Lo strano attrezzo

Scritto da , il 2022-08-04, genere incesti

Salve vi racconto questa storia accaduta di recente Mio nonno Luigi è morto da poco lasciando sola mia nonna Marisa donna sulla settantina non tenuta bene donna in carne un seno cadente un grosso culo ma alta circa un metro e ottanta una vecchia matrona per capirci .Io ero l'unico nipote in quanto mia madre figlia unica .Nonna nei giorni successivi al funerale aveva bisogno di una mano per ripulire la casa e la cantina dove nonno aveva i suoi attrezzi e le sue cose che non servivano più. Indovinate a chi toccava? A me così mi sono trasferito qualche giorno da nonna Marisa .Iniziamo la pulizia generale lei si occupava dei vestiti nell'armadio io invece dovevo ripulire la cantina mi infilo un paio di pantaloncini e scendo giù prendo a spostare tutto e mettere da una parte le cose da buttare finchè non arrivo ad un attrezzo sotto un telone lo levo e mi ritrovo davanti una cosa in ferro alta circa due metri formato da due tubi innocenti da i lati e due che formano una croce in mezzo la cosa che mi lascia perplesso è che i tubi laterali sia in alto che in basso avevano dei bracciali di pelle con delle fibbie tipo cintura non ho idea di cosa sia quindi chiamo nonna la invito a scendere per sapere cosa farne. Nonna Marisa scende le scale e si ritrova davanti questo attrezzo lo guarda diventa tutta rossa non sa cosa dire comincia a mettere insieme parole senza senso la vedo a disagio mi dice di aspettare a buttarlo perchè aveva dei ricordi e non era sicura di buttarlo via. Lasciamo il lavoro a metà perchè è l'ora di pranzo saliamo in cucina e dopo circa 30 minuti è pronto ci sediamo a tavola e parliamo del nonno e dei bei ricordi ma la mia mente è sempre focalizzata sul quel coso così mi faccio coraggio e ritiro fuori l'argomento la presso per sapere cosa sia quell'attrezzo ,lei tergiversa ma incalzata dalle mie domande mi dice che nel pomeriggio mentre riprendiamo il lavoro mi fa vedere a cosa serve. Finiamo di mangiare e scendiamo di nuovo in cantina la vedo in imbarazzo ma non credevo alle mie orecchie Marisa mi spiega che Nonno Luigi era un pò strano in fatto di sesso e che nelle loro notti si rifugiavano giù lontano da occhi indiscreti per soddisfare nonno ,io allora iniziando a capire continuo con le domande ormai non doveva avere più segreti le chiedo di farmi vedere come funzionava nonna è titubante ma alla fine si posizione nel mezzo all'attrezzo e mi dice di legarle mani e piedi alle cinghie così faccio mentre lei è legata mi dice che in quella posizione era la schiava di nonno e lui aveva accesso libero a tutto il suo corpo. Il racconto va avanti e io sono sempre più eccitato avevo la minchia dritta come un fuso di circa 20cm nonna se ne accorge e mi dice che il gioco poteva finire li per lei io non ero tanto della sua idea così la lascio legata Marisa comincia a dimenarsi e a chiedermi di scioglierla ma preso dall'eccitazione non la ascolto nella mia testa vedevo solo lei che si faceva sbattere da nonno legata mani e piedi .Senza dire una parola mentre lei quasi mi pregava mi posiziono davanti e come un automa inizio a sbottonarle la vestaglia da casa che aveva indosso nonna sbarra gli occhi inizia a urlare anche se li sotto nessuno la poteva sentire non portava reggiseno quindi aveva tutto il seno cadente e portava dei mutandoni di pizzo neri alti quasi fino all'ombelico mi supplica di fermarmi da io fado avanti con la mano prendo a toccare i piedi poi l'interno coscia fino ad arrivare all'elastico dei mutandoni mi faccio coraggio lo sposto ed entro in quel cespuglio tutto peloso fino al clitoride che nonna ha grande quanto un dito con mio stupore lo trovo bello dritto e turgido scendo fino all'entrata della caverna lei non vuole si dimena ma non si può sottrarre entro con un dito poi con due fino a tre lei diventa tutta paonazza smette di gridare la fica diventa un lago di umori. Mi fermo per qualche istante cercando di tornare in me ma il maiale ha preso il sopravento e poi la frittata è fatta così decido di andare fino in fondo sul bancone da lavoro vedo delle forbici le prendo e comincio a tagliare il vestito poi passo alle mutande nonna e li tutta nuda legata e con la fica bagnata mi spoglio anche io lei mi dice di fermarmi mi metto davanti a lei e comincio a strusciargli la cappella sul clitoride su e giù finche non gli scivolo dentro in un istante realizzo che sto scopando mia nonna la foga non mi fa ragionare la sbatto più forte che posso lei comincia a godere fino a venire poi mi guarda negli occhi chiedendomi se ora ero contento ma non del tutto esco da dentro di lei con una mano inizio a sditalinarla toccandole il punto G nonna è un lago raccolgo tutto nella mano e gli vado dietro lei impaurita mi dice che non dovevo profanargli l'ano ma a quel punto non ho niente da perdere lo lubrifico la prendo con la forza da i fianchi gli posiziono la cappella allo sfintere ed entro fino alle palle. Marisa urla dal dolore ma le do il tempo di abituarsi al mio cazzo e quando sento lo sfintere bello dilatato gli do dei colpi che mi fanno rimbalzare sulle sue enormi chiappe una scena stupenda nonna legata io dietro con il cazzo nel suo culo e avvinghiato alle sue tette la scopo per circa 20 minuti finche non sento che le sto per sborrare nelle budella aumento il ritmo e gli riverso tutto il liquido che avevo nelle palle nel suo sfintere. Mi pulisco e torno in me slego nonna che si lascia cadere in terra era sfinita e molto arrabbiata raccoglie tutte le sue cose e va a farsi una doccia passa tutta la giornata ma lei non mi parla la mattina seguente vado in cucina a fare colazione lei è li provo a parlare ma lei mi chiede di stare in silenzio anzi mi dice di sbrigarmi che dovevamo finire così faccio scendo in cantina quando ad un certo punto vedo nonna Marisa scendere le scale tutta nuda dicendo che avevo risvegliato in lei certe passioni e di stare tranquillo perchè anche nonno la prendeva con la forza e che questo era il nostro segreto si è fatta rilegare all'attrezzo ed abbiamo ripreso a scopare per tutta la giornata tanto che ha chiesto a i miei se potevo trasferirmi da lei in quanto sola in casa

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