Il regalo di Bruna

Scritto da , il 2012-08-03, genere trio

Pur essendo venuto in possesso del numero di telefonino di Bruna mi ero ben guardato dal chiamarla dopo la fugace scopata dei primi di giugno, con mia moglie avevamo programmato di scendere al mare dopo il 20, la casa e il giardino erano state ripulite, la dispensa era stata ricaricata di quello che poteva servire, bastava solo chiudere casa in paese e trasferirsi, un intoppo minacciò di far saltare il programma, mia moglie fu convocata dall’amministrazione scolastica per la sostituzione di un collega che aveva dato forfait agli esami di stato, comunque lei era sicura di essere assegnata in una sede sulla direttrice del mare così almeno aveva meno strada da fare e sarebbe ritornata ogni pomeriggio da me, non andò proprio così, la sede libera andava nella direzione opposta, quindi, al ritorno doveva rientrare a casa in paese, sommessamente accettai di rimanere a casa, ma le alte temperature del periodo rendevano impossibile stare dentro non tanto a me quanto ai due cagnolini che abbiamo in casa e così fu mia moglie stessa ad incitarmi a scendere al mare, così almeno i cani avrebbero superato la fase di depressione in cui stavano entrando avendo a loro disposizione un bel giardino e io in caso di calura eccessiva potevo godere del refrigerio dei condizionatori, lei mi avrebbe raggiunto nei fine settimana, scesi così al mare il 24 giugno, nel residence ancora poche presenze, regnava la quiete, io ho sempre sostenuto che il vero relax di quelle case può godersi a giugno e a settembre.
Stavo a mettere a dimora delle piantine in giardino quando arriva la macchina dei miei dirimpettai, vidi distintamente chi stava alla guida, era Giampiero il marito di Bruna, speravo ci fosse anche lei, volevo vedere l’espressione del suo viso nell’incrociarsi dei nostri sguardi, purtroppo era solo, scende dalla macchina mi vede e si avvicina alla mia siepe per salutarmi, pochi convenevoli dice di avere troppa fretta, è passato per scaricare qualcosa dalla macchina per l’imminenza dell’inizio della stagione estiva e ripartire di nuovo, un meeting della sua banca nella sede centrale, una rottura di palle della durata di una settimana proprio ad inizio estate, scarica la macchina, un ciao veloce e sparisce alla mia vista. Visto che lui stava partendo approfitto per chiamare Bruna al telefono, dopo solo due squilli mi risponde:
Bruna: Ma ciaooooooo, quale buon vento ti ha spinto a chiamarmi? Pensavo fossi stato per te solo uno sfogo passeggero.
Io: Ma non pensarlo nemmeno, non mi piace rischiare chiamandoti al telefono, adesso avevo la certezza che tuo marito non fosse con te e ho chiamato con tranquillità.
B: Allora sei al mare sicuramente, perché Giampiero doveva passare di là prima di partire per un convegno, sei con tua moglie?
Io: No sono solo soletto lei è impegnata per esami, tu quando ti decidi a scendere al mare?
B: Dovremmo scendere al rientro di Giampiero, tu stai dormendo già al mare?
Io: Si, da due giorni.
B: Senti un po’, se riesco ad organizzarmi sul tardi mi faccio una capatina, mi devi dare mezzoretta ti richiamo e ti dico se scendo.
Io: Va bene, aspetto la tua chiamata, ciao.
Riprendo le attività che stavo svolgendo aspettando pazientemente la sua chiamata che tarda ad arrivare, il telefono squilla due volte, mi balza il cuore, una prima volta è mia moglie, si dice dispiaciuta di questa situazione e non vede l’ora di finire gli esami per stare insieme, io a mia volta faccio il dispiaciuto dico che almeno ci ho guadagnato che posso usufruire dell’aria condizionata così la lascio tranquilla la seconda un tizio che ha sbagliato numero, dopo un’oretta arriva la terza chiamata è lei:
B: Sono riuscita a liberarmi, tra mezzora scendo, passo dalla rosticceria e prendo qualcosa da mettere sotto i denti, tu preoccupati solo di mettere qualcosa al fresco se vuoi bere.
Io: Ok, ti aspetto.
Metto una bottiglia di vino bianco nel freezer e faccio una doccia, fa caldo quindi metto su un boxer e una canotta, dopo poco un colpetto di clacson mi avverte che Bruna è arrivata, esco sul cancelletto, uno sguardo a destra e uno a sinisttra sulla strada, deserto, in un baleno sono oltre il cancello di Bruna, ha appena aperto la porta, la raggiungo dentro e sorridendomi si butta al mio collo e ci baciamo,
B:Pensavo avevi perso il numero del mio telefonino, speravo in una tua chiamata da quel giorno, ma tu niente.
Io: Non l’avevo perso, ma aspettavo il momento buono per usarlo.
B: Son passata in rosticceria e ho preso qualcosa per mangiare, spero non ti dispiaccia.
Si sposta verso il cucinino, svolge la carta che avvolge dei rustici e altro e comincia a sistemarli in un vassoio, indossa una gonna leggera comoda che gli arriva appena sotto alle ginocchia, attraverso la luce della cucina vedo in trasparenza le sue forme compreso lo slip che indossa, comincio ad arraparmi, la raggiungo dalle spalle, appoggio il mio pacco sulle natiche e l’abbraccio, lei mi prende la mani e me le abbassa:
B: Mamma mia che fretta che hai, tranquillo, Giampiero è partito, posso rimanere quanto voglio, ne abbiamo tempo, datti una calmata, aspettami qua che devo fare una telefonata.
Detto questo prende la via delle scale e sale al piano di sopra dove stanno le camere da letto, la sento parlottare e dopo alcuni minuti ridiscende, lei crede di fare la furba, ma mi accorgo sempre attraverso i riflessi delle luci che ha tolto le mutandine e il reggiseno, non dico niente e decido di stare al gioco.
Ricomincia a sistemare per la cenetta, apparecchia il tavolo con perizia e ad un tratto dice:
B: Ho telefonato alla mia amica Elvira, lei è già scesa qua al mare, gli ho chiesto se vuole aggregarsi a noi per cenare dato che è sola ha accettato, porterà il dolce, spero non ti dispiaccia, e poi in fondo pure la conosci.
Io: Si vabbè la conosco perché qualche volta l’ho vista qua da te, ma non ho confidenza con lei, questo significa che la nostra seratina va a farsi benedire?
B: Ma no sciocco, dopo che lei andrà via rimarremo soli.
Elvira è la moglie di un dottore, è più giovane di Bruna ed è una donna molto bella, per chi ha una certa età io la identifico con Corinne Clery (chi non la conosce può trovarla su internet), e mi è sempre piaciuta, l’ho sempre cercata su face book ma non ha un contatto e questo è rimasto un mio pallino, è una persona estroversa e alla mano, la sua presenza non mi dispiaceva proprio, però in un baleno ho riflettuto e mi sono fatto due conti: Bruna è andata di sopra per chiamarla; è ridiscesa e adesso è senza mutandine; come giustificherà questa mia presenza in casa di Bruna dato che siamo buoni amici dirimpettai ma non intimi; l’unica risposta che riuscivo a darmi a tutte le risposte era che Bruna con Elvira si fosse confidata del nostro precedente, altre risposte non ne trovavo, mi conveniva stare al gioco.
Dopo un po’ ecco che si materializza Elvira, parcheggia la macchina davanti al cancello di Bruna ed entra senza nemmeno bussare, porca miseria ce l’ho davanti e non mi sembra vero, lei saluta e fa un’espressione come di sorpresa nel trovare me in casa, ma non è brava a fingere, da parte mia sto al gioco, oramai la convinzione della combine tra loro due si fa sempre più forte, si rompe il ghiaccio e iniziamo a parlare, io mi rivolgo ad Elvira dandogli del lei come del resto avevo sempre fatto, Bruna interviene subito “Ahhhh, non esiste proprio, dovete darvi del tu, siamo tra amici”, con fatica mi sblocco e iniziamo a parlare cordialmente come vecchi amici, un altro particolare non sfugge ai miei occhi, Elvira ha portato una torta confezionata comprata di sicuro alla pasticceria del borgo marinaro, sicuramente non aveva avuto il tempo di andarla a prendere dopo la chiamata di Bruna, vediamo dove andremo a parare, ci sediamo per assaggiare qualcosa, manca da bere, torno velocemente a casa mia e prendo la bottiglia dalla ghiacciaia, la stappo e possiamo così iniziare a pasteggiare, ci si racconta qualcosina, le solite cose, come è trascorso l’inverno, come è programmata l’estate, e io rimango affascinato dalle movenze di Elvira, questa donna è un miele, sono estasiato solo al pensiero di essere nella stessa stanza e per di più seduta vicina allo stesso tavolo da dove posso sentire il buon profumo del quale si è aspersa, si alza per andare a prendere un bicchiere sopra il lavello, indossa una gonna lunga di cotone di quelle con i ricami fatti a mano e sempre quello spiraglio di luce galeotta mi fa deliziare delle forme di Elvira anche questa volta attraverso le trasparenze, sono già eccitato da un pezzo ma questa visione riesce a portarmi anche un po’ di irrequietezza, intanto la bottiglia è quasi finita, loro ne hanno appena assaggiato un bicchiere a testa, il resto l’ho scolato io, Bruna si accorge che le mie attenzioni pendono più verso la sua amica che verso di lei, si alza per togliere qualcosa da sopra il tavolo e si appoggia su di me, torna a sedersi e avvicina la sua sedia alla mia, mi accarezza un braccio, poi di colpo mi chiede di spostarmi un po’ indietro con la sedia, la accontento non ne capisco il motivo, poi scoppiando in una delle sue risate e agendo come se fosse brilla (ma non poteva esserlo) si siede sulle mie gambe, io mi sento un po’ imbarazzato per la presenza di Elvira e mi limito solo ad appoggiargli le mani sui fianchi, Elvira guarda come meravigliata, ma continua a non sapere fingere, Bruna prende le mie mani e le spinge più in basso, ad un tratto si solleva un po’ e alza la gonna, riabbassandosi si sposta un po’ di lato e mette le cosce a cavalcioni su una delle mie, avverto immediatamente il calore della sua passera che è venuta a contatto con la mia coscia, situazione imbarazzante o no infilo le mani sotto la gonna e le piazzo direttamente sulla vagina, lei si apre e lascia che la esplori, è già un vulcano in eruzione, si sfila il vestito e rimane nuda seduta su di me, comincio a massaggiargli le spalle, gliele bacio, poi passo le mani davanti sui seni, non sono eccezionali ma tanto vale stimolarla, intanto lei armeggia al mio boxer tentando di slacciarlo, mi sfilo la canotta e rimango a petto nudo, Elvira che fino a quel momento era rimasta impassibile si alza, mi viene dietro e mi passa una mano sulla schiena, il mio corpo è percorso da brividi indescrivibili, reclino la testa verso dietro, voglio far capire ad Elvira che voglio un bacio, se con lei non si andrà oltre almeno voglio che mi rimanga impressa la morbidezza delle sue labbra, lei si china e appoggia le sue labbra sulle mie, cerco la sua lingua, la trovo e iniziamo a mulinarle una contro l’altra, non mi sembra vero quello che sta accadendo.
Bruna pone fine al gioco, si alza e chiede di liberare il tavolo, lo facciamo tutti e tre insieme è questione di attimi, Bruna si sdraia sul bordo del tavolo con le gambe aperte, allunga le mani per cercarmi e appena vicino mi prende per la testa e me la spinge verso la sua vagina, mi metto a cavalcioni come i calciatori e comincio a slapparla in lungo e in largo, infilo prima un dito nel suo canale, poi due, è fradicia, mugola in continuazione, ad un certo punto accade una cosa che non avrei mai immaginato, Elvira si piazza di fianco al tavolo, dapprima passa una mano tra le testa di Bruna, la guarda in modo amorevole come fosse una bimba che sta scontando un sacrificio, poi si china e la bacia sulla bocca, cazzoooooo, ma queste due sono lesbiche, anche se ho sempre interpretato la vita in modo assolutamente libertino concedendomi anche dei rapporti incestuosi (mamma, sorella e cugina), la cosa mi prende di sprovvista, ma bastano pochi attimi per porre fine al mio stupore, in fondo se riesco a scoparmi anche Elvira chi se ne frega se è lesbica, lascio fare loro e continuo pure io, mi risollevo dalla posizione, lascio cadere il bermuda, ho un pezzo di carne che è infuocato tra le gambe, tiro fuori dal bordo del tavolo Bruna gli appoggio la cappella alla vagina e con un solo colpo gli sono tutto dentro, lei ha un sussulto, intanto Elvira gli sta succhiando i capezzoli, allungo una mano verso Elvira, lei capisce che la voglio vicina, si posiziona dandomi le spalle, infilo una mano sotto la gonna, gli afferro lo slip e glielo abbasso, non gli concedo nemmeno il tempo di sfilarlo sono già tra le sue cosce con la mano come un coltello, giro la mano di piatto per allargarla lei sembra avere un ripensamento, ma si convince e cede allargando le gambe, sto stantuffando Bruna e stimolando Elvira, Bruna è proprio arsa, si mette ad urlare che sta venendo, un po’ di tremori annunciano che ha avuto un grande orgasmo, sto per eiaculare, mi fermo appena in tempo, non voglio perdere l’occasione di trombare la bella Elvira, eiaculando passerebbe il momento favorevole, sfilo il membro da Bruna e prendendola per le natiche la spingo un po’ indietro dal bordo del tavolo, lei capisce e aiutandosi si tira dietro, il mio sguardo incrocia quello di Elvira gli faccio cenno di accomodarsi, lei è titubante, con una mano gli indico la vagina di Bruna, lei gli passa una mano sopra, Bruna viene scossa nuovamente dai brividi, gli piace, faccio cenno ad Elvira di posizionarsi sopra Bruna e lavorarla con la lingua, ha un po’ di ritrosia ma accetta, gli indico di mettersi a pecorina sul bordo del tavolo e leccarla da quella posizione, appena si china gli sollevo la gonna e gli pianto un dito sulla vagina, è la prima volta che la vedo, favolosa, cercata ardentemente e mai trovata, adesso Bruna me la offriva su un vassoio d’argento, è già bagnata, non perdo tempo gli apro le natiche con le mani e senza pensarci due volte la penetro, un paio di colpi e sono completamente dentro, una cosa celestiale, un godimento altissimo, nel frattempo che sbatto Elvira sento Bruna che ha un altro orgasmo, la cosa mi eccita ancora di più e va a farsi benedire la voglia di rimanere il più possibile dentro Elvira, l’eiaculazione si presente immediata alla porta, sfilo il membro da quel posto incantevole lo blocco con due dita, con qualche colpetto di masturbazione lascio che tutta la sborra si accumuli nel prepuzio e mi porto di fianco alle due mie belle lesbiche, Elvira rimane nella posizione appoggiata sul tavolo. Bruna si solleva un po’, le due bocche sono vicine, avvicino il glande tra le due e rilascio il dito, entrambe dischiudono le labbra e possono assaporare quella panna biancastra, poi alternandosi lo prendono in bocca e lo ripuliscono per bene. Certo usciti dalla foga siamo rimasti un po’ meravigliati dall’accaduto, non tanto per me e Bruna che avevamo avuto il precedente, quanto per l’inserimento nel gioco di Elvira, ma alla fine hanno confessato che la cosa l’avevano già discussa prima, in fondo avevo visto bene, la sola novità è stata che hanno messo a nudo la loro natura di lesbiche, a me personalmente non fa ne caldo ne freddo, loro sono un po’ sotto scacco, ma non sognerei mai di ricattarle per questo anche perché si sono dichiarate disponibili a continuare la tresca nel prossimo inverno, basta solo organizzarsi. La serata l’abbiamo chiusa consumando l’ottima torta che aveva portato Elvira, adesso ci godiamo le vacanze con le famiglie che si sono riunite al mare, quando incontro Elvira gli dò come sempre del Lei, con Bruna continuiamo a salutarci con la cordialità di sempre. Appena ci saranno sviluppi aggiorno la situazione. Un abbraccio a tutti e buone vacanze.


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