba ai tuoi piedi.
Ora ci guardiano sorridendo.
Sento la mia voce che ti dice grazie.
Mi rivesto e a malincuore ti lascio lì
ancora nudo, immobile
e ora con il cazzo molle.
Domani farò un'altra passeggiata nel bosco.
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