Jack ed io infine

Scritto da , il 2012-07-28, genere gay

Jack ed io eravamo amici da quando avevamo 12 anni e dal primo giorno che avevo posato gli occhi su di lui, lo avevo desiderato più di qualsiasi altra cosa al mondo. Lui era una delle cose più belle che dio avesse creato. La sua pelle era permanentemente abbronzata ed aveva il più sorprendente paio di occhi marrone scuro sempre brillanti anche al buio. Tutto in lui era perfetto, la sua faccia abbronzata e liscia, i capelli castani scuri e corti e le sopracciglia spesse e profonde. L’immagine del suo magnifico corpo poteva tenermi sveglio ogni notte pensando a quanto desideravo sentirne il profumo ed appoggiare la testa sul suo torace abbronzato e liscio. La gente ci chiamava spesso gemelli, ma io ero un po' più alto e più magro. Aveva un corpo perfetto da nuotatore, spalle e torace ben fatti e gli addominali stretti erano ben definiti ma non eccessivamente muscolosi. Le gambe erano lunghe ed abbronzate ma non grosse ed i peli si fermavano alle ginocchia lasciando le cosce lisce e lunghe fino all’inguine. Il suo culo era la glassa sulla torta ed io avrei dato il mio braccio destro per toccarlo. Col passare degli anni divenne anche più bello ed il mio amore per lui divenne più forte. Ma sfortunatamente Jack non era gay ed aveva una ragazza fissa al liceo. I miei sentimenti per lui non potevano comunque spegnersi. Che fosse gay o no non potevo modificare il mio desiderio e vivevo sperando e pregando che lui sentisse lo stesso per me. Ricordo che una sera ad una festa avevamo bevuto ed io ero piuttosto ubriaco come lo era anche Jack. Mi ricordo di essermi inclinato su di lui ed aver bisbigliato: “Ti amo” nel suo orecchio. Lui mi bisbigliò: “Anch’io ti amo.” Quella sera più tardi lui scomparve con la sua ragazza ed il giorno seguente mi disse che finalmente lo aveva ‘fatto’ con lei. Io ero sconvolto, mi sentivo come se la mia vita fosse finita e l'avessi perso per sempre. Da quel momento alle feste sparivano per fottere tutto il tempo. Ci furono alcune occasioni in cui pensai che qualche cosa stesse per accadere tra noi, ma non accadde mai. Più probabilmente ero io che immaginavo le cose.
Terminata la scuola andammo in città diverse per frequentare l’università. Lui si separò dalla sua ragazza e la cosa mi fece tornare la speranza, ma poi decisi che dovevo farmi la mia vita. Andai con ragazze ma non riuscii mai a trovare vero piacere in loro. Capii che ero gay e non potevo combattere l’evidenza. Solo dopo il mio diciannovesimo compleanno andai da Jack per il fine settimana. Lui lavorava part time in un ufficio in città. L'aspettai nel parco al di là della strada fino a che non finì il lavoro. Erano passati 6 mesi da quando l’avevo visto l’ultima volta e in quel frattempo avevo frequentato la palestra sviluppando torace e braccia.
“Ehi cagna!” Conoscevo quella voce. Mi voltai e vidi Jack che camminava verso di me con quel grande sorriso. Indossava stretti pantaloni neri ed una camicia rossa. Aveva un aspetto favoloso.
“Stai andando in palestra? Ti vedo veramente bene” Mi disse.
“Sicuro che lo faccio, amico. Scommetto che ora posso batterti” Ho risposto facendogli l'occhiolino.
“Lo dubito” Disse sorridendomi.
Discutemmo su quello che avremmo fatto la sera e decidemmo di andare al bar prima di tornare a casa sua più tardi.
Ci fermammo per una pizza, avevamo fame e non volevamo bere a stomaco vuoto.
“Così come vanno le cose con Rachele? Non ne hai mai parlato.” Gli chiesi. Lui mi guardò e fece la faccia scura.
“Non al meglio. Continuiamo a litigare e sono secoli che non fottiamo. Sono arrapato come una capra!” Tentai di sembrare preoccupato.
“Ah vedrai che tutto si aggiusterà.” Che era esattamente il contrario di quello che volevo dire.
“Vedremo...... vedremo” Mi disse con un brutto sorriso.
Dopo la pizza andammo in alcuni pub ed incontrammo alcuni suoi amici. Erano tutti piuttosto simpatici, ci facemmo molti drink e mi trovai bene con loro. Circa all’una di notte tutti decisero di andare a casa ed anche noi ce ne andammo. Eravamo un po’ ubriachi ma ancora controllati.
“Vuoi andare in un night, bel tipo?” Mi chiese Jack. Io accennai col capo e lui mise un braccio intorno alla mia vita e ci avviammo. Lui diventava molto affettuoso quando era ubriaco. Inferno, la cosa non mi preoccupava! Finimmo in un grande night dove c'era un Rave happening. Io non ne avevo visti molti ma mi divertii ascoltando la musica. Jack scomparve per un po’ così io ballai e mi persi nella musica. Un po’ più tardi io sentii qualcuno appoggiarsi a me e due braccia mi circondarono il torace. Sentii un mento appoggiarsi sulla mia spalla ed una voce nel mio orecchio: “Ti stai divertendo, ragazzo sexy?” Ancora una volta riconobbi quella voce.
“Sì.” dissi io.
“Anch’io.” Rispose Jack piano.
Inclinai indietro la testa contro di lui e lui aumentò la presa intorno a me e pigiò il suo corpo sodo contro il mio. Potevo anche sentire qualche cosa d’altro di molto duro!
Seguimmo la musica in questa posizione per quella che sembrò un'eternità. Poi allentai la presa sulle sue mani e mi voltai ad affrontarlo. Lui si inclinò in avanti e mise le sue braccia intorno a me mentre io l'abbracciavo. Appoggiai la testa sulla sua spalla e la mia guancia contro la sua.
“Carlo.” Bisbigliò.
Alzai la testa e lo guardai. L'espressione sulla sua faccia mi disse un milione parole. Alzò la mano e mi prese la testa portandomi a se. Nulla poteva fermare quello che stava per accadere. Io chiusi gli occhi e mi appoggiai indietro. Le nostre labbra si toccarono per la prima volta e la folata di emozioni che seguì era indescrivibile; io stavo aspettando questo momento da un’enternità. Le sue labbra erano morbide ed umide mentre le baciavo lentamente. Le nostre bocche si aprirono e lui fece scivolare la sua lingua ad incontrare la mia. Io colpii la sua lingua con la mia tentando furiosamente di sentirne il sapore. Si tirò indietro e mi disse: “Ora vuoi che andiamo a casa?” Non ebbi bisogno di rispondere, rapidamente lasciammo il bar per prendere il primo autobus che ci portasse in periferia.
Seduti sul bus non aprimmo bocca, eravamo seduti con le gambe appoggiate a quelle dell’altro. Io pensavo a leccare il suo culo ed ingoiare il suo sperma. Non sapevo quello che stava pensando Jack, ma stavo per scoprirlo!
Appena arrivati al suo appartamento mi afferrò e cominciò a baciarmi appassionatamente. Mi tirai indietro e dissi: “Il tuo coinquilino è qui?”
“No, è via tutta la settimana dai suoi genitori. Siamo solo noi due.” Jack sorrise, afferrò la mia mano e mi condusse alla sua camera da letto. Accese la lampada e si sdraiò sulla schiena sul suo letto. Io non avevo bisogno altro incoraggiamento e mi sdraiai su di lui guardandolo negli occhi.
”Desideravo farlo da tanto, Jack. Ti amo tanto.”
“Anch’io ti amo.” Mi tirò giù e ci baciammo per secoli esplorandoci l'un l'altro i corpi con le mani. Pigiai il mio uccello contro il suo e cominciai a strofinare contro i suoi vestiti. Lui fece altrettanto e questo mi rese così arrapato che quasi eiaculai. Afferrai la protuberanza nei suoi pantaloni per sentire il contorno del suo uccello. Era lungo circa 20 centimetri, ragionevolmente grosso e da quello che potevo sentire tagliato come il mio. Cominciai a carezzare il suo uccello attraverso i suoi vestiti. Lui cominciò a tendersi, si appoggiò indietro e chiuse gli occhi. Capii che era già vicino ad eiaculare, così smisi ed alzai le mani per tirargli via la camicia. I suoi addominali perfetti ed il torace mi furono rivelati quando gliela tolsi dalla testa e la gettai a terra. Tirandolo verso di me cominciai a succhiargli i capezzoli e leccargli il torace. La sua pelle era liscia come seta ed il profumo leggero di sapone e sudore mi stava inebriando. Lui mi tolse la camicia ed io mi sdraiai sulla schiena permettendogli di lavorare su me. La sua esperienza con ragazze era certamente un bonus perché lui sapeva come giocare con i capezzoli. Ma stavo per scoprire che sapeva anche come giocare con qualche cosa d’altro. Mi aprì i pantaloni e mi tirò via le mutande rivelando il mio l'uccello palpitante da 18 centimetri. Non era mai stato più duro in tutta la mia vita. Senza perder tempo aprì la bocca e prese dentro tutto il mio uccello. Mentre le sue labbra morbide si chiudevano intorno all'asta, la sua lingua ha cominciato a turbinare intorno alla testa del cazzo. Immediatamente fui trasportato in luoghi lontani. Lui si mosse lentamente su ed in giù, succhiandolo con forza per non farselo scappare. Anche se era il primo cazzo che succhiava, sicuramente sapeva quello che stava facendo! Cominciò ad andare sempre più veloce e cominciò strofinarmi le palle doloranti. Avrei voluto che non finisse mai, ma troppo presto dovetti ansare: “Jack fermati! Non voglio sborrare.” Lui tolse la bocca dal mio pene, si alzò e mi baciò. Aveva un grande sorriso sulla faccia. “Cazzo, uomo! Dove hai imparato a farlo?” Gli chiesi.
“Ehi so quanto è bello, così è più facile capire come fare.”
Ed io sapevo quello che volevo fare, volevo dannatamente il suo culo. Dissi a Jack di mettersi a quattro zampe col culo di fronte a me. Anche se aveva ancora i pantaloni, il solo vederlo mi avvicinava all’eiaculazione. Afferrai le natiche, le spremetti insieme e poi le allargai. Jack gemette piano. Continuai a giocare con le sue chiappe in attesa di quello che c’era sotto la stoffa. Lentamente gli tirai giù i pantaloni rivelando la cima della fessura. Mi sporsi in avanti, lo baciai e ne aspirai il profumo. Volevo fottergli il culo più di qualsiasi cosa al mondo. Tirai giù completamente i pantaloni rivelando il culo abbracciato dalle mutande biancche. C'era una piccola macchia di sudore dove c’era il buco e dove fra poco sarebbe stato il mio uccello. Avanzai e pigiai il cazzo contro la macchia bagnata sulle mutande. Pigiando più forte mi chinai in avanti, afferrai le sue spalle, gli baciai la nuca cominciando a spingere più forte e Jack cominciò a gemere e gridare: “Oh da quanto ti voglio! Riempimi col tuo sperma!” Non avevo bisogno di altro incoraggiamento, mi allontanai e gli strappai le mutande rivelando il bel culo invitante. Era perfettamente liscio ed aveva una piccola striscia di peli morbidi che fiancheggiavano la fessura. Gli allargai le natiche per mettere in mostra il buco. Jack emise un piagnucolio quando cominciai febbrilmente a leccarlo e succhiarlo. Ci sputai sopra ed inserii la lingua nel buco. “Oh dio siii! Per favore mettici dentro il cazzo!” Lui stava gridando. Mi leccai l’indice e lo feci scivolare dentro; lo mossi dentro e fuori, poi vi misi dentro due dita. Era ben lubrificato e sudato ora ed io ero pronto ad incularlo. Tirai il culo verso di me e pigiai la testa dell’uccello contro il buco. “Oh si! Lo voglio dannatamente!” Ansò Jack spingenso il culo contro il mio pene e facendovi entrare quasi la testa. Mi chinai in avanti e lasciai che lentamente il suo piccolo buco prendesse dentro la mia cappella. Jack ansò e cominciò a respirare affannosamente. “Tutto bene, baby?“ Chiesi. “Sì… solo fallo lentamente” Rispose. Lasciai il mio uccello fermo per circa 30 secondi prima di spingerlo lentamente un po’ più in là, un poco per volta. In breve fui completamente dentro l'amore della mia vita. Mi fermai per un secondo per assaporare quello che sentivo. Era caldo e morbido. Cominciai a muoverlo dentro e fuori lentamente per non fargli male. Lui afferrò le mie cosce e cominciò a tirarmi dentro. “Inculami! Più forte, più forte! Ti voglio troppo!” Afferrai le sue natiche e cominciai ad incularlo come se non ci fosse un domani. Andai sempre più forte e Jack cominciò a pigiare il suo culo contro le mie nella stessa maniera. Mi chinai in avanti per poter essere sopra di lui, baciargli la nuca e mettere le mani sulla parte inferiore del suo torace. Lui mise le sue mani sulle mie mentre eravamo in quel ritmo paradisiaco. “Sto per eiaculare, Jack, non riesco a resistere più a lungo” Bisbigliai. Lui afferrò le mie mani con forza ed io cominciai a pompare più velocemente fino a che quella sensazione di bruciore nel mio uccello raggiunse il punto di non ritorno. Chiusi gli occhi e con un'ultima spinta esplosi dentro di lui. Scoppio dopo scoppio di sperma fluii dentro di lui mentre noi gridavamo in un’agonia felice. Dopo quello che sembrò un orgasmo durato 10 anni, io tolsi l’uccello ancora duro e mi sdraiai vicino a lui. Jack sembrava ancora più bello dopo avere avuto l’inculata della sua vita: ci baciammo per almeno 10 minuti. Poi Jack si alzò e si sedette sul mio torace con l’uccello contro la mia faccia. Io lo presi tutto in bocca e lo succhiai con forza. Quasi immediatamente lui si tese su ed io capii che stava per venire. Misi un dito nel suo culo mentre la sua respirazione diventava ansante e poi lui eruttò dentro di me. Tirai le sue anche contro la mia faccia per non perderne una goccia. Il suo sperma aveva un sapore così caldo e buono che l'ingoiai tutto nonostate esplodesse per 10 volte. Quando smise di sborrare estrasse il pene e si sdraiò con la testa posata sul mio torace. Io gli accarezzai i capelli e lui mi disse: “Valeva la pena aspettare 19 anni...!!!.” Ed io ero d'accordo.

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